[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied STUPRATA A FIRENZE DA SETTE GIOVANI 'BENE': sviluppi
FIRENZE - L'hanno costretta a salire su un'auto. Poi, uno alla volta, per sette volte, l'hanno violentata. Uno stupro durato quasi due ore. A raccontarlo è stata una fiorentina di 22 anni. La giovane, ha spiegato, conosceva due dei suoi aggressori, gli altri cinque li aveva incontrati la sera stessa, venerdì scorso, alla Fortezza da Basso, in centro a Firenze, fra un cocktail e una chiacchiera. La scorsa notte sette giovani sono stati fermati dalla squadra mobile di Firenze, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Hanno fra i 20 e i 25 anni, sono toscani, incensurati, molti studenti universitari di buona famiglia. Uno è un regista amatoriale di film splatter: la ventiduenne aveva recitato in una sua pellicola.
"L'hanno stuprata dopo averla fatta bere tanto e averla ridotta in condizioni tali da non poter reagire", ha spiegato l'avvocato Lisa Parrini, che assiste la giovane. Un'accusa che compare come aggravante nell'ipotesi di reato a carico dei sette. Gli agenti, coordinati dal pm fiorentino Pietro Suchan, hanno ricostruito quella serata grazie al racconto della ragazza. Ma "le attività investigative - ha spiegato il questore di Firenze, Francesco Tagliente - sono tuttora in corso. La vicenda è molto delicata". In base a quanto spiegato dalla ventiduenne, venerdì sera è uscita con tre sue amiche per incontrare il registra splatter e un altro giovane conosciuto da tempo. Questi si sono presentati con cinque amici. Intorno alle tre, la ragazza è rimasta sola con i sette. A quel punto, ha raccontato, l'hanno costretta a salire sull'auto di uno di loro, in sosta vicino alla Fortezza, e a turno l'hanno violentata. "Nessuno - hanno detto gli investigatori - si è accorto di quanto stava accadendo: il luogo è appartato".
Per l'avvocato Claudio Casciani, che difende il regista splatter, "non c'é stato alcuno stupro. Erano tutti ubriachi: é stato solo un gioco erotico, stupido ma non violento. Dovremmo essere in grado di dimostrare che quella sera la ragazza è salita sull'auto senza che nessuno la forzasse. Sapeva cosa stava facendo".
L'incubo è finito alle 4.30, quando i sette hanno abbandonato la ragazza nel parcheggio. Lei, sotto choc, avrebbe pensato pure al suicidio. Poi è andata in ospedale: i medici hanno riscontrato i segni della violenza. Gli agenti sono risaliti al branco partendo dai due amici della vittima e attraverso alcune foto della serata, non compromettenti, pubblicate su un blog.
"Quanto è successo deve far riflettere - ha detto il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici -. Viene confermata la necessità del controllo sull'uso e l'abuso degli alcolici". Mentre l'assessore Graziano Cioni ha sottolineato come "anche a Firenze" ci sia "il branco. Non si tratta di stranieri, sono figli nostri. Quando si tratta di violenza sulle donne non è un problema di razze, ma di una bastarda cultura maschile".
I sette giovani adesso sono in carcere, in attesa della convalida dei fermi. Il presunto capobranco sarebbe lo studente universitario che a tempo perso gira film splatter. In uno, spiega un sito di cortometraggi horror/erotici, recita: la sua parte è quella di un uomo dalla "sessualità deviata".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Ven 01 Ago, 2008 15:16, modificato 1 volta in totale
Stuprata dal branco
il capo è un regista di film splatter
I fermati sono tutti studenti di età compresa tra i 20 e i 25 anni. Lo stupro era avvenuto al termine di una serata all'insegna dell'alcol
di Franca Selvatici
Sono tutti in manette. Sono i sette giovani ritenuti responsabili dello stupro di gruppo avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nei giardini della Fortezza da Basso, a Firenze. Al termine di una serata passata in giro da un locale all'altro, e condita da tanti alcolici, avevano cominciato a toccare e palpeggiare una 22enne, per poi portarla in una zona appartata e violentarla in gruppo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori i fermati si sono dati appuntamento, venerdì sera, con quattro amiche, tra cui la 22enne, per trascorrere la serata in compagnia. A un certo punto le amiche della giovane sono andate via, lasciandola sola con i sette ragazzi. A quel punto i giovani hanno cominciato a palpeggiarla e, dopo averla condotta in un punto isolato dei giardini, l'hanno stuprata in gruppo. Tra i fermati ci sono sia italiani che stranieri, tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni e tutti studenti universitari.
