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Verona 67 sordi denunciano: Violentati da preti pedofili
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Giovedì, 22 Gennaio : 2009 di Paolo Tessadri, Espresso

Verona 60 sordi denunciano:Violentati da preti pedofili  Image

Noi vittime dei preti pedofili

Image Decine di bambini e ragazzi sordi violentati e molestati in un istituto di Verona fino al 1984. E dopo decenni di tormenti, gli ex allievi trovano la forza di denunciare gli orrori. Ma molti dei sacerdoti sono ancora lì

Per oltre un secolo è stato un simbolo della carità della Chiesa: una scuola specializzata per garantire un futuro migliore ai bambini sordi e muti, sostenendoli negli studi e nell'inserimento al lavoro. L'Istituto Antonio Provolo di Verona ospitava i piccoli delle famiglie povere, figli di un Nord-est contadino dove il boom economico doveva ancora arrivare. Fino alla metà degli anni Ottanta è stato un modello internazionale, ma nel tetro edificio di Chievo, una costruzione a metà strada tra il seminario e il carcere, sarebbero avvenuti episodi terribili.

Solo oggi, rincuorati dalle parole di condanna pronunciate da papa Ratzinger contro i sacerdoti pedofili, decine di ex ospiti hanno trovato la forza per venire allo scoperto e denunciare la loro drammatica esperienza: "Preti e fratelli religiosi hanno abusato sessualmente di noi". Un'accusa sottoscritta da oltre 60 persone, bambini e bambine che hanno vissuto nell'Istituto, e che ora scrivono: "Abbiamo superato la nostra paura e la nostra reticenza".

Gli abusi di cui parlano sarebbero proseguiti per almeno trent'anni, fino al 1984. Sono pronti a elencare una lunga lista di vittime e testimoni, ma non possono più rivolgersi alla magistratura: tutti i reati sono ormai prescritti, cancellati dal tempo. I sordomuti che dichiarano di portarsi dentro questo dramma sostengono però di non essere interessati né alle condanne penali né ai risarcimenti economici. Loro, scrivono, vogliono evitare che altri corrano il rischio di subire le stesse violenze: una decina dei religiosi che accusano oggi sono anziani, ma restano ancora in servizio nell'Istituto, nelle sedi di Verona e di Chievo. Per questo, dopo essersi rivolti al vescovo di Verona e ai vertici del Provolo, 15 ex allievi hanno inviato a 'L'espresso' le testimonianze - scritte e filmate - della loro esperienza.
Documenti sconvolgenti, che potrebbero aprire uno squarcio su uno dei più gravi casi di pedofilia in Italia: gli episodi riguardano 25 religiosi, le vittime potrebbero essere almeno un centinaio.

La denuncia
Gli ex allievi, nonostante le difficoltà nell'udito e nella parola, sono riusciti a costruirsi un percorso di vita, portandosi dentro le tracce dell'orrore. Dopo l'esplosione dello scandalo statunitense che ha costretto la Chiesa a prendere atto del problema pedofilia, e la dura presa di posizione di papa Benedetto XVI anche loro hanno deciso di non nascondere più nulla. Si sono ritrovati nell'Associazione sordi Antonio Provolo e poi si sono rivolti alla curia e ai vertici dell'Istituto. Una delle ultime lettere l'hanno indirizzata a monsignor Giampietro Mazzoni, il vicario giudiziale, ossia il magistrato del Tribunale ecclesiastico della diocesi di Verona. È il 20 novembre 2008: "I sordi hanno deciso di far presente a Sua Eminenza il Vescovo quanto era loro accaduto. Nella stanza adibita a confessionale della chiesa di Santa Maria del Pianto dell'Istituto Provolo, alcuni preti approfittavano per farsi masturbare e palpare a loro volta da bambine e ragazze sorde (la porta era in quei momenti sempre chiusa a chiave).

I rapporti sodomitici avvenivano nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni sia all'Istituto Provolo di Verona che al Chievo e, durante il periodo delle colonie, a Villa Cervi di San Zeno di Montagna". E ancora: "Come non bastasse, i bambini e ragazzi sordi venivano sottoposti a vessazioni, botte e bastonature. I sordi possono fare i nomi dei preti e dei fratelli laici coinvolti e dare testimonianza". Seguono le firme: nome e cognome di 67 ex allievi.

