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Sabato, 19 Dicembre 2009 La Stampa
REGIONALI
Appello del Pdl Veneto a Berlusconi: «Qui è a richio la tenuta del partito». Il governatore pensa ad una sua lista.
E Rutelli apre: «Qualcosa si muove»
Il governatore del Veneto Giancarlo Galan
PADOVA - La composizione del complesso mosaico delle candidature del centrodestra per le regionali non placa le polemiche. Nonostante la maggioranza abbia ufficializzato alcuni nomi per Regioni, la fronda degli scontenti continua a farsi sentire.
A far discutere è soprattutto la scelta di non ricandidare Giancarlo Galan in Veneto per lasciare che sia la Lega a decidere il futuro candidato. Scelta che ha mandato su tutte le furie non solo il diretto interessato, ma anche il vertice locale del Pdl che oggi ha riunito il coordinamento regionale e ha espresso «disappunto» per la «liquidatura» operata dal comitato di Presidenza del Pdl. Il Coordinamento, in una nota diffusa a conclusione di una riunione a Padova, dà mandato al coordinatore regionale Alberto Giorgetti ed al vice, Mario Zorzato, «di rappresentare urgentemente al Presidente Silvio Berlusconi il disappunto del Pdl Veneto sulle scelte e sul metodo». La "fronda" veneta mette anche in guardia i vertici nazionali sui rischi per la «tenuta del partito» nel caso in cui Galan non fosse confermato.
L’attuale governatore per il momento non rivela le sue mosse (dopo aver detto che voleva prendersi dieci giorni per decidere sul suo futuro). Una delle ipotersi infatti è quella di dar vita ad una lista civica contando sull’appoggio dell’Udc e magari, sarebbe la speranza di Galan, anche del Pd. Una mezza apertura arriva da Rutelli: «Su Galan abbiamo notizie incoraggianti. Le cose si stanno muovendo», spiega il leader di Alleanza per l’Italia. In casa Udc, intanto, Antonio De Poli, ricorda che se Galan rompe con il Pdl sul tema Lega e guarda alla creazione di un’area moderata c’è la disponibilità ad un accordo attorno alla sua candidatura. Il sottosegretario Carlo Giovanardi, invece, invita il Pdl veneto a non perdere tempo «in sterili recriminazioni». Intanto il malumore dei minitanti veneti del Pdl trova una valvola di sfogo in Internet. In molti invitano Galan a presentare una propria lista. Anche su Facebook stanno nascendo vari gruppi per appoggiare l'eventuale corsa solitaria del governatore.
Quanto alle scelte della Lega su chi correrà in Veneto, i giochi sembrano ormai chiusi. «La decisione sarà ufficializzata lunedì», ha spiegato Bossi facendo riferimento alla riunione del consiglio federale che il Carroccio ha in programma per l’inzio della prossima settimana. In quella sede dovrebbe essere ufficializzata la candidatura di Luca Zaia, ministro per le politiche Agricole, che avrebbe la meglio su Flavio Tosi, nella corsa in Veneto mentre in Piemonte a scendere in campo sarà Roberto Cota, attuale capogruppo alla Camera del Carroccio. La scelta di fa correre Luca Zaia, apre però un’altra partita all’interno della maggioranza. E più precisamente nella squadra di governo. L’ipotesi più probabile è che il ministro non si dimetta dal suo incarico se non dopo le elezioni. Se Zaia sarà eletto governatore del Veneto il suo ministero tornerà in quota Pdl (da chiarire se andrà ad un ex esponente di An o Fi). E in un un eventuale rimpasto di governo potrebbe essere coinvolto anche lo stesso Galan.
"Un errore non ricandidare Galan"
Appello del Pdl Veneto a Berlusconi: «Qui è a richio la tenuta del partito». Il governatore pensa ad una sua lista.
E Rutelli apre: «Qualcosa si muove»
Il governatore del Veneto Giancarlo Galan
A far discutere è soprattutto la scelta di non ricandidare Giancarlo Galan in Veneto per lasciare che sia la Lega a decidere il futuro candidato. Scelta che ha mandato su tutte le furie non solo il diretto interessato, ma anche il vertice locale del Pdl che oggi ha riunito il coordinamento regionale e ha espresso «disappunto» per la «liquidatura» operata dal comitato di Presidenza del Pdl. Il Coordinamento, in una nota diffusa a conclusione di una riunione a Padova, dà mandato al coordinatore regionale Alberto Giorgetti ed al vice, Mario Zorzato, «di rappresentare urgentemente al Presidente Silvio Berlusconi il disappunto del Pdl Veneto sulle scelte e sul metodo». La "fronda" veneta mette anche in guardia i vertici nazionali sui rischi per la «tenuta del partito» nel caso in cui Galan non fosse confermato.
L’attuale governatore per il momento non rivela le sue mosse (dopo aver detto che voleva prendersi dieci giorni per decidere sul suo futuro). Una delle ipotersi infatti è quella di dar vita ad una lista civica contando sull’appoggio dell’Udc e magari, sarebbe la speranza di Galan, anche del Pd. Una mezza apertura arriva da Rutelli: «Su Galan abbiamo notizie incoraggianti. Le cose si stanno muovendo», spiega il leader di Alleanza per l’Italia. In casa Udc, intanto, Antonio De Poli, ricorda che se Galan rompe con il Pdl sul tema Lega e guarda alla creazione di un’area moderata c’è la disponibilità ad un accordo attorno alla sua candidatura. Il sottosegretario Carlo Giovanardi, invece, invita il Pdl veneto a non perdere tempo «in sterili recriminazioni». Intanto il malumore dei minitanti veneti del Pdl trova una valvola di sfogo in Internet. In molti invitano Galan a presentare una propria lista. Anche su Facebook stanno nascendo vari gruppi per appoggiare l'eventuale corsa solitaria del governatore.
Quanto alle scelte della Lega su chi correrà in Veneto, i giochi sembrano ormai chiusi. «La decisione sarà ufficializzata lunedì», ha spiegato Bossi facendo riferimento alla riunione del consiglio federale che il Carroccio ha in programma per l’inzio della prossima settimana. In quella sede dovrebbe essere ufficializzata la candidatura di Luca Zaia, ministro per le politiche Agricole, che avrebbe la meglio su Flavio Tosi, nella corsa in Veneto mentre in Piemonte a scendere in campo sarà Roberto Cota, attuale capogruppo alla Camera del Carroccio. La scelta di fa correre Luca Zaia, apre però un’altra partita all’interno della maggioranza. E più precisamente nella squadra di governo. L’ipotesi più probabile è che il ministro non si dimetta dal suo incarico se non dopo le elezioni. Se Zaia sarà eletto governatore del Veneto il suo ministero tornerà in quota Pdl (da chiarire se andrà ad un ex esponente di An o Fi). E in un un eventuale rimpasto di governo potrebbe essere coinvolto anche lo stesso Galan.














