Lo stupro è stato confermato anche dal referto medico realizzato dall'ospedale di Careggi, dove la ragazza era andata a farsi medicare. Dopo qualche giorno, ripresasi dallo shock, la 22enne ha trovato il coraggio di andare alla polizia e denunciare i suoi stupratori.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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Ragazza stuprata dal branco
Sei giovani e un regista 'splatter'
Dopo averla fatta bere ad una kermesse musicale l'avrebbero fatta salire in auto violentandola a turno in una strada buia. La ragazza, abbandonata dal gruppo, raggiunge l'ospedale di Careggi. "Erano tutti ubriachi - ha detto il difensore di uno dei giovani - E' stato solo un gioco erotico stupido, ma non violento"
Firenze, - Dalla passione per il cinema alla tremenda realtà, dai film 'splatter', horror con scene forti ed effetti speciali, a uno stupro di gruppo sul sedile posteriore di un’auto, da parte di sette ragazzi tra i 20 e i 25 anni - tra cui un attore-regista di questo genere spinto - ai danni di una studentessa universitaria fiorentina ventiduenne, sua amica e attrice occasionale dei suoi film. E’ accaduto nella notte tra il 25 e il 26 luglio a Firenze, zona Fortezza da Basso.
La ragazza, ancora sotto choc, ha sporto denuncia alla Mobile che, dopo aver indagato sotto traccia per 5 giorni ha dovuto effettuare, la notte scorsa, a notizia della violenza trapelata, sei 'fermi di iniziativa', più uno su mandato del sostituto procuratore Pietro Suchan: in manette il regista-attore, 5 studenti universitari e un ragazzo che lavora nell’azienda tessile del padre. Tutti incensurati. Un’accelerata alle indagini che ha avuto non poche ripercussioni con la procura di Pistoia (dove vivono, tra Pescia e dintorni, quasi tutti i ragazzi accusati dalla giovane) che ieri mattina ha premuto con la questura perché non fosse tenuta la conferenza stampa già convocata dal questore Francesco Tagliente e dal vicedirigente della Mobile, Fabio Pocek, che insieme al commissario capo Alfonso Di Martino conduce le indagini.
Il settimo risiede nell’Empolese, anche lui come gli altri con le famiglie, rimaste sgomente quando, di sera e in piena notte, la polizia ha bussato a casa. La convalida di un fermo è già stata effettuata, forse già oggi le altre, a Firenze e a Pistoia, dove si occupa degli accertamenti il sostituto procuratore Ornella Galeotti. Se i giudici riterranno probanti le dichiarazioni della ragazza e i primi riscontri della squadra Mobile - nella cartella clinica della ragazza di 22 anni si parla di segni di morsi al seno e sulle parti intime - i provvedimenti potrebbero essere tramutati in custodia cautelare. Oltre ai primi esami medici, e il tampone vaginale, potrebbero essere disposti accertamenti tossicologici per sapere se la ragazza è stata drogata. Solo uno dei sette accusati di stupro è stato fermato a Firenze, vicino al luogo della violenza, nell’area della Fortezza dove è in corso una kermesse cultural-musicale: concerti, proiezioni, teatro, letteratura. E dove è iniziato il fattaccio. Tra i ragazzi sottoposti a fermo, Lorenzo Lepori, studente universitario, appassionato di cinema, appunto del genere 'splatter', all’occasione regista e attore.
