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Domenica, 13 Settembre 2009: Accadde Oggi Vincenzo Corbetta, Brescia Oggi
Un Brescia che... Piace
Vince di potenza e ora comanda
Vince di potenza e ora comanda
Apre Lopez, raddoppia Barusso, chiude Caracciolo su rigore Il super tridente funziona: agganciato il Frosinone in vetta
Ahmed Barusso festeggiato da Davide Possanzini e Andrea Caracciolo
dopo la rete del 2-0 al Piacenza.
Il risultato è la terza vittoria in quattro partite, la testa della classifica raggiunta in coabitazione con il Frosinone. Chissà come si respira lassù, i biancazzurri ci arrivano con la formula spettacolo, Caracciolo e Flachi in avanti supportati da Possanzini. Venti minuti di studio, qualche assaggio di cucina emiliana con poco pepe, poi il tridente si mette a tavola e si cucina il Piacenza. Al banchetto partecipano tutti tranne i commensali più attesi ad eccezione di Caracciolo, nel tabellino dei marcatori con il rigore che chiude una partita mai nata, riaperta per cinque minuti da un erroraccio di De Maio che conferma la vena ammazza-Brescia di Moscardelli. Niente illusioni, per ora solo sogni a occhi rigorosamente chiusi, facendo finta magari che giugno è dietro l'angolo ma l'estate non è ancora finita e devono passare le altre tre stagioni prima di sapere se le premesse diventano promesse e le promesse realtà.
MA A PIACENZA il Brescia gioca davvero da squadra dei sogni: rischia poco e costruisce molto, richiude una partita pericolosamente riaperta, soprattutto non dà mai l'impressione di accontentarsi. Il 3-1 è eloquente, ma i gol alle spalle di Puggioni potevano dare al punteggio un contorno tennistico. Giusto non fare indigestione alla quarta giornata, men che meno prendersi la sbornia, sempre ricordando il passato.
Però la strada è giusta e anche al «Garilli» la squadra di Cavasin la intraprende dopo venti minuti al bivio. Il Piacenza prova qualche accelerazione soprattutto sul centro-sinistra, con l'asse Nainggolan-Graffiedi, i giocatori più tecnici di una squadra a benzina verde ma presto in riserva. Quando il Brescia decide che direzione prendere, gli avversari si allontanano e diventano talmente piccoli che nemmeno se fanno «ciao» con la manina si scorgono più.
Flachi, dopo essersi divorato un gol incredibile per le sue qualità (6': pallonetto sciapo tra le braccia di Puggioni, che rimedia a una sfarfallata su cross di Baiocco), decide di mettersi al servizio degli altri. In realtà ci prova ancora al 25', su assist di Barusso: dribbling secco su Tonucci, palla dal destro al sinistro, girata che Puggioni respinge sui piedi di Possanzini. Per il capitano sarebbe uno scherzo buttare dentro quel pallone, ma si produce in una ciccata clamorosa: sembra un'altra occasione persa, ma la topica del «Possa» diventa un assist perfetto per Lopez che, da una decina di metri, firma il vantaggio.
FLACHI prova un'altra versione di se stesso, l'uomo dell'ultimo passaggio. Missione compiuta al 39', ma il passaggio in realtà diventa il penultimo perchè Caracciolo, sull'uscita del portiere, indirizza il pallonetto sui piedi di Barusso, che sigla il 2-0. Il Piacenza molla, persino uno bellicoso come Castori sembra già alla frutta. E se non fosse per Puggioni, bravo al 43' a levare dall'incrocio una stangata dalla distanza di Possanzini, lo scarto tra le due squadre sarebbe da amichevole estiva.
Il secondo tempo si gioca per onor di firma. Possanzini, al secondo giro di lancetta, ha un coraggio da leone a mettersi di fronte a Castori, alzatosi minacciosamente per avvicinarsi a Flachi, a terra nei pressi della panchina del Piacenza dopo un contrasto con Tonucci. È lo spavento maggiore del pomeriggio in Emilia. Una piccola nuvola la protesta di Flachi quando Cavasin lo richiama al 9' per immettere Zambelli, passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2: l'ex doriano non gradisce e non lo nasconde. Nemmeno l'errore di De Maio, che al 19' dà il via libera a Moscardelli per accorciare le distanze, mette i brividi a una squadra ormai padrona del campo.
E al 24', oltre che in teoria, la sfida è richiusa anche in pratica: Baiocco dalla sinistra, Bianchi a centro-area trattiene Lopez, per Trefoloni è rigore. Caracciolo battezza il debutto stagionale trafsormando con una stangata centrale. Poi Zambelli, Baiocco e Lopez mancano il poker, il povero Piacenza finisce in dieci perchè Calderoni si stira a sostituzioni esaurite. Il Brescia è lassù, spinto dal suo tridente. Bello, basta non lasciarsi andare.














































