Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Domenica 3 Maggio : 2009
Una giornata per le Dieci giornate
La commemorazione dei moti del 1849 si è svolta in concomitanza delle celebrazioni per il 148esimo della costituzione dell’Esercito e con il raduno delle associazioni d’arma
Brescia ricorda il 160esimo anniversario delle Dieci giornate. Il comando militare ha scelto proprio la Leonessa quale sede del Terzo raduno regionale delle associazioni d’arma, in concomitanza alla commemorazione delle giornate insurrezionali e al 148esimo della costituzione dell’Esercito Italiano.
«Brescia è una città virtuosa - spiega il comandante regionale dell’Esercito Camillo De Milato -; una realtà in cui si percepiscono sentimenti veri. Siamo orgogliosi di voi».
La storia in un convegno
Il convegno d’apertura, ieri mattina alla caserma Goito, ha visto gli interventi del prof. Giorgio Bigatti e prof. Sergio Onger, entrambi docenti di Storia economica, l’uno all’Università Bocconi di Milano, l’altro alla facoltà di Economia di Brescia. «Sono lieto di aprire la giornata - ha detto il moderatore Agostino Mantovani, presidente della Fondazione Cab -: in questo modo riportiamo alla memoria la liberazione di Brescia dal giogo austriaco, compiutasi dieci anni dopo quel grande movimento popolare ricordato come le Dieci Giornate, motivo d’orgoglio per tutti i cittadini bresciani».
In apertura un’intensa riflessione sul significato del Risorgimento, a cominciare dall’origine del nome. Il prof. Bigatti ha, infatti, spiegato come a inizio ’800 il termine fosse usato in riferimento lato al nostro Rinascimento, mentre nel XIX secolo, grazie anche al fervore proveniente dalla Francia, per Risorgimento si intese il periodo storico caratterizzato dai diversi moti insurrezionali e di liberazione che portarono all’unità nazionale. «Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani», la celebre frase di Massimo D’Azeglio, riassume in sé le difficoltà trovate nel lungo percorso di unificazione: profonde diversità culturali, economiche, politiche.
Il prof. Onger si è soffermato maggiormente sulle Dieci giornate di Brescia: «Un vero movimento organizzato di rivolta contro l’oppressione austriaca che ebbe luogo dal 23 marzo (il giorno della sconfitta piemontese a Novara) al primo aprile 1849 e che, in realtà, si realizzò solo dieci anni dopo, nel 1859 durante quella che diverrà la II guerra d’Indipendenza».
Un’emozione dal cielo
La giornata è proseguita in Campo Marte dove, alle 17, si è tenuto un emozionante lancio di paracadutisti: tra loro una donna appartenente alla sezione di Parma ed il presidente dell’associazione paracadutisti di Brescia Tino Feola, oggi sessantanovenne.
Presenti il presidente della Provincia Cavalli e diversi presidenti delle varie associazioni d’arma e del Consiglio provinciale permanente delle associazioni d’arma (Assoarma). Tra il pubblico anche Gino Compagnoni, reduce della tremenda battaglia di El Alamein del 1942. Il concerto di fanfare in Piazza Loggia ha chiuso il sabato commemorativo.
Oggi il programma prevede alle 8.30 l’ammassamento dei radunisti in piazza Arnaldo; gli stessi sfileranno poi fino in Duomo, dove verrà officiata la Messa dal cardinale Gaetano Bonicelli.
Alle 11.35 l’alzabandiera e gli interventi delle autorità. Domani la manifestazione proseguirà a Milano con una Messa in S. Ambrogio alle 10. Per martedì è previsto uno spettacolo all’auditorium in corso S. Gottardo.
Roberta Bellino Paracaduti a Campo Marte. Sono quelli che sono «atterrati» ieri in occasione delle celebrazioni per le Dieci giornate.
Nella foto sotto, da sinistra Camillo de Milato, Gianfranco Pizzinelli, Sergio Onger, Agostino Mantovani, Giorgio Bigatti al convegno di studi di ieri mattina
(fotoservizio Eden)«Brescia è una città virtuosa - spiega il comandante regionale dell’Esercito Camillo De Milato -; una realtà in cui si percepiscono sentimenti veri. Siamo orgogliosi di voi».
La storia in un convegno
Il convegno d’apertura, ieri mattina alla caserma Goito, ha visto gli interventi del prof. Giorgio Bigatti e prof. Sergio Onger, entrambi docenti di Storia economica, l’uno all’Università Bocconi di Milano, l’altro alla facoltà di Economia di Brescia. «Sono lieto di aprire la giornata - ha detto il moderatore Agostino Mantovani, presidente della Fondazione Cab -: in questo modo riportiamo alla memoria la liberazione di Brescia dal giogo austriaco, compiutasi dieci anni dopo quel grande movimento popolare ricordato come le Dieci Giornate, motivo d’orgoglio per tutti i cittadini bresciani».
In apertura un’intensa riflessione sul significato del Risorgimento, a cominciare dall’origine del nome. Il prof. Bigatti ha, infatti, spiegato come a inizio ’800 il termine fosse usato in riferimento lato al nostro Rinascimento, mentre nel XIX secolo, grazie anche al fervore proveniente dalla Francia, per Risorgimento si intese il periodo storico caratterizzato dai diversi moti insurrezionali e di liberazione che portarono all’unità nazionale. «Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani», la celebre frase di Massimo D’Azeglio, riassume in sé le difficoltà trovate nel lungo percorso di unificazione: profonde diversità culturali, economiche, politiche.
Il prof. Onger si è soffermato maggiormente sulle Dieci giornate di Brescia: «Un vero movimento organizzato di rivolta contro l’oppressione austriaca che ebbe luogo dal 23 marzo (il giorno della sconfitta piemontese a Novara) al primo aprile 1849 e che, in realtà, si realizzò solo dieci anni dopo, nel 1859 durante quella che diverrà la II guerra d’Indipendenza».
Un’emozione dal cielo
La giornata è proseguita in Campo Marte dove, alle 17, si è tenuto un emozionante lancio di paracadutisti: tra loro una donna appartenente alla sezione di Parma ed il presidente dell’associazione paracadutisti di Brescia Tino Feola, oggi sessantanovenne.
Presenti il presidente della Provincia Cavalli e diversi presidenti delle varie associazioni d’arma e del Consiglio provinciale permanente delle associazioni d’arma (Assoarma). Tra il pubblico anche Gino Compagnoni, reduce della tremenda battaglia di El Alamein del 1942. Il concerto di fanfare in Piazza Loggia ha chiuso il sabato commemorativo.
Oggi il programma prevede alle 8.30 l’ammassamento dei radunisti in piazza Arnaldo; gli stessi sfileranno poi fino in Duomo, dove verrà officiata la Messa dal cardinale Gaetano Bonicelli.
Alle 11.35 l’alzabandiera e gli interventi delle autorità. Domani la manifestazione proseguirà a Milano con una Messa in S. Ambrogio alle 10. Per martedì è previsto uno spettacolo all’auditorium in corso S. Gottardo.
Roberta Bellino Paracaduti a Campo Marte. Sono quelli che sono «atterrati» ieri in occasione delle celebrazioni per le Dieci giornate.
Nella foto sotto, da sinistra Camillo de Milato, Gianfranco Pizzinelli, Sergio Onger, Agostino Mantovani, Giorgio Bigatti al convegno di studi di ieri mattina














































