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Una sfilata asfittica ed anche acefala.
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Stanislao
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 Una sfilata asfittica ed anche acefala.
Una sfilata asfittica ed anche acefala.
Di più e di diverso, del resto, non ci si poteva attendere.
Questa la cronaca di una manifestazione che da grandiosa ed apartitica si è ridotta ad essere:
- una sfilata molto asfittica, 600/100 persone ad esagerare (tra lo 0,23 e lo 0,30 per cento della popolazione bresciana), con prevalenza quindi dei promotori, amici, parenti, comandati, guardie del corpo e poco più (le famiglie e chi realmente subisce i reali problemi di Brescia ha preferito starsene, evidentemente, a casa);
- molto e solo partitica visto che comunque erano tutti attivisti (di destra) dietro o sotto la loro brava bandierina;
Conclusione, una sfilata promozionale che si è svolta secondo previsioni (non loro ovviamente, ma di altri).
Asfittica ed anche acefala, stando ad alcuni slogan e coretti sentiti soprattutto verso la coda con i giovani cuori bresciani che inneggiavano alla moglie del sindaco. La classe è sempre classe. Mica acqua fresca. Del Pò però magari sì, visto come è inquinato! E dire che pretendevano di sfilare in nome di serietà, sicurezza, civiltà. Che qualcuno dia loro almeno un bignamino. Magari potrebbero essere tentati ed andare a cercarsi il significato di alcuni termini.
sabato 21 aprile 2007 cronaca pag. 13
«Si sono alimentati razzismo e odio»
Clima disteso alla contro-manifestazione con aperitivo organizzata dal centro sociale «Magazzino 47», da Radio Onda d’Urto, Associazione sinistra critica, Confederazione Cobas, Centro sociale 28 maggio, SdL, Rete antagonista studentesca e Associazione Diritti per tutti. «Brescia sicura con i diritti sociali» titolava uno degli striscioni appesi in occasione del presidio, in Largo Formentone. Circa 300 persone tra studenti, immigrati, sindacalisti e persino la segreteria provinciale di Rifondazione comunista al completo, scesi in piazza per qualche ora nel discusso cuore della città. «Dimostriamo l’infondatezza delle ragioni di una manifestazione dalle finalità propagandistiche e xenofobe - commenta Umberto Gobbi di Radio Onda d’Urto -. Siamo qui per smentire ogni tipo di equazione tra immigrazione e criminalità che distoglie l’attenzione dei bresciani dalle vere emergenze». Le tematiche che i manifestanti fanno rientrare sotto la bandiera del rispetto della legalità sono quelle legate alla sicurezza sul lavoro, all’inquinamento, alla diffusa insicurezza sociale derivata dalla precarietà e «alle 40 testate nucleari contenute nella base di Ghedi» afferma Gobbi. C’è anche chi lancia un messaggio rivolto ai cittadini che scendono in piazza per manifestare con il centrodestra: «Siete stati ingannati - afferma Osvaldo Squassina, segretario provinciale di Prc -. La Cdl realizza il proprio capolavoro politico alimentando odio e razzismo in nome della sicurezza e mettendo in secondo piano i problemi della vita reale dei cittadini». Secondo Squassina, parlare di rispetto della legalità a Brescia, significa puntare il dito contro il riciclaggio di denaro sporco e il lavoro nero. La gente attorno pare serena, tra un bicchiere e i soliti cani che si aggirano per la piazza, ascolta musica e ribadisce la totale assenza di sintomi di allarme sociale: «La fiaccolata è strumentale - dice Emiliano - qui invece c’è gente che non ha paura di vivere il centro storico». C’è anche chi non partecipa alla maniestazione del centrodestra perchè non sopporta «gli estremismi - afferma Silvia che si è appena trasferita da Bagnolo trovando casa proprio al Carmine -. Il crimine non si combatte con le armi, ma con i diritti». «Sabato scorso sono stato rapinato in un bar di Piazzale Arnaldo - afferma Marco -, al Carmine non mi è mai successo nulla, ci sarà un motivo». f.ap.
Seicento fiaccole per Brescia sicura
Slogan e striscioni: nel mirino il sindaco e l’immigrazione clandestina
di Mimmo Varone
Il centro destra ha chiesto sicurezza. Ieri sera l’annunciata fiaccolata è partita dalla Stazione intorno alle 20 e si è conclusa poco dopo le 21 nel cortile del Broletto. Tutto tranquillo durante il percorso per piazza Repubblica, via XX Settembre, Gramsci, IV Novembre, X Giornate, corso Zanardelli, via Mazzini, a parte le "strombazzate" delle auto bloccate sul ring e un momento di tensione all’incrocio con via Gramsci dove si è fatto vedere il consigliere comunale di Rifondazione comunista l’avvocato Manlio Vicini.
A sfilare, centinaia di persone. Chi le ha contate parla di circa 600. Le forze dell’ordine dicono meno di mille. Per l’onorevole Stefano Saglia, che guidava il corteo, «intorno alle mille». Altri organizzatori parlano di duemila. È il consueto balletto delle cifre.
Hanno attraversato la città tra molte bandiere della Lega Nord, tricolori e tricolori contrassegnati Forza Italia. Tutti dietro lo striscione «Brescia sicura». Tra gli altri, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il vice Aristide Peli, l’assessore Riccardo Minini, il capogruppo di Forza Italia in Broletto Vigilio Bettinsoli, il coordinatore provinciale Maurizio Vanzani, l’onorevole Adriano Paroli, il segretario Udc Gianmarco Quadrini, il segretario della Lega Nord Stefano Borghesi, eccetera.
