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video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
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Stanislao
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 video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Il video parla da solo. E' il più visto in questi giorni ed è un servizio della BBC trasmesso il 1 Ottobre 2006.
Riferisce di un documento ufficiale della Chiesa cattolica dal titolo "Crimen Sollicitationis", che spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali.
Consigli, ovviamente, seguiti anche da altri.
Queste sono le cose che, come dice White, ti fanno allontanare dalla chiesa in quanto luogo. Per fortuna non da Dio, che è ben altro.
Poi riporto quanto segue:
Vaticano, un documento segreto per coprire i preti pedofili
Tratto dal libro di Cosimo Cellammare: “Al di là dei mulini a vento: crimini compiuti in nome di Dio”
ORDINA LIBRO
Il testo, datato 1962, pubblicato dal giornale londinese Observer
Ai prelati venne ordinato di nascondere con ogni mezzo gli abusi
LONDRA - Un documento "confidenziale" scritto oltre 40 anni fa dal Vaticano ordinava ai vescovi di tutto il mondo di coprire con ogni mezzo gli abusi sessuali commessi dai religiosi. Il testo, 69 pagine tradotte in inglese, è stato pubblicato oggi dal giornale londinese Observer.
Secondo quanto riferito dalla testata, il documento proviene dall'archivio segreto del Vaticano. L'avvocato texano Daniel Shea, impegnato in un caso di abusi sessuali all'interno della Chiesa americana, ne avrebbe ottenuto una copia da un prete tedesco. Nel testo, datato 1962, si indicano “le procedure da seguire in caso di crimini di istigazione". Cioè quelli in cui un religioso tende "a sollecitare e provocare il penitente ad atti impuri ed osceni". “Il peggiore dei crimini si legge - è quello costituito da azioni nei confronti di giovani di ambo i sessi".
La Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha confermato l'autenticità del documento, che doveva "essere diligentemente conservato negli archivi segreti della Curia, rimanendo rigidamente riservato". Un mese fa, il legale americano che l'ha scoperto ha provveduto a consegnarne una copia alle autorità degli Stati Uniti, dove da molto tempo la chiesa cattolica è al centro di uno scandalo su abusi sessuali commessi nei confronti di adolescenti. Una vicenda che ha coinvolto anche l'arcivescovo di Boston Bemard Law. Costretto a lasciare il seggio per aver trasferito in massima segretezza i religiosi incriminati.
Nel documento segreto, scritto sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il Vaticano impone ai vescovi di mantenere la massima segretezza sulle accuse di abusi. Si invita ad "ammonire, correggere e, se il caso lo richiedesse, a sospendere" i sacerdoti messi sotto accusa. "Ma - si legge - tutti i prelati devono gestire questi casi con la massima segretezza e vincolati al silenzio perpetuo". Pena la scomunica.
"Questo prova - dichiara Daniel Shea - che vi era un complotto internazionale da parte della Chiesa per coprire gli abusi sessuali. E un subdolo tentativo di nascondere attività criminali". Secondo un portavoce del Vaticano, però, il testo indica solo “le procedure disciplinari nel caso che un prete sia accusato di aver sollecitato prestazioni sessuali durante la confessione". La segretezza sarebbe dunque tesa "a proteggere gli accusati, come avviene anche nelle procedure penali oggi. Ed è anche subordinata alla speciale natura segreta del sacramento della confessione". In ogni caso, riferisce il giornale, non proibisce alle vittime di presentare accuse civili.
E su questo punto insiste il reverendo Thomas Doyle, un cappellano dell'Air Force statunitense in Germania. Secondo l'esperto di diritto ecclesiastico, il documento non legittima l'ordine di silenzio imposto alle vittime. “Pur confermando la patologica ossessione per la segretezza che affligge la Chiesa cattolica - afferma Doyle - il testo non giustifica le intimidazioni al silenzio subite dalle vittime degli abusi sessuali da parte esponenti della chiesa americana".
Per provare questo, conclude il sacerdote, "servono infatti prove concrete".
( www.repubblica.it/2003/h/sezioni/es...obscrver.hftffl i (17 agosto 2003)
Riportiamo di seguito alcune delle 69 pagine del documento originale tradotto in inglese dal giornale londinese Observer e alcuni articoli del testo evidenziati dallo stesso giornale (il testo completo è riportato nel sito summenzionato).

