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Viaggio nel paese di White Christmas [*] (dossier)
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  Domenica, 22 Novembre 2009    La Repubblica, SANDRO DE RICCARDIS


SOCIETÀ: CRONACA

Bossi: tutto legale. Bagnasco: accoglienza, è il dna della Chiesa
Gli amministratori di Coccaglio: abbiamo speso più per gli stranieri che per gli italiani


Viaggio nel paese di White Christmas [*]

Link
"I nostri figli hanno troppi amici neri"

Image COCCAGLIO (Brescia)
- Un anno fa, per John, il Bianco Natale è stato il concerto gospel nella parrocchia Santa Maria Nascente. È stato quelle lunghe notti di prove con i suoi amici del centro storico, ghanesi come lui, e coi senegalesi che arrivavano in chiesa dai condomini di via Castrezzato, gli unici palazzi in questo comune tutto ville e villette. "Un anno fa - dice ora John - il Bianco Natale era anche la mia festa. Io sono cristiano. Avevamo organizzato il concerto perché sappiamo che quel tipo di musica gli italiani la conoscono poco, la vedono solo in televisione". Poi John smette di parlare. Affonda il mento nella sua sciarpa rossa, gialla e verde come la bandiera del suo paese. "Quest'anno invece ci dicono che a Natale dobbiamo andare via".

A Coccaglio, il comune bresciano che con l'operazione "White Christmas" ha inaugurato la caccia al clandestino in nome del Natale, John e i suoi amici sono ormai un quinto della popolazione. Negli uffici del municipio c'è un grafico affisso al muro, che si arrampica ripidamente verso l'alto e mostra il terremoto etnico degli ultimi dieci anni. Aprile '98, 177 stranieri. Aprile 2009, 1583, su poco meno di settemila abitanti. Un'onda di migrazione che ha invaso questo borgo antichissimo e il suo centro storico che sembra rimasto immobile nel suo passato. Col castello romano ricamato di luci, la vecchia pieve dove ogni tanto si celebra messa, il monumento al madrigalista del '500 Luca Marenzio, proprio al centro della piazza che dal musicista prende il nome e divide due pezzi di città. Da una parte la caffetteria Ketty e il bar Al centro, vetrine lucide, arredi pettinati, clientela da middle-class di provincia. Dall'altra il bar Castello, comprato e gestito dai cinesi, frequentato soprattutto da stranieri. "Il nome lo conoscevo, "White Christmas", ma sinceramente non ci ho mai fatto caso - dice Romina, dietro il bancone della caffetteria Ketty - il problema è che del Natale a loro non gliene frega niente. Il nome forse è sbagliato, ma l'operazione, quella no. Loro qui non ci vengono. Perché fortunatamente con gli immigrati non ho mai attaccato". Il bar è un posto tranquillo. Entrano ed escono i clienti. Quattro sono seduti al tavolo. Arriva anche Monica, l'estetista del negozio accanto. "I miei figli hanno solo amici extracomunitari. Uno ha 14 anni, l'altro 12. Vanno in giro sempre con due romeni e due africani. A Coccaglio sono tantissimi. Io però non voglio che escano con questi. È razzismo questo?". Ma una ragione vera non c'è. "Mi chiede perché? Perché no. Non mi va. Non mi vanno nemmeno i loro genitori".

Mentre nel paese si discute e si commenta, l'amministrazione ha scelto il silenzio. Il segretario della Lega Nord Umberto Bossi dice che "il Comune ha applicato la legge, anche se non c'era bisogno di chiamare l'operazione "White Christmas", si poteva chiamare "Natale controllo della regolarità". E il sindaco Franco Claretti e l'assessore alla Sicurezza Claudio Abiendi, "leghisti dalla fondazione del partito", preferiscono non commentare. "Aspettiamo che Maroni riferisca in Parlamento, poi faremo anche qui una conferenza stampa" dice l'unico rappresentante in municipio dell'amministrazione, l'assessore alle politiche sociali Agostino Pedrali. "Da quando ci siamo insediati, a giugno, abbiamo speso più per gli stranieri che per gli italiani: 89mila euro contro 43mila". "Solo propaganda - replica il capogruppo del centrosinistra, Claudio Rossi - Su 150 alloggi da assegnare, solo due sono andati a stranieri".