Cartelli e striscioni tappezzavano il corteo, e molti puntavano l’indice contro il sindaco Paolo Corsini e il Governo di centrosinistra. «A Corsini la scorta sempre, ai bresciani nemmeno le ruote», diceva uno. «Corsini, ghettizzare non significa integrare», aggiungeva un altro. E poi, «Tolleranza zero», «La Leonessa non è più la stessa», «Siete sicuri? Cambiamo sindaco».
Molti slogan, per le forze dell’ordine. Su tutti, «Polizia, carabinieri, i bresciani di voi sono fieri». E molti contro
l’immigrazione clandestina, tipo « Prodi, Corsini, basta clandestini». Un corteo tranquillo, di gente non abituata alle manifestazioni di piazza, quasi una passeggiata per le vie della città pressoché deserte all’ora della cena.
L’unico momento di tensione c’è stato all’incrocio tra via Vittorio Emanuele II e via Gramsci, dove si è fatto vedere Vicini.
Nessuno ha dato importanza alla sua presenza sul marciapiede finchè non è passata la coda del corteo dominata dai «Giovani Padani». Allora sono volati slogan del tipo «Magazzino a lavorare», «Acqua e sapone, ci vuole acqua e sapone». Qualcuno gli ha gridato «Ti ricordi di corso Zanardelli?», con evidente allusione agli scontri di qualche tempo fa (con Forza nuova). Ma tutto è finito senza grosse complicazioni anche grazie all’intervento degli uomini della Digos. Poi tutto liscio fino al Broletto.
Poco prima, nel bel mezzo del quadrivio con via Saffi, un minuto di silenzio per i caduti di Nassirya, chiesto da Saglia «per onorare i caduti di tutte le guerre». Sono i tratti distintivi di una manifestazione che «facciamo poche volte - dice l’onorevole di An dal microfono - per non disturbare troppo i cittadini e i commercianti».
Alla fine una delegazione composta dal vice presidente della Giunta regionale Viviana Beccalossi, da Cavalli, dai parlamentari della Cdl, rappresentanti delle associazioni aderenti, segretari di partito e alcuni presidenti di circoscrizione di centro destra è salita nel palazzo del Governo per consegnare al prefetto Francesco Paolo Tronca una «piattaforma programmatica» indirizzata a Romano Prodi.
Il documento ricorda che nel settembre 2006 sono arrivati 35 poliziotti aggregati e un mese dopo 18 auto nuove per la Volante. Ma precisa che quelle auto erano state assegnate a Brescia molto prima e che «non sono arrivate auto per Digos, Squadra mobile e tutti gli altri uffici investigativi». Vi si legge che la Questura di Brescia è ancora considerata di fascia B e che l’organico dei poliziotti risale a 15 anni fa, nonostante lo sviluppo demografico e la «crescita di fenomeni delinquenziali, il problema dell’immigrazione clandestina, lo spaccio e il consumo di droghe».
Il tutto per esprimere «forte preoccupazione per la politica delle promesse non mantenute adottata dal ministro dell’Interno Giuliano Amato». E per chiedere di inviare subito a Brescia «100 nuovi agenti di pubblica sicurezza», di rinunciare al progetto di cittadinanza breve per gli immigrati, di non cancellare la Bossi-Fini, rinunciare alla liberalizzazione delle droghe, impedire l’insediamento dei campi nomadi.
Tra le richieste, pure l’aumento dell’organico dei carabinieri e nuove caserme, la modifica della classificazione della Questura, il potenziamento degli organici degli uffici giudiziari, il potenziamento del poliziotto e carabiniere di quartiere, l’istituzione di una sala operativa interforze in Prefettura. Ma un primo risultato i manifestanti dicono di averlo già portato a casa con la manifestazione di ieri, ed è la conferma in pianta stabile dei 35 agenti di polizia arrivati l’anno scorso. Lo hanno rivendicato in tanti, nel cortile del Broletto, dove hanno preso la parola gli esponenti dei partiti e delle associazioni che hanno dato vita alla manifestazione. Insieme a Forza Italia, An, Lega Nord, Udc, Nuova Dc anche il sindacato di polizia Uilp, l’associazione BresciaIn, il Partito dei pensionati, l’Unione cacciatori, l’Associazione farmacisti, le associazioni di artigiani e commercianti.
Ma già ci sono reazioni alla fiaccolata. Tutti i capigruppo di centrosinistra in Loggia in un comunicato sostengono che hanno fatto bene il sindaco Corsini e la Giunta a «proporre di affrontare ancora una volta in consiglio comunale i temi della sicurezza», perché «chi ha responsabilità amministrative deve avanzare proposte e presentare bilanci prima di invocare quegli interventi del Governo Prodi che non furono attuati durante i cinque anni di Governo Berlusconi».
Legambiente ricorda che «quando si parla di sicurezza dovrebbero essere al primo posto le morti per inquinamento dell’acqua, dell’aria della terra». Il Centro Saveriano di animazione missionaria annuncia per sabato e domenica un convegno sulla riconversione dell’industria bellica e delle basi militari. E i consiglieri di centrosinistra in Broletto intervengono nella polemica sulla sicurezza per ricordare all’assessore Minini che «la Polizia provinciale, per responsabilità della Lega, non riesce ad essere quello di cui i cittadini avrebbero bisogno».