Le storie
I protagonisti della denuncia citano un elenco di casi addirittura molto più lungo, che parte dagli anni Cinquanta. Descrivonomezzo secolo di sevizie, perfino sotto l'altare, in confessionale, dentro ai luoghi più sacri.
Quei bambini oggi hanno in media tra i 50 e i 70 anni: il più giovane compirà 41 anni fra pochi giorni. Qualcuno dice di essere stato seviziato fino quasi alla maggiore età. Gli abusi, raccontano, avvenivano anche in gruppo, sotto la doccia. Scene raccapriccianti, impresse nella loro memoria. Ricorda Giuseppe, che come tutti gli altri ha fornito a 'L'espresso' generalità complete: "Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia". Ma la storia più angosciante è quella di Bruno, oggi sessantenne, che alla fine degli anni Cinquanta spiccava sugli altri bambini per i lineamenti angelici: era il 'bello' della sua classe. E solo ora tira fuori l'incubo che lo ha tormentato per tutta la vita: "Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo dai seguenti preti e fratelli.". Ha elencato 16 nomi. Nella lista anche un alto prelato, molto famoso a Verona: due sacerdoti del Provolo avrebbero accompagnato Bruno nel palazzo dell'ecclesiastico.

"Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un'esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici".

Il dramma
Un altro ex allievo, Guido, dichiara di essere stato molestato da un prete: "Avveniva nella sua stanza all'ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda". Carlo è rimasto all'istituto dai 7 ai 18 anni, e chiama in causa un altro sacerdote: "Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui". Altre volte si sarebbe trattato di bacchettate sulle mani, mentre di notte "nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato".
Sono racconti simili. Tragedie vissute da bambini di famiglie povere, colpiti dalla sordità e poi finiti tra le mura dell'istituto; drammi tenuti dentro per decenni. Ricostruisce Ermanno: "La violenza è avvenuta nei bagni e nelle stanze dell'Istituto Provolo e anche nella chiesa adiacente". "Se rifiutavo minacciava di darmi un brutto voto in condotta, questi fatti mi tornano sempre in mente", scrive un altro. Giuseppe qualche volta a Verona incontra il suo violentatore, "ancora oggi quando lo vedo provo molto disagio. Non sono mai riuscito a dimenticare". Stando alle denunce, le vittime erano soprattutto ragazzini. Ma ci sono anche episodi testimoniati da bambine. Lina ora ha cinquant'anni, è rimasta "all'istituto per sordomuti dai sei ai 17 anni. A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia (senza grata), il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata". Giovanna scrive che un altro prete "ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi". E per molte ragazzine i fatti avvenivano nella chiesa dell'istituto, sotto l'altare. A qualcuna, però, è andata molto peggio.

Gli esposti
Oggi l'Istituto Antonio Provolo ha cambiato completamente struttura e missione. Le iniziative per il sostegno ai sordomuti sono state ridimensionate e vengono finanziate anche dalla Regione Veneto. Adesso l'attività principale è il Centro educativo e di formazione professionale, gestito interamente da laici, che offre corsi d'avanguardia per giovani ed è specializzato nella riqualificazione di disoccupati. Al vertice di tutto ci sono sempre i religiosi della Congregazione della Compagnia di Maria per l'educazione dei sordomuti, che dipendono direttamente dalla Santa Sede. Alla Congregazione si sono rivolti gli ex allievi chiedendo l'allontanamento dei sacerdoti chiamati in causa.Secondo la loro associazione, "c'è già stata più di un'ammissione di colpa". La più importante risale al 2006, quando don Danilo Corradi, superiore generale dell'Istituto Provolo, avrebbe incontrato più di 50 ex allievi. Secondo l'Associazione, il superiore a nome dell'Istituto avrebbe chiesto 12 volte scusa per gli abusi commessi dagli altri religiosi. I testimoni ricostruiscono una riunione dai toni drammatici: don Corradi che stringe il capo fra le mani, suda, chiede perdono, s'inginocchia. Ma i sordomuti avrebbero preteso l'allontanamento dei sacerdoti coinvolti, senza ottenerlo. A 'L'espresso' don Danilo Corradi fornisce una versione diversa: "Ho sentito qualcosa, ma io sono arrivato nel 2003 e di quello che è successo prima non so. Non rispondo alle accuse, non so chi le faccia: risponderemo dopo aver letto l'articolo".

