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Giovedì, 17 Dicembre 2009 GdB
TRUFFA 1
Maxisequestro di pesce e molluschi mal conservati [*]
Operato dal Nipaf della Forestale in una ditta con sede nella Bassa che riconfezionava lotti provenienti dall’Est
Cozze, vongole, gamberetti, ma anche orate, salmoni, merluzzi. Alimenti che in questa stagione di preparazione dei pranzi natalizi stanno andando per la maggiore. Pesci e molluschi surgelati che sarebbero stati distribuiti a mense di ospedali, asili, enti pubblici e pure a ditte di catering. Prodotti alimentari confezionati ed etichettati in modo irregolare che il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Brescia ha posto sotto sequestro evitando che potessero raggiungere il piatto di ignari consumatori.
E non si tratta di un sequestro da poco perché si parla di dieci tonnellate di merce.
L’operazione «Ghiaccio bollente» è stata condotta nei giorni scorsi nella sede della ditta, nel Bresciano, e ora la Asl competente, che è quella di Montichiari, dovrà effettuare tutte le verifiche e i rilievi del caso.
Dagli accertamenti svolti dalla Forestale è risultato che nove tonnellate dei cibi sequestrati avevano un confezionamento non conforme alle normative con conseguente perdita della tracciabilità degli alimenti, mentre una tonnellata e mezzo di prodotti, tra pesci e molluschi, era stata illecitamente etichetta con addirittura l’allungamento della data di scadenza.
Fortunatamente «solo» cento chili, provenienti dalla Cina, sono risultati scaduti addirittura dal 2008.
Il titolare dell’azienda è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di frode alimentare.
Secondo quanto accertato dal Nipaf della Forestale, la ditta in questione lavorava prodotti surgelati a base di pesce e carne importati dai Paesi asiatici rietichettandoli, ma arrivando addirittura ad alterare le date di scadenza e le quantità, in violazione a quanto previsto dalla vigente normativa anche inerente la tracciabilità dei prodotti alimentari.
Come detto è stato coinvolto anche il servizio sanitario, con la Asl, e anche attraverso i Servizi veterinari competenti, proponendo alla Asl di sospendere l’autorizzazione sanitaria con effetto immediato e disponendo il ritiro dal mercato di tutti i lotti dei prodotti interessati con verifica delle condizioni di conservazione degli stessi e di tutta la merce in deposito nello stabilimento. Grazie al sequestro, per il momento, il «mal di pancia» è solo per il titolare della ditta.
Stan ha scritto:
TRUFFA 2
Cuccioli dall’Est, in Italia illegalmente
Sequestrata una quarantina di cani
Uno dei cuccioli sequestrati
«Lilli e il vagabondo» evoca ricordi di un cartone animato dolce e dal sapore d’altri tempi, ben lontano dalle modalità con cui veniva gestito il traffico illecito dai Paesi dell’Est europeo.
A far scattare l’operazione e l’individuazione delle povere bestiole importate con questo traffico è stata un’indagine del Nipaf di Brescia, che risale a più di un anno fa. Allora i Forestali erano intervenuti in un allevamento tra Carpenedolo e Montichiari e in due strutture padovane, ponendo sotto sequestro ben 17 cuccioli che non avevano concluso il ciclo previsto di vaccinazioni e che erano stati posti in vendita prima dell’età prescritta. Tre addirittura erano morti durante il viaggio dall’Ungheria all’Italia.
Si trattava di piccoli di Beagle, di Husky, ma anche di pastori bernesi e di altre razze. Dal Bresciano l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio in tutta Italia, e sono state più di una trentina le perquisizioni effettuate dai Forestali in punti vendita della Toscana, del Veneto, del Lazio, della Sicilia, dell’Abruzzo, dell’Umbria e della Lombardia. Quindici cuccioli sono stati poi sequestrati a privati cittadini, che non sapevano di esser stati truffati.
L’inchiesta del Corpo Forestale di Brescia ha messo in luce un crudele trattamento degli animali: dopo esser stati strappati precocemente alle loro mamme, venivano spediti in Italia, magari tenuti chiusi nel portabagagli di un’auto, magari nella stiva di una nave. Una volta a destinazione venivano drogati con antibiotici e eccitanti per sembrare pimpanti e vivaci. La loro documentazione veniva poi contraffatta. Per accertare che l’età indicata sul passaporto del cane sia quella effettiva ci si deve rivolgere ad un veterinario. Per non alimentare il lucroso traffico di cuccioli, la Forestale suggerisce a chiunque decida di acquistare una bestiola, di assicurarsi che abbia i certificati in regola e che esista la corrispondenza d’età tra quella effettiva e quella indicata.














































