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Un gol di Possanzini e il Brescia vola al secondo posto.
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Domenica, 7 Dicembre : 2008 Giornale di Brescia

Un gol di Possanzini
e il Brescia vola al secondo posto.


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Terza affermazione consecutiva del Brescia, che regola di misura l'AlbinoLeffe al "Rigamonti" e sale al secondo posto della classifica, sia pure in folta compagnia (Sassuolo, Grosseto e Parma). Il gol partita porta la firma di Possanzini, che al 40' del primo tempo è stato pronto ad approfittare di un maldestro colpo di testa a ritroso di Serafini. Fino a quel momento gli orobici avevano controllato senza particolari affanni la gara, esattamente come ha fatto nella ripresa il Brescia.

La squadra di Sonetti non ha infatti corso rischi, eccezion fatta per il pallone che al 48' è finito sul piede sinistro di Gabionetta ben piazzato in area il quale ha però concluso male. Nel prossimo turno il Brescia sarà di scena sul terreno del Cittadella, che ieri ha fermato il Grosseto in trasferta.


Brescia (4-4-2) Viviano; Martinez, Zoboli, Mareco, Gorzegno; Zambelli, Baronio, Savio (30' st Zambrella), Vass: Possanzini,
Caracciolo (38' st Feczesin). (Arcari, Berardi, Rispoli, El Kaddouri, Taddei).
All.Sonetti.

AlbinoLeffe (3-5-1-1): Narciso; Conteh Gervasoni, Serafini (37' st Sau). Gervasoni; Caremi; Madonna, Previtali (1' st Cristiano) Laner (19' st Geroni), Renzetti; Gabionetta; Ruopolo. (Coser, Garlini, Luoni, Perico).
All. Madonna.

Arbitro: Rizzoli di Bologna.

Reti: pt, 39' Possanzini
Note: pomeriggio limpido e freddo, terreno reso pesante dalla pioggia del giorno precedente. Calci d'angolo 6-4 per il Brescia.
Ammoniti: Previtali, Gorzegno, Gabionetta per gioco falloso; Mareco per proteste. Spettatori 3.000 circa. Recupero: 2' e 3'.

IL COMMENTO di Franco Bassini

Mai così continuo, mai così in alto.

Il Brescia vince la terza partita consecutiva, come non era ancora successo in questo campionato e come non accadeva da febbraio e sale al secondo posto della classifica, posizione mai raggiunta quest'anno (inteso come 2008, oltre che come stagione).

Questo grazie al successo interno nel derby con l'AlbinoLeffe, ennesima dimostrazione della fondatezza del "teorema Possa", il cui enunciato stabilisce che "quando Possanzini segna, il Brescia vince". Come si è verificato tredici volte nella passata stagione, nella quale il capitano è andato a segno in quattordici gare (con due doppiette): l'unica eccezione a Mantova,quando la sua rete era valsa "solo" il pareggio. Quest'anno, dopo l'eccezione di Empoli alla prima giornata (il "Possa" segnò la rete del temporaneo 1-1 e la gara finì 2-2) le puntuali conferme con Ascoli, Vicenza e appunto AlbinoLeffe.

In quest'ultima occasione, il gol di Re David è stato anche l'unico di un incontro piuttosto equilibrato, risolto da un'azione che ci ha riportato indietro di due stagioni. L'assist porta infatti la firma di Serafini, omonimo (molto omonimo: di nome fa Mattia; il calvisanese Matteo) dell'attaccante al fianco del capitano nel 2006/7: un maldestro colpo di testa a ritroso, sul quale Possanzini si è avventato come un falco, per controllare e battere Narciso.

Partita a scacchi


Fino a quel momento, era il 40' del primo tempo, il derby era stato una sorta di partita a scacchi tra due giocatori di pari valore, attentissimi a non commettere errori. Da una parte il Brescia schierato per la quarta volta consecutiva (10 punti il lusinghiero bilancio) secondo il 4-4-2 con il rombo a centrocampo; dall'altra un AlbinoLeffe che per la prima volta difendeva a tre, schierava cinque centrocampisti e, al solito, l'estroso Gabionetta a sostegno di Ruopolo, unica punta di ruolo. Madonna poi piazzava Caremi sulle tracce di Savio e chiedeva a Laner di occuparsi di Baronio già nella metà campo azzurra.

Nel mirino dunque il vertice arretrato e avanzato del già citato rombo, ovvero il facitore di gioco (converrete che suona meglio play maker...) e il trequartista, mentre Renzetti vinceva quasi tutti i duelli in velocità con Zambelli. E poichè il Brescia pendeva a destra (Vass non è mancino ed anche per questo motivo, oltre che per indole, è piuttosto riottoso ad allargarsi; Gorzegno non è esattamente uno stantuffo), di occasioni non se ne vedevano proprio. Come peraltro dalle parti di Viviano, ben protetto da una quartetto di difesa che ha ripetuto la prova positiva di Mantova, adeguatamente protetta da tre centrocampisti - Zambelli, Baronio e Vass - eccellenti nell'interdizione. Non è d'altronde un caso che il Brescia non abbia incassato reti per la seconda partita consecutiva, come non era ancora successo in stagione, e che Viviano sia imbattuto da 251 minuti.

Ripresa in scioltezza

Persa la regina, ovvero trovatosi sotto di un gol, la strategia dello scacchista Madonna è inevitabilmente cambiata. L'allenatore dell'AlbinoLeffe ha iniziato la ripresa con Cristiano al posto di Previtali, piuttosto largo e avanzato, sicchè la squadra passava al 3-4-2-1, e ha poi giocato la carta della disperazione al 37' quando toglieva il difensore Serafini per immettere la punta Sau. Senza risultati.