Nel corteo anche gli stranieri: «Vogliamo votare»
«Perchè sono qui? Perchè non siamo sicuri nemmeno quando dormiamo. Abbiamo l’allarme, abbiamo le ringhiere e le inferriate, ma vengono comunque a rubare. Sono entrati in casa di mia figlia di notte, mentre c’erano i bambini a letto. Non sappiamo più cosa fare». Adriana Andrini di Ghedi sosta sul piazzale della Stazione e aspetta pazientemente la partenza del corteo.
E’ soprattutto contro il degrado della città che vogliono dire la loro i bresciani. [*] Anche quelli - e non sono pochi - che arrivano dalla provincia. Giovanni Guarneri e Giancarlo Scalvenzi si uniscono al coro. In barba a chi sosteneva fosse una manifestazione senza «colore» politico, i due portano uno la bandiera della Lega e l’altro la camicia verde: «Servono più controlli. Non vede come si sono ridotti il Carmine e la Stazione? Noi siamo di Ospitaletto, una zona in cui ci sono fabbriche e extracomunitari che lavorano. Ma si sta più tranquilli».
Con o senza bandiere, di certo è stata una fiaccolata «trasversale» un po’a tutte le fasce d’età e a tutte le categorie professionali. Claudio Ardemagni, 28 anni, libero professionista, sostiene di «non riconoscere più la sua città di quando era bambino, di quando poteva andare al parco serenamente con la nonna». E Giovanna Fornasari, insegnante, dice che «quando si scende dal treno a Brescia sembra la kasbah di Marrakech». Ma c’è anche chi, probabilmente per paura, preferisce restare anonimo: «Qua pare di stare a Tunisi, tanto più dopo che ho vissuto un anno in Germania», dice una ragazza bionda.
L’equazione criminalità uguale immigrazione trionfa tra i manifestanti. Il signor Sergio si dice «stufo di vedere questa razza. Un tempo era diverso, si poteva lasciare aperta la porta di casa, si girava tranquilli». Il pensionato, che abita alla Sesta, è decisamente rassegnato: «I furti sono all’ordine del giorno. La soluzione? Ormai non c’è più niente da chiedere, ormai è tardi».
[*][*]Gli immigrati con le fiaccole e i palloncini in mano sono davvero pochi, ma qualcuno c’è: «Siamo qui per chiedere una vita migliore, quella che siamo venuti a cercare in Italia. Sono certo che su questo punto tutte le forze politiche potrebbero mettersi d’accordo», spiega Neza Ardian. Albanese d’origine, lavora in una Rsa. Sostiene che «gli immigrati a Brescia sono una forza importante», così come importante per gli stranieri sarebbe ora riuscire ad ottenere «il diritto di voto».
Ma la vera sorpresa della fiaccolata sono le donne. Sono tante, per difendere il loro diritto a uscire di casa la sera senza paura. «Giro pochissimo e so di persone che come me sono in seria difficoltà - sostiene Silvia Gardoni, che lavora in uno studio notarile -. La soluzione? Portare dalla nostra la parte femminile della comunità immigrata». «Sono qui per una Brescia più sicura - rivela Agnese Segalini -. Ormai non si può più circolare. Oggi un immigrato mi ha chiesto che ora era e ho risposto che avevo l’orologio rotto, prima che tentasse di rapinarmi come è successo a un’amica».
Ma non sono solo le rapine a far paura. Molti denunciano episodi di spaccio proprio sotto casa. Come Lina Magri, pensionata, che abita a Lamarmora: «Nascondono la droga nelle fioriere. Li vedo dalla finestra di casa. Si passano le bustine, un’auto viene e l’altra va».
In un’atmosfera familiare e anche un po’ nostalgica Ester Lazzaroni, casalinga, ricorda di quando era ragazza e la sera passeggiava in centro fino a tardi: «Il nostro vivere bresciano non c’è più. La città ora è vuota. Città multirazziale sì, ma ci dovremmo essere anche noi con loro». Barbara Businaro, impiegata di Castelcovati, dice di avere smesso persino di andare a correre per la paura, mentre Giorgio Natale si augura che «questa presenza alla fiaccolata venga spesa bene dai politici». «Mia moglie è stata scippata cinque anni fa - incalza ancora Massimo Confalonieri -. Abito in via Veneto, mi hanno buttato giù la porta di casa e sono stato costretto a mettere la porta blindata. Nella mia zona non si vede mai un carabiniere o un poliziotto, o almeno un vigile». Ma già che c’è, nel calderone ci mette pure il traffico: «Con tutte queste rotonde e rotondette non si riesce più a circolare. Siamo stufi del sindaco Corsini». Natalia Danesi
NOTA:
[*] Siamo alle solite ed al solito "vizietto" della destra: Si chiamano e si fanno venire le "squadre" da fuori. Anche in questo caso questi, che qui non vivono, devono e possono venire a dirci come dobbiamo sentire, vivere e chiedere anche la sicurezza. Meno male che abbiamo la nostra brava provincia ed i provincialotti e provincialotte che vengono a dirci ed a spiegarci cosa e come fare altrimenti, i bresciani (o brescianotti anch'essi?), non sò proprio come farebbero a cavarsela.
[*][*] Questi poi, in quel contesto, mi sembrano come il tacchino che partecipa alla festa del 4 Luglio in america (festa della liberazione) o al Natale in Italia.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#1 Sab 21 Apr, 2007 17:13 |
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ceci1959

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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Caro Stan
permettimi di dissentire sulle tue note.