Due pagine del documento originale in inglese.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#1 Ven 18 Mag, 2007 07:01 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
IL COMMENTO
La vergogna della pedofilia in Vaticano e l'anima ingabbiata del Papa
di Roberta Lemma
www.comincialitalia.net
Napoli 18 Maggio 2007 ore 11:48
La vergogna del Rapporto Ferns, datata, il 25 ottobre 2005 dal governo irlandese sta rivivendo l’apice di un tempo. Tale documento mostrerebbe come l’allora Cardinale Ratzinger insabbiò e ostruì il corso della giustizia su le presunte denuncie di pedofilia a carico di 21 sacerdoti e di come li tutelò: allontanandoli per un breve periodo dal clamore e reintegrandoli a scandalo finito, nelle stesse chiese dove abusarono dei giovani fedeli (dissacrante?).
Qualcuno si è preso la briga di mettere nel web tale documento e altri lo hanno tradotto in più lingue in modo che tutto il globo ne sia a conoscenza. La polemica infiamma in molti siti e blog.
Ad accendere gli animi è soprattutto una postilla dell’allora cardinal Ratzinger: lo stesso spiegherebbe agli altri prelati come comportarsi con le tuniche insudiciatesi di pedofilia. Come insabbiare e sottrarli alle autorità. Noi, chi protegge un criminale lo chiameremmo banalmente complice.
Tali crimini furono perpetrati intorno al 1962: oggi qualche bambino di allora vive ancora, e forse proprio lui ha rimesso in modo la macchina della giustizia.
Di certo si tratterà di una strana congiunzione astrale, tuttavia è cronaca di questi giorni come il Cardinal Roger Mahoney di Los Angeles stia svendendo gli immobili ecclesiastici per far fronte al mezzo miliardo d’indennizzo chiesto e ottenuto dai legali delle vittime.
Guarderemmo di certo tutti con occhi diversi l’attuale Papa e tutto il Pontificio se non ci trovassimo oggi a cozzare contro le loro verità nascoste.
Potremmo definire tutto molto strategico, un duro colpo per tutto il Vaticano, fatto sta che qualcosa di vero cova sotto la brace, fatto sta che la verità fatica sempre molto e trova ben pochi sostenitori.
La Chiesa è fatta e gestita da uomini, i quali non sono esenti nè da difetti né dall’imperfezione.
Nessuno sano di mente potrebbe mai pretendere che nella Chiesa non accadano certe cose, ma di sicuro pretendiamo che nell’attimo stesso in cui accadono, chi è sopra di essa sia dalla parte della verità e per la verità. Avremmo accettato di buon grado un Papa, o anche un Cardinale che si fosse avventato contro i criminali, lo avremmo guardato con rispetto e ammirazione, ci saremmo sentiti solidali con lui. Tutti anche i laici piu estremisti.
Anche il Santo padre sembra faticare nel riconoscere nella razza umana la capacità di atti disumani, anche la sua anima è ingabbiata.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#2 Sab 19 Mag, 2007 05:36 |
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Parsifal
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Ho pensato e ripensato ad una risposta a questo post.
Forse i toni e i titoli più adatti sarebbero quelli che Stan utilizzò qualche settimana quando vi fu l'assoluzione dei presunti pedofili bresciani con abbondanza di parole come "vergogna", ecc.
Un post del genere se li meriterebbe tutti.
O forse sarebbe meglio tacere e lasciare che ognuno veda cosa sia davvero il documento Crimen Sollicitationis oppure che chiunque continui a credere che sia stato "scoperto da un avvocato texano" o "reso pubblico dall'Observer"!(un documento ufficiale definito "confidenziale"! E che viene addirittura "scoperto" o "reso pubblico"! Meglio di Poirot sti anglosassoni...).
Forse sarebbe meglio pensare se queste pseudo-testimonianze della BBC, rete dichiaratamente anti-cattolica, filoislamica e filogay come da sua stessa ammissione( http://www.dailymail.co.uk/pages/li...in_page_id=1770), siano davvero quello che pretendono di essere, nonostante siano già state a suo tempo sconfessate dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
Forse, basterebbe pensare al fatto che nel 1962 Ratzinger non era che un semplice sacerdote, che stava guadagnando notorietà nel Concilio Vaticano II come teologo, e che certo non poteva né preparare, né emanare documenti ufficiali, ma noto che ormai qui anche la matematica è diventata un'opinione.