La Curia
Da quasi due anni gli ex allievi si sono appellati anche alla Curia di Verona, informandola nel corso di più incontri. Il presidente della Associazione sordi Antonio Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, ne elenca tre: a uno hanno preso parte 52 persone. E scrive al vescovo: "Nonostante i nostri incontri in Curia durante i quali abbiamo fatto presente anche e soprattutto gli atti di pedofilia e gli abusi sessuali subiti dai sordomuti durante la permanenza all'istituto, a oggi non ci è stata data alcuna risposta". L'ultima lettera è dell'8 dicembre 2008. Pochi mesi prima, a settembre, avevano fatto l'ennesimo tentativo, inviando una raccomandata al vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti. Senza risposta, "nonostante le sue rassicurazioni e promesse di intervento". Questa missiva è stata firmata da tre associazioni di sordi: Associazione Sordi Antonio Provolo, Associazione non udenti Provolo, Associazione sordi Basso Veronese-Legnago.

Il vescovo, interpellato da 'L'espresso', replica con una nota scritta: "Il Provolo è una congregazione religiosa. In quanto tale è di diritto pontificio e perciò sotto la giurisdizione del Dicastero dei religiosi. La diocesi di Verona, sul cui territorio è sorta la Congregazione, apprezza l'opera di carattere sociale da essa svolta in favore dei sordomuti". Poi monsignor Giuseppe Zenti entra nel merito: "Per quanto attiene l'accusa di eventuale pedofilia, rivolta a preti e fratelli laici, che risalirebbe ad alcune decine di anni fa, la diocesi di Verona è del tutto all'oscuro. A me fecero cenno del problema alcuni di una Associazione legata al Provolo, ma come ricatto rispetto a due richieste di carattere economico, nell'eventualità che non fossero esaudite. Tuttavia a me non rivolsero alcuna accusa circostanziata riferita a persone concrete, ma unicamente accuse di carattere generico. Non ho altro da aggiungere se non l'impegno a seguire in tutto e per tutto le indicazioni contenute nel codice di diritto canonico e nelle successive prese di posizione della Santa Sede. Nella speranza che presto sia raggiunto l'obiettivo di conoscere la verità dei fatti".

L'Associazione sordi Antonio Provolo risponde al vescovo negando qualunque ricatto o interesse economico: "Gli abbiamo soltanto fatto presente i problemi, noi vogliamo che quei sacerdoti vengano allontanati perché quello che hanno fatto a noi non accada ad altri".

AGGIORNAMENTO
/ Replica
»  ''Sia fatta chiarezza''   Image
Sabato, 24 Gennaio : 2009 La replica di don Danilo Corradi, superiore generale dell'istituto Provolo. Vuole che sia fatta chiarezza, ma non giudica necessaria un'indagine, perché molti dei sacerdoti accusati sono già morti. Ammette però che negli anni '70 fu scoperto un caso di pedofilia nell'istituto.  
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Ultima modifica di steve il Dom 15 Mar, 2009 09:39, modificato 1 volta in totale 
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Mercoledì 4 Febbraio : 2009 di Paolo Tessadri L'Espresso

Santità e pedofilia

Le accuse di molestie coinvolgono l'ex vescovo di Verona. La Curia replica: menzogne

Bruno, il 'bello' del collegio, viso angelico e occhi azzurri, capelli ricci biondo-castani, lo ha indicato tra coloro che avrebbero abusato di lui. Un alto prelato che si sarebbe intrattenuto con lui nel 1959, quando aveva 11 anni e viveva con altri bambini sordi nell'Istituto Provolo. Una denuncia circostanziata, quella di Bruno, che indica l'alto prelato in monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona morto nel 1981, per il quale è stato avviato quattro anni fa un processo di beatificazione. Ma dopo le accuse di 15 degli ex allievi sordomuti riuniti nell'Associazione Provolo contro sacerdoti pedofili rivelate da 'L'espresso' nel numero della scorsa settimana, il processo di beatificazione è stato sostanzialmente sospeso. La Curia, che ha reso noto il nome del monsignore, dovrà trasmettere al Vaticano i nuovi elementi perché vengano valutati.

