In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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Verità processuale = verità nei fatti?
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Stanislao
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 Verità processuale = verità nei fatti?
[...] Chamberlain (rispondo a te perchè con te abbiamo instaurato un discorso, ma questo non sta a significare che si tratta di un discorso tra me e te, vale per tutti coloro che vorranno intervenire) ti confesso che la situazione mi ha leggermente posto in stato confusionale e mi sono sorte alcune domande:[...]
3) E' chiaro che io non avendo seguito i fatti all'epoca, non essendo in possesso degli atti processuali, non conoscendo i motivi della sentenza non posso che giurare "in verba magistri" e credere nella versione sia dei colpevolisti e sia degli innocentisti.
Tuttavia se volessi optare per la versione che tu esponi (innocentista) chi avrebbe avuto interesse a mettere su un impalco simile? per quale ragione?
Capirete che impostare una simile querelle non è cosa da poco, quindi il gioco deve valere la candela, perciò torno a chiederti quale sarebbe stato l'interesse di chi ha creato dal nulla il casino?
E per essercisi dedicato con tale precisione e solerzia da creare un'operazione che ha avuto bisogno di ben 4 anni di processo per giungere ad una delle due soluzioni possibili, che interesse avrebbe avuto? cosa ci avrebbe guadagnato? [...]
Cordialmente
Fromor ......... bene. Quoto il tuo post rendendolo così anche mio. Prendo atto inoltre che tu sei dell'avviso che si può mantenere ancora aperto questo "forum" visto che sembra essersi incanalato su un base discorsiva, colloquiale e di "proviamo a capire e a capirci". [...]
Capire, ad esempio, come funzionano le leggi, ma soprattutto la giustizia in Italia (sai bene il mio vecchio pallino del distinguo tra legge e giustizia - e vecchio non da una settimana ne da 4 anni ma da tantissimo. Dall'età della ragione, credo e di "ragione" ne ho, e tanta) e su questo magari disquisire può essere cosa valida, interessante ed utile.
Ancora. Valutare e magari Capire che vi è:
- Una verità processuale ed una verità nei fatti -
e che non necessariamente, ma soprattutto (purtroppo) - non sempre - le due cose coincidono.[...]
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#1 Sab 14 Apr, 2007 06:46 |
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wildgreta
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 Re: Verità Processuale = Verità Nei Fatti?
In tutti i processi il lavoro dell'accusa è dimostrare la colpevolezza di qualcuno e quello della difesa è difendere quel qulcuno che viene accusato. Sembra banale ma in questo particolare processo c'è una terza componente che è forse la più importante: un gruppo di bambini che soffre, che è stato traumatizzato, che racconta dei fatti spaventosi, che dovrà essere sottoposto a cure neuropsichiatriche per anni. Se nelle motivazioni della sentenza si riconoscerà il trauma fisico e psichico subito dai bambini e, come nella sentenza del processo all'altra scuola materna di Brescia, si dirà "...dobbiamo ammettere che i complici non sono stati individuati..." (in questo caso "complici" verrà sostituito da "autori"), vorrà dire che il fatto è reale, ma non ci sono elementi probatori per condannare gli imputati. Se invece si affermasse che nella materna Sorelli non è mai accaduto nulla, allora si dovrebbe spiegare cosa è successo a quei bambini e magari processare genitori e neuropsichiatri per aver curato dei bambini per un trauma inesistente. Il problema del giusto processo e della sentenza giusta è tutto in questa domanda: cosa è successo a quei bambini?
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#2 Dom 15 Apr, 2007 01:37 |
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Stanislao
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 Re: Verità Processuale = Verità Nei Fatti?
In tutti i processi il lavoro dell'accusa è dimostrare la colpevolezza di qualcuno e quello della difesa è difendere quel qulcuno che viene accusato. Sembra banale ma in questo particolare processo c'è una terza componente che è forse la più importante: un gruppo di bambini che soffre, che è stato traumatizzato, che racconta dei fatti spaventosi, che dovrà essere sottoposto a cure neuropsichiatriche per anni. Se nelle motivazioni della sentenza si riconoscerà il trauma fisico e psichico subito dai bambini e, come nella sentenza del processo all'altra scuola materna di Brescia, si dirà "...dobbiamo ammettere che i complici non sono stati individuati..." (in questo caso "complici" verrà sostituito da "autori"), vorrà dire che il fatto è reale, ma non ci sono elementi probatori per condannare gli imputati. Se invece si affermasse che nella materna Sorelli non è mai accaduto nulla, allora si dovrebbe spiegare cosa è successo a quei bambini e magari processare genitori e neuropsichiatri per aver curato dei bambini per un trauma inesistente. Il problema del giusto processo e della sentenza giusta è tutto in questa domanda: cosa è successo a quei bambini?
