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Lunedì, 7 Dicembre 2009
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)
Domenica, 6 Dicembre 2009 GdB
Stan ha scritto:
Tra le cattedrali e i pattinatori,
ecco le bancarelle[*]
ecco le bancarelle[*]
Speck e canederli, presepi e centrini, maglioni e pantofole È «Incontriamo il Trentino», in piazza Paolo VI fino al 13
I mercatini di Natale all’«ombra» del Duomo:
enogastronomia e artigianato (foto Putelli-Eden)
Piccole baite in legno scuro decorate con rami di abete, una fianco all’altra, strette a ferro di cavallo, ai piedi delle imponenti pietre del Duomo, non sembrano lasciarsi intimidire dalla maestosità degli edifici storici circostanti. Brescia, in uno dei suoi scorci più suggestivi, piazza Paolo VI, a fianco della pista da pattinaggio sul ghiaccio, da ieri ospita «Incontriamo il Trentino», l’iniziativa che porta in città una ventata della più originale atmosfera dei mercatini natalizi alpini.
Fino al 13 dicembre il piccolo villaggio proporrà ai bresciani articoli artigianali e prodotti enogastronomici della migliore tradizione trentina. «È il primo anno che siamo a Brescia; è solo il primo giorno, ma la gente è curiosa e in buona parte sembra già conoscere i nostri prodotti», un commerciante porge ad un passante, che non disdegna, una fetta di Strüdel; vicino qualcuno ordina una porzione di canederli allo speck e una di strangolapreti.
Liquori della Valsugana...
Il senso della vista viene distratto per un momento da quello dell’olfatto che capta, regalato dall’aria fresca, un profumo dolce e speziato. Dalla vicina bancarella, in un pentolino di rame mani esperte scaldano, producendo i «pampoli», alte fiamme dal colore bluastro, il Karampampoli della Valsugana, liquore che, con i suoi 23 gradi, dal 1851, quale principe dei digestivi, si sostituisce al caffè e all’amaro con una ricetta a base di miele d’acacia, caffè, vino, grappa, cannella e chiodi di garofano. «Il prodotto è 100% artigianale, si pensi solo che il caffè che utilizziamo viene prodotto in distilleria con una vecchia moka da 15 litri», il collega invita ad assaggiare un quadretto perfetto di cacao rubato da uno stuzzicadenti ad un’armonia tra sapore e perfezione estetica, «la Sacher va bene anche per i bambini, a dispetto di quanto si creda, non contiene alcol. Certo va meno bene per la linea!».
Il palato, fortunatamente, non ha tregua e sotto luci natalizie non sfuggono pezzi di speck, salami appesi, gnocchi di pane, polenta con la luganega, orzotto, porcini sott’olio o disidratati e, ancora, vasetti di miele di ogni tipo, mele cotognate, marmellate, grappe e rinomati vini. Accanto ai gusti e i profumi della più autentica tradizione gastronomica trentina vi è poi l’artigianato artistico e di qualità che colora le bancarelle con originalità ed eleganza. Il legno viene scolpito a mano per creare addobbi natalizi che sembrano centrini ricamati raffiguranti cerbiatti, farfalle, angeli, la Sacra Famiglia o, ancora, tronchi diventano presepi o simpatici matitoni dalle mine colorate.
...E la tradizionale lana cotta
Per gli alberi di Natale più raffinati, l’artigianato sa condurre la fantasia più ingrigita nei paesaggi più lontani e romantici, innevati e animati da bimbi, pupazzi di neve e creature della natura. Lo sguardo si perde in uno spazio senza tempo immergendosi nella bellezza di veri dipinti che avvolgono fragili palline in vetro soffiato. Per i più freddolosi, infine, oltre a cappelli e pantofole, la moda della più antica tradizione trentina propone maglioni e tessuti, ricamati e non, in lana cotta, particolare lavorazione artigianale che consiste nell’infeltrire la lana per poi utilizzarne tre volte tanto la quantità necessaria per realizzare un maglione di lana non cotta. Insomma tre volte più caldi, oltre che nel corpo, chissà forse anche nel cuore. Prospettiva rassicurante e benaugurale in un freddo pomeriggio d’inverno
.g. fer.I mercatini di Natale all’«ombra» del Duomo:
enogastronomia e artigianato (foto Putelli-Eden)
Fino al 13 dicembre il piccolo villaggio proporrà ai bresciani articoli artigianali e prodotti enogastronomici della migliore tradizione trentina. «È il primo anno che siamo a Brescia; è solo il primo giorno, ma la gente è curiosa e in buona parte sembra già conoscere i nostri prodotti», un commerciante porge ad un passante, che non disdegna, una fetta di Strüdel; vicino qualcuno ordina una porzione di canederli allo speck e una di strangolapreti.
Liquori della Valsugana...
Il senso della vista viene distratto per un momento da quello dell’olfatto che capta, regalato dall’aria fresca, un profumo dolce e speziato. Dalla vicina bancarella, in un pentolino di rame mani esperte scaldano, producendo i «pampoli», alte fiamme dal colore bluastro, il Karampampoli della Valsugana, liquore che, con i suoi 23 gradi, dal 1851, quale principe dei digestivi, si sostituisce al caffè e all’amaro con una ricetta a base di miele d’acacia, caffè, vino, grappa, cannella e chiodi di garofano. «Il prodotto è 100% artigianale, si pensi solo che il caffè che utilizziamo viene prodotto in distilleria con una vecchia moka da 15 litri», il collega invita ad assaggiare un quadretto perfetto di cacao rubato da uno stuzzicadenti ad un’armonia tra sapore e perfezione estetica, «la Sacher va bene anche per i bambini, a dispetto di quanto si creda, non contiene alcol. Certo va meno bene per la linea!».
Il palato, fortunatamente, non ha tregua e sotto luci natalizie non sfuggono pezzi di speck, salami appesi, gnocchi di pane, polenta con la luganega, orzotto, porcini sott’olio o disidratati e, ancora, vasetti di miele di ogni tipo, mele cotognate, marmellate, grappe e rinomati vini. Accanto ai gusti e i profumi della più autentica tradizione gastronomica trentina vi è poi l’artigianato artistico e di qualità che colora le bancarelle con originalità ed eleganza. Il legno viene scolpito a mano per creare addobbi natalizi che sembrano centrini ricamati raffiguranti cerbiatti, farfalle, angeli, la Sacra Famiglia o, ancora, tronchi diventano presepi o simpatici matitoni dalle mine colorate.
...E la tradizionale lana cotta
Per gli alberi di Natale più raffinati, l’artigianato sa condurre la fantasia più ingrigita nei paesaggi più lontani e romantici, innevati e animati da bimbi, pupazzi di neve e creature della natura. Lo sguardo si perde in uno spazio senza tempo immergendosi nella bellezza di veri dipinti che avvolgono fragili palline in vetro soffiato. Per i più freddolosi, infine, oltre a cappelli e pantofole, la moda della più antica tradizione trentina propone maglioni e tessuti, ricamati e non, in lana cotta, particolare lavorazione artigianale che consiste nell’infeltrire la lana per poi utilizzarne tre volte tanto la quantità necessaria per realizzare un maglione di lana non cotta. Insomma tre volte più caldi, oltre che nel corpo, chissà forse anche nel cuore. Prospettiva rassicurante e benaugurale in un freddo pomeriggio d’inverno














