Gli ex allievi, bambini e bambine affidati all'Istituto per sordi, hanno descritto tre decenni di molestie commesse da 25 tra religiosi e fratelli laici: l'ultima risale al 1984. Fatti che per il codice penale non costituiscono più reato. Ma le accuse rivolte contro monsignor Carraro sono l'elemento che ha maggiormente indignato l'attuale vescovo di Verona, Giuseppe Zenti. Dopo un primo comunicato in cui parlava di "profonda sofferenza e di accertamento della verità", ha poi alzato i toni: "Una montatura infamante, menzogne". Il vescovo ha attaccato il presidente dell'Associazione, Giorgio Dalla Bernardina, che avrebbe "plagiato" i sordi: "Sospetto che le dichiarazione le abbia firmate lui". Inoltre ha ribadito le accuse di "ricatto" per ottenere una serie di richieste economiche. Richieste che s'incentrano sulla sede dell'Associazione, di proprietà dell'Istituto Provolo, da dove sono stati sfrattati. Immediata la riposta dell'Associazione: "Il problema della sede è inesistente, ci hanno domandato 200 euro al mese, dopo una prima richiesta di 3 mila. Noi non abbiamo accettato e ne abbiamo trovata un'altra. Un ricatto per 200 euro, ma siamo matti? E perché non ci ha denunciato?". La loro versione è opposta a quella della Curia: "I nostri problemi sono cominciati più di tre anni fa, quando abbiamo denunciato i casi di pedofilia all'arcivescovado. Da allora hanno cercato di cancellare la nostra presenza e la nostra voce. Ma i sordi parlavano di abusi già 30 anni fa. Visto che il vescovo parla di ricatto, l'Associazione è pronta a querelarlo", riferiscono i portavoce Giorgio Della Bernardina e Marco Lodi Rizzini.

Nella loro sede il clima è sereno. Ogni sera qui si ritrovano più di cento persone, di tutte le età. Giuseppe è uno dei 15 ex allievi del Provolo che hanno scritto l'atto d'accusa. Fa parte dell'Ente nazionale sordi e non nasconde l'irritazione per le parole del vescovo: "Io ho firmato tutto volontariamente e consapevolmente. L'ho confessato a mia moglie tre anni fa che sono stato sodomizzato e all'epoca abbiamo denunciato tutto alla Curia. Dopo l'uscita de 'L'espresso' ne ho parlato anche con mia madre, che ha 88 anni. Così mi sono finalmente tolto questo peso dalla coscienza. Ma non ho mai voluto figli, perché non nascessero sordi e potesse accadere anche a loro". Bruno quando parla di quegli incontri in Curia non riesce a fermare le lacrime. Sessant'anni, timido per carattere, ha paura di rendere pubblico il suo nome: "Avrei troppa vergogna, come allora". È pronto a ripetere le sue accuse davanti a qualunque giudice, ma in Curia "no, mai più". Ricorda bene quel prelato e quegli incontri, cominciati poco prima del Natale 1959. Era arrivato, verso le 22, accompagnato da un fratello, oggi ancora in vita. Partivano dal Provolo a piedi o in auto. Cinque incontri dagli 11 ai 14 anni, sempre di sera, ad esclusione di uno, il giorno del diploma di terza media. Il vescovo lo fa accompagnare alle 10, poco prima dell'interrogazione. L'esame non lo fece, tuttavia il vescovo avrebbe telefonato in sua presenza al Provolo e ricevette lo stesso il diploma. Lui non è iscritto a nessuna associazione: in questi anni si è tenuto dentro il dolore. "Ma ora", dichiara, "è giusto parlare".

 



 
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Sabato 14 Marzo : 2009Il Secolo XIX