La ragazza vittima del presunto stupro di gruppo, avrebbe girato per lui almeno un cortometraggio. Proprio la possibilità di riscuotere un po’ di soldi per la sua partecipazione al film, avrebbe costituito la trappola in cui è cascata, secondo quanto lei stessa ha raccontato. "Vieni, passa a salutarci a ‘Firenze in Fortezza’ ci saranno anche altri amici. Ti dobbiamo dare un regalo".
La telefonata sarebbe partita proprio da Lorenzo, da tempo suo amico; come un altro dei ragazzi. Sconosciuti invece, così lei avrebbe raccontato, gli altri giovani incontrati alla festa: oltre a cinque ragazzi, tre ragazze. L’appuntamento era fissato verso le 22,30-23. La serata procede bene, ma i cocktail a base di superalcolici passano di mano in mano. Lei beve: "Me ne hanno fatti bere tanti, non so dire quanti", dirà alla polizia. Circostanza rilanciata dall’avvocato della ragazza, Lisa Parrini. La vittima quasi non sta in piedi quando la serata, verso l’una e trenta, sembra volgere al termine.
Il gruppo si avvia all’uscita della rassegna, tre ragazze salutano la compagnia e vanno a casa. Lei rimane sola coi sette. Forse le offrono un passaggio perché lei non sta in piedi. Salgono nelle auto, vanno in direzione di una strada vicino alla ferrovia, buia, isolata. Fermano le macchine. "Ero nel sedile dietro, mi hanno distesa, alzata la gonna e violentata, a turno". Alle 4,30 è tutto finito. La lasciano lì e da sola, sembra, la ragazza va all’ospedale di Careggi, da dove viene chiamata subito la polizia.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Sabato, 2 Agosto : 2008 Gigi Paoli, Cosimo Zetti, La Nazione
Ora da incubo, cronaca dello stupro
Per i sette la convalida degli arresti
Sul caso della giovane violentata alla Fortezza ci potrebbero essere degli sviluppi grazie alla supertestimone che ha visto la ragazza con i sette prima che la violentassero. Quattro del 'branco' saranno interrrogati davanti al gip di Pistoia Zanobini, gli altri tre davanti al giudice di Firenze Anna Sacco. I pm: "Devono restare in carcere"
Una scena di stupro Firenze, 2 agosto 2008 - Niente droga, solo alcol. Tanto alcol: quattro, cinque, sei bicchieri di tequila per eliminare i freni inibitori e per violentarla due per volta sul sedile posteriore di un’auto in sosta. Il film dell’orrore inizia quando Lorenzo Lepori, il regista di film splatter, chiama al telefono la giovane amica fiorentina che finirà nelle mani del branco. "Vieni alla festa, ci saranno anche altri amici, ti dobbiamo fare un regalo". Lei, 22 anni, studentessa di storia dell’arte, figlia di genitori separati, accetta senza timori. In fondo si conoscono da tempo. Con Lepori, oltre ai film, c’è stata anche una breve relazione sentimentale. La ragazza conosce anche Daniel Luam Stride De Mendonca, brasiliano, pr alla rassegna in corso alla Fortezza da Basso, un altro del branco, un altro dei giovani fermati dalla squadra mobile di Firenze. Insomma, nulla di cui avere timore. Invece, con il passare delle ore, la serata prende una strana piega.