Forse, dopo aver letto il Crimen Sollicitationis, si potrebbe notare come esso tratti di casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile soprattutto se connesse a violazioni del sacramento della confessione.
Che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per insabbiare casi di pedofilia (nel '62 il problema non era certo "attuale" come ora, e il testo parla di "abusi" in genere) lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Il punto 71 invece stabilisce che per "peggior crimine si comprende come s'intenda ogni atto osceno esterno e gravemente peccaminoso, tentato o perpetrato da un prete con una persona del suo stesso sesso", crimine che al punto 73 è detto ed equiparato alla "bestialità".
Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (vescovi compresi) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l'autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell'ergastolo.
Altro che tacere, pena la scomunica!
Noto inoltre che la BBC non sa neppure come definire il "seguito" del Crimen Sollicitationis, o la "postilla", come la chiama la famosa giornalista Roberta Lemma di cui sopra. Si tratta di una lettera ad exequendam inviata questa sì dal Sant'Uffizio a tutti i vescovi del mondo e che modifica in parte il Crimen, di cui si può trovare copia qui ( http://www.ratzinger.it/modules.php...article&sid=202 ) o sul sito del Vaticano, dal titolo De delictis gravioribus.
Se uno trova il tempo di leggerlo, scopre che le modifiche riguardano il segreto pontificio imposto sulla procedura per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Oppure scopre che il limite per incorrere in atti di pedofilia è elevato a 18 anni (invece di 16 come per esempio nella legislazione italiana: in pratica, se un prete abusa di un ragazzino che ha 16 anni e 1 giorno, per lo Stato italiano non è più "abuso di minore", ma continua ad esserlo per il Vaticano - ovviamente dal punto di vista canonico).
Oppure scopre ancora che il reato, dal punto di vista canonico, va in prescrizione dopo 10 anni dal compimento del diciottesimo anno di età del presunto abusato (e non semplicemente dopo 10 anni, come in Italia).
Se si ammette per amor di discussione una una volontà di insabbiamento da parte degli estensori del documento o da parte del cardinal Ratzinger, bisogna dire che hanno fatto di tutto per complicarsi la vita...
Ma del resto ognuno si consola come può: c'è chi crede davvero che questi documenti, che fanno riferimento al diritto canonico, possano influenzare il processo civile e che i preti possano essere sottratti alla giustizia italiana (i vari preti condannati in giro per lo stivale infatti sono stati tutti salvati da Ratzinger).
In fondo, c'è chi addirittura crede che l'elezione di Ratzinger sia stata espressamente voluta dal Conclave solo per coprire i pedofili tonacati (ed è la posizione dell'Espresso).
vivicentro, purtroppo, non sembra fare eccezione, facendo circolare - senza nemmeno aver letto di cosa si tratta, perchè quello che ho notato io lo può notare chiunque legga questi documenti - qualcosa di veramente denigratorio e calunnioso nei confronti del Papa, che in tempi non certo sospetti si è scagliato contro la "sporcizia nella Chiesa", che purtroppo ed innegabilmente c'era, c'è e ci sarà sempre, come in tutte le istituzioni umane.
Da qui a prendersela contro chi questa sporcizia cerca quantomeno di limitarla, ne passa.
Ognuno, del resto, si consola come può.
Ultima modifica di Parsifal il Sab 19 Mag, 2007 21:40, modificato 1 volta in totale
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#3 Sab 19 Mag, 2007 21:11 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Ho pensato e ripensato ad una risposta a questo post.
Forse i toni e i titoli più adatti sarebbero quelli che Stan utilizzò qualche settimana quando vi fu l'assoluzione dei presunti pedofili bresciani con abbondanza di parole come "vergogna", ecc.
Un post del genere se li meriterebbe tutti.
O forse sarebbe meglio tacere e lasciare che ognuno veda cosa sia davvero il documento Crimen Sollicitationis [/...]