........ esatto. Con altri termini poni la mia stessa domanda alla quale inoltre, io, ho aggiunto ed aggiungo che, se "trauma" vi è stato (tradotto = abuso sui bambini = atti di pedofilia) - e trauma VI E', indubitabilmente, STATO - deve PER FORZA essere avvenuto nell'ambito del "plesso scolastico" non necessariamente come luogo di .... ma come luogo dal quale tutto è partito e tutto è stato organizzato e perpretato. NON c'è altra soluzione possibile. Solo arzigogoli legulei potranno dire cosa diversa non per uno ma per tanti bambini. OPPURE, si ribadisce, dovrà essere chiaramente detto che è tutta una barzelletta, che nulla è vero e nulla è successo perché .... ECCO: Perché ......., dovranno esseri dei gran forti, coinvincenti e documentati perchè.
Tutto qui.
Per completare poi, eccoti, ad esempio, qualche altra nota del "porcile" in cui si naviga:
<<Altri la chiamano "violenza"... noi diciamo cos'è... la pedofilia è amore per il bambino, è accostarsi serenamente con lui alla scoperta della sessualità. una sessualità che egli desidera conoscere e vivere con gioia insieme a un adulto che lo accompagni.>>
Questo, riassunto, è il messaggio diffuso sulla rete da una delle più importanti associazioni di pedofili.
La verità è ben altra...
Citazione: E la verità emerge dall'inquadramento storico, scientifico e giuridico che viene proposto ai lettori, ma soprattutto dalla narrazione di casi reali, da esperienze vissute e affrontate dagli autori, nelle aule dei tribunali, nelle stanze di un commissariato, nell'incontro con le vittime e i responsabili dell'abuso, con i complici, con i testimoni.
Racconti che colpiscono, ma anche storie che ci consegnano bambini feriti da accogliere, da ascoltare, da prendere per mano e riaccompagnare alla vita.
Un libro per conoscere, un invito a comprendere:
Pedofilia : non chiamatelo amore
/ di Massimo Picozzi, Michele Maggi. - Milano Guerini, ©2003. - 211 p. ; 23cm.
ed ancora, per recepirne la "mentalità" e magari, per alcuni, che l'orco "esiste":
Citazione: Orco e pedofilo
A cura di Silvia Ancordi
Pubblicato il 30/03/2007
Oltre all'orrore della pedofilia, imponeva alle sue vittime 'giochi' sadomaso. Finalmente le manette, ora, son scattate per lui.
Ravenna - Armando Oroteschini, 55 anni è stato arrestato per pedofilia. Tre fino ad ora le vittime accertate ma sono centinaia le foto prive di nome, trovate nel monolocale in cui portava le sue prede.
Leggere l'articolo che trovate qui è come entrare in un film horror: [*] pedofilo e sadomaso imponeva giochetti strani alle sue vittime. Violenza nella violenza. Alcune delle foto sono di bambini di circa sette, otto anni, altre foto mostrano adulti dai 20 ai 30 anni circa.
Addescava i minori fuori dai campi di calcio o alle feste di paese: un giro in regalo sugli autoscontri, poi la ricarica del telefonino finchè riusciva a portare i bambini nel suo appartamento. La vicina sostiene di aver sentito bambini piangere ma pensava fosse la tv. Gli altri vicini avevano notato il viavai di bambini ma non sono stati loro a denunciare il fatto: è stato un tredicenne che ha avuto con l'Orteschini, otto incontri.
Una sola considerazione dal parte dell'Orteschini, al momento dell'arresto: «Perché volete portar via tutto il materiale?».
[*] riporto quest'articolo, tra i tantissimi (purtroppo) reperibili in materia, per questa "delucidante, alluccinante ed orribile analogia" :
pedofilo e sadomaso imponeva giochetti strani alle sue vittime.
Violenza nella violenza.
che, guarda caso, è parte di quanto avveniva (stante sempre al mio, nostro, conosciuto accertato e certificato anche da esperti che pur tali restano sebbene giudicati - ovviamente - "incompetenti" da alcuni altri) a questi esserini indifesi che ancor oggi, proprio ed anche per comportamenti indotti da tali coercizioni, sono ancora sotto assistenza psicologica e chi sà per quanto dovranno restarci ancora. Un imprinting comunque che mai sarà del tutto cancellato data la tenerà età che avevano quando la violenza è stata ad essi imposta.
.......... e poi mi si tira fuori la "carità cristiana"!
Grazie per la tua esposizione e chiedo scusa se, ancora una volta non sono stato "sintetico". Ma è tanto per ben comprendersi e capire. Inoltre, a me, gli slogan sintetici non hanno mai fatto capire o spiegato alcun che. Semmai mi hanno aumentati i dubbi!
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#3 Dom 15 Apr, 2007 06:56 |
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fromor
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
A mio modestissimo avviso non ci sono due verità (una processuale e l'altra la verità dei fatti) ma la verità procesuale, alla fine dell'iter processuale "dovrebbe" corrispondere alla verità dei fatti.