Abusi sessuali,
l’associazione sordi denuncia il Vescovo

Il presidente dell’associazione sordi di Verona, Giorgio Della Bernardina, ha annunciato che denuncerà il Vescovo della città, monsignor Giuseppe Zenti, in relazione alle polemiche seguite alle accuse di pedofilia mosse nei confronti dei sacerdoti che gestivano l’istituto per sordomuti “Provolo”. Della Bernardina lo ha detto nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Verona assieme a Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd. «Il dibattito su questi temi - ha detto Turco - deve essere pubblico. Devono essere i cittadini a dire che se quel che qui si sta facendo è adeguato, è utile a questa città o meno. E non solo a questa città». Il caso dell’Istituto Provolo era venuto alla ribalta nel dicembre scorso dopo un’inchiesta del settimanale “l’Espresso” al quale 67 ex allievi del Provolo avevano inviato una lettera che denunciava anni di presunte violenze sessuali subite dai sacerdoti. Vicende che sarebbero terminate nel 1984, e per questo in ogni caso prescritte. Secondo Turco «non è statisticamente possibile che nella Curia di Verona nessuno sapesse nulla». Nei giorni subito successivi alla denuncia, monsignor Zenti aveva parlato di «un teorema inconsistente, fabbricato per ottenere i beni della congr
egazione».
 



 
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Giovedì 19 Marzo : 2009 http://www.radicali.it/view.php?id=139136

Abusi sessuali, Turco: il trasferimento del Vescovo di Verona era dovuto visto come ha governato la denuncia sugli abusi sessuali nell'istituto per sordomuti Provolo


Roma, 18 marzo 2009

• Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del PD, presidente di anticlericale.net

L'Arena nell'edizione odierna ha dato notizia che Monsignor Zenti, Vescovo di Verona, sarà trasferito ad Udine.

La decisione non sarà sicuramente stata presa perché lo abbiamo chiesto noi né perché il Vescovo è stato denunciato per diffamazione per le parole che ha scagliato contro chi ha reso pubbliche notizie relative ad abusi, anche sessuali, consumate da sacerdoti nei confronti di sordomuti minorenni ospiti dell'Istituto Provolo.

Come abbiamo già avuto modo di dire il trasferimento del Vescovo era necessario perché non è stato in grado di reagire e governare alla notizia degli abusi sessuali.

Chi lo sostituirà, se lo vorrà, avrà tutta la collaborazione necessaria.

 



 
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Giovedì, 29 Maggio

Numerose fonti di stampa (Il Mattino di Padova, pag. 09, la Tribuna di Treviso, pag. 11, il Corriere delle Alpi, pag. 09, la Nuova Venezia, pag. 09) al momento consultabili solo a pagamento, ci informano che, dall'inchiesta della diocesi di Verona risulta la commissione di alcuni abusi sessuali all'Istituto Provolo

http://www.larena.it/stories/Home/5...ia_ci_scusiamo/

«Provolo, ci furono abusi»
La Curia: «Ci scusiamo»


* 29/05/2009

La Curia ammette l'esistenza di alcuni episodi e rassicura che nessuno degli accusati è più a contatto coi giovani. Nessuna responsabilità per Carraro. Conclusa l'indagine diocesana: contestati i numeri delle violenze e le denunce tardive

Il vescovo Giuseppe Zenti con monsignor Bruno Fasani

Verona. È vero, ci sono stati dei casi di pedofilia all'interno dell'istituto Provolo. La dolorosa ammissione «di violenze fisiche e abusi sessuali» sui ragazzi sordomuti che lo frequentavano, accompagnata da «una umile richiesta di perdono» alle vittime e alla loro famiglie e dall'annuncio che i responsabili di una vicenda che suscita «grande amarezza e anche disgusto» pur «affidati alla misericordia di Dio non hanno il diritto di confidare in una inerte acquiescenza da parte della Chiesa», viene data in un comunicato ufficiale della Curia, a firma di monsignor Bruno Fasani, direttore dell'Ufficio stampa della diocesi.

La nota che lo accompagna dice che la diocesi vuole rendere noto «senza alcuna reticenza» quanto emerso nella «rigorosissima indagine» condotta, «perché sia fatta chiarezza sui fatti, senza alcuna volontà di insabbiare». Ma punta anche il dito contro l'Associazione sordi Provolo, da cui era partita nei mesi scorsi la denuncia di abusi, perché le maggiori ammissioni di responsabilità sono venute proprio da uno dei suoi membri più attivi.