Ciò che l'articolo riporta è il sentire di fasce di cittadini,che dalla provincia vengono per abitare al Carmine o che dalla provincia vengono per camminare ,correre far ciò che vogliono.Tali persone hanno il diritto di sentirsi al sicuro,il diritto di far yogging senza temere nulla,il diritto di camminare senza scippi o accoltellamenti.
Sembra che ogni proposta che viene da destra ti infastidisca.
A me piace pensare che ogni persona può darti qualcosa di buono,bianchi,neri,destra o sinistra,senza prevenzioni di nessun tipo.
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#2 Sab 21 Apr, 2007 18:45 |
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Parsifal
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Sembra che ogni proposta che viene da destra ti infastidisca.
Nooooo.... che dici mai?
PS. Stan, il 4 luglio è la festa dell'Indipendenza, non della Liberazione. E il tacchino di solito lo fanno fuori per il Ringraziamento.
La liberazione la celebriamo qua in Italia con "tante belle bandierine". Più rosse che tricolori peraltro.
Scusa le precisazioni, ma non vorrei che qualcuno ti rispondesse di cercare un bignamino a tua volta.
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#3 Sab 21 Apr, 2007 19:40 |
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Stanislao
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Caro Stan
permettimi di dissentire sulle tue note.
Ciò che l'articolo riporta è il sentire di fasce di cittadini,che dalla provincia vengono per abitare al Carmine o che dalla provincia vengono per camminare ,correre far ciò che vogliono.Tali persone hanno il diritto di sentirsi al sicuro,il diritto di far yogging senza temere nulla,il diritto di camminare senza scippi o accoltellamenti.
Sembra che ogni proposta che viene da destra ti infastidisca.
A me piace pensare che ogni persona può darti qualcosa di buono,bianchi,neri,destra o sinistra,senza prevenzioni di nessun tipo.
Parto e finisco su questo:
Citazione: Sembra che ogni proposta che viene da destra ti infastidisca.
.......... in questo erri.
Mi infastidisce quando si cerca di mistificare le cose e fare una manifestazione in Brescia spacciandola per manifestazione di cittadini di Brescia e poi invece si accorpano:
- persone che di Brescia non sono ed in Brescia non vivono;
- addirittura stranieri contro i quali si "scagliano" ed ai quali accollano tutti i mali,
E' un pò come la raccolta firme dei 5 associati. Anzi, è esattamente la stessa cosa e, come per quella, magari se andiamo ad analizzare alcuni disordini e diverse cosucce che creano uno stato di "fastidio" tra i residenti, ebbene, magari questi vengono proprio da "provincialotti" che vengono in città a sfogarsi (alcuni dicono "socializzare")
mi sembra una mistificazione. Senza considerare che i delitti più violenti ed abietti ......... non sono certo avvenuti in Brescia, ma magari proprio nel paese dal quale provenivano alcuni dei manifestanti di ieri per una insucurezza che loro ci dicono che abbiamo.
Con questo NON nego che Brescia NON sia un Eden, per carità, ma non è nemmeno il Bronx e, comunque, molte cose si aggiusterebbero se solo la gran parte dei partecipanti ieri alla sfilata (o comunque aderenti) facesse veramente il proprio dovere e/o desse una mano.
Qualche esempio?:
- I negozi restassero aperti TUTTE le sere, vedresti meno abbandono e "buio" per la città;
- i bar, pub ecc che tengono aperti la sera (la notte), si facciano carico di mantenere e far restare in regole di civile convivenza i loro clienti e badare a che non gridino, non creino risse, non scarichino effluivi fisiologici ne tantomeno vomitino per la strada (e parlo di brescianissimi clienti, non di extra terrestri, comunitari o ciò che pare);
- sempre i suddetti, indichino ai propri clienti di parcheggiare in modo corretto, magari nei parcheggi in struttura, e non solo accettare che parcheggino dove gli pare ma, addirittura, porgere loro la spalla dicendo che hanno tutto il diritto di farlo.
E questo sono solo tre esempi semplici semplici ma concreti e reali. Molti altri sono sicuro che saprai farteli anche tu. E questi si che "disturbano" e creano problemi veri e concreti. Per non parlare poi dei fastidi per chi deve rientare o uscire di casa, dormire, riposare, respirare. Se poi ci aggiungi che magari, la mattina dopo, sei tu a prendere una multa perché hai parcheggiato (costretto) la tua auto con una ruota fuori posto (ma comunque in posizione NON penalizzante per nessuno) perché la sera prima "gli altri" erano parcheggiata ovunque e comunque e NESSUNO li ha mai multati o fatti sloggiare perchè ... l'ora è di quelle di fuori servizio o ... che favorisce il sonno (anche delle coscienze).
Di questo, se non erro, hai qualche "ricordino" anche tu. O sbaglio?.
Questa è realtà mia cara. Fuori dalla demagogia e dai bei pensieri o dalle belle esternazioni.
Dalle mie parti si suo dire che essere buoni è cosa ottima e lodevole, esserli due volte è già da santi ma tre .... è da fessi.
Con questo si intende che a tutto c'è un limite e che comunque, a prescindere, la libertà di chiunque altro si deve arrestare dove comincia la mia. Semplice e chiaro. No?
Per finire, una curiosità. Non ho capito il tuo passaggio sul <<sono persone che "vengono a vivere" al carmine>>
Che vuol dire poi?:
- ci vivono - ed allora sono di Brescia e non della provincia;
- non ci vivono ed allora ?????? che centra?
Questo è tutto.