In effetti il compito del PM è quello di fare l'avvocato del diavolo, di fare le pulci all'imputato, "presunto colpevole", per giungere IN NOME E PER CONTO DEL POPOLO ITALIANO a stabilire le responsabilità del/dei presunti colpevoli.
L'avvocato di difesa invece "dovrebbe" tendere a sorvegliare che il PM in questo suo cammino non prevarichi alcuni limiti, rimanga nello spirito della legge, giunga ad una verità assoluta (salvo errori giudiziari).
Invece, ahimè nella realtà delle cose troviamo un PM che è proteso a dimostrare che l'imputato equivale al colpevole, ma soprattutto troviamo l'avvocato della difesa che fa di tutto per far assolvere il suo assistito.
Fin qui niente di osceno, ma in effetti, dopo aver prevaricato i limiti del suo compito che è di sorvegliare il corretto escursus del processo ed illustrare particolari che ritiene importanti (ed anche qui tutto ok) giunge fino a "rimescolare fatti, carte e circostanze" tanto da far venire fuori non la verità, ma la sua verità (pro cliente).
Ci sono processi in cui l'avvocato della difesa dovrebbe essere ritenuto "complice" e essere destinatario di una "chiamata di correo" !
Importante per la difesa è far assolvere il suo cliente e non che il suo cliente sia effettivamente innocente e questa venga riconosciuta!
Sarà una immagine alquanto pessimistica, ma basta osservare con attenzione i processi per accorgersi di questo braccio di ferro tra accusa e difesa in cui alla fine il Collegio Giudicante dovrà fare salti mortali per capire chi è stato più abile ed ha messo in campo le strategie migliori e più convincenti.
Nasce a questo punto l'errore giudiziario.
Tuttavia l'errata determinazione non esclude un fatto incontrovertibile: il reato consumato.
Può essere stato tizio o caio a perpretare il reato, l'imputato può essere reo o innocente, ma nessuno può escludere che il fatto esista per cui ci sono delle parti offese che non sono tutelate e con esse il popolo italiano, tutti noi, che siamo rappresentati dalla pubblica accusa.
Con questo non si deve giungere ad una condanna "comunque" solo per soddisfare la parte lesa, ma si deve indagare meglio, con meno idee preconcette, e fino a quando il vero colpevole non venga scovato e condannato con pene certe (ma questo dela certezza della pena è altro discorso, purtroppo).
Qui i bambini offesi (e con essi l'intera società) esistono, probabilmente i colpevoli non sono quelli indicati, ma non possiamo dire semplicemente: tutto finito con la/le sentenze "
Franz
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#4 Dom 15 Apr, 2007 10:26 |
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Stanislao
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
A mio modestissimo avviso non ci sono due verità (una processuale e l'altra la verità dei fatti) ma la verità procesuale, alla fine dell'iter processuale "dovrebbe" corrispondere alla verità dei fatti.
In effetti il compito del PM è quello di fare l'avvocato del diavolo, di fare le pulci all'imputato, "presunto colpevole", per giungere IN NOME E PER CONTO DEL POPOLO ITALIANO a stabilire le responsabilità del/dei presunti colpevoli.
L'avvocato di difesa invece "dovrebbe" tendere a sorvegliare che il PM in questo suo cammino non prevarichi alcuni limiti, rimanga nello spirito della legge, giunga ad una verità assoluta (salvo errori giudiziari).
Invece, ahimè nella realtà delle cose troviamo un PM che è proteso a dimostrare che l'imputato equivale al colpevole, ma soprattutto troviamo l'avvocato della difesa che fa di tutto per far assolvere il suo assistito.
Fin qui niente di osceno, ma in effetti, dopo aver prevaricato i limiti del suo compito che è di sorvegliare il corretto escursus del processo ed illustrare particolari che ritiene importanti (ed anche qui tutto ok) giunge fino a "rimescolare fatti, carte e circostanze" tanto da far venire fuori non la verità, ma la sua verità (pro cliente).
Ci sono processi in cui l'avvocato della difesa dovrebbe essere ritenuto "complice" e essere destinatario di una "chiamata di correo" !
Importante per la difesa è far assolvere il suo cliente e non che il suo cliente sia effettivamente innocente e questa venga riconosciuta!
Sarà una immagine alquanto pessimistica, ma basta osservare con attenzione i processi per accorgersi di questo braccio di ferro tra accusa e difesa in cui alla fine il Collegio Giudicante dovrà fare salti mortali per capire chi è stato più abile ed ha messo in campo le strategie migliori e più convincenti.
Nasce a questo punto l'errore giudiziario.
Tuttavia l'errata determinazione non esclude un fatto incontrovertibile: il reato consumato.