Sui controlli in nome del Natale che hanno fatto indignare la politica e i cattolici, il presidente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, di nuovo ha spiegato che "la Chiesa ha nel suo dna più profondo, sull'esempio della luce di Gesù Cristo, il tema dell'accoglienza, del dialogo. Questo non significa, assolutamente, andare contro la sicurezza, altro diritto e dovere di tutti cittadini". Per trovare un po' di dialogo basta spostarsi poco più in là, alla periferia del paese, in via Mattei, al bar tabaccheria May Day. In centro lo chiamano il "bar dei kosovari", ma a versare grappa e litigare con la macchinetta del caffè c'è Andrea Cavallini, "purissimo bresciano", la moglie, clienti italiani, albanesi, macedoni e kosovari. "Lavorano tutti, chi fa l'operaio, chi il muratore. Tutti in regola e lavoratori. Ma da qualche settimana sono tutti a spasso. I cantieri sono fermi per la crisi". Andrea, che è amico e un po' il padre di tutti i ragazzi slavi, si è tenuta la tabaccheria e ha ceduto a loro il bar. "A me l'iniziativa non è piaciuta. Ma il metodo è terribile. Ti spediscono una lettera, se non rispondi entrano in casa, vedono se hai clandestini. Si faceva così ai tempi del Duce, lo faceva anche Stalin. Vogliamo tornare lì?". Se chiedi ai giovani kosovari dell'operazione "White Christmas" smettono di giocare a calcio balilla e spengono i sorrisi.

"Il problema non sono i controlli e nemmeno il nome - dice Mergan - è il momento. Perché ora c'è il rischio che con la perdita di lavoro si perda anche la possibilità di rinnovare i documenti. È vero, c'è il sussidio di disoccupazione. Ma si può chiedere una sola volta. Poi, dopo, cosa si fa con la moglie e i figli che sono nati qui, a Coccaglio". Mergan ha 38 anni, è arrivato in provincia di Brescia undici anni fa, si è sposato e ha ora quattro ragazzi. La sua è la storia di tanta immigrazione, impiegata nei cantieri edili tra Bergamo e Brescia, alla Scab che produce mobili, alla Bialetti delle famose caffettiere, nelle tante officine meccaniche. "Non lavoro da mesi - dice Megan - . Sono gli italiani a non chiamarmi più. Se va avanti così, e poi un giorno vengono a farmi un controllo, cosa succede?".

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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  Domenica, 22 Novembre 2009    Ass.ne ViviCentro: white christmas


Ass.ne vivicentro ha scritto: 
IL CASO

La Curia di Brescia ha scritto: 
'La politica non usi il crocifisso'
La curia di Brescia boccia senza mezzi termini 'White Christmas', l'iniziativa del Comune di Coccaglio, a guida leghista, di andare a caccia di immigrati non in regola. 'Ci preoccupa che si chiami in causa il cristianesimo per iniziative politiche che di cristiano non hanno veramente nulla'
 
"L'iniziativa è purtroppo una delle tante conseguenze del pacchetto sicurezza che stabilisce che l'immigrato clandestino è in stato di reato e quindi perseguibile sempre - spiega don Mario Toffari, direttore dell'ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi. Questa è purtroppo l'origine di tutti i mali".


Claudio Abiendi
Image L'assessore leghista alla Sicurezza del piccolo centro del Bresciano Claudio Abiendi ha dichiarato:
"Per me il Natale non è la festa dell'accoglienza ma della tradizione e dell'identità cristiana".

L'operazione, sarà bene non dimenticare ne sottovalutare, è stata difesa e giustificata non solo da Bossi, cosa più che scontata, ma anche dal Sig. Sindaco di Brescia, il Dott. Avv. On. Paroli che, in sincrono, ha ripetuto il concetto espresso dalla persona di cui sopra.

"Il comune ha applicato la legge, e' andato a vedere chi era a posto - ha detto Bossi in Transatlantico -" ed il Dott. Avv. On. Paroli, sindaco di Brescia, ha fatto suo tale concetto aggiungendoci, stando al riportato da Il Brescia, che era dovuto:

«C'è qualcuno nell'opposizione che pensa che la clandestinità sia ammessa?
È normale e doveroso che i Comuni si organizzino per combatterla.
È la legge, non è una questione di buoni o cattivi ».


