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Giovedì, 31 Dicembre 2009 Roberta Bellino gdb
Legambiente:
«Politica insensata su ZTL, Lam e riscaldamento»
«Politica insensata su ZTL, Lam e riscaldamento»
L’Italia è inquinata. Lo dicono diverse statistiche. Tra le ultime anche quelle pubblicate recentemente dal Sole 24 Ore. E l’Unione Europea, preso atto di questa diffusa situazione, fa un passo indietro: ritornano così a trentacinque, dopo l’ipotesi di scendere a sette, i giorni di supero del limite Pm10 in un anno.
«La centralina del Broletto non dà notizie confortanti rispetto alle direttive Ue: al 21 dicembre sono stati segnalati 82 giorni di supero rispetto ai 79 del 2008. Se aggiungiamo, inoltre, che, rispetto all’anno scorso, ci sono stati 200mila passeggeri in meno nel trasporto pubblico, quando il 2008 ne aveva rilevato l’incremento di un milione sul 2007, allora il quadro diviene drammatico», ha spiegato il presidente di Legambiente Brescia, Mario Capponi.
Una politica della mobilità, quella promossa dall’Amministrazione, «totalmente insensata: basti pensare all’eliminazione delle ZTL e delle linee preferenziali - ha continuato Capponi -. La metropolitana, poi, non risolverà il problema del traffico nel centro se prima i cittadini non saranno educati ad una cultura della mobilità sostenibile». Uno studio effettuato in quindici aree metropolitane cittadine, che ha fatto un parallelo tra l’inquinamento e la mortalità, ha rilevato un incremento del 5% dei decessi nelle aree soggette a maggiori emissioni di CO2, «per Brescia ciò significa avere oltre 100 morti in più all’anno e migliaia di casi di patologie legate alle polveri sottili», come ha aggiunto Lia Martina, insegnante ospedaliera del Civile.
Capponi ha poi approfondito il progetto, ormai naufragato, della nuova centrale Turbogas di Lamarmora: «Giunti a questo punto, come si intende procedere per il teleriscaldamento di Brescia? L’amministrazione vuole andare avanti con la centrale a carbone e con le due a petrolio che sono di venti e trent’anni fa e che sfruttano combustibili più inquinanti?». La questione si sposta sulle affermazioni del presidente del Consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, secondo cui la multiutility entrerà nel nucleare.
«Brescia avrebbe diritto ad un dibattito approfondito, prima di chiudere la partita. Dopo la fusione con l’azienda milanese, abbiamo assistito ad un totale scollamento del rapporti tra A2A, il territorio e la città». Capponi sottolinea infine la necessità di convegni pubblici «affinché i cittadini possano essere messi al corrente di quelle decisioni di cui in futuro subiranno le conseguenze».














