Può essere stato tizio o caio a perpretare il reato, l'imputato può essere reo o innocente, ma nessuno può escludere che il fatto esista per cui ci sono delle parti offese che non sono tutelate e con esse il popolo italiano, tutti noi, che siamo rappresentati dalla pubblica accusa.
Con questo non si deve giungere ad una condanna "comunque" solo per soddisfare la parte lesa, ma si deve indagare meglio, con meno idee preconcette, e fino a quando il vero colpevole non venga scovato e condannato con pene certe (ma questo dela certezza della pena è altro discorso, purtroppo).
Qui i bambini offesi (e con essi l'intera società) esistono, probabilmente i colpevoli non sono quelli indicati, ma non possiamo dire semplicemente: tutto finito con la/le sentenze "
Franz
.......... se questo, ad esempio lo si chiama SOLO errore ................
Questa sentenza va ad aggiungersi a quelle che dicono che non c'è stupro se la donna indossava jeans stretti, non c'è "violenza su minore e stupro", sebbene la ragazza fosse minorenne, se la stessa avesse avuto rapporti precedenti.........
........ non c'è ovviamente sesso pedofilo, ed ancor meno violenza, in quello che si commette a Brescia quotidianamente, a quanto mi è stato dato di leggere, su una bambina di 15 anni appena che si concede in cambio di soldi per una dose.
Non risulta che sia mai andata in crisi di astinenza anzi .......... è sempre costantemente "fatta".
Ma anche questa è "carità cristiana". La si aiuta a vivere no?, e BRESCIA non poteva ignorare una opportunità del genere o aiutarla assistendola. Magari si sarebbe offesa. Così la si fa sentire più autonoma.
Pedofilia ed altre schifezze del genere, quelle sì che, invece, si ignorano.
Le si ignora disinvoltamente, anzi, ......... se ne nega l'esistenza.
E' più comodo.
Ma mi "faccino il piacere"
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- Horacio Verbitsky
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#5 Dom 15 Apr, 2007 17:52 |
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chamberlain

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 Re: Verità Processuale = Verità Nei Fatti?
risposte sparse alle vostre considerazioni:
una premessa: io non conosco le persone coinvolte in questo caso, così una volta per tutte sgombriamo il campo da questo uso fastidioso del "voi", di "amici", "sodali", "compagni".
1) nessuno ha avuto un interesse preciso a "creare " questo caso, penso semplicemente che si sia creato per una serie di "eventi" che lo hanno reso da subito "vero" (professionisti che da subito, contrariamente a quanto indicato in tutti i protocolli per i casi di abuso su minore, hanno dato per certo che qualcosa ci fosse stato ed hanno scatenato una sacrosanta preoccupazione dei genitori che hanno iniziato a far circolare la voce tra gli altri genitori della scuola scatenando di fatto il panico- da subito si è sentito dire in giro che c'erano delle perizie che dicevano che qualcosa era successo);
2) personalmente non posso che attendere di leggere in sentenza se un trauma effettivamente c'è stato e a cosa questo sia riconducibile: perdonatemi, ma la materia è di una complessità enorme, il modo in cui si interpretano parole e comportamenti dei bambini è oggetto di centinaia di migliaia di pagine di libri, e chi se ne occupa lo sa benissimo e non gli passerebbe mai per la testa il pensiero che non credendo immediatamente a quant raccontato dai bambini si aiutino gli orchi, anzi, è proprio la valutazione scientifica di parole e comportamenti alla base di un accertamento "serio" della presenza di un trauma e della sua riconducibilità ad un fattore esogeno preciso;
e questo non lo dico io, lo scrivono le maggiori autorità scientifiche in materia.
3) è vero che in certi casi la verità processuale e quella dei fatti non coincidono,ma questa volta la valutazione era sull'attendibilità di quello che si riteneva essere successo secondo i racconti degli alunni (sei maestre, un prete ed un bidello in accordo scellerato tra loro che si sono casualmente ritrovati tutti insieme nello stesso piccolo asilo e che prendevano i bambini a gruppi e li portavano fuori in pieno giorno senza destare il minimo sospetto e senza che mai nessuno li abbia mai visti); e quindi non possiamo che attendere di leggere nella sentenza cosa hanno scritto e detto i periti, come sono stati valutati i contesti in cui questi bambini vivevano e soprattutto come sono stati valutati i loro racconti; è evidente però che se assoluzione è stata e perché il fatto non è accaduto queste valutazioni le possiamo ben immaginare;
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#6 Lun 16 Apr, 2007 09:52 |
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chamberlain

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 Re: Verità Processuale = Verità Nei Fatti?
stan, non le pare di essere un po' troppo manicheo nella sua visione delle cose?
nessuno dice che la pedofilia non esista e metterlo in bocca a chi si permette di far notare che una volta ogni tanto si possa "sbagliare" non è propriamente corretto.