I ragazzi si incontrano alle 23, Ci sono Lepori, l’amico brasiliano e altre otto persone che la ragazza non conosce. Si tratta di Lorenzo Riccò, Nicolò de Angelis e Francesco Michelotti, tutti fermati nelle loro abitazioni della Valdinievole, delle tre donne, fra cui la fidanzata di uno degli arrestati, e di Riccardo Menchi e Leonardo Nazareno Ezio Victorion, nato in Francia, ma residente nell’Empolese. I giovani ridono, bevono, bevono tanto. Scattano alcune foto con il telefonino che finiscono su Internet. Poi, alle 1.30, le tre ragazze salutano il gruppo e tornano a casa. Gli altri continuano a bere. Uno del branco, forse proprio Lepori, comincia con i primi approcci. I freni inibitori sono ormai caduti. Lei ci sta, qualche effusione e niente altro. Invece, sta per scattare il piano. Alle 2.30 il gruppo abbandona la festa. La ragazza è brilla, gli amici la sorreggono. Escono dall’ingresso principale. Lei cerca di svoltare a sinistra per andare a prendere la bicicletta. Loro, invece, la trascinano a destra, verso la biglietteria di Pitti Immagine. Uno di loro le infila una mano nel reggiseno, un altro nelle mutandine. Inizia l’orrore. Una donna, quel supertestimone che si sarebbe rivelata fondamentale per incastrare i giovani, nota la scena e chiede alla ragazza se abbia bisogno di aiuto. Il branco capisce di essere in pericolo. Qualcuno cerca di glissare, la donna viene liquidata in malo modo: "Cosa sei una della lega antistupro?" La testimone se ne va. La giovane fiorentina si divincola, inizia a correre in discesa verso piazzale Montelungo, ma viene raggiunta dal branco e immobilizzata. Sono attimi di terrore. La ragazza viene spinta verso il muro di contenimento della ferrovia. E’ lì che prende corpo la violenza. Ma il luogo è troppo esposto. La ragazza viene trascinata a circa 50 metri di distanza e infilata nell’auto di uno dei violentatori parcheggiata in piazzale Montelungo. Inizia un incubo che durerà circa due ore. La vittima è distesa sul sedile sposteriore dell’auto. Gli sportelli sono aperti. Uno dei violentatori si ferma all’esterno per controllare la zona, quattro la tengono ferma e due la stuprano contemporaneamente. Il carosello dell’orrore prosegue senza sosta. Lei è intontita dall’alcol, non capisce. Loro si scambiano ruoli e posizioni. Dopo circa due ore, la ragazza riacquista un pizzico di lucidità. Urla, si divincola, cerca di scappare. A quel punto viene lasciata andare. Il branco torna a casa, come se nulla fosse. La vittima chiama il fidanzato. Poi, la trafila delle visite mediche, la denuncia e l’inchiesta in procura. Gli uomini della Mobile rintracciano Lepori e, dall’analisi del suo telefonino e della sua rubrica, arrivano agli altri componenti del branco. Riccò, De Angelis, Michelotti, Menchi e Victorion vengono fermati nelle loro abitazioni. De Mendonca, il pr brasiliano, viene raggiunto dalla polizia mentre si diverte sul toro meccanico alla Fortezza da Basso. Il ritornello è uguale per tutti: "Voleva fare un gioco erotico, la ragazza era consenziente". Oggi forse, lo ripeteranno anche ai due gip che li interrogheranno per la convalida dei fermi a Prato e a Firenze. La vittima, intanto, è rimasta sola. Ma come spiegato anche dall’Associazione Artemisia, che non è stata contattata dalla vittima, ora è più che mai necessario aiutarla ad uscire dal’incubo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Sabato, 2 Agosto : 2008 di Laura Montanari, La Repubblica
"Ho visto quella ragazza in mezzo al branco"
Fortezza da Basso
Stupro di gruppo alla Fortezza, il racconto della supertestimone. Gli sguardi delle due giovani donne si sono incrociati per un attimo: "Va tutto bene?". «Sono amici miei, mi stanno portando a casa», avrebbe detto la ragazza
Due ragazze di vent´anni o giù di lì, testimone e vittima. Destini incrociati, occhi in soccorso che si cercano per qualche attimo appena nella notte lungo il marciapiede che dalla Fortezza porta alla ferrovia.
Una ciondola, lo sguardo perso, i passi incerti e trascinati. Un corpo senza controllo in balìa dell´alcol e di braccia e mani maschili che la trascinano dalla Fortezza a destra, verso il muro vicino al parcheggio. C´è buio abbastanza lì? La ragazzina e il branco che tocca, lecca, prende e porta via quel che trova.
