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POLITICA NAZIONALE e INTERNAZIONALE :: Tartaglia da 10 anni in cura psichiatrica (dossier)
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Tartaglia da 10 anni in cura psichiatrica (dossier)
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  Lunedì, 14 Dicembre 2009    La Repubblica


POLITICA

> Berlusconi colpito al volto: cronistoria e video   Image
COMMENTI:
> Aggressione a Silvio Berlusconi: se la politica si ritira sull’Aventino
  G. Carotenuto
> Berlusconi e la violenza: la forza dei fatti e delle idee Peter Gomez

Arrestato l'aggressore di Berlusconi. Incensurato, è un grafico e lavora col padre
In tasca spray al peperoncino. Seguito dai medici del Policlinico per problemi mentali


Tartaglia da 10 anni in cura psichiatrica
"Un gesto solitario ma premeditato"

Il padre: "Vota Pd, come tutti in famiglia, ma non odia nessuno. E' volontario del WWF"
Quindici anni fa inventò i "Quadri musicali", tele astratte che si illuminavano a suon di musica


    * FOTOSEQUENZA

Massimo Tartaglia ripreso dalle tv
nella concitazione dell'arresto

Image MILANO - E' in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano Massimo Tartaglia, l'uomo che ha aggredito Silvio Berlusconi. Incensurato, la Digos neppure lo conosce, segno che non appartiene a centri sociali o organizzazioni extraparlamentari. Nessun precedente penale. Solo il ritiro della patente per motivi di viabilità qualche mese fa: nulla di più. Quarantadue anni, abita con i genitori in un'elegante palazzina a Cesano Boscone (Milano); l'aggressore di Silvio Berlusconi è un ingegnere elettronio che lavora nell'azienda del padre, la AL.TE.TEK di Corsico, specializzata nella realizzazione di obliteratrici per autobus. Vota Pd, come tutta la sua famiglia, "ma in casa - assicura il padre Alessandro - nessuno odia Berlusconi. Mai fatto politica attiva", spiega il genitore. "Non ha mai fatto del male a nessuno: è un volontario del WWF".

Il padre: "Frutto del clima negativo in Italia". Dalla dinamica dei fatti, dalla storia dell'aggressore e dalle risposte che l'uomo ha dato agli agenti della Digos che lo hanno interrogato per oltre tre ore, sembra più un gesto isolato, frutto di un disagio psichico piuttosto che un tentativo di aggressione organizzato. Il padre non lo nega: "Massimo è uno psicolabile. Stamane è uscito di casa spiegando che andava da un'amica. 'Non so quando torno', ha detto. Se avessi intuito, l'avrei fatto desistere. Penso che questo episodio sia maturato nel clima negativo che sta montando in Italia. In casa nostra - ha spiegato il genitore - abbiamo sempre commentato quello che succede in politica. Nessuno però, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare".

Nella giacca una bomboletta al peperoncino. Ma in tasca, Massimo aveva, insieme ad un altro souvenir del tipo usato per colpire il premier, una bomboletta di spray urticante al peperoncino che ha fatto protendere il procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool antiterrorismo milanese, ad ipotizzare che il gesto di questa sera in piazza del Duomo fosse premeditato. Il pm lo ha scritto chiaro in calce al provvedimento di arresto: "Lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione".

"Io non sono nessuno". Per tentare di ricostruire i trascorsi dell'aggressore e tracciarne un profilo mentale meno approssimato, in serata era arrivata nella Questura di Milano anche la psicologa che ha in cura Tartaglia da 10 anni. Una vicina di casa di Massimo Tartaglia, in via Giusti, nella zona residenziale di Cesano Boscone, ricorda che qualche volta sentiva l'uomo "urlare nel suo appartamento". E quando i poliziotti lo hanno trascinato via dalla piazza dopo l'aggressione, ripeteva: "Non sono io. Io non sono nessuno".

L'inventore dei "Quadri musicali". Giù 15 anni fa, il nome di Massimo Tartaglia era comparso sui giornali interessati a pubblicare le strane invenzioni degli Archimede di casa nostra. Accanto al nome del futuro aggressore di Berlusconi, comparve la foto dei cosiddetti "Quadri musicali". Coniugando la passione per l'elettronica con il gusto per l'arte astratta, Massimo Tartaglia realizzò dei piccoli quadri che si illuminavano di luce colorata diversa ogni volta che nella stanza in cui erano appesi si ascoltava della musica. A quanto pare, però, l'invenzione finì presto in un cassetto e dei "Quadri musicali" non si sentì più parlare.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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  Martedì, 15 Dicembre 2009    il mattino


Tartaglia interrogato dal gip in carcere
Un teste: l'oggetto gli è stato passato

La difesa chiede il ricovero in un ospedale psichiatrico
Sentiti i due fratelli che avvisarono la polizia


Approfondimenti
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Il momento dell'aggressione di Tartaglia al premier
Image MILANO (15 dicembre) - Massimo Tartaglia, l'uomo che domenica ha aggredito in piazza Duomo a Milano Silvio Berlusconi, è stato interrogato stamani dal gip per la convalida dell'arresto.