di errori giudiziari su fatti di questo tipo ce ne sono parecchi, solo che come al solito quando qualcuno viene arrestato c'è un bel titolo a nove colonne, quando capita che alla fine salta fuori che è stato un sbaglio nessuno se ne cura più.
l'analogia che mi viene da fare dal punto di vista meramente speculativo e senza ovviamente metterli sullo stesso piano nella realtà dei fatti, è quella con i pentiti di mafia.
ci sono stati pentiti di mafia che hanno raccontato un sacco di fregnacce e quindi si è iniziato a dire che i pentiti non bisognava più ascoltarli, che erano dei delinquenti. ebbene, cosa sarebbe accaduto se si fossero ascoltate quelle voci?
ed allora si è iniziato semplicemente a valutare con una cura ancra più scrupolosa tutto quello che raccontavano senza csì lasciare il campo libero ai detrattori interessati (come certamente ve ne sono in questo caso).
quello che intendo è che ammettere che a volte nascano indagini su presupposti sbagliati non significa necessariamente che non si deve più indagare.
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#7 Lun 16 Apr, 2007 10:01 |
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fromor
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 Re: Verità Processuale = Verità Nei Fatti?
(... omissis ...) Di errori giudiziari su fatti di questo tipo ce ne sono parecchi, solo che come al solito quando qualcuno viene arrestato c'è un bel titolo a nove colonne, quando capita che alla fine salta fuori che è stato un sbaglio nessuno se ne cura più.
Chamberlain, su questo non posso che darti ragione e la colpa va attribuita tutta agli editori dei mass media che vogliono vendere a tutti i costi per cui "ordinano" che l'evento sia sbattuto in prima pagina "a tutta pagina" e che se desta interesse ... lo si reiteri per giorni e giorni fino al limitie di rottura delle ... PLL.-
Questa la ragione per cui io ho sempre voluto fare il free lance (potendomelo permettere ... perchè molti colleghi sono costretti ad abbassare la testa: bere o affogare nella fame!) e non ho voluto mai dipendere da qualcuno.
Ho fatto una esperienza dirigendo l'edizione provinciale di un quotidiano, ma ho capito che "ero libero di dire qualsiasi cosa, purchè fosse in linea con il pensiero dell'editore!"
Passata l'onda l'evento non eccita più l'immaginario colletivo (e perciò la vendita) e l'esito favorevole all'imputato (ma anche quelli non favorevoli) finiscono in uno spazietto per riempire un "buco" di impaginazione in ultime pagine.
Tuttavia la Legge garantisce il danneggiato perchè, a richiesta di parte, la notizia, o la smetita " ... deve apparire in eguale posizione e visibilità della notizia da correggere e/o rettificare".
Ovvio che quanto da me chiestoti era solo per amor di dialogo ed elucubrazione, ma i veri motivi sono da leggere nei "motivi della sentenza".-
Fromor
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#8 Lun 16 Apr, 2007 10:31 |
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Stanislao
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 Re: Verità Processuale = Verità Nei Fatti?
stan, non le pare di essere un po' troppo manicheo nella sua visione delle cose?
nessuno dice che la pedofilia non esista e metterlo in bocca a chi si permette di far notare che una volta ogni tanto si possa "sbagliare" non è propriamente corretto.
di errori giudiziari su fatti di questo tipo ce ne sono parecchi, solo che come al solito quando qualcuno viene arrestato c'è un bel titolo a nove colonne, quando capita che alla fine salta fuori che è stato un sbaglio nessuno se ne cura più.
l'analogia che mi viene da fare dal punto di vista meramente speculativo e senza ovviamente metterli sullo stesso piano nella realtà dei fatti, è quella con i pentiti di mafia.
ci sono stati pentiti di mafia che hanno raccontato un sacco di fregnacce e quindi si è iniziato a dire che i pentiti non bisognava più ascoltarli, che erano dei delinquenti. ebbene, cosa sarebbe accaduto se si fossero ascoltate quelle voci?
ed allora si è iniziato semplicemente a valutare con una cura ancra più scrupolosa tutto quello che raccontavano senza csì lasciare il campo libero ai detrattori interessati (come certamente ve ne sono in questo caso).
quello che intendo è che ammettere che a volte nascano indagini su presupposti sbagliati non significa necessariamente che non si deve più indagare.
MANICHEO?
Egr. Camberlain, manicheo dice? Certo.
In questo caso (inteso come “delitto in se”) certamente, e non vedo quale altra “corrente o dottrina” si potrebbe seguire.
Nella pedofilia, soprattutto, non riesco che a prendere in analisi il bene o il male. E per me essa è “il male” e non può avere alcuna sfumatura o via intermedia. Anche il solo ipotizzare una linea intermedia sarebbe, per me, cosa blasfema ed indecente.
