Qualche giorno fa, sul Giornale di Brescia, è stato pubblicato un articolo sul «restyling» della Stazione ferroviaria di Brescia.
- Molto è stato fatto, ma molto si deve ancora fare. Si è parlato della mancanza di una sala d’attesa, di un deposito bagagli... ma nessun accenno è stato fatto alle «numerose» scale presenti nel sottopassaggio che, tra l’altro, collega il centro della città con la zona sud e che ogni giorno è attraversato da centinaia di persone, viaggiatori e non.
- Mi spiego: abito in via Corfù (Brescia Due), e, da due mesi, sono diventata mamma di una splendida bambina.
- Ebbene, sono due mesi che, se non in compagnia di mio marito, non posso più recarmi a piedi da sola in centro per fare una passeggiata con mia figlia in carrozzina, perché le scale del sottopassaggio rappresentano per me un ostacolo insuperabile.
- Purtroppo non sono abbastanza forte per poter scendere e salire le scale sollevando la carrozzina da sola! - È vero, ci sarebbero altre vie d’accesso al centro: via Corsica, per esempio, ma non c’è un marciapiede adeguatamente spazioso per poter passare con una carrozzina, per non parlare poi del traffico e dello scarico delle auto ad altezza di bambino! - Lo stesso vale per il cavalcavia Kennedy, che, oltre ad essere molto trafficato, allungherebbe di molto il percorso per raggiungere il centro.
- Conclusione: per risolvere questo mio piccolo problema, ho deciso di comprare un marsupio per portare mia figlia a passeggiare in centro.
- Ma a questo punto sono portata a fare una riflessione: come fanno tutte quelle persone diversamente abili, e quindi, meno fortunate di me, a superare queste barriere architettoniche per poter prendere un treno o semplicemente, come me, prendere una scorciatoia per raggiungere il centro?
- Molto è stato fatto, ma molto si deve ancora fare. Si è parlato della mancanza di una sala d’attesa, di un deposito bagagli... ma nessun accenno è stato fatto alle «numerose» scale presenti nel sottopassaggio che, tra l’altro, collega il centro della città con la zona sud e che ogni giorno è attraversato da centinaia di persone, viaggiatori e non.
- Mi spiego: abito in via Corfù (Brescia Due), e, da due mesi, sono diventata mamma di una splendida bambina.
- Ebbene, sono due mesi che, se non in compagnia di mio marito, non posso più recarmi a piedi da sola in centro per fare una passeggiata con mia figlia in carrozzina, perché le scale del sottopassaggio rappresentano per me un ostacolo insuperabile.
- Purtroppo non sono abbastanza forte per poter scendere e salire le scale sollevando la carrozzina da sola! - È vero, ci sarebbero altre vie d’accesso al centro: via Corsica, per esempio, ma non c’è un marciapiede adeguatamente spazioso per poter passare con una carrozzina, per non parlare poi del traffico e dello scarico delle auto ad altezza di bambino! - Lo stesso vale per il cavalcavia Kennedy, che, oltre ad essere molto trafficato, allungherebbe di molto il percorso per raggiungere il centro.
- Conclusione: per risolvere questo mio piccolo problema, ho deciso di comprare un marsupio per portare mia figlia a passeggiare in centro.
- Ma a questo punto sono portata a fare una riflessione: come fanno tutte quelle persone diversamente abili, e quindi, meno fortunate di me, a superare queste barriere architettoniche per poter prendere un treno o semplicemente, come me, prendere una scorciatoia per raggiungere il centro?
STEFANIA DE LUCA - Brescia -














































