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Via Nullo, sequestro con verifiche (sviluppi)
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  Giovdì, 17 Dicembre 2009    Daniela Zorat, GdB


Via Nullo, sequestro con verifiche

Forestale, Guardia di finanza e Nita hanno messo i sigilli all’area dei giardini in cui è in corso la bonifica dal Pcb Acquisita documentazione relativa all’appalto negli uffici dell’Assessorato ai lavori pubblici del Comune

Sigilli al parco di via Nullo. Sigilli ai lavori di bonifica della zona inquinata da Pcb. Li hanno posti ieri mattina gli uomini della Guardia forestale di Brescia insieme ai militari della Guardia di finanza e al Nita, il nucleo specializzato per contrastare i reati ambientali istituito dalla Procura. Contestualmente altri investigatori si sono presentati negli uffici del Settore manutenzione spazi aperti dell’assessorato ai Lavori pubblici di via Marconi per acquisire tutta una serie di documenti relativi all’appalto aggiudicato alla ditta Moviter di Edolo relativo proprio alla bonifica dell’area in questione. L’intervento è stato disposto dal sostituto procuratore Alessandra Marucchi, che si occupa nello specifico di reati ambientali.

Sequestro e documentazione dovrebbero servire a chiarire le modalità dell’intervento in corso, ovvero se conforme alle procedure prescritte dal contratto e se il terreno asportato è stato poi depositato in siti non consoni e non adatti al tipo di materiale. Per questa stessa ragione è stato previsto anche il sequestro di una porzione di cava alla Esse Emme di Manerbio, dove il terriccio è stato portato dopo la raschiatura dai giardini cittadini di via Nullo.

L’intervento di bonifica
La bonifica del parco di via Nullo è inserita nel sito di interesse nazionale «Brescia Caffaro», caratterizzato dall’inquinamento dovuto al Pcb. Dal Comune precisano che si è «seguito il necessario iter facendo riferimento al verbale e alle indicazioni fornite dal settore Ambiente ed ecologia del Comune e dalla Provincia di Brescia in quanto ente certificatore dell’esecuzione della bonifica». E sono proprio gli atti relativi a questa procedura che l’autorità giudiziaria ha richiesto al settore comunale interessato, trovando peraltro la massima disponibilità del personale che per l’intera giornata ha fornito copie conformi dei documenti agli investigatori. Non solo, i tecnici comunali hanno fatto intervenire alcuni mezzi in cantiere per permettere le operazioni di prelievo dei campioni di materiale necessari per effettuare le verifiche.

Dal canto suo però, proprio in merito al contratto d’appalto tra Comune e la ditta vincitrice, la Moviter - attraverso il suo legale, l’avvocato Andrea Frigo - precisa che nello svolgere l’attività di smaltimento del terreno ha sempre rispettato le procedure relative alla gestione dei rifiuti come da appalto. Tanto è vero che il costo di smaltimento dei rifiuti stabilito nell’atto è relativo allo smaltimento di terreno non inquinato ma semplicemente inerte. Altrimenti le cifre sarebbero state nettamente diverse.
Inoltre come specifica ancora l’avvocato Frigo, il terreno prelevato dalla Moviter dal sito in questione è stato oggetto di rigorosi controlli da parte di un laboratorio di analisi e che i risultati di questi controlli hanno escluso che si tratti di rifiuti speciali pericolosi (come potrebbero essere considerati i metri cubi di terreno inquinato da Pcb), indicando invece quale rifiuto inerte non pericoloso (semplice inerte di scavo) il terreno stesso.

Questo dunque uno dei nodi che la magistratura dovrà sciogliere, ovvero cercare di capire se la ditta abbia agito in modo conforme a quanto previsto nel contratto e quanto quell’appalto fosse regolare. Da qui l’acquisizione della documentazione che ora dovrà essere vagliata dagli esperti e dagli inquirenti.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

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  Venerdì, 18 Dicembre 2009    Daniela Zorat, GdB


Via Nullo, indagate le aziende

L’inchiesta per reati ambientali riguarda i responsabili delle imprese che stanno bonificando l’area L’assessore ai Lavori pubblici Labolani ribadisce la piena fiducia nell’operato della magistratura

Gli uomini della Forestale mentre appongono
i sigilli al parco di via Nullo (foto Eden)

Image Una sottile coltre bianca ha coperto l’intera area di via Nullo, attorno alla quale mercoledì mattina gli inquirenti hanno posto i sigilli. La neve caduta nella notte ha rivestito la zona in cui erano al lavoro gli operai della ditta Moviter per procedere alla bonifica del terreno a seguito dell’inquinamento da Pcb.
Così anche a Manerbio, dove il materiale è stato trasportato e depositato, nella cava della ditta Esse Emme, in uno spazio nelle immediate vicinanze di un laghetto.
Un manto candido che sembra stridere con le sostanze tossiche presenti nel terreno dell’area inserita nel sito inquinato da bonificare di interesse nazionale «Brescia Caffaro», sul quale massima è l’attenzione della Procura di Brescia che in tema di qualità della vita e dell’ambiente ha mostrato di nutrire un grande interesse.
Un’attenzione che si è tradotta nel sequestro penale - da parte degli uomini della Forestale e dal Nita, il Nucleo investigativo territorio e ambiente istituito dalla Procura - dei giardini di quella via e della porzione di cava in cui il materiale è stato depositato, e nell’acquisizione di alcuni documenti da parte della Guardia di finanza negli uffici dell’assessorato di via Marconi per una serie di verifiche sulle procedure tecnico-amministrative relative all’operazione di «ripulitura» del terreno.