Questo per quanto mi riguarda. E lei?, lei che manicheo non è o tale si dichiara (anche se ….. propendendo in modo così netto per una tesi opposta alla mia, non le sembra d’essserlo non meno di me e, per di più, prendendo per buone le sue dichiarazioni di "persona assolutamente estranea a qualsiasi parte", con possibili ed indubitabili minor certezze delle mie?), come si definirebbe?
Sempre per provare a capire, foss’anche solo l’uomo o l’animo umano.
Cordialità,
Stanislao
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#9 Lun 16 Apr, 2007 14:06 |
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fromor
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
Mentre noi disquisiamo : manicheio si, manicheio no ... c'è chi muore perchè una violenza ha minato la sua fragile esistenza!
L'articolo apparso oggi sul quotidiano "La Gazzetta del Sud" che riporto qui di seguito mi ha gelato ricordandomi quanto vuoti possono essere i discorsi e quanti prevalere sull'interlocutore possa rappresentare SOLO una "Vittoria di Pirro"!
Leggete:
Gazzetta del Sud 16.4.07
Tredicenne suicida a Taranto
Una tredicenne di Taranto si è uccisa, gettandosi dalla finestra del bagno di una casa all'ottavo piano di un palazzo
Non sembra che la ragazza abbia lasciato messaggi per chiarire il suo gesto, ma sembra che il suicidio possa ricollegarsi a una violenza che avrebbe subito alcuni mesi fa da un vicino di casa e sulla quale sono in corso indagini.
Da quell'episodio, la tredicenne era stata affidata a un istituto: ieri era coi genitori per trascorrere in famiglia la giornata festiva e con loro era andata in visita a parenti che abitano nel palazzo da cui si è lanciata.
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#10 Lun 16 Apr, 2007 19:31 |
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Stanislao
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
Mentre noi disquisiamo : manicheio si, manicheio no ... c'è chi muore perchè una violenza ha minato la sua fragile esistenza!
L'articolo apparso oggi sul quotidiano "La Gazzetta del Sud" che riporto qui di seguito mi ha gelato ricordandomi quanto vuoti possono essere i discorsi e quanti prevalere sull'interlocutore possa rappresentare SOLO una "Vittoria di Pirro"!
Leggete:
Gazzetta del Sud 16.4.07
Tredicenne suicida a Taranto
Una tredicenne di Taranto si è uccisa, gettandosi dalla finestra del bagno di una casa all'ottavo piano di un palazzo
Non sembra che la ragazza abbia lasciato messaggi per chiarire il suo gesto, ma sembra che il suicidio possa ricollegarsi a una violenza che avrebbe subito alcuni mesi fa da un vicino di casa e sulla quale sono in corso indagini.
Da quell'episodio, la tredicenne era stata affidata a un istituto: ieri era coi genitori per trascorrere in famiglia la giornata festiva e con loro era andata in visita a parenti che abitano nel palazzo da cui si è lanciata.
......... e questo chiarisce tutti i termini del discutere. Con le parole, le leggi, i cavilli e gli arzigogoli si può anche "scherzare", degli stessi si può anche "vivere" (alcuni avvocati ad esempio, così e di essi vivono) ecc.
Purtroppo, talvolta, ci si dimentica che si sta parlando di cose "serie" e vitali per gli altri e la consequenza può essere anche quella da te riportata.
A tutto dovrebbe esserci un limite oltre il quale, anche la difesa, dovrebbe divenire "complicità".
Mi spiace per la ragazza, sinceramente e di cuore tanto più perché POSSO benissimo immaginare cosa ha provato e sentito dentro, lei violata e violentata ........... Che almeno la sua anima abbia pace.
Scusatemi ma certe cose mi fanno imbestialire ......... perché imbestialita è divenuta l'umanità tutta.
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- Horacio Verbitsky
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#11 Lun 16 Apr, 2007 20:24 |
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Stanislao
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
Altro esempio di normale ..... imbecillità?, incuria?, eccesso di "difesa"? di ... ditemelo voi.
lunedì 16 aprile 2007
SALÒ.
La vicenda venne segnalata da genitori e studenti del Battisti, l’uomo è accusato di aver molestato sei ragazzi
In aula gli abusi sui minori
Domani il gup decide sul rinvio a giudizio del bidello arrestato nell’agosto 2006
Comparirà domani davanti al giudice il bidello già in servizio a Salò e arrestato lo scorso agosto con l’accusa di aver abusato di alcuni studenti. F.B., un ausiliario di 48 anni residente a Polpenazze e agli arresti domiciliari da agosto, si presenterà davanti al gup Eliana Genovese, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Roberta Licci.
Il sostituto procuratore vuole il processo per l’uomo, sul quale pende l’accusa di aver molestato sei ragazzi minorenni, e nel cui computer sono stati scoperti più di 500 files con immagini di bambini in pose oscene.