Come vedi quindi, il mio appunto non è consequenziale al fatto che loro erano di destra ma al fatto che sono loro a fare certe mistificazioni e ad ingarbugliare le carte a loro unico beneficio di visibilità.
Ah, se poi si ricordassero che:
- negli ultimi cinque anni hanno governato loro e ci dicessero cosa hanno fatto per Brescia nel merito, ci userebbero una cortesia. A che io ricordi, NIENTE. Poliziotti in più e finanziamenti, a che io sappia, sono stati inviati solo da questo governo.
- che la provincia e la regione sono nelle loro mani da ... te ne ricordi?, se ne è persa memoria ormai. Cosa hanno fatto queste due istituzioni per Brescia in almeno qualcuno dei settori lamentati ieri?. Nulla!, anzi no.......... hanno creato problemi, questi sì (in uno degli articoli ce ne deve essere un cenno),
magari avanzerebbero proteste più concrete e, soprattutto, in consiglio comunale. Non per le strade. Capisco che qui magari li vedono di più ma, se è per fare .... non occorrono i fari, ne le candele o le torce.
A me interessa, come sai, ciò che si fà ... non chi lo fà.
Tanto per la precisione.
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- Horacio Verbitsky
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#4 Sab 21 Apr, 2007 19:52 |
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Stanislao
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Sembra che ogni proposta che viene da destra ti infastidisca.
Nooooo.... che dici mai?
PS. Stan, il 4 luglio è la festa dell'Indipendenza, non della Liberazione. E il tacchino di solito lo fanno fuori per il Ringraziamento.
La liberazione la celebriamo qua in Italia con "tante belle bandierine". Più rosse che tricolori peraltro.
Scusa le precisazioni, ma non vorrei che qualcuno ti rispondesse di cercare un bignamino a tua volta.
........ grazie maestro. Ma almeno un 4 luglio c'è? e il tacchino? lo fanno fuori o no?
Circa le bandierine della liberazione, si vede che quelle erano disponibili qui quando hanno deciso di liberarsi.
Ah, se ora dovesse risultare che invece c'era un negozio aperto che vendeva anche altre bandiere ecc daccene pure informazione. Sai, scrivendo in diretta, in velocità e spesso facendo più cose insieme e pensando a ben altro ... qualche particolare, sia pur importante e basilare, mi scappa all'interno del concetto.
Oggi, per esempio, sto preparando un nuovo forum con quel che comporta tutta l'operazione saltellando tra un blin di un messaggio giunto e l'altro. Se ti interessasse, lo cominci a trovare in fondo al menu dei vari forum.
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- Horacio Verbitsky
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#5 Sab 21 Apr, 2007 20:09 |
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Parsifal
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Effettivamente c'erano altri negozi.
Ma l'eccitazione della "liberazione" era così tanta che la tendenza era quella di farne fuori i "negozianti".
Sempre in nome della democrazia, si intende...
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#6 Sab 21 Apr, 2007 20:20 |
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Stanislao
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Forse un bignamino non farebbe male neanche a te.
spero che sia la risposta definitiva. E' la terza che mi cambi ed alla quale provo a rispondere.
A me non serve .......... ho te, una intera enciclopedia tutta per me, che me ne faccio di un bignamino!.
ed invece non era ancora l'ultima versione:
Effettivamente c'erano altri negozi.
Ma l'eccitazione della "liberazione" era così tanta che la tendenza era quella di farne fuori i "negozianti".
Sempre in nome della democrazia, si intende...
per non far torto a nessuna delle risposte rispondo anche a questa che mi soddisfa di più perché ne ero certo. Anzi certissimo. Alcune cose ancora, per la completezza: indirizzi, orario di apertura, facevano anche loro lo shopping night al giovedì o no? Sai, magari sono andati di sera, visto che di giorno erano occupati per altro, ed hanno trovato chiuso.
Per il "farne fuori i commercianti" stendo una bandiera pietosa ... potrebbe essere un ricordo penoso per commercianti "ebrei" mandati in vacanza in luoghi ameni.
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- Horacio Verbitsky
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#7 Sab 21 Apr, 2007 20:30 |
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Parsifal
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Cosa? C'è la STASI su questo forum!!!!!
Vedi cosa ti fa fare la fretta? puoi anche lasciare passare 10 minuti, non è che sei tenuto a rispondere subito eh! Così ti rodi di meno il fegato!!!
Ah, il bignamino te lo vai a prendere altro che l'enciclopedia. Così almeno 15-20 minuti lontano dal forum li fai!
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#8 Sab 21 Apr, 2007 20:30 |
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Stanislao
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Cosa? C'è la STASI su questo forum!!!!!
Vedi cosa ti fa fare la fretta? puoi anche lasciare passare 10 minuti, non è che sei tenuto a rispondere subito eh! Così ti rodi di meno il fegato!!!
Ah, il bignamino te lo vai a prendere altro che l'enciclopedia. Così almeno 15-20 minuti lontano dal forum li fai!
.......... beh, qualcuno l'ha gia detto. Anzi no, era il KGB.
Per il resto, te l'ho detto. Quando sento il blin di un msg non resisto. Vado a vedere e, come cortesia vuole, rispondo subito. Ora si da il caso che sto lavorando al computer per le altre cose ed allora ... il blin l'ho proprio sull'orecchio sinistro (dove c'è il computer)
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#9 Sab 21 Apr, 2007 20:43 |
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Parsifal
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
il blin l'ho proprio sull'orecchio sinistro (dove c'è il computer)
Strano
*blin*
ps. cavolo è vero, aveva detto KGB...