Tartaglia, che lunedì ha fatto pervenire al premier una lettera di scuse, oggi ha confermato le sue responsabilità durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto nel carcere milanese di San Vittore davanti al gip Cristina Di Censo. Lo hanno riferito i suoi difensori, Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. L'interrogatorio in carcere è durato circa un'ora. La decisione del giudice potrebbe arrivare mercoledì.

Il gip ha intanto acquisito agli atti la relazione della psichiatra che aveva in cura l'uomo. Da quanto si è saputo, la direzione sanitaria del Policlinico, da cui dipende la struttura dove lavora la psichiatra, ha trasmesso stamani alla magistratura il documento firmato dalla dottoressa Lidia Miele, che da circa sei anni segue Tartaglia.

La difesa di Tartaglia ha intanto chiesto al gip il ricovero del proprio assistito in un ospedale psichiatrico, in attesa che sia disponibile un posto in una comunità terapeutica. I legali hanno spiegato di aver avuto la disponibilità del ricovero in una comunità terapeutica per il loro assistito «perché riteniamo necessario che venga curato. La comunità terapeutica - hanno proseguito - ci ha dato però la disponibilità dal 4 gennaio». Per questo i legali hanno chiesto al gip «il ricovero del nostro assistito presso un ospedale psichiatrico. Restiamo in attesa dell'ordinanza del gip».

Tartaglia era molto informato in generale sulla politica e in particolare su quelle di Berlusconi, sul quale aveva raccolto un gran numero di giornali e riviste. È quanto trapela dalle perquisizioni effettuate dagli inquirenti presso l'abitazione del perito informatico. Stando a quanto si apprende, inoltre, Tartaglia avrebbe giustificato gli oggetti che aveva con sè domenica sera come materiale che poteva essergli utile per difendersi da eventuali «aggressioni o disordini» durante il comizio.

Un teste: l'oggetto gli è stato passato. «Poco prima che l'aggressore scaraventasse contro il presidente la statuetta (...) mi è sembrato di vedere proprio che lui stesse prendendo qualcosa». È il racconto all'agenzia Adnkronos di Andrea Di Sorte, coordinatore dei club della Libertà che domenica pomeriggio era a Milano, in Piazza Duomo, accanto al premier nel momento dell'aggressione. «E poi mi è sembrato di vedere un nylon - prosegue Di Sorte - come se questa cosa fosse avvolta in un nylon. Quando poi è stato catturato dalla polizia e dal servizio d'ordine, la cosa che mi ha colpito e fatto tornare in mente quello che avevo visto poco prima è stato il fatto che lui ha detto, appena catturato: "Sono solo, sono solo, non c'è nessuno dietro di me". Io invece ho avuto la percezione che qualcuno gli stesse passando qualcosa». Andrea Di Sorte è stato contattato dalla polizia che ascolterà la sua versione dei fatti.

Sono stati intanto sentiti dalla Digos i due fratelli che hanno rivelato a Striscia la notizia di aver dato l'allarme in merito a un possibile attentatore prima che Tartaglia aggredisse il premier dopo il comizio di Milano. Secondo quanto si è appreso, i due (uno dei quali ha qualche vecchio precedente) hanno avuto un certo timore nel raccontare la dinamica dei fatti, ma hanno sostanzialmente confermato di aver avvisato un poliziotto che era in servizio nella piazza della presenza dell'uomo in stato di agitazione. Quello che però appare, almeno secondo le prime indiscrezioni, leggermente diverso da quanto riferito in televisione, è che secondo le loro dichiarazioni al poliziotto avrebbero riferito di un uomo agitato, farneticante, che aveva minacciato di fare qualcosa di eclatante, ma non certo, con precisione, di uno che voleva attentare alla sicurezza di Berlusconi. La Polizia, comunque, prosegue gli accertamenti per individuare il poliziotto in questione, che dovrebbe presto essere identificato.

 



 
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Messaggio Re: Tartaglia da 10 anni in cura psichiatrica (dossier) 
 
Intrigante e sospetta la sua frase lanciata dopo la cattura "Sono solo, sono solo, non c'è nessuno dietro di me".
... exusatio non richiesta accusatio manifesta?

Non so se sia veramente pazzo, ma certo abile la mossa dei sui difensori di farlo passare per pazzo.

Ma anche fosse? il gesto è ugualmente gravissimo.

Se non è pazzo è una buona linea difensiva, se lo è va chiuso in un manicomio giudiziario (ma esistono ancòra?) e se lo fosse MA dietro avesse un "qualcuno" certamente è molto più facile plagiare uno psicolabile che uno sano.

 





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