Ecco, ora finalmente abbiamo almeno la risposta ad una domanda che tanti bresciani si ponevano: ma che ci sta a fare a Roma il Dott. Avv. On. Paroli visto il quanto (non) ottiene per Brescia? Ora lo sappiamo.... serve a fare da supporter a Bossi e alla Lega e questo spiega anche il perché, di fatto, a Brescia alla stessa ha ceduto ogni decisione ed azione.

Ringraziando per aver fatto finalmente chiarezza e, ancor più, per averci informati che esistono delle leggi e che le stesse vanno rispettate. Assicuriamo che ne abbiamo preso nota e che non mancheremo di farne richiamo al momento opportuno. Nel frattempo, grati per la chiarezza (il white profuso, insomma) facciamo omaggio del VERO "White Christmas" in spirito, parole e musica:

White Christmas

Link


Musica e parole: Irving Berlin

I'm dreaming of a white Christmas
Just like the ones I used to know
Where the tree tops glisten
And children listen
To hear sleigh bells in the snow

I'm dreaming of a white Christmas
With every Christmas card I write
May your days be merry and bright
And may all your Christmases be white

I'm dreaming of a white Christmas
just like the ones I used to know
Where the tree tops glisten
And children listen
To hear sleigh bells in the snow

I'm dreaming of a white Christmas
With every Christmas card I write
May your days be merry and bright
And may all your Christmases
May all your Christmases
May all your Christmases be white

I'm dreaming of a white
Christmas with you
Jingle Bells all the way, all the way


Con cordialità,

Ass.ne ViviCentro

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

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  Mercoledì, 25 Novembre 2009   


Ancora a proposito del caso
 «White Christmas»


Citazione:
Lettere a Brescia Oggi e da questi pubblicate.
Fa meraviglia che nessuno abbia scritto al Giornale di Brescia ... o almeno così sembra visto che non se ne ritrova traccia.
Strano e variegato mondo quello bresciano ma tant'è ... così è!


Enrico Gandolfini ha scritto: 
  A proposito del caso «White Christmas»

Ma guarda gli scherzi che fa il caso! Questa volta ne ha fatti due.

Il primo è il titolo dato all'operazione «rinnovo permessi di soggiorno», nella nostra cittadina di Coccaglio, dalla giunta leghista. Denominazione casuale, si scusano i propugnatori; così come puramente casuale (ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale, si suole dire) è il riferimento alla carina e dolce canzoncina natalizia. E allora, come mai agli zelanti organizzatori non è venuto in mente in nome tipo «Natale Blu», o «Natale Fucsia»? «Natale Rosso» devono averlo immediatamente scartato per evidente incompatibilità.

Secondo scherzo del caso: l'operazione si concluderà il 25 dicembre. E' solo per caso, infatti, che il Bambinello sia venuto al mondo in quel giorno. Ma allora, l'operazione pulizia già programmata dal giorno 25 ottobre, poteva ben concludersi il 15 dicembre, o il 25 gennaio successivo. Si scusano ancora gli zelanti amministratori: perché il 25 dicembre è la festa «della tradizione cristiana, della nostra identità, non la festa dell'accoglienza».

Andateglielo a dire, il 25 dicembre, al Bambinello adagiato nella mangiatoia nel presepio allestito nella vostra chiesa parrocchiale, che la Sua nascita non è la festa dell'accoglienza. E' forse venuto al mondo, il nostro buon Gesù, per inaugurare la festa della tradizione cristiana e della nostra identità, quasi fosse una festa strapaesana con distribuzione gratuita di polenta e vin brulé? Il Natale non è la festa della tradizione cristiana; il Natale è la celebrazione dell'Amore, della Carità, dell'Uomo, a qualunque fede religiosa appartenga, a qualunque credo politico aderisca, a qualunque latitudine nasca, di qualunque colore abbia la pelle.

Quanto alla nostra identità, chi ha problemi di identità, nazionale, padana o personale che sia, vada dallo psicanalista e lasci perdere simboli e ricorrenze religiose ben più alte del proprio piccolo e strumentale pensiero.
Quando gli zelanti amministratori entreranno nella sala del Consiglio comunale e guarderanno il Crocifisso appeso alla parete (mi auguro che ci sia), ricordino che quello è l'Uomo del «bussate e vi sarà aperto», dell' «avevo fame e mi avete sfamato», del «tutto ciò che farete a costoro (agli umili, ai bisognosi) l'avrete fatto a me». Un tale Uomo avrebbe votato a favore della vostra risoluzione del 25 ottobre?
Enrico Gandolfin



Roberto Serra ha scritto: 
Stupore e vergogna
Buongiorno, mi chiamo Roberto Serra, sono originario di Rovato e da nove anni risiedo e lavoro in Lussemburgo. In tutti questi anni, tuttavia, non ho mai dimenticato le mie origini e le mie radici. Guardo all'Italia e ai fatti italiani con immutato interesse e, diciamolo pure, amore.