Eccezion fatta per gli ultimi dieci minuti, nei quali il Brescia veniva chiuso nei suoi quaranta metri, nella ripresa la squadra di Sonetti gestiva con confortante autorevolezza il vantaggio, non rischiando nulla e anzi andando vicina al gol della sicurezza già al 3' con un'incursione di Possanzini e al 33' con un colpo di testa di Zambrella (da poco subentrato a Savio) di poco alto. La situazione più favorevole si era però creata al 21', quando le rondinelle stavano partendo in contropiede tre contro uno, ma Rizzoli di Bologna (una clinica ortopedica, prima di un arbitro. Lo so, lo scrivo tutte le volte che dirige il Brescia, ma la mia metà felsinea reclama la sua parte) interveniva per assegnare un inesistente calcio di punizione agli orobici.

Verrebbe da chiudere scrivendo che il Brescia ha vinto come fanno le grandi, sfruttando un errore dell'avversario e poi gestendo il vantaggio. Verrebbe, ma è meglio non farlo, non per sfiducia nella squadra azzurra, quanto per la complessità di un campionato che non presenta squadre materasso e/o partite facili. Ad esempio, il Cittadella, che sabato ospiterà il Brescia, ieri ha fermato a domicilio il Grosseto, che è stato così raggiunto proprio dalle rondinelle. Calma e gesso.

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LE PAGELLE di Gianluca Magro

Ottima la prova di Victor Hugo Mareco

EMILIANO VIVIANO 6
Un paio di uscite non perfette, un paio di parate facili facili, tanto freddo nelle ossa. Un sabato tutto sommato tranquillo, di quelli che si passano volentieri.

GILBERTO MARTINEZ 7
La fascia destra del Brescia è quella "forte", così come l'AlbinoLeffe punta tanto sulla sinistra. Ecco allora che per il Tuma il lavoro non manca, ma ancora una volta il costaricano incarna perfettamente tutte le qualità di questo Brescia: grintoso, pratico, efficace, determinante quando serve.

VICTOR HUGO MARECO 7
Il disimpegno al 7' della ripresa con "veronica" alla Zambrella, dribbling secco su un secondo avversario e appoggio a un compagno è segno del momento magico che il difensore sta attraversando. Vero, prende un'ammonizione francamente inutile (il fallo per cui protesta è lontanissimo rispetto alla sua posizione) e rischia un secondo giallo per un'entrata su Gabionetta che è già fuori dal campo, ma la prestazione nel complesso resta di alto livello.

DAVIDE ZOBOLI 6.5
Tiene a bada più degli altri compagni di reparto l'unica punta di ruolo dell'AlbinoLeffe, vale a dire Ruopolo, senza nemmeno penare troppo.

MARCO GORZEGNO 6
Rimane prezioso il contributo in fase difensiva, meno però quando c'è da spingere. Un po' perché il mancino lo fa raramente, un po' perché anche quando si "lancia" sulla fascia non riesce poi a trovare la giocata giusta. E così sulla sinistra, con Vass che fa un lavoro preziosissimo ma più da interno che da esterno, il Brescia non si vede mai. Ed è un peccato.

MARCO ZAMBELLI 6
Parte in sordina e soprattutto, quando si propone, non riesce quasi mai a superare il doppio ostacolo che gli portano Renzetti e Serafini. Così non trova il fondo, non trova il cross e fatica a rendersi utile dalla metà campo in avanti. Cosa non da poco, giocando gli azzurri solo a destra... Cresce però dopo la rete di Possanzini e disputa un secondo tempo tatticamente prezioso, specialmente nelle chiusure a centrocampo e nella trequarti difensiva. Generosissimo.

ROBERTO BARONIO 6
Laner lo marca di fatto a uomo e all'inizio Roberto si vede pochino, anche perché resta molto schiacciato sulla linea dei difensori. Quando questa si alza anche lui avanza di 15 metri ed entra più nel gioco, fino ad emergere nella ripresa. Non brillante come a Mantova, comunque indispensabile.

SAVIO NSEREKO 6
È alla "prima" con Caracciolo e Possanzini, dopo solo due giorni di prove in allenamento. Dimostra di doversi adattare ancora al gioco e ai movimenti dei due, ma potenzialmente il trio può funzionare. Svaria su tutto il settore offensivo con Caremi che lo segue a vista), regala un paio di giocate vere e qualche pausa. Al 30' st lo rileva ZAMBRELLA (SV) che cerca fortuna di testa e per poco non la trova.

ADAM VASS 6.5
Non fa l'esterno a sinistra con il problema già evidenziato nella pagella di Gorzegno. Tuttavia la sua prova è determinante soprattutto in fase di interdizione e rilancio: fa un lavoro a volte oscuro, ma al momento irrinunciabile.

ANDREA CARACCIOLO 5.5
La prestazione ricalca quella di Mantova, quindi non brillantissima, ma all'appello mancano i gol... Fa fatica e si vede, non solo per l'"uno" nella casella delle conclusioni verso la porta. Dal 38' st FECZESIN (SV).

IL MIGLIORE: DAVIDE POSSANZINI 7.5

L'attaccante puro, di razza, è quello che ha un pallone buono in tutta la gara e lo sa capitalizzare. Esattamente come Davide Possanzini. La vittoria contro l'AlbinoLeffe porta il suo marchio indelebile, del giocatore che sa sfruttare l'errore di un avversario (Serafini) e lo trasforma in gol. Suo anche lo spunto ad inizio ripresa che non si trasforma per poco in assist, suo il cross per il colpo di testa di Zambrella. Insomma, lo zampino di "Re David" c'è sempre nelle azioni del Brescia. Giocatore insostituibile.

 





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