Ma del resto ognuno si consola come può: c'è chi crede davvero che questi documenti, che fanno riferimento al diritto canonico, possano influenzare il processo civile e che i preti possano essere sottratti alla giustizia italiana (i vari preti condannati in giro per lo stivale infatti sono stati tutti salvati da Ratzinger).
Del resto c'è chi addirittura crede che l'elezione di Ratzinger sia stata voluta solo per coprire i pedofili tonacati (è la posizione dell'Espresso).
Evidentemente, ognuno si consola come può.
vivicentro, ultimamente, si sta consolando parecchio.
Ringrazio per i tuoi chiarimenti e le verità di cui ci fai partecipi.
Circa il "consolarsi" ..... evidentemente! E qui potrei fermarmi, ma sai che sono abbastanza logorroico ed allora proseguo per un tratto, scusamene - ma è per un pizzico di consolazione in più.
Ho pensato al tuo scritto ed ho concluso che è positivo anche questo tuo pensare alla "consolazione". Forse prendi in esame che ci sia, per l'appunto, qualcuno che abbia bisogno di "consolarsi" e quindi .... che qualcosa sia accaduto. E' già molto. E' una consolazione anche questa.
Di una cosa voglio farti partecipe prima di chiudere:
<<Nessuno, e dico nessuno, dei genitori dei ragazzi (probabilmente, dicono alcuni; indubbiamente testimoniano i documenti che mi è stato dato di vedere) ABUSATI è lieto di doversi consolare. Si sarebbe preferito, di molto, continuare a sognare, magari anche a soffrire (ma per altro) insieme ai bambini>>
ViviCentro insieme a loro.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#4 Sab 19 Mag, 2007 21:37 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
(sunto tratto da Rai News 24).
Roma | 19 maggio 2007
Pedofilia, Avvenire: il video sul Web calunnia la Chiesa e Ratzinger
 Il quotidiano della Cei contesta il video mandato in onda dalla Bbc.
Una "infame calunnia via Internet" ai danni "della Chiesa e di Ratzinger". Con queste parole, in un editoriale, il quotidiano 'Avvenire' si scaglia oggi contro la diffusione da parte di un sito Web, con sottotitoli in italiano, del documentario su preti cattolici e abusi sessuali mandato in onda dalla Bbc nel 2006.
Il giornale dei vescovi italiani contesta su tutta la linea il contenuto del video, "un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze - così lo definisce - che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese".
E in particolare rigetta "l'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto 'garante' per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo 'Crimen sollicitationis', che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962".
Secondo Avvenire, "quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'importante istruzione atta ad 'istruire' i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile". "Insomma - ribadisce il quotidiano della Cei -, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali".
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- Horacio Verbitsky
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#5 Dom 20 Mag, 2007 08:34 |
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
10/04/2007
Chi ha deciso in Vaticano di sottrarre i preti pedofili alla magistratura
Sorpresa: ecco chi, come e quando ha deciso in Vaticano di sottrarre i preti pedofili alla magistratura.
Non lo indovinereste mai…
di Pino Nicotri
NOTA: Ho scelto di rimandare direttamente alla fonte (L'espresso blog) in quanto così, chi vorrà leggere il tutto, vi ritroverà anche post di dialogo nel merito e magari riporto ad ulteriori approfondimenti. Il tutto sia pro che contro
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#6 Dom 20 Mag, 2007 23:47 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
(Ansa) Domenica, 20 Maggio 2007- 21:40
POLEMICHE SU SANTORO, PER VIDEO BBC SU PRETI PEDOFILI
ROMA -Fiducia nella libertà della Rai e prese di posizione contro ogni censura preventiva, da una parte, cui, dall'altra, si risponde con una levata di scudi, per impedire la messa in onda della discussa e forte inchiesta della Bbc Sex crimes and the Vatican su alcuni casi di preti pedofili in Usa, Irlanda e Brasile, che Michele Santoro vuole acquistare per la sua trasmissione Annozero.
