La maggior parte AVVIENE AL NORD
UN OMICIDIO IN FAMIGLIA OGNI DUE GIORNI E DUE ORE
Un "crime clock" non certo rassicurante per le famiglie italiane: un caso di omicidio ogni 2 giorni, 2 ore, 20 minuti e 41 secondi. E' questo il risultato di uno studio condotto dal professor Vincenzo Mastronardi, criminologo dell'Universita' di Roma "La Sapienza" e contenuto nel libro di prossima uscita "Madri che uccidono". "La famiglia - spiega Mastronardi a margine del convegno di psichiatria forense in corso ad Alghero - non e' certo il luogo di massima sicurezza. Ho elaborato questo modello di 'crime clock' utilizzato dall'Fbi e l'ho inserito nel volume approfittando per estendere agli omicidi volontari, al confronto Italia-Usa, ai vari gradi di parentela interessati ai delitti, quella che inizialmente doveva essere solo una serie di interviste alle madri che uccidono i loro figli". "Da questa analisi dei delitti in famiglia degli ultimi anni - aggiunge Mastronardi - emerge una sorta di classifica degli autori e delle vittime per cui al primo posto compaiono i coniugi, partner, conviventi, fidanzati; al secondo posto i genitori che uccidono i figli o viceversa; poi i cognati ed altri gradi di parentela fino ad arrivare in fondo, dove troviamo le suocere".
Lo studio del professor Mastronardi, presentato ad Alghero, uscira' nel prossimo mese di giugno ed ha analizzato gli omicidi in famiglia in Italia dell'anno 2005 (174).
Lo studio del professor Mastronardi, presentato ad Alghero, uscira' nel prossimo mese di giugno ed ha analizzato gli omicidi in famiglia in Italia dell'anno 2005 (174).
L'area geografica piu' colpita e' il Nord (48,9%), seguita dal Centro (21,3%), dal Sud (17,8%) e dalle Isole (12%).
Il profilo della vittima e' femmina (56,3%) di eta' 25-34 anni (18,4%) e oltre 64 anni (19,5%).
La relazione con l'autore e':
coniuge/convivente (25,9%),
genitore/genitore acquisito (10,4%),
figlio-a/figlio-a acquisito (11,4%),
Ex coniuge/Ex partner (12,6%),
fratello/sorella (5,7%),
rivale (5,2%),
suocero/a (1,7%).
Il profilo dell'autore degli omicidi in famiglia e':
maschio (84,7%),
25-34 anni (24,1%) e 35-44 anni (22,3%),
coniugato-a (40,4%).
Il movente e' soprattutto:
passionale (25,9%),
per liti/dissapori (21,8%),
per disturbi psichici dell'autore (16,1%),
per interesse/denaro (8%),
raptus (7,5%),
per situaizone di disagio della vittima (6,3%),
riscatto da violenze (2,3%),
difesa della vittima principale (1,1%), i
nfanticidio (2,3%).
L'arma del delitto usata e' prevalentemente:
da fuoco (36%) o da taglio (27%),
arma impropria (14,9%),
lo strangolamento (4,6%),
le percosse (4%),
il soffocamento (3,4%),
l'annegamento (1,7%),
fino al fuoco (0,6%).
Infine il luogo degli omicidi in famiglia:
in casa il 64,4%,
nel centro abitato (11,5%),
in campagna il 5,2%,
in automobile (3,4%),
nelle vicinanze delal casa (2,9%),
sul posto di lavoro (2,9%)
(AGI) - Roma, 26 mag. -














