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#10 Sab 21 Apr, 2007 20:44 |
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Parsifal
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
per non far torto a nessuna delle risposte rispondo anche a questa che mi soddisfa di più perché ne ero certo. Anzi certissimo. Alcune cose ancora, per la completezza: indirizzi, orario di apertura, facevano anche loro lo shopping night al giovedì o no? Sai, magari sono andati di sera, visto che di giorno erano occupati per altro, ed hanno trovato chiuso.
Per il "farne fuori i commercianti" stendo una bandiera pietosa ... potrebbe essere un ricordo penoso per commercianti "ebrei" mandati in vacanza in luoghi ameni.
Facciamo così.
La Resistenza e la Liberazione l'hanno fatta solo quelli con le bandiere rosse e loro durante gli anni del fascismo facevano già i partigiani.
Tutti, compreso Dario Fo.
La Costituzione è tutta merito loro, mica di quegli ignoranti dei liberali e dei cattolici.
Il boom economico degli anni 60 è tutto merito delle loro teorie economiche stataliste.
Il fatto di non essere mai stati invasi dai carri sovietici è merito di gente come Togliatti o Napolitano che ha aperto una nuova "via italiana al socialismo".
E infine loro non avrebbero mai mandato gli ebrei nei gulag, ma gli italiani a lavorare a Togliattigrad sì.
Così siam felici tutti, ok?
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#11 Dom 22 Apr, 2007 03:02 |
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Stanislao
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
per non far torto a nessuna delle risposte rispondo anche a questa che mi soddisfa di più perché ne ero certo. Anzi certissimo. Alcune cose ancora, per la completezza: indirizzi, orario di apertura, facevano anche loro lo shopping night al giovedì o no? Sai, magari sono andati di sera, visto che di giorno erano occupati per altro, ed hanno trovato chiuso.
Per il "farne fuori i commercianti" stendo una bandiera pietosa ... potrebbe essere un ricordo penoso per commercianti "ebrei" mandati in vacanza in luoghi ameni.
Facciamo così.
La Resistenza e la Liberazione l'hanno fatta solo quelli con le bandiere rosse e loro durante gli anni del fascismo facevano già i partigiani.
Tutti, compreso Dario Fo.
La Costituzione è tutta merito loro, mica di quegli ignoranti dei liberali e dei cattolici.
Il boom economico degli anni 60 è tutto merito delle loro teorie economiche stataliste.
Il fatto di non essere mai stati invasi dai carri sovietici è merito di gente come Togliatti o Napolitano che ha aperto una nuova "via italiana al socialismo".
E infine loro non avrebbero mai mandato gli ebrei nei gulag, ma gli italiani a lavorare a Togliattigrad sì.
Così siam felici tutti, ok?
OK!. Vedi?, finalmente hai capito l'essenza della vita.
L'importante è essere felici e sodisfatti di ciò che si ha.
Il resto, talvolta spesso, è solo chiacchiere, o nozionismi che, sia pur importanti, nulla tolgono o aggiungono alle cose in se.
Una sola cosa da precisare, per l'ennesima volta. I l fatto che poi io debba mettermi a discutere per difendere i "comunisti" italiani - precisazione non da poco perché come "comunisti", alla fin fine, hanno sempre fatto alquanto ridere ... all'italiana insomma, anche loro, e per nostra fortuna, sia chiaro - quando li ho sempre avversati soprattutto per la loro "vicinanza a" (perché, intendiamoci, alcune loro idee le ritenevo e le ritengo corrette e giuste, più di quelle del "capitalismo" di certo - se poi anche questo "all'italiana" e quindi degenerato - per di più in "male e becero", figurati un pò tu) mi sa un tantinello di ridicolo e di forzato ma ... quando un distinguo ci vuole va fatto (come il tuo utilizzo continuo della matita rossa) e dato che mi trovo io in discussione, sono forzato a porlo. Chiaramente senza una laurea in storia ed un dottorato in ricerca, of course, per cui qualche virgola o anche punto può sfuggirmi, ma non la sostanza. Che è quella che conta. Of course. Ma ci sei sempre tu a dare lumi e quindi, la comunità tutta qui è tranquilla e sa di poter ricevere notizie corrette fino al puntino sulla i. La i sotto però, talvolta, se permetti la metto io come in questo caso ad evitare che i "lumi"diventino candeline o "fiaccole" e quindi:
Puoi dirla e girarla come vuoi, puoi metterci tutte le nefandezze che ALCUNI estremisti "rossi" hanno fatto, puoi metterci tutti i SE relativi al cosa, forse, sarebbe successo anche in Italia SE - nel '45 (giorno e ora inseriscili tu) fosse finita in mano ai "rossi", puoi anche metterci tutta la tua ed altrui certezza che i FORSE ed i SE sarebbero sicuramente divenuti certezze e realtà, ecc ecc, non riuscirai mai a raggiungere, a parificare e ad uguagliare anni di NEFANDEZZE reali ed effettivamente compiute dai Fascisti in Italia, guerra compresa, ed anche in alcune zone fuori dalla stessa. Perché, carissimo, una sola cosa è certa. Il fascismo in Italia c'è stato e si è sentito, eccome. Sulla pelle di tanti. Il comunismo è stata sempre e solo una "chimera" e, per di più, edulcorata all'acqua di rose. Qualcosa, ripeto, di tutto italiano, insomma (e ripeto anche "per fortuna). Più un bau-bau ed uno spauracchio portato avanti da altri per farsi gli affaracci loro, come ora, nella migliore tradizione, continua a fare qualcuno amico poi di qualcun altro che guarda caso era ed è VERO "rosso" militante, oltretutto, tra le suffragette del KGB (vedi che tutto torna?, anche qui - KGB - non Stasi, quella l'avevano solo formata ed addestrata).
