lunedì 26 febbraio 2007 cronaca Brescia Oggi
I residenti in centro storico sono abituati a vedere poche macchine in circolazione sulle strade, soprattutto da quando sono entrate in funzione le telecamere per controllare gli accessi alla Zona a traffico limitato (ZTL). Complice il blocco anti-smog, la situazione ieri si è allargata a tutta la città - oltre che a 33 Comuni della provincia e a mezzo Nord Italia - costringendo molti cittadini a muoversi in bicicletta o con i mezzi pubblici. Una domenica diversa, indetta per diminuire il livello di inquinamento nell’aria, soprattutto la concentrazione delle polveri sottili Pm10 e Pm25.
Ma è giusto costringere i bresciani a stare a casa o a spostarsi a piedi?
«Io penso di sì - sostiene il giovane Brian Castillo, mentre sfoglia Bresciaoggi alla Taverna dell’Elfo di piazza Vescovado - . È giusto che l’aria sia tenuta pulita perchè ne va della qualità della nostra vita».
Possibile che lo stop alle auto debba diventare un’imposizione? Non esistono rimedi praticabili con metodi indolori?
«Credo che una soluzione sarebbe il maggior utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta. Tante persone prendono la macchina anche per fare poche centinaia di metri. Se tutti noi usassimo la nostra auto solo se strettamente necessario, penso che l’aria ne trarrebbe un grande beneficio».
Forse ne guadagnerebbe anche la fluidità della circolazione. Bastano tante rotonde per rendere più snello il traffico?
«Da qualche parte ho letto che l’Italia resta al di sotto dello standard europeo per la qualità delle strade. In alcune zone le rotatorie hanno avuto un grande beneficio, altrove penso siano state realizzate in troppo poco spazio e che abbiano creato confusione».
Per esempio? Le zone più critiche sembrano essere viale Bornata e via Dalmazia...
«A me viene in mente il tratto di strada vicino all’hotel Alabarda, in via Labirinto. In pochi metri ci sono due rotonde e alcuni automobilisti fanno confusione perchè non capiscono da che parte devono andare».
In confusione pare anche il Brescia di Somma. E’ deluso dal campionato dei biancazzurri?
«Seguo il calcio di serie A, del Brescia leggo soltanto il risultato. Da sportivo sono contento per il ritorno in Italia di Ronaldo, che se non si impigrisce tornerà ad essere l’attaccante numero 1 del mondo. Però, vorrei suggerire alle squadre italiane di guardare maggiormente ai propri vivai perchè troppo spesso si comprano stranieri che non sono migliori dei nostri giovani». (dibo)
«Tutti fermi? Basterebbe rinunciare all’auto quando non è indispensababile»
Ma è giusto costringere i bresciani a stare a casa o a spostarsi a piedi?
«Io penso di sì - sostiene il giovane Brian Castillo, mentre sfoglia Bresciaoggi alla Taverna dell’Elfo di piazza Vescovado - . È giusto che l’aria sia tenuta pulita perchè ne va della qualità della nostra vita».
Possibile che lo stop alle auto debba diventare un’imposizione? Non esistono rimedi praticabili con metodi indolori?
«Credo che una soluzione sarebbe il maggior utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta. Tante persone prendono la macchina anche per fare poche centinaia di metri. Se tutti noi usassimo la nostra auto solo se strettamente necessario, penso che l’aria ne trarrebbe un grande beneficio».
Forse ne guadagnerebbe anche la fluidità della circolazione. Bastano tante rotonde per rendere più snello il traffico?
«Da qualche parte ho letto che l’Italia resta al di sotto dello standard europeo per la qualità delle strade. In alcune zone le rotatorie hanno avuto un grande beneficio, altrove penso siano state realizzate in troppo poco spazio e che abbiano creato confusione».
Per esempio? Le zone più critiche sembrano essere viale Bornata e via Dalmazia...
«A me viene in mente il tratto di strada vicino all’hotel Alabarda, in via Labirinto. In pochi metri ci sono due rotonde e alcuni automobilisti fanno confusione perchè non capiscono da che parte devono andare».
In confusione pare anche il Brescia di Somma. E’ deluso dal campionato dei biancazzurri?
«Seguo il calcio di serie A, del Brescia leggo soltanto il risultato. Da sportivo sono contento per il ritorno in Italia di Ronaldo, che se non si impigrisce tornerà ad essere l’attaccante numero 1 del mondo. Però, vorrei suggerire alle squadre italiane di guardare maggiormente ai propri vivai perchè troppo spesso si comprano stranieri che non sono migliori dei nostri giovani». (dibo)














































