[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied Vescovo Bregantini nasconde prete pedofilo
1 luglio 2004 – Grosseto Due anni e sei mesi per don Felice Cini, sacerdote accusato di aver molestato sessualmente alcuni bambini nella parrocchia di Arcille, in provincia di Grosseto. Il processo e’ durato due anni, alla fine l’imputato ha patteggiato davanti al gup Armando Mammone. Durante l’inchiesta sono stati ascoltati 17 bambini tra i 10 e i 14 anni.
Comunità divisa tra innocentisti e colpevolisti a Cercemaggiore, in provincia di Campobasso, dopo che un giornale locale ha pubblicato la notizia del patteggiamento per molestie sessuali su minori, nel 2004, a Grosseto, di un sacerdote maltese, don Felix Cini, che da oltre un anno opera in paese, con l'incarico di supportare l'anziano parroco. La vicenda, avvenuta in un centro nei pressi di Grosseto nel 2003 e conclusa con il patteggiamento a due anni e mezzo, prima della pubblicazione dell'articolo era da alcuni mesi al centro di chiacchiere e pettegolezzi in paese. Ora che la notizia è divenuta di dominio pubblico lo stesso religioso si è difeso rilasciando interviste televisive in cui ha spiegato che all'epoca gli fu consigliato di scegliere il patteggiamento, considerato la via più breve per concludere la vicenda, ma ha respinto le accuse, affermando di essere stato incastrato. A Cercemaggiore ora la maggior parte degli abitanti difende il sacerdote, molti fanno notare che da quando è arrivato lui, un anno e mezzo fa, tanti giovani si sono avvicinati alla chiesa. Ma c'è anche chi non vuole avere a che fare con un religioso che ha alle spalle una condanna per questo tipo di reato ed ha sollecitato una presa di posizione della diocesi. Così, in questo clima, qualcuno nei giorni scorsi ha pensato di consegnare negli uffici del Comune il verdetto emesso nel 2004 nei confronti del parroco, affinchè sia possibile a tutti visionarlo.
CAMPOBASSO, BUFERA SUL PRETE
"MOLESTÒ DEI BIMBI, VADA VIA"
«Don Felix deve andare via da Cercemaggiore». È quanto chiedono un centinaio di abitanti del Comune in provincia di Campobasso - che hanno costituito un comitato ad hoc - dopo avere appreso che il sacerdote nel 2004 è stato condannato per molestie sessuali nei confronti di alcuni bambini di un paese in provincia di Grosseto. «Non vogliamo diffamare nessuno - hanno detto alcuni esponenti del comitato - ma desideriamo solo portare a galla la verità di un passato che non può essere rinnegato». Don Felice Cini, che si è dichiarato innocente nonostante il patteggiamento, fino a qualche tempo fa avrebbe infatti negato di essere lui il prete condannato, spiegando che si trattava di un caso di omonimia. Ora, però, dopo l'intervento del vescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini, che intervenendo ieri sulla vicenda ha parlato di «misericordia che avrà sempre la meglio sul giudizio» facendo luce sul caso, in molti non hanno più fiducia in don Felix. «Come prete non smentiamo il suo operato - hanno aggiunto alcuni componenti del Comitato - ma come uomo abbiamo i nostri dubbi in quanto non possiamo più fidarci di una persona che fino a pochi giorni fa ha negato il suo passato. Come genitori ci sentiamo minacciati da tutto questo e vogliamo una soluzione». «Come madre - ha detto una giovane donna - sento il dovere di proteggere i miei bambini che hanno il sacrosanto diritto di vivere sereni nella comunità».
L'arcivescovo di Campobasso - Bojano: “La misericordia avrà sempre la meglio sul giudizio”
Bregantini difende Don Felix
Una vicenda, quella di don Felix Cini, che ha scosso Cercemaggiore. Ora tutti sanno che il prete maltese, che da un anno e 4 mesi celebra messa e fa catechismo in paese, è stato condannato per molestie sessuali nei confronti di alcuni minorenni, nella provincia di Grosseto. Ha patteggiato e scontato la pena in una comunità a Trento. Una notizia che ha creato trambusto nella comunità, c’è chi è preoccupato e chi invece si schiera a spada tratta a difesa di Don Felix. Sulla questione interviene l’arcivescovo di Campobasso Bojano, Giancarlo Bregantini. “Ad un sacerdote, nel cui passato compare un’ombra, anche se controversa – dice il presule - è stata offerta la possibilità di un riscatto che gli restituisse dignità e credibilità. Di questa scelta – continua - assunta con il vescovo di Grosseto, e informandone la Santa Sede, sarebbe singolare fare una colpa alla Chiesa di Cristo, maestro di perdono e di speranza”.
Bregantini poi precisa che don Felix, a Cercemaggiore, ha solo un ruolo di appoggio all’anziano prete e che non è stato nominato parroco, né vice parroco. “Il suo comportamento però – dice ancora l’arcivescovo - è stato sempre corretto, anzi, egli ha raccolto intorno a sé il consenso e la stima di larga parte dei fedeli. La fiducia riposta in lui, dunque – sottolinea - è stata ricompensata”.