Conclusione. Abbiamo una realtà esistita, documentata e scontata qui, in casa nostra, non altrove, da un lato; dall'altro, tutto un dire su cosa "avrebbe potuto" accadere, avrebbe potuto essere: Tra le due cose, se permetti, non ci può essere match. I processi e le analisi si fanno sul concreto, sulle azioni e non sulle "ipotesi" o "comparazioni" esterne. Si potrà sbagliare qualche data, qualche giorno, qualche nome, qualche secondo ma ... i fatti restano quelli e nessuno può cancellarli (anche se ci si provano con impegno e da sempre). Per chiudere, la Costituzione. Di certo NON hanno contribuito i fascisti a farla. L'inciso poi di "tutta loro o che l'abbiano fatta solo loro" è cosa SOLO TUA ed in linea con il vizietto di prendere un assunto sbagliato, renderlo vero, e poi dire che la bugia l'anno detta gli altri. Resta invece il fatto che alcuni "rossi" dell'epoca, se non ricordo male (e non ricordo male), SI', ci parteciparono, come anche che, se alla stessa si giunse e una guerra civile si evitò fu anche per un piccolissimo merito che a questi va dato. Sempre mie rimembranze di scuola elementare, si capisce.
Ma avevo un maestro serio, non fascista, non comunista, a quanto ricordo e quindi ....... ritengo verità detta da bocca sincera e non altra "bocca".
FINE. Palla al centro?. OK?
Abbiti una buona giornata, ne rossa ne nera. Dirti bianca però sarebbe cosa pulita ma "vuota" ed allora facciamo così, mischiamo due colori a caso e diciamo:
Abbiti una giornata rosea
Contento?, spero di si e ringrazia che ci sia il colore a caso altrimenti, solo con l'altro, al massimo avrei potuto augurarti una giornata grigia ..... e sai che felicità ................ ammenocché .............. se prefrisci,
Stan
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#12 Dom 22 Apr, 2007 07:55 |
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Parsifal
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Guai a toccare il mito della Liberazione!
Son felice per te che tu non sia stato istriano, o un partigiano liberale, o un partigiano della Osoppo, o un prete emiliano in quegli anni.
Sai, loro hanno scoperto la chimera edulcorata all'acqua di rose e il baubau.
Che sfortunati a trovare proprio "alcuni estremisti" sulla loro strada... e dal Friuli all'Emilia poi! Che sfortuna!
Ma in fondo abbiamo avuto la democrazia in Italia... democrazia così evoluta che se la Moratti sfila per la Liberazione con il padre partigiano viene sonoramente fischiata. Perché le sfilate per la Liberazione in Italia non sono una manifestazione "partitica". Noooo....
Ma in fondo è la sostanza quella che conta no?
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#13 Dom 22 Apr, 2007 12:00 |
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Parsifal
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 Re: Una sfilata asfittica ed anche acefala.
Mi fa piacere non essere l'unico...
Il senso del 25 Aprile e della Liberazione
Lettere al Direttore, GdB - 20/04
Avevo dodici anni ed ero un ragazzo pieno di vitalità, di gioia, di amicizie serene. Formia la città in cui vivevo in provincia di Littoria (ora Latina) era composta da persone di modesta condizione. Poche famiglie possedevano la radio e proprio da una di quelle radio udii il discorso del Duce che annunciava l’entrata in guerra dell’Italia. La piazza era gremita in ogni ordine di posto, dovunque gli altoparlanti diffondevano la voce roboante del capo del Governo. Un’ovazione terrificante. Egli era là, onnipotente, osannato, idolatrato, in ogni angolo d’Italia si acclama la sua scelta. Lui ha deciso per la guerra e lui ha sempre ragione. Dove erano gli anti- fascisti? - La mia città come tante altre, piccole, medie o grandi pagò con lutti, rovine e sacrifici. Tanta gioventù che non ritornò più, tante famiglie che piansero i loro cari congiunti (compreso mio padre) in silenzio e nell’amarezza nata dal disprezzo del presunto vincitore. Forse le donne italiane non hanno la stoica fermezza delle spartane, ma per i loro cari caduti durante le varie fasi della guerra, non meritano l’ignava dimenticanza delle autorità. - Abbiamo perso la guerra... siamo stati sconfitti... la guerra non era sentita; il senno di poi... e se avessimo vinto? Figli, mariti, padri, dimenticati, quasi cancellati, non solo per cinico opportunismo politico (si ricordano solo i partigiani) ma anche per vigliaccheria. Da più di sessant’anni il loro sacrificio è stato quasi demonizzato. Guai a parlare delle vittime civili sotto le macerie dei bombardamenti, guai a parlare dei caduti dell’ultima guerra, hanno combattuto per il fascismo? Allora erano fascisti. Sconfitti ma sempre onorati da un nemico forse cento volte superiore, ignorati vigliaccamente dai fratelli in Patria. - A più di sessant’anni dal loro sacrificio parlarne lascia indifferenti, una indifferenza precostituita con l’ignoranza. Ma il comportamento peggiore lo si trova in molti politici, senza distinzione di sesso e ideologie, eredi più o meno diretti di quel tragico periodo. Quanti italiani sanno effettivamente cosa si commemora il 25 Aprile? - Con il 25 Aprile si va anche oltre; ufficialmente si commemora la liberazione, ma da chi? (gli americani erano già qui) il