L'INCHIESTA. Partendo dalle notizie apparse a inizio anno su L'Espresso, che denunciavano un numero impressionante di violenze fisiche e abusi sessuali subiti da ragazzi sordi, alunni del Provolo, tra il 1950 e il 1985, il vescovo Giuseppe Zenti e la Compagnia di Maria per l'educazione dei sordomuti, «pur nutrendo ragionevoli perplessità sia sulle proporzioni abnormi dei fatti denunciati, sia sulle effettive finalità di una così tardiva denuncia, si sono assunti», dice Fasani, «l'impegno di fare piena luce, senza riserve e senza reticenze, sui presunti abusi e di adottare di conseguenza severi provvedimenti nei confronti di eventuali responsabili, anche a prescindere dal decorso della prescrizione e nella dolorosa consapevolezza che nessun provvedimento disciplinare può cancellare la sofferenza delle vittime».
L'indagine ha coinvolto tutti i soggetti ancora in vita della congregazione religiosa, ai quali sono stati addebitati gli abusi, e anche il personale religioso e laico addetto alla cura sanitaria, igienica e domestica degli allievi. E in più ogni carta presente negli archivi della Curia e del Provolo è stata passata al vaglio.

L'ESITO. I fatti accertati sono di tre tipi. «Negli anni 1958-1965 risultano alcuni episodi di violenza fisica su due sordomuti nel contesto di una malintesa attività correttiva. Il religioso responsabile di tali comportamenti fu all'epoca allontanato dall'istituto Provolo e attualmente risulta deceduto», scrive Fasani, che continua: «Negli anni 1965-1967 due giovani aspiranti alla vita religiosa hanno manifestato problemi di disordine sessuale che li portavano a importunare e a coinvolgere sia altri aspiranti, sia alcuni allievi. Essi sono stati immediatamente allontanati». E infine, conclude, «dal 1965 al 1990 un fratello, non sacerdote, ha coinvolto in pratiche sessuali alcuni allievi della scuola professionale, cui era addetto. Lo stesso ha avuto anche alcune relazioni con sordomute adulte». Costui, «nel 2000, è stato uno degli ispiratori e fondatori dell'Associazione sordi Provolo ed è attivo componente della stessa» e «da almeno 15 anni non è più addetto ad alcuna attività educativa. È in atto un procedimento canonico di espulsione dalla congregazione religiosa a seguito dei fatti contestatigli e dallo stesso ammessi, anche pubblicamente». Questo passaggio induce a pensare che si tratti della stessa persona che nelle scorse settimane ha ammesso le proprie responsabilità con L'Espresso.

ASSOLTO CARRARO. Uno dei punti più controversi (e francamente poco credibili, ndr) era un presunto coinvolgimento del vescovo Giuseppe Carraro. «Nessun riscontro ai fatti denunciati è stato individuato, e risulta pertanto del tutto privo di fondamento ogni addebito, relativamente al vescovo dell'epoca monsignor Giuseppe Carraro», sottolinea la nota.

TENUTI LONTANI DAI GIOVANI. La maggior dei religiosi denunciati per gli abusi è ormai morta, segnala ancora Fasani, ma «nessuno dei viventi, destinatari delle accuse, risulta impegnato in attività educative o comunque a contatto con giovani, adolescenti e bambini.

ATTI AL VATICANO. Dopo la richiesta di perdono alle vittime vergognosamente abusate, tutto è stato «trasmesso alle autorità vaticane per l'iter previsto in queste circostanze e pertanto la diocesi di Verona considera concluso il proprio mandato, sia nella ricerca delle responsabilità sia per i provvedimenti da adottare», fa sapere Fasani, che invita a «non relegare in secondo piano l'opera assidua di preti, religiosi e laici che a Verona, in Italia e nel mondo intero dedicano senza riserve la loro vita, e talvolta anche la perdono, per dare a uomini e donne, adulti e bambini, particolarmente i più provati dalla vita, una luce di speranza».

Giancarlo Beltrame

 



 
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Mercoledì, 03 Giugno http://espresso.repubblica.it/dettaglio/da-che-pulpito/2100509/8

Da che pulpito



All'indomani dell'uscita della nostra inchiesta, il religioso che ha confessato di aver abusato di piccoli sordomuti è stato cacciato. A firmare il provvedimento, un sacerdote che a sua volta risulta nell'elenco dei presunti pedofili

Invece di stabilire la verità, la Chiesa veronese caccia chi parla. All'indomani dell'uscita su 'L'espresso' dell'articolo 'Io fratel pedofilo', la confessione di un religioso di aver abusato di piccoli sordomuti al Provolo di Verona, l'uomo è stato cacciato dall'istituto. Formalmente, per aver "procurato grave pregiudizio alla Congregazione mediante la diffusione pubblica e indiscriminata di fatti e notizie incontrollati di contenuto inaccettabile". All'istituto di Verona più di 60 sordomuti hanno dichiarato di aver subito violenze e abusi sessuali da 25 fra preti e fratelli laici. Chi ha firmato l'allontanamento è un sacerdote che figura nella lista dei presunti pedofili. E scrive, tra l'altro, che il fratello è stato cacciato per la "prolungata violazione dei vincoli sacri e negligenza abituale degli obblighi della Vita Consacrata". Da che pulpito.