Naturalmente, a eccitare gli animi, in questo momento già caldo dei rapporti tra Stato e Chiesa, è che ben si conosce la posizione durissima del Vaticano su quell'inchiesta Bbc, che, tra l'altro, accusa l'allora cardinal Ratzinger, oggi Papa Bendetto XVI, di essersi dato da fare per coprire tutto. Santoro ha solo confermato di aver compiuto la necessaria trafila burocratica Rai per comprare e poi trasmettere l'inchiesta, ma questo è bastato per far scattare le polemiche: lui dichiara che si aspetta gli arrivi l'Ok definitivo, visto che non ha bisogno di permessi per questo tipo di acquisti.
Mario Landolfi, con al forza del suo ruolo di presidente della commissione di Vigilanza invita il direttore generale Cappon a non aderire alla richiesta. E' circolata anche la voce che Santoro avesse avuto il via libera da Antonio Di Bella, direttore del Tg3 che ha la vigilanza su Annozero, solo però relativamente alla par-condicio in questo periodo pre elettorale, visto che non se la è voluta prendere Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di rete. Il nulla osta quindi non riguarda contenuti e giudizio sull'opportunità di trasmettere il servizio Bbc, ma solo il fatto che questi non influisce sugli equilibri della nostra par-condicio.
Una valutazione editoriale se la può assumere solo il direttore generale Claudio Cappon, che si troverà quest'altra grana, di ritorno da Nairobi, dove venerdì si è inaugurata una sede Rai, alla vigilia anche dell'assemblea che dovrebbe revocare il consigliere Petroni. "Un'evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire all richiesta di Santoro", afferma Landolfi, aggiungendo ironico: "gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Serrvizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa", definendo calunniosa e lacunosa la ricostruzione dei fatti realizzata dalla Bbc.
Più perentorio Marco Satderini (Udc), consigliere Cda Rai: "Mi batterò per impedire a tutti costi la messa in onda, che sarebbe solo un attacco volgare e inaccettabile al Papa". Naturalmente la risposta, a sinistra, non si fa attendere e Russo Spena e Migliore del Prc in Vigilanza affermano che "é grave esortare Cappon alla censura preventiva" e aggiungono che "parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è normale" e che se si dovessero "accettare imposizioni dalle autorità ecclesiastiche sarebbe davvero un fatto gravissimo".
E' con loro il consigliere Cda Sandro Curzi, che ricorda la serietà della Bbc, sempre invocata a modello nel nostro paese, e annota che "il tema è delicato, ma l'importante è che il servizio sia serio", aggiungendo che quel che è successo negli Usa a proposito dei preti pedofili "é ormai di pubblico dominio".Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che "non esistono argomenti che non si possono trattare".
Rai, Santoro: Polemica su acquisto del documentario della Bbc 'Sex crimes'
Ad "Anno zero" Santoro promette di impegnarsi per cercare di far acquisire alla Rai i diritti per un video che da qualche settimana gira anche su internet. È l 'inchiesta della Bbc "Sex crimes and Vatican", che Michele Santoro vuole acquistare per poi trasmetterla nella sua trasmissione.
Un video-documentario di circa quaranta minuti, trasmesso il primo di ottobre 2006, che rivelerebbe verità nascoste e reticenze del Vaticano e dell'allora cardinal Ratzinger in merito alle accuse di pedofilia nei confronti di alcuni prelati in Irlanda, negli Stati Uniti ed in Brasile.
Le reazioni. Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, non accetti la richiesta di Michele Santoro di acquistare il reportage della Bbc sul coinvoglimento di alcuni sacerdoti in vicende di pedofilia. Lo chiede in una nota Mario Landolfi (An), presidente della commissione Vigilanza Rai.
"Apprendo dalla lettura dei giornali - dice - che su richiesta di Michele Santoro, la direzione generale della Rai si accingerebbe ad esaminare la proposta di acquisto del reportage Sex crimes and the Vatican, una vecchia inchiesta realizzata dalla britannica Bbc sul coinvolgimento di sacerdoti in vicende di pedofilia in cui viene chiamato in causa anche l'allora cardinale Ratzinger, presentato come colui il quale avrebbe coperto i responsabili di tali nefandezze. Una ricostruzione già confutata dal giornale della Cei che ha evidenziato che non solo non vi fu alcun insabbiamento dei casi accertati che anzi i religiosi coinvolti furono ricondotti allo stato laicale".