Stamattina leggo dalle note stampa dell'iniziativa dell'Amministrazione Comunale di Coccaglio denominata, infelicemente, «White Christmas».

«White Chrsitmas» significa «Bianco Natale«. Una definizione che evoca in tutti noi - anzi, a questo punto «in quasi tutti noi» - sentimenti di vicinanza verso il prossimo, atmosfere calde e accoglienti, neve e focolare e, soprattutto, voglia di stare pacificamente con gli altri, con il prossimo.

L'Amministrazione comunale ha deciso, con fredda e aberrante ironia, di accostare la definizione «White Christmas», e del Natale più in generale, ad una pura operazione di «pulizia anagrafica» (la parola pulizia la usa lo stesso sindaco di Coccaglio), ad una specie di censimento dei buoni e dei cattivi, che vengono freddamente definiti «regolari e irregolari».

Da lontano, queste iniziative - pur nella loro legittimazione amministrativa - producono in me due sentimenti distinti: stupore e vergogna. Stupore perchè non ci si smette mai di stupire di fronte a tanta degenerazione culturale e morale. Cosa c'entra lo spirito del Natale con il censo degli immigrati? Cosa c'entra il messaggio evangelico e l'esempio rivoluzionario di Cristo con questa politica dal ceffo duro? Cosa c'entra l'amore cristiano con l'intolleranza verso chi è oggettivamente più debole di noi?
L'Assessore Abiendi si appunta sulla giacca la partecipazione alla visita del Papa a Brescia come prova della sua cristianità: insomma, un giretto a Piazza San Pietro e si è immediatamente dei «veri cristiani». Anche questo fa parte della superficialità dei tempi. Credo, invece, che essere autenticamente cristiani comporti fatiche ed elaborazioni che, indubitabilmente, stanno ben fuori la portata culturale del signor Abiendi. Suggerirei all'assessore di chiedere un'udienza al Santo Padre e di spiegargli qual è il suo punto di vista su chi è meno fortunato di noi, sugli immigrati. Ma che lo faccia con il cuore in mano, entrando nei dettagli della sua filosofia del prossimo e di come lui interpreta il messaggio evangelico...

L'altro sentimento è la vergogna. C'è da vergognarsi, in quanto italiano residente all'estero, di iniziative di questo genere. Mi vergogno quando penso che, sia pur su mandato popolare, il nostro Paese - e molti comuni - sono governati da una forza politica chiamata Lega Nord che ha molte cose nei programmi salvo una: l'amore per l'Italia e per il nostro Paese. La Lega Nord avràpure consenso. Ma in democrazia chi non ha consenso ha il pieno diritto di criticare - ad alta voce - chi il consenso, in quel momento ce l'ha. E io critico questa Amministrazione dicendo: vergogna per il male che state facendo anche alla comunità di Coccaglio, paese che conosco bene, dove ho insegnato, dove ho amici cari e dove ho conosciuto molte persone dedite a cause ben più nobili che andare a «fare pulizia anagrafica». Il vostro Natale è il Natale delle belle maniere, dei panettoni e dei torroni, del giretto alla messa di mezzanotte del 24.12, del presepe come dato estetico anzichè come simbolo di natività e, dunque, di nuova vita.

Mi auguro che a Coccaglio - come in tanti altri paesi - la maggioranza dei cittadini viva un Natale diverso: magari organizzando un Natale di gruppo, festoso, allegro, dove si respiri un'atmosfera impregnata di amore e di voglia di stare con l'altro e con gli altri, dove la diversità e la conoscenza di chi è diverso da noi diventi occasione di crescita per tutti. Questo è il vero dono che ciascun coccagliese - e non - dovrebbe portare alla capanna del nuovo nato
Roberto Serra.



Angelo Briscioli ha scritto: 
GLI IMMIGRATI: Che faremmo al loro posto?