Passi di due ragazze che si sfiorano, una va verso l´inferno, l´altra sta tornando tranquillamente a casa. Traiettorie che si attraversano. La testimone incrocia la giovanissima con il branco intorno alle tre passate della notte e si insospettisce, lascia da parte le paure e si avvicina: «Sei in difficoltà?». L´altra «ha lo sguardo assente» ma risponde: «No, no sono amici miei, mi stanno portando a casa». Uno del gruppo l´assale: «E tu che vuoi? Sei della squadra antistupri?».
A vent´anni non ti spaventa niente, tiri dritto, insisti: «Hai bisogno di aiuto?». L´altra è un muro di gomma, una risposta automatica, una voce impastata di assenze e di alcolici: «Sono amici, mi stanno accompagnando a casa» si illude. Così una si allontana e l´altra si consegna, finisce distesa sul sedile posteriore di un´auto, con le portiere aperte e in sette lì a turno a prendersi quel che vogliono.
La polizia ieri ha ascoltato a lungo la giovane testimone, ha scovato altri che nei dintorni della Fortezza da Basso la notte fra il 25 e il 26 di luglio hanno incrociato quella strana compagnia di sette ragazzi e una ragazza. I due pm, quello di Firenze Pietro Suchan e quello di Pistoia, Ornella Galeotti hanno raccolto gli atti e si sono convinti a chiedere, dopo ulteriori accertamenti di polizia, per oggi la convalida del fermo e le misure cautelari nei confronti dei sette studenti universitari tre residenti nel comune di Firenze, quattro nel pistoiese, accusati della violenza sessuale di gruppo. Si vedrà.
Fra i sette c´è il regista splatter amico della vittima, quello che organizza la notte alla Fortezza assieme a un brasiliano, quello che la invita via sms "vieni, c´è un regalo per te". E lei accetta perché ha fascino quel regista e lei in passato ha anche un po´ flirtato con lui. Meccanismi di seduzione per facili prede.
Gli investigatori della squadra mobile fiorentina hanno trovato e ascoltato le voci di altre persone che hanno visto quella ragazza di vent´anni bere, uscire, camminare a stento, essere portata via a braccia.
Due ore di violenza secondo il suo racconto, carne in balìa del branco che si avvicenda su di lei: uno che tiene le braccia ferme, l´altro che le allarga le gambe. In due a turno che abusano. E gli avvocati della difesa dicono che «è stato un gioco sessuale senza costrizione». Certo, «lei era consenziente», l´avete sentita no la testimone che le chiede se avesse avuto bisogno di aiuto e lei che risponde «no, sono amici»? Questione di interpretazione.
Il resto sono ferite indelebili, sangue che non verrà lavato, paura, pensieri confusi, una resistenza rasa al suolo dalle bevute. Dai prendi qualcosa con noi. Dai vieni alla Fortezza che ti facciamo un regalo. La notte è giovane e comincia in compagnia di altre quattro ragazze che poi però ad un certo punto tornano a casa.
Restano i ragazzi, fra i 20 e i 25 anni, tutti di buona famiglia, figli di imprenditori, non delle periferie. Secondo l´accusa sono loro che la attirano nella trappola, che la fanno bere una sequenza, a scorrere, di tequila. E lei che è appassionata di arte e di teatro, che è fragile si lascia abbindolare dal "suo" giovane regista e da quegli altri amici conosciuti per lo più quella stessa notte.
C´è ancora gente in giro quando escono, lei vorrebbe andare verso la bicicletta allucchettata in piazza Bambini di Beslan, loro la portano dalla parte opposta. Lei scappa e viene ripresa, trascinata, toccata, poi portata nella macchina parcheggiata dietro. Quando hanno fatto, quando lei si riprende e reagisce e scappa, loro la lasciano andare verso la sua bicicletta. Lei va a casa, chiama un amico, gli racconta tutto e il giorno dopo, fra mille paure, si presenta al centro antiviolenze di Careggi.