Duplice attenzione
A precisarlo è lo stesso Procuratore capo, Nicola Pace, che ha specificato anche le modalità d’intervento: «Stiamo effettuando una verifica su due fronti: se le operazioni di bonifica siano state condotte regolarmente o se invece siano caratterizzate da eventuali supposte irregolarità dalle quali può derivare un danno all’ambiente. In secondo luogo stiamo svolgendo attività volte a valutare la correttezza o la scorrettezza delle procedure tecnico-amministrative relative all’operazione di bonifica».
Al momento risultano indagati i soggetti che hanno responsabilità nelle aziende che stanno operando. E i reati indicati sul fascicolo sono relativi alla gestione dei rifiuti, alla frode nelle pubbliche forniture e alla falsità ideologica del privato in atto pubblico. Sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari e personali.
L’inchiesta peraltro è scattata d’iniziativa proprio da parte della Procura cittadina, «dal suo patrimonio di conoscenze».

Aziende e assessorato
Una delle due società, la Moviter, tramite il legale, l’avvocato Andrea Frigo, ha precisato di aver seguito, nelle operazioni di bonifica, quanto prescritto nel capitolato d’appalto.
Inoltre ha sostenuto che dai controlli effettuati da un laboratorio d’analisi è emerso che non si tratterebbe di rifiuti speciali pericolosi ma di rifiuti inerti non pericolosi.
L’assessore ai Lavori pubblici del Comune, Mario Labolani, cui il settore Manutenzione spazi aperti fa riferimento, nel ribadire la massima fiducia nell’operato della magistratura ha risposto con una battuta a quanto affermato dall’avvocato: «Se tutto è stato fatto secondo il capitolato d’appalto, allora vorrà dire che sarà stato eseguito perfettamente e non ci saranno problemi». Ma senza voler entrare in polemica con nessuno ha anche ribadito che «si tratta di un sito di interesse nazionale. Tutto è stato fatto seguendo i criteri previsti dalla normativa ed è stato vagliato dagli esperti di Comune e Provincia».
La neve con ogni probabilità tra qualche giorno si scioglierà. Non altrettanto faranno il nodo dell’inquinamento e le vicende correlate alla bonifica.

 





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  Venerdì, 18 Dicembre 2009    Mimmo Varone, Brescia Oggi


Via Nullo,
ci sono tre indagati nella vicenda della bonifica

IL CASO. Il titolare della Moviter ribadisce «tranquillità ed estraneità»

L'area di via Nullo sequestrata dalla Forestale
FOTOLIVE

ImageCi sarebbero tre indagati nella vicenda della bonifica dei giardini di via Nullo, ma nessuno di essi nell'ambito dell'Amministrazione comunale. La ditta Moviter, vincitrice della gara d'appalto comunale per la bonifica, con il suo legale non aggiunge altro alle dichiarazioni di ieri con le quali esclude di aver movimentato rifiuti speciali pericolosi, e ripete che si tratta di inerti di scavo non pericolosi. Gli inerti sono stati portati nella cava Esse Emme di Manerbio, e per parte sua il titolare Massimo Mombelli ribadisce «tranquillità e assoluta estraneità».

In attesa di avere in mano atti più concreti si riconferma parte lesa e, «a bocce ferme - dice -, quando tutto sarà chiarito, mi riservo di riprendere in mano la situazione per ripercorrerla da cima a fondo». Certo è che i giardini di via Nullo sono nel sito di interesse nazionale Brescia Caffaro. I carotaggi fatti a suo tempo da Arpa hanno dimostrato la presenza di inquinanti negli oltre 2 milioni di metri quadrati del quadrilatero tra via Milano, il Vantiniano, la ferrovia Milano-Venezia e il Mella.

Se così non fosse stato, ci sarebbe da chiedersi perché spendere 71 milioni di euro (300 mila in via Nullo) per asportare terra innocua. Ma dubbi e interrogativi per ora sono destinati a restare senza risposta. Al momento neanche il responsabile del dipartimento Arpa di Brescia, Giulio Sesana, è in grado di sciogliere l'enigma. Ammette che gli inquinanti c'erano, ma non si stupisce che dalle analisi più recenti non ne risulti traccia.

L'ultima parola su cosa ci sia davvero in quell'area oggetto del contendere la diranno le analisi che sono appena partite sui campioni di terreno già prelevati. La spruzzata di ieri non ha fermato i lavori. «Un po' di neve non ci blocca e non ci rallenta - dice Sesana -, ma per completare il lavoro ci vorrà qualche giorno». Arpa è stata chiamata a dare supporto tecnico agli investigatori della Forestale, che hanno messo sotto sequestro sia i giardini di via Nullo, sia la porzione di cava Esse Emme dove è stato depositato il materiale.

Sarà un lavoro «difficile», ma «verificheremo fino in fondo di cosa si tratta», promette Sesana. In ogni caso, complici anche le vacanze natalizie, la risposta non arriverà prima di 15 o 20 giorni.

 





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