fascismo era caduto l’8 settembre 1943, forse si commemora la fine di una guerra civile. Di fatto si festeggia la vittoria di una fazione sull’altra. - Altro che partecipazione! Quando si vuole la vera partecipazione, la vera pacificazione, alla cerimonia si invita anche l’altra parte e si commemora insieme. Si continuano a magnificare le gesta di una parte e vituperare quelle dell’altra. Il più elementare tentativo di porsi delle domande a riguardo dell’una e dell’altra parte, scatena virulente quanto scomposte reazioni al grido: «La storia non si tocca!». Come al solito, l’impresa dei Mille e la marcia su Roma non hanno insegnato nulla. La storia è una continua ripetizione di errori, ma noi non impariamo nulla. - Dobbiamo cominciare a renderci conto che il 25 Aprile non è una festa nazionale, se mai la festa di una minoranza. E di fatto quella data non significò neppure la fine della guerra civile che continuò almeno per altri due anni con centinaia di morti ammazzati al grido «Uccidere un fascista non è reato». Quegli eccidi sistematici avvenuti in varie regioni dell’Italia settentrionale non colpirono solo i fascisti, ma anche industriali, agrari, preti, democristiani. Fondamentale per la liberazione dell’Italia fu l’esercito angloamericano e per la successiva libertà del nostro Paese fu essenziale il fatto che esso non cadde nella zona d’occupazione dell’Armata Rossa; la Resistenza svolse un ruolo significativo ma militarmente secondario nella liberazione del Paese, perciò non si discute il valore simbolico e morale della Resistenza, anche se ormai è accertato che a vincere il fascismo furono gli alleati. - EDMONDO DEL PRETE - Brescia -
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#14 Dom 22 Apr, 2007 12:17 |
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Stanislao
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 Re: Una Sfilata Asfittica Ed Anche Acefala.
Guai a toccare il mito della Liberazione!
Son felice per te che tu non sia stato istriano, o un partigiano liberale, o un partigiano della Osoppo, o un prete emiliano in quegli anni.
Sai, loro hanno scoperto la chimera edulcorata all'acqua di rose e il baubau.
Che sfortunati a trovare proprio "alcuni estremisti" sulla loro strada... e dal Friuli all'Emilia poi! Che sfortuna!
Ma in fondo abbiamo avuto la democrazia in Italia... democrazia così evoluta che se la Moratti sfila per la Liberazione con il padre partigiano viene sonoramente fischiata. Perché le sfilate per la Liberazione in Italia non sono una manifestazione "partitica". Noooo....
Ma in fondo è la sostanza quella che conta no?
........ sono felice anchio. Ed ho detto tutto, anzi no:
a) ancor più felice di essere nato almeno nel 45 e non prima per cui non ho avuto il piacere di "giocare" a pesare chi era il più cattivo ne a poter giustificare un macellaio solo perché che, accanto, il pizzicagnolo;
b) come le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, altrettanto correttamente, mi sembra, i meriti del padre non possono essere gratificati alla figlia (o figlio), soprattutto se ci "marcia".
Per tutto il resto, opinioni e nozionismi. Alcuni esatti, diversi corretti, molti magari incontestabili ma ..... solo episodi e nessuno di questi compensa (visto che sembri procedere a compensazioni), un'Italia distrutta, il nazismo ed il fascismo e tutto quanto a questi due connessi che, ripeto, sono stati REALI e vissuti in Italia e non solo "poteva essere o sarebbe stato come in ...."
Utili, inutili bah!!, fatto certo ed evidente è che ognuno la vede e la pensa come vuole. Questo è ancora consentito (dal 45 in poi, almeno) come è consentito dire che tra cose "ipotetiche" e le cose "reali" un distinguo andrebbe fatto perché sai bene che solo le cose reali puoi usarle, le altre sono solo "supposte" ed anche queste sai dove finiscono.
Per concludere, fai cenno dal Friuli in poi .......... io ho "lavorato" in Jugoslavia nel periodo di Tito (quando è morto ero lì - ho messo su un intero stabilimento ed addestrato il personale) ebbene, mio caro, da quel punto in poi, in molte zone, Istria inclusa, era ed è prudente NON far vedere che sei Italiano o quantomeno, non ostentarlo più di tanto. C'è ancora qualcuno che ben si ricorda di "noi". Come vedi, su questo ci ho sbattuto il nasino, non solo letto sui libri ..... ma ti ripeto. Sono 60 anni che gente più in gamba di me e te (di me di sicuro) ne discutono più o meno seriamente, più o meno correttamente, più o meno appassionatamente. Non saremo quindi noi due a portare il verbo "sicuramente" corretto del tutto. Tu vai sui sofismi e procedi con quelli, da puro sofista, assolvendo magari alcuni in funzione di similari (ma non uguali, pari, questo almeno mi sento di poterlo dire - di sicuro) misfatti fatti da alcuni a compensazione di atrocità commesse dagli altri. Per me procedere per compensazione o tentare una somma algebrica sui misfatti non è procedimento che mi appassiona anzi, nemmeno corretto. La mia praticità (se vuoi anche "ignoranza" storica), a questo mi porta e da qui non mi smuovo. Mi spiace.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#15 Dom 22 Apr, 2007 12:43 |
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