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Il gip: "Lo stupro c'è stato"
in carcere sei aggressori
I gip di Firenze e Pistoia hanno disposto la custodia cautelare in carcere per sei dei presunti stupratori della ragazza di 22 anni alla Fortezza da Basso. Per il giudice per le indagini preliminari di Firenze, che ha liberato uno dei sette fermati, il racconto "è attendibile"
Dopo la convalida del fermo a Firenze di due dei presunti aggressori della Fortezza (un terzo è stato liberato), restano in carcere anche i quattro giovani arrestati in provincia di Pistoia. I sei sono accusati di aver fatto parte del branco che la notte tra il 25 e il 26 luglio avrebbe violentato una ragazza di 22 anni alla Fortezza da Basso a Firenze.
Il gip di Firenze: "Il racconto è attendibile"
Il gip di Pistoia, pur disponendo la misura della custodia cautelare in carcere, non ha però convalidato il provvedimento con cui i quattro giovani erano stati sottoposti a fermo. E' probabile che non abbia ritenuto sussistente, quando i giovani sono stati fermati, un loro pericolo di fuga. L'ordinanza di custodia in carcere poi adottata, oltre a valutare gli indizi raccolti dalla squadra mobile di Firenze che indaga sul caso, potrebbe essere stata motivata per l'esigenza cautelare o del pericolo di inquinamento di prove o di reiterazione del reato.
Tutti i giovani indagati hanno sempre negato di aver usato violenza nei confronti della ventiduenne, sostenendo che la ragazza sarebbe stata consenziente. Le indagini proseguono ora con una serie di accertamenti tecnici quali controlli sui tabulati telefonici e ricerca di eventuali tracce biologiche sull'auto dove sarebbe avvenuto lo stupro e sugli indumenti.
Tra i quattro per i quali il gip di Pistoia ha disposto oggi che rimangano in carcere, c'è anche il regista amatoriale di film splatter, studente universitario, considerato dagli investigatori il capo del gruppo accusato di aver violentato la ventiduenne. Il gip di Pistoia si è poi detto incompatibile perchè il fatto è avvenuto a Firenze e ha disposto che il fascicolo d'inchiesta sia trasmesso alla procura del capoluogo toscano
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Ultima modifica di Redazione il Dom 03 Ago, 2008 17:09, modificato 1 volta in totale
Domenica, 3 Agosto : 2008 di Franca Selvatici, La Repubblica
Stupro,
"la ragazza è attendibile"
Il gip dispone il carcere per 2 giovani, un terzo libero. Pistoia decide oggi
Lo stupro di gruppo c´è stato. La ragazza che lo ha denunciato è credibile e ha subìto una violenza e un oltraggio inconcepibili. La sua volontà è stata ignorata. Se ne è convinta il gip di Firenze Anna Sacco dopo aver ascoltato tre dei sette giovani fermati giovedì dalla squadra mobile con l´accusa di aver violentato in branco la ragazza nella notte fra venerdì 25 e sabato 26 luglio, dopo una serata di musica e di alcol trascorsa alla Fortezza.
Il giudice ha convalidato il fermo di tutti e tre i ragazzi, come richiesto dal pm Pietro Suchan, ma ha emesso la misura cautelare della detenzione in carcere soltanto per due. Il terzo, un studente di architettura italo-brasiliano, che fa il vocalista e guida il toro meccanico alla festa della Fortezza, è tornato a casa. Non era presente in quella sorta di sabba che si è scatenato nell´auto di uno degli altri giovani. Lo hanno confermato loro stessi.
E in più l´avvocato Cristiano Rossi ha presentato al gip la testimonianza di un amico del ragazzo: all´uscita dalla Fortezza erano rimasti a parlare con altri e poi sono se ne sono andati insieme in bicicletta. Considerato lo stato di grave alterazione alcolica della ragazza, il gip ha ritenuto che abbia potuto sbagliarsi riguardo alla sua presenza nell´auto.