"A questo punto - rileva Landolfi - una evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire alla richiesta del conduttore di Annozero. Gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Servizio pubblico Radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa, per di più in nome di una lacunosa se non addirittura calunniosa ricostruzione dei fatti".
Riteniamo inaccettabile l'esortazione fatta a Cappon dal presidente della commissione di vigilanza Landolfi a non permettere a Santoro di acquistare e trasmettere nell'ambito di una puntata di Annozero il documentario Bbc sulla pedofilia ecclesiastica". Lo affermano in una nota i capigruppo del Prc al Senato e alla Camera, Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore.
"Si tratta di un invito alla censura preventiva - proseguono - mentre la Commissione ha ben altri compiti. Il fenomeno della pedofilia nei ranghi della chiesa cattolica è noto, non si tratta di un mistero. Anche il ruolo avuto dall'attuale pontefice non è sconosciuto. Tra l'altro il documentario è stato trasmesso in Gran Bretagna nel 2006. Parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è più che normale. Se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno sarebbe davvero un fatto gravissimo".
Ieri alle ore 16:56 - (Fonte: www.noipress.it)
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#7 Lun 21 Mag, 2007 06:01 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Martedì, 22 Maggio 2007- 20:30
LA RAI ACQUISTA IL VIDEO SUI PRETI PEDOFILI
ROMA - Il caso del video della Bbc sui preti pedofili che Michele Santoro vuole acquistare per il suo Annozero, è stato al centro della discussione del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini. In primo luogo è stato sbloccato l'acquisto del documentario che però non dovrebbe andare in onda nella prossima puntata del programma. Questo perché lo stesso Michele Santoro avrebbe manifestato la necessità di approfondire alcuni aspetti del documento della Bbc. Il direttore generale Claudio Cappon ha parlato della questione durante la riunione del consiglio, spiegando di aver chiesto a Santoro che nel corso della puntata dedicata al documentario siano "ampiamente rappresentate" tutte le parti coinvolte.
Un'altra falsità nel documentario, a giudizio di mons. Betori, è che si spacci come un tentativo di coprire i pedofili la norma vaticana che centralizza presso la Congregazione per la dottrina della fede le segnalazioni su casi di pedofilia. Tale norma infatti (decisa durante lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto la Chiesa Usa e dopo la dura presa di posizione di papa Wojtyla contro i pedofili nella Chiesa, ndr) serviva, ha ricordato mons. Betori, a una "maggiore severità nell'esaminare questi reati e nel punire i criminali che li compiono" e indica la "attenzione della Santa Sede a questo problema".
A proposito del recente caso di un prete di Agrigento che ha risarcito un ex seminarista del quale aveva abusato, mons. Betori ha precisato che in questo caso non è stata la diocesi, come avviene negli Usa, a risarcire le vittime, e che la legge italiana è differente. "Come Chiesa - ha precisato mons. Betori - siamo vicini alle vittime e collaboreremo in ogni caso con le istituzioni qualora aprissero procedimenti penali o civili", ma raccomandiamo "severità ma anche attenzione e discrezione, soprattutto nella prima parte delle indagini" per evitare accuse che poi si rivelino infondate, danneggiando le persone coinvolte.
BETORI, NO CENSURA DOCUMENTARIO BBC MA DENUNCIARE IL FALSO
Il segretario generale della Cei, mons.Giuseppe Betori, segnala presenza di "contenuti falsi" nel documentario della Bbc su alcuni preti pedofili che verrà forse trasmesso anche in Italia. "Non vogliamo alcuna censura - ha detto Betori durante la conferenza sui lavori dell'assemblea generale della Cei - ma se il documentario dovrebbe essere trasmesso in Italia vorremmo che ci fosse almeno una chiara presa di distanza da tutte le falsità che questo documentario sembra contenere". Mons.Betori ha criticato in particolare il fatto che il filmato consideri un documento vaticano del 1962 come emanazione del cardinale Ratzinger mentre all'epoca questi era un semplice teologo.
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#8 Mar 22 Mag, 2007 21:00 |
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
22 mag 16:42
Pedofilia: documentario Bbc sul Vaticano anche sul sito di don Vitaliano
ROMA - Don Vitaliano della Sala ha pubblicato sul suo sito il documentario della Bbc sui preti pedofili. "Abbiamo scelto di