A quanti si chiedono perchè si è taciuto sul passato di don Felix Bregantini spiega che la risposta è nella “necessaria discrezione che accompagna ogni opera di recupero morale di un fratello al quale l’amore di Cristo – mediato dalla nostra povertà di uomini – si dona per risalire dal buio alla luce. Nessuno dunque ha tradito Cercemaggiore, per questo – rimarca l’arcivescovo - serenamente respingiamo l’accusa di avere scelto la via del silenzio strategico o della leggerezza colpevole. La via scelta è quella del Vangelo, che – conclude Bregantini - non è esente da rischi, ma per la Chiesa non ci sono altre strade, perché la misericordia avrà sempre la meglio sul giudizio”.
Ultima modifica di steve il Gio 24 Dic, 2009 00:54, modificato 1 volta in totale
23/12/2009 11:23
Chi chiede verità è minacciato persino sul web
Cercemaggiore - Il caso del parroco condannato per abusi
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La storia di don Felix Cini nata grazie al mare di informazioni che il web offre ai suoi naviganti torna lì dove era stata scoperta. Sul web, ma questa volta con ben altro spirito.
«Noi tutti giovani cercesi difendiamo a spada tratta l’amato don Felix mentre invitiamo la stampa a tacere una volta per sempre. La realtà dei fatti fra risultare che tutto è una montatura contro il sacerdote. Siamo pronti a scendere in piazza per farci sentire. Chi sta diffamandao è bene che guardi se stesso e la sua vita!!!».
E’ il primo inquietante di una serie di messaggi che è possibile leggere su laici.forumcommunity.net dove la storia del sacerdote di Cercemaggiore, condannato nel 2004 per abusi su minori a 2 anni e 6 mesi, ha trovato chiavi di lettura diverse a seconda della fazione di appartenenza. Ce n’è per tutti. Per chi crede che il parroco debba essere adibito ad altre mansioni, per chi ha raccontato la storia sui giornali, persino per il tutore pubblico dei minori, Nunzia Lattanzio, che ieri con un atto coraggioso e assolutamente utile, ha detto a chiare lettere che non è pensabile che un sacerdote con reati simili nel suo passato possa avere ancora contatti con gli adolescenti. Non solo opinioni, del tutto personali. Ma anche e soprattutto minacce, nemmeno tanto velate, verso chi si è permesso di far venire a galla la storia del parroco. Un piccolo paese finito nell’occhio del ciclone che adesso rischia di trovarsi ancora al centro delle cronache per questo spirito un po’ giustizialista che spinge qualcuno ad additare l’altro.
Il problema non è questo, però. Il problema, così facendo, rischia di venire travolto da false interpretazioni e di conseguenza false verità. In questa storia, purtroppo per tutti, c’è una sola verità.
La sentenza con la quale il gup di Grosseto Armando Mammone ha condannato nel 2004 il parroco maltese a due anni e 6 mesi di reclusione. Per abusi su minori. E la richiesta di patteggiamento è stata avanzata proprio dai suoi legali che, ad oggi, non intendono ancora rispondere alle domande di Nuovo Molise. Perché c’è un’ombra su tutta questa storia: il parroco, che celebra messa e tiene lezioni di catechismo agli adolescenti del piccolo centro del Fortore, sostiene di essere stato vittima di una sorta di macchinazione ordita per non ben precisati motivi politici e massonici.
A questo punto dell’intera vicenda, non sarebbe meglio chiarire anche questi contorni ancora sfumati e dire, una volta per tutte, cosa è accaduto? L’unica verità è quella scritta dal giudice, per quella del sacerdote e della Chiesa non sembrano esserci parole.
lusa
2010-01-06 01:26:17
di NUNZIA LATTANZIO* - Padre Giancarlo, Le scrivo questa mia lettera con sincero affetto, una lettera pubblica per invocare il Suo amore verso tutti i bambini della regione Molise ed in particolar modo verso quelli che vivono nella comunità di Cercemaggiore.
Mi rivolgo a Lei chiamandoLa “Padre”, riconoscendo in Lei l’Uomo di preghiera al quale posso ricorrere con il cuore e con la speranza di figlia, di madre e di rappresentante di un pubblico Ufficio sul quale grava la responsabilità di difendere e tutelare i diritti dei più piccoli, degli indifesi, dei giovani in difficoltà e di quelli più fortunati positivamente accompagnati lungo il percorso della vita da valide figure di riferimento. ......
.... per leggere tutto andare nel nuovo sito.
A questo momento è reperibile QUI per cui se ne può avere lettura diretta ma, non appena sarà completato il trasferimento di prevalenza al nuovo sito... cambieranno tutti i riferimenti e quindi se ne dovrà fare ricerca per "titolo" dell'articolo stesso.
ULTIME ORE di accesso a vivicentro attraverso questo ingresso.
Giovedì 14 Gennaio, alle ore 2.30 si "bloccherà" (per qualche ora) il collegamento e, quando sarà ripristinato, l'accesso sarà indirizzato direttamente al nuovo portale e questo, subito dopo (il tempo di reindirizzare alcuni puntatori), diverrà - come preannunciato - ARCHIVIO STORICO richiamabile con l'apposita funzione già predisposta sulla barra di comando del nuovo portale (ora punta alla situazione attuale, dopo sarà da reindirizzare).
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