Dunque, a Coccaglio è iniziata l’operazione «White Christmas», «Bianco Natale». Il tutto consiste nel scovare i clandestini, e nel caso non siano in regola, espellerli. Logica conseguenza del famoso «pacchetto sicurezza». Nel Paese in cui si privatizza l’acqua; si propongono decreti legislativi col solo scopo di fermare la giustizia (l’ultima vergogna proposta riguarda la legge sui processi, per salvaguardare il primo ministro); non mi sorprende l’operazione «White Christmas». In un Paese in cui un ragazzo, fermato per droga, finisce sottoterra riempito di botte, dov’è il fondo? Ci si nasconde dietro l’ipocrisia del Santo Natale. Tutti a tavola a riempirsi la pancia, perché a riempirsi la testa basta la televisione con le sue nefandezze. Invece che bianco natale, il nome più appropriato era: caccia al clandestino. Che fare? In un mondo in cui tutti scappano non vi è più posto per alcuno. Siamo in troppi, diciamocelo chiaramente. E facciamo anche troppo chiasso. Pensiamo di risolvere il problema dell’immigrazione rispedendo al mittente il pacco. Ma non abbiamo davvero capito nulla. Quel che esce dalla porta rientra dalla finestra. Io non sono (e lo grido chiaramente attraverso l’unica possibilità che ho: la scrittura), come Don Abbondio, ricordate? «.. Soltanto chi bada alle cose sue non farà brutti incontri». Rimprovera il parroco alla gente dedita a lavorare i campi, assalita dai «bravi»! Già, turiamoci ancora una volta il naso, e chiudiamo gli occhi. Ma dinnanzi a questa gente che fareste voi al loro posto? Ringraziate il vostro destino, il caso o la fatalità di essere di qua invece che di là. Li vorrei vedere sui barconi a chiedere spazio al mondo. Lo avete mai visto un deserto? E sapete forse come si vive laggiù? «Per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità», così asserisce l’assessore alla sicurezza del comune di Coccaglio. Ma di quale identità si sta parlando? Quella dell’individuo pensante o quella del popolo in cerca del pastore?
Hanno scomodato addirittura il Gesù crocifisso per portarlo da una parte o dall’altra. Ma si sono dimenticati queste parole: Mt 23,23-26 Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!»
Angelo Briscioli.



Federico Vincenzi - PRESIDENTE DI IDENTITÀ CRISTIANA BRESCIA ha scritto: 
Ricordatevi del presepe

Egregio direttore, le scrivo in qualità di presidente della associazione «Identità cristiana Brescia» per dirle, forse deludendola un po', che non intendo accodarmi alle decine di commenti che hanno dato risalto all'operazione «White Christmas» di Coccaglio. Non intendo esprimere un parere sulla sostanza dell'intervento programmato dalla Giunta: sarà il popolo intero, inteso come elettorato, a giudicare, e non sta a me. La nostra città e la nostra provincia vivono il fenomeno dell'immigrazione in maniera talmente intensa da indurre quasi ad ogni cittadino uno schieramento radicale e aprioristico su qualsiasi questione accarezzi l'argomento straniero: si passa da posizioni xenofobe a posizioni anarchiche, e si finisce per non lasciare spazio alla sana, vecchia, moderazione. Ciò è accaduto anche per la ormai famosa operazione «White Christmas».

Ma non è questo il punto che mi interessa. L'assessore alla Sicurezza del paese che è finito al centro delle polemiche ha cercato di giustificare il progetto ed il nome scelto per esso dicendo che il Natale non è la festa della accoglienza, ma la festa della tradizione cristiana, della nostra identità. Ebbene, di fronte a quell'affermazione, anche solo per il nome della associazione che rappresento, non posso tacere.

A quell'assessore chiedo di ricordare il Presepe. Forse non ci avrà pensato da piccolo, forse non lo sapeva nemmeno, ma quel bambino era nato lontano dalla sua terra, straniero, rifiutato dalle case, dagli alberghi, costretto a vivere i primi respiri nella miseria di una stalla. Eppure, da quella miseria, nacque un uomo capace di dare un Amore talmente grande da stravolgere la storia e da affascinare anche i suoi più fermi oppositori.

All'assessore chiedo di ricordare lo spirito con cui preparava nell'infanzia il presepio: la gioia che provava, e la simpatia istintiva che non poteva non assaporare verso quel bambino ricciolo sdraiato nella mangiatoia. E pensi alle braccia di quel bambino, braccia aperte, come quelle che avrebbe avuto nella sofferenza della croce, aperte in un abbraccio ideale verso tutti gli uomini, proprio tutti, un abbraccio che non può esser altro che segno di accoglienza.