I ragazzi che avrebbero subito le attenzioni contestate sono stati sentiti con la formula dell’incidente probatorio nei mesi scorsi dal gip Lorenzo Benini. In una struttura protetta hanno raccontato quanto avevano già detto ai carabinieri di Salò che nell’estate scorsa avevano portato in carcere il valtenesino, già condannato in passato per atti di libidine sui bambini di una scuola elementare di Brescia.
Il precedente non aveva impedito al dipendente pubblico gardesano di essere assunto prima nel Liceo «Fermi», e poi nell’Istituto tecnico «Battisti» di Salò. Assistito dall’avvocato Veronica Zanotti, l’accusato dovrà scegliere, in caso di rinvio a giudizio, se chiedere o meno il rito abbreviato. Che gli darebbe diritto allo sconto di un terzo della pena.
Le indagini a suo carico erano iniziate nel marzo scorso. Alcuni genitori degli studenti del Battisti avevano segnalato ai carabinieri che l’incaricato dell’istituto addetto alle fotocopie assumeva atteggiamenti morbosi nei confronti dei ragazzi.
Secondo il racconto fatto ai militari, l’operatore aveva l’abitudine di entrare nei bagni nel tentativo di avvicinare gli iscritti.
Gli investigatori hanno iniziato a lavorare e rispolverato una serie di denunce presentate due anni prima, ma archiviate per mancanza di prove.
Dopo due mesi di indagini il cerchio ha iniziato a stringersi: l’ausiliario è stato interrogato a lungo dai carabinieri, ma tutto era finito lì, senza che si arrivasse ad alcun provvedimento.
Gli agenti stavano ancora lavorando al caso quando un’intera classe del Battisti ha inviato una lettera al preside.
Nella missiva i ragazzi lamentavano gli atteggiamenti sempre più intollerabili dell’uomo.
A quel punto il pm ha chiamato in campo anche un esperto, uno psicopedagogista che è riuscito a raccogliere le prime confidenze degli studenti.
Le testimonianze, confermate nel corso dell’incidente probatorio, avrebbero messo in luce un comportamento standard.
Secondo l’accusa, il bidello puntava i ragazzi più deboli, su quelli più insicuri, e, facendo leva sul suo aspetto rassicurante
(somiglia a Harry Potter), li invitava fuori dalla scuola. Non appena si trovavano in auto azzardava qualche avance, e poi passava alle minacce per alimentare il senso di colpa delle sue vittime.
In alcuni casi avrebbe seguito alcuni giovani quasi fino a casa.
Per l’accusa gli indizi sono ferrei.
Domani il magistrato deciderà se rinviarlo o meno a giudizio.
Wilma Petenzi
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#12 Lun 16 Apr, 2007 21:37 |
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Stanislao
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
Mentre noi disquisiamo : manicheio si, manicheio no ... c'è chi muore perchè una violenza ha minato la sua fragile esistenza!
L'articolo apparso oggi sul quotidiano "La Gazzetta del Sud" che riporto qui di seguito mi ha gelato ricordandomi quanto vuoti possono essere i discorsi e quanti prevalere sull'interlocutore possa rappresentare SOLO una "Vittoria di Pirro"!
Leggete:
Gazzetta del Sud 16.4.07
Tredicenne suicida a Taranto
Una tredicenne di Taranto si è uccisa, gettandosi dalla finestra del bagno di una casa all'ottavo piano di un palazzo
Non sembra che la ragazza abbia lasciato messaggi per chiarire il suo gesto, ma sembra che il suicidio possa ricollegarsi a una violenza che avrebbe subito alcuni mesi fa da un vicino di casa e sulla quale sono in corso indagini.
Da quell'episodio, la tredicenne era stata affidata a un istituto: ieri era coi genitori per trascorrere in famiglia la giornata festiva e con loro era andata in visita a parenti che abitano nel palazzo da cui si è lanciata.
........ dopo il quanto detto già ieri grazie alla tua anticipazione oggi, per completezza di informazione, riporto quanto anche i giornali di Brescia riportano nel merito.
Brescia Oggi, martedì 17 aprile 2007
DRAMMA A TARANTO.
Si è gettata dal settimo piano della casa di un’amica.
Soffriva di disagi psichici
Abusi, si uccide a 13 anni
Aveva denunciato violenze sessuali e da mesi viveva in un istituto
Taranto. Una ragazzina di 13 anni si è uccisa, gettandosi dal settimo piano di un edificio. Da due anni era andata un pò «fuori di testa», forse a causa di altrettanti abusi sessuali subiti e denunciati alla polizia: un primo caso (lei diceva di essere stata violentata da un vicino di casa) fu archiviato, il secondo è ancora oggetto di accertamenti. Carmela, capelli scuri, un volto tondo e un fisico da adolescente, domenica sera ha deciso di chiudere con la vita, lanciandosi dal settimo piano di un appartamento nel quartiere Paolo VI. La sua è una famiglia modesta: casalinga la madre naturale, commerciante ambulante il padre, acquisito all’età di due anni dopo che la donna era rimasta vedova nel ’94. I suoi genitori hanno cercato in tutti i modi di farla tornare alla «normalità», in accordo con la Procura per i minorenni di Taranto che aveva affidato la ragazzina ad un istituto specializzato per curarla.