Quanto al resto, però, il suo racconto è stato giudicato credibile e confermato, oltre che dalla testimonianza di una donna che l´ha vista all´uscita dalla Fortezza circondata dal gruppo di ragazzi che le mettevano le mani ovunque e la leccavano («una scena disgustosa»), anche dal referto del centro antiviolenza di Careggi, dove le sono stati riscontrati graffi, lividi e arrossamenti. Per questo il gip non ha creduto agli altri due ragazzi, Riccardo M., 21 anni, studente di architettura, autore di un blog nel quale si definisce «un ragazzo eccellentemente dotato che crede che esistano ancora degli ideali, impavido, irruento ma estremamente veritiero», difeso dall´avvocato Forese Gineprari, e Leonardo V., brillante studente di sassofono al conservatorio di Perugia, difeso dall´avvocato Maurizio Bozzaotre.
I due non negano i rapporti sessuali ma negano di averla fatta ubriacare per poterne approfittare e soprattutto di averne percepito il dissenso: «Lei non ha detto basta», ha spiegato l´avvocato Gineprari. «Il mio assistito è innocente», ha sostenuto l´avvocato Bozzaotre: «Le accuse sono false. Non c´è stata violenza, né minaccia, né costrizione. E c´erano stati baci e abbracci in discoteca, come molti testimoni possono confermare. Sia il ragazzo che la sua famiglia sono devastati. Siamo comunque convinti che a poco a poco la verità verrà fuori».
Anche gli altri quattro giovani fermati per stupro, fra cui Lorenzo Lepori, lo studente di architettura di 23 anni, regista e attore di film a base di sesso, sangue e violenza, che ha presentato la ragazza ai suoi amici, sono stati interrogati ieri dal gip di Pistoia Matteo Zanobini, alla presenza del pm Ornella Galeotti. I giovani hanno sostenuto che non solo non vi è stato dissenso ma al contrario era la ragazza a sollecitarli a fare sesso con lei. Hanno raccontato che in auto, due seduti davanti, tre dietro, la ragazza sdraiata su di loro e uno nel portabagagli, si sono allontanati dalla Fortezza e si sono fermati nel parcheggio dello Strizzi Garden in via Mariti.
Dove - hanno detto - nessuno di loro, per colpa della sbronza, è riuscito a combinare qualcosa, nonostante gli inviti della ragazza. «Che non ci sia stata violenza - sostiene l´avvocato Francesco Maresca, che difende uno dei fermati, anche lui studente di architettura - lo dimostra il fatto che sui ragazzi non ci sono né graffi, né tracce di morsi o di altre forme di resistenza.
Loro ricordano che alla fine lei si è stufata, si è fatta riportare alla bicicletta e li ha salutati baciandoli tutti e dicendo che si era divertita un sacco». «Allucinante», è il commento dell´avvocato Lisa Parrini, che assiste la ragazza. Il gip decide oggi.
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INDAGINI SULLO STUPRO DI GRUPPO
Si cerca la verità nei cellulari e computer degli arrestati
La polizia scientifica è a caccia di elementi utili all’indagine sui sette giovani accusati di stupro di gruppo su una 22enne. Al lavoro anche un pool di investigatori della polposta incaricati di fare accertamenti su telefonini e hard disk dei computer sequestrati agli indagati
Il parcheggio della Fortezza da Basso
Montecatini, - Tracce di sperma all’interno della station wagon di Lorenzo Lepori e delimitazione con ricerca palmo a palmo dell’area dello stupro di gruppo a caccia di reperti biologici utili all’indagine sui sette giovani accusati di stupro di gruppo su una 22enne. E’ quanto stanno cercando in queste ore gli specialisti della polizia scientifica, chiamati dal sostituto procuratore Pietro Suchan a dare solidità al castello accusatorio. Sei dei sette ragazzi sono in carcere tra Sollicciano e la Dogaia di Prato: i gip Anna Sacco di Firenze e Matteo Zanobini di Pistoia hanno accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura per Lorenzo Lepori, Lorenzo Riccò, Nicolò De Angelis, Francesco Michelotti, Riccardo Menchi e Leonardo Nazareno Ezio Victorion; a piede libero c’è solo Daniel Luam Stride De Mendonca.