P. T.
(01 giugno 2009)
 



 
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Sabato 04 Giugno : 2009


Da "L'Arena" di Verona del 04/07/2009 pag. 13

MANIFESTAZIONI. Corteo in centro dei sordomuti del «Provolo»

Abusi in istituto:
«Serve chiarezza»

E chiedono la commissione parlamentare


Un lento corteo lungo corso Cavour, corso Portoni Borsari e piazza Bra, uniti da una lunga corda, per chiedere di fare chiarezza sui presunti abusi su bambini sordomuti, denunciati nei mesi scorsi dagli ex frequentatori dell’istituto «Provolo». A organizzare la manifestazione l’associazione sordomuti «Provolo», capeggiata da Giorgio Dalla Bernardina:«I sordi vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sui fatti di pedofilia verificatisi all’istituto per sordomuti Antonio Provolo di Verona e Chievo e recentemente portati alla luce dai media. Chiediamo che venga istituita una commissione parlamentare per il caso Provolo e altri casi similari. Chiediamo inoltre che i sacerdoti coinvolti vengano subito spretati e allontanati».
I fatti contestati risalgono a oltre vent’anni fa. Lo stesso vescovo Giuseppe Zenti aveva ammesso che qualche caso c’era stato. Ma ora i responsabili dell’associazione sordomuti Provolo insistono «affinchè siano verificati tutti i fatti in base ai racconti delle vittime» che, a loro dire, sono molte di più di pochi casi. E invitano esplicitamente il vescovo Zenti a rinunciare ad avvalersi del fatto che gli episodi emersi dopo vent’anni di silenzio siano caduti in prescrizione per cercare, invece, di far emergere tutta la verità sulle vicende denunciate dai sordomuti.
«Non siamo mai stati ascoltati», dice il portavoce dell’associazione Marco Lodi Rizzini, «e se le denunce sono venute fuori così tardi è perchè all’epoca i sordi venivano considerati anche stupidi e non venivano presi in considerazione. Ma oggi la mentalità è cambiata, anche sui disabili, e molto sulle persone sorde. E ora tante cose si possono raccontare».
Alla manifestazione hanno preso parte i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco nonchè Carlo Pontirolli, segretario di Anticlericale.net, un movimento per laicizzare la società. «Oggi si fa molta demagogia parlando di fasce deboli, bambini, anziani, disabili», ha detto la deputata Farina Coscioni, «ma in realtà questa politica non se ne sta occupando per niente». Per Turco, «è tempo che i sacerdoti rinuncino a quell’obbligo stabilito nel 1962 di tenere segrete vicende di pedofilia che li riguardano. La Curia scaligera dovrebbe rinunciare alla prescrizione e fare piena luce sui fatti del Provolo così come in Irlanda è stata fatta un’inchiesta statale per individuare gli abusi commessi da sacerdoti cattolici su minori».


Dal Corriere del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 04/07/2009 - pag: 7

http://stage7.presstoday.com/_Standard/Articles/11941682

La manifestazione All’ultimo cambiato il percorso: la zona del Duomo e della curia off limits


Provolo, oltre cento contro gli abusi «I coinvolti rifiutino la prescrizione»