Ma il patrigno accusa il primo dei due centri, situato a Lecce, di aver esagerato con l’uso di psicofarmaci, aggravando la situazione di Carmela. Un’accusa ribadita dal legale di famiglia, l’avvocato Flaviano Boccassini, tant’è che la ragazzina era stata trasferita a gennaio in un altro istituto, a Gravina, in provincia di Bari, dove sembrava che le cose andassero meglio. «Voglio che venga accertato chi le avrebbe usato violenza sessuale, e poi non credo che sia stato corretto il comportamento del medico dell’istituto di Lecce», ha detto il patrigno di Carmela, affranto dal dolore, all’ingresso dell’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata.
«La situazione psicologica di Carmela», racconta il patrigno, «si era aggravata dal novembre scorso. A scuola era aggressiva con le amiche. Il preside aveva convocato i genitori e Carmela era stata rimproverata. Non lo aveva accettato ed era fuggita da casa. È stata ritrovata cinque giorni dopo in un vicolo della città vecchia, stordita e con tracce di sperma sui vestiti. «Narcotizzata con anfetamine e forse altro», avevano refertato i medici, aggiungendo che la ragazzina aveva avuto un rapporto sessuale. Così era scattata la seconda denuncia dei genitori, dopo quella di due anni prima. Carmela, da quando era andata in istituto, tornava spesso a casa nel fine settimana. «Ma non era più quella di prima», ha raccontato il patrigno. «Spesso andava nella sua stanza e scoppiava a piangere. Diceva di voler tornare a casa, sembrava considerasse l’affidamento in istituto una punizione».
Era stata proprio lei a chiedere ai genitori di andare a trovare un’amica al quartiere Paolo VI. Invece domenica sera sera, a casa dell’amica, ha chiesto di andare in bagno e poi è volata giù da un balcone. «Una martire della pedofilia», l’hanno definita il fondatore di Meter, don Fortunato Di Noto, e il giornalista Mario Campanella, autori di un libro sulla pedofilia. «Erano stati adottati tutti gli opportuni provvedimenti e il drammatico epilogo ha colto tutti di sorpresa», hanno scritto il procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Taranto e il presidente del tribunale per i minorenni, lamentando l’assenza in loco di un servizio di Neuropsichiatria infantile. «Un nuovo campanello d’allarme sul degrado di tante famiglie povere del nostro Mezzogiorno», ha affermato il ministro delle Politiche per la famiglia, Rosy Bindi, constatando che «ora che non possiamo più ascoltare la voce di questa bambina, sarà più difficile accertare la verità sui terribili sospetti di abuso e violenza sessuale». Così ora Carmela è un caso nazionale. Per diventarlo ha fatto un volo di sette piani.
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- Horacio Verbitsky
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#13 Mar 17 Apr, 2007 20:51 |
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fromor
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Utente #: 29
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
Ma come? ... non capisco ...
... ma i pedofili non dicono che la pedofilia è un modo di dimostrare affetto verso i giovani?
... debbo concludere che la bambina 13enne di Bari sia morta "per troppo affetto" ?
fromor
Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
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#14 Mer 18 Apr, 2007 09:06 |
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Stanislao
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 Re: Verità processuale = verità nei fatti?
Ma come? ... non capisco ...
... ma i pedofili non dicono che la pedofilia è un modo di dimostrare affetto verso i giovani?
... debbo concludere che la bambina 13enne di Bari sia morta "per troppo affetto" ?
fromor
........ attento. Qualche legale e fin'anche qualche giudice potrebbero risponderti di sì ed argomentartelo pure.
Ad esempio, potrebbero dirti che ci sono persone asociali che non sanno ne dare ne accettare amore. Dirti poi che: Alcuni di questi potrebbero anche arrivare allo spregio estremo dell'amore degli altri negando a questi il piacere di donarlo ad essi e riceverne. Come?: Uccidendosi!, proprio come ha fatto questa ragazza che noi definiamo povera ragazza. Altri, magari, la definirebbero, magari per difendersi, infingarda. Quanto meno, la definiranno: Matta (tanto ... è morta. Al solito, pensare a Caino. Abele è già andato) - tieniti informato e vedrai se non finirà così.
Nell'attesa, aggiornati anche sui casi Bresciani, su alcuni iter processuali e quant'altro emerge sui giornali locali, ad oggi, per darci sempre più fiducia in quest'ameno mondo della legalità in Italia.
Di seguito troverai alcuni aggiornamente. Forse interessanti. Magari illuminanti. Vedi tu, e con te altri - se vorranno -, come valutarli.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#15 Mer 18 Apr, 2007 18:15 |
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