Per cercare di attenuare la misura cautelare è atteso, da parte di alcuni difensori, un ricorso al tribunale del Riesame; strategia, questa, che però potrebbe anche essere controproducente se i giudici di via dell’Agnolo dovessero respingere l’istanza dei difensori, segnando un altro punto pesante in favore dell’accusa.
Ma oltre agli specialisti della polizia scientifica, il sostituto procuratore Pietro Suchan ha chiesto aiuto a un altro gruppo di professionisti di altissimo profilo, la polizia postale di Firenze. Ieri mattina infatti, guidati dalla vicedirigente del compartimento Stefania Pierazzi, un pool di investigatori della polposta hanno tenuto un lungo vertice nella stanza del pm Suchan al terzo piano della procura di via Strozzi. A loro, il magistrato ha chiesto di fare accertamenti sui telefonini e sugli hard disk dei computer sequestrati ai giovani indagati.
L’attenzione è massima sopratutto sui telefonini, alla luce di quanto dichiarato dalla vittima dello stupro di gruppo nella sua denuncia: "Voglio aggiungere che qualcuno dei presenti che era posto sul lato anteriore passeggero aveva in mano un telefonino, per cui è possibile che abbia ripreso la scena". La scena è la violenza multipla avvenuta all’interno dell’auto di Lepori. Un video di quanto avvenuto quella notte fra il 25 e il 26 luglio scorso inchioderebbe, forse, i ragazzi alle proprie responsabilità, ma è assai poco probabile - dato che sapevano di essere stati denunciati prima del loro fermo - che l’autore del presente video non abbia cancellato la registrazione. Ed è difficile che da un cellulare si possano recuperare file cancellati così come oggi la polizia postale riesce a fare da un computer.
Maggiore sicurezza, agli inquirenti, arriva dalle tracce di sperma che si troverebbero all’interno dell’auto. Qualche investigatore parla di quasi certezza. E questo sì, davvero, smonterebbe l’improbabile linea difensiva comune di un’epidemia di impotenza improvvisa che quella notte avrebbe colpito un gruppo di ventenni molto, troppo, arzilli.
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Stupro di gruppo:
tornano in libertà i sei indagati
Firenze - Sono tornati in libertà i sei giovani accusati di aver violentato il 26 luglio scorso, fuori dalla Fortezza da Basso di Firenze, una studentessa dopo averla fatta ubriacare.
La decisione è stata presa Il gip del tribunale di Firenze Anna Sacco. I sei giovani erano agli arresti domiciliari dalla meta' di settembre.
Precedentemente erano stati circa un mese e mezzo in carcere. L'episodio venne denunciato alla polizia dalla stessa vittima e la squadra mobile di Firenze individuo' sette presunti responsabili, tra cui un giovane regista-splatter che ne era punto di riferimento.
Le indagini, coordinate dal pm Pietro Suchan, sono ancora in corso. Oltre agli interrogatori dei protagonisti eseguiti nei mesi scorsi, sono state disposte alcuni accertamenti su cellulari, abiti e sull'auto in cui avvenne la violenza e nei prossimi tempi il pm dovrebbe decidere se chiedere o no il rinvio a giudizio per gli indagati.
LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI (?? !!)
E un "chi se ne frega ed a cosa serve" non ce lo mettiamo?
........ il guaio è che ciò che veramente conta, e cioè "LA GIUSTIZIA", NON è uguale per tutti.
La si deve "pagaare" per cui ...
..... ciascuno ne ha tanta quanto può permettersi di "comprarsene".
Sich!
ViviCentro (art. 19 e 21)
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