Nel corteo anche i sordi che hanno denunciato le violenze
VERONA — Ci sono silenzi che rimbombano e urlano. E in questo caso sono due. Il loro silenzio, quello dettato da una disfunzione fisica. Un silenzio che è solo una mancanza di rumore, ma che nulla ha a che fare con l’altro silenzio. Quello delle coscienze. Hanno aleggiato tutti e due questi silenzi, ieri pomeriggio in centro a Verona. Perchè è stata una manifestazione silenziosa e urlante, quella dell’associazione sordi Provolo. La loro voce sono stati i cartelli che si sono appesi al collo e messi in testa. «Nell’istituto Antonio Provolo noi sordomuti siamo stati vittime dei preti pedofili». E’ stato con questa scritta che hanno «urlato » le loro richieste. Erano oltre un centinaio. Si sono fatti capitanare dal presidente dell’associazione, Giorgio Dalla Bernardina. Si sono fatti condurre dai deputati Maurizio Turco e Maria Concetta Coscioni, radicali eletti nelle file del Pd. Ma erano soprattutto uomini e donne. Oltre un centinaio. E tra di loro c’erano tutti e quindici quelli che le denunce di quegli abusi le hanno raccontate e sottoscritte.
Non hanno avuto vergogna, adesso che non sono più i bambini di allora, a sfilare - tutti uniti da una corda - nel centro della città. Mostrando i loro volti e sapendo che questo li segnerà.
Gli hanno cambiato anche il percorso del corteo, alla manifestazione dei sordi del Provolo. Loro avevano chiesto di arrivare fino alla curia. Ma no, arriva giusto ad hoc un cavillo del decreto Maroni, quello che vieta gli assembramenti davanti ai luoghi di culto. La zona del Duomo è stata interdetta. Come piazza Erbe. E’ stato lasciato giusto il luogo di partenza. La sede dell’istituto Provolo, nell’omonimo stradone, a San Bernardino. Chiedono l’istituzione di una commissione parlamentare, coloro che hanno denunciato abusi sessuali da parte di prelati e personale laico dell’istituto.
«Lo chiediamo - ha spiegato Dalla Bernardina - per tre motivi. Il primo è che secondo noi la curia non ha detto la verità, quando ha parlato solo di alcuni casi, che in un primo tempo aveva anche negato per voce del vescovo Zenti che ci aveva dato dei millantatori. Il secondo è perchè non sono state verificate le storie. Chi ha indagato per la curia ha sentito solo il personale dell’istituto e non noi. E poi perchè in casi di pedofilia che coinvolgono la chiesa chiediano che i preti coinvolti vengano privati dell’abito talare subito, senza aspettare anni». Già, gli anni. Quelli passati anche tra i presunti abusi e la loro denuncia. «Non è difficile capire - spiegano i sordi - che trent’anni fa chi aveva un handicap come il nostro era considerato alla stregua di un deficente». Ma c’è un altro fronte, per il quale ieri sono scesi per le strade del centro. Il più difficile. Chiedono che tutte le persone coinvolte e che sono ancora vive rinuncino alla prescrizione.
Una sorta di «appello» ribadito anche dall’onorevole Turco. «Dall’inzio di questa vicenda - ha detto - la curia ha cambiato atteggiamento, ma non è sufficiente. Prima ha negato tutto, poi qualcosa ha ammesso.
Noi chiediamo fermamente che si rinunci alla prescrizione del reato, perchè la verità e la giustizia si possono ottenere solo attraverso un comportamento trasparente che, secondo noi, qui a Verona è mancato. gira voce che il vescovo verrà trasferito a Udine a settembre. Se così fosse è solo una conseguenza di un comportamento che ha voluto negare delle violenze». Si chiede l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta come quella che venne creata in Irlanda e che portò allo scoperto migliaia di abusi. «Mi chiedo perchè una cosa del genere non possa essere fatta per il Provolo». La «laicità» del governo contro la verità ecclesiale. Ma anche la «giustizia» per chi dovrebbe essere più tutelato. «Questa politica - ha detto Maria Antonietta Coscioni - non si sta occupando di chi non può vivere una vita con la 'V' maiuscola. Essere qui è un dovere soprattutto per questo ». «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare». Dal Vangelo secondo Matteo. Una delle «voci » che ieri i sordi del Provolo hanno distribuito nel silenzio a chi incontravano per strada.
An. Pe.
I cartelli
Tutti uniti lungo una corda e con un cartello: «Nell’istituto Provolo noi sordomuti siamo stati vittime dei preti pedofili» La commissione «La curia prima ha negato, poi ha cambiato atteggiamento. E’ necessario che sia lo Stato a indagare» La contestazione A sinistra la Coscioni e Turco, deputati radicali. A destra i sordi del Provolo davanti all’Arena
( foto Sartori)
 



 
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