Questa, si sappia, è l'identità cristiana. E l'assessore non confonda quel che è di Cesare con quel che è di Dio.

Federico Vincenzi
PRESIDENTE DI IDENTITÀ CRISTIANA BRESCIA



>      Aggrediti nella notte Lui ferito, lei violentata (dossier)  
>     Coccaglio tra riflettori accesi e cortei di protesta
>     Povera Italia. Miserrima Brescia
>     Il prefetto: nessun allarme Rovato è un caso isolato

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

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Mercoledì, 25 Novembre 2009:

Presepe 'White-Christmas Coccaglio Style'


Image

Il caso del natale razzista di Coccaglio è una di quelle cose così stupide e imbecilli che tutti gli italiani, anche gli atei, non possono evitare di sentirsi profondamente disgustati!!!
Perché, se è vero che per alcuni di noi i dei, le entità superumane, gli angeli e le renne volanti sono molto probabilmente un parto dell’immaginazione umana, è altrettanto vero che concetti come accoglienza, fratellanza, empatia, aiuto reciproco e solidarietà sono quanto di più nobile l’homo sapiens abbia saputo inventare!
E se una ricorrenza come il Natale – al di là degli abusi consumistici – continua a risvegliare, anche solo per un attimo, la parte migliore e più ‘evoluta’ di tutti noi, allora trasformarne e distorcerne il messaggio fino a ridurlo ad un inno al razzismo è realmente – per dirla con Fantozzi – UNA CAGATA PAZZESCA!


Luciana Littizzetto a "Che tempo che fa" del 22/11/2009 su Raitre dice la sua sull'operazione "White Christmas" a Coccaglio.



 



 
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  Venerdì, 27 Novembre 2009   Lina Tridenti Monchieri


E’ questo il nostro paese?

L’Italia è davvero quella che ci mostrano le cronache ogni giorno?

Crisi economica, perdita del lavoro, povertà crescenti, criminalità organizzata diffusa, degrado dell’ambiente, della politica che non dà risposte ai problemi, regresso culturale e sociale che sviluppa violenza anche nella scuola.
Ci mancava il "White Christmas" di Coccaglio, la caccia agli immigrati irregolari, la grande liberazione, l’operazione "Bianco Natale"!
Qualcuno la prende come una delle tante bestialità pronunciate da esponenti della Lega lungo la loro storia. Non è una banalità. E’ una inquietante forma di razzismo latente nel nostro territorio.
Il "Bianco Natale" di Coccaglio mi riporta ad un mio terribile Natale di guerra. Era la Vigilia del 1944 quando nella notte il paese fu scosso dalle scorribande dei fascisti. Molti partigiani erano rientrati in famiglia dopo il proclama del generale Alexander e per la ricorrenza. Di casa in casa, i metodi sono noti: giù dai letti, scosse elettriche, urli, botte, calci, volgarità anche per le donne e per i vecchi...
Ne arrestarono quattordici e tornarono l’indomani, durante la funzione religiosa con un nostro comandante tumefatto dalle torture, per convincere il parroco e i fedeli alla resa degli scampati.
Famiglie distrutte, disperse. Anche la mia. "Nero Natale"!
Noi eravamo colpevoli di "Resistenza" al nazifascismo. Gli immigrati a Coccaglio di che cosa sono colpevoli? Che cosa pensano i ragazzi del luogo? Non viene il dubbio che a qualcuno sfiori la tentazione di imitare chi ha dato fuoco allo straniero? Fomentare l’odio razziale, come soluzione del difficile problema migratorio, è molto pericoloso.
La civiltà del mercato e dei consumi ha generato una moltitudine di scontenti, di arrabbiati, di egoisti e aumentano rigurgiti di fascismo in chi non conosce la storia.
La politica dell’esclusione, il "Bianco Natale" che si erge in difesa dell’identità religiosa nazionale, è la negazione del Cristianesimo, fondato sul principio dell’amore universale.
A Coccaglio Cristo risulterebbe uno straniero della Palestina.
In Italia c’è molto di buono
e ci sono fermenti positivi che vengono messi
in ombra.
Sono molti ad amare questa terra per le bellezze della sua fortunata natura, per le meraviglie delle arti che la distinguono nel mondo.
Non basta.

Lina Tridenti Monchieri
BRESCIA

 





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