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Lunedì, 21 Dicembre 2009 Daniele Piacentini, gdb
Stranieri e convivenza:
perché chi dissente tace?
perché chi dissente tace?
A Coccaglio un incontro sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione promosso dall’Associazione Gervasio Pagani
«Cittadinanza, integrazione, responsabilità»: aveva un titolo impegnativo l’incontro di venerdì scorso a Coccaglio promosso dall’associazione «Gervasio Pagani». Nonostante la complessità dei temi proposti la serata - organizzata dopo la vicenda «White Christmas» - ha ricevuto ampio riscontro di pubblico: all’iniziativa hanno partecipato almeno 120 persone, in un Auditorium “San Giovanni Battista” innevato all’esterno e gremito all’interno come poche altre volte si è potuto vedere. In sala si sono presentati numerosi esponenti franciacortini del Partito Democratico, il segretario della Camera del Lavoro di Brescia, Marco Fenaroli, e il responsabile locale della Cgil Immigrati, Ibrahima Djallo, oltre a Maria Grazia Fasoli delle direzione nazionale Acli. La platea, però, era formata in gran parte da cittadini di Coccaglio, interessati a capire quel che sta accadendo nel proprio territorio, aldilà delle polemiche e delle contrapposizioni anche aspre di queste ultime settimane. La volontà di comprensione ed analisi delle vorticose trasformazioni in atto è stata percepita anche da don Virgilio Colmegna, presidente della Casa della Carità di Milano. Il sacerdote, introdotto da Riccardo Imberti della “ Pagani” che nel suo intervento aveva elencato tutte le ordinanze dei comuni franciacortini fonti di forte polemiche (Coccaglio, Trenzano, Cologne e quelle ormai “storiche” dell’ex sindaco di Rovato, Roberto Manenti), ha invitato i presenti a «non lasciarsi prendere né dallo sconforto, né dalla rassegnazione: in questi tempi complessi è più che mai necessario rimboccarsi le maniche e usare tutta l'intelligenza per capire come il rancore sia diventato il tratto identitario che cementa parte delle nostre comunità, alimentando politiche che non risolvono i problemi ma che invece da essi traggono il proprio consenso elettorale. Bisogna evidenziare i buoni discorsi e le buone opere, recuperando quel sentimento di vita piena di tenerezza che è tipica di ogni cristiano». Una riflessione condivisa anche dal giornalista Jean Leonard Touadi, parlamentare Pd originario del Congo ed in Italia dal 1979. «Il problema – ha detto Touadi - non è il vociare degli imprenditori della paura, ma il silenzio degli onesti. In questi anni si è costruito un immaginario dell’insicurezza che ha il proprio acme nel pacchetto Maroni. È il momento di scelte di campo nette per ribaltare la scala di valori propugnata da questa destra alla società: non si può più parlare di immigrazione e integrazione solo con il linguaggio dell’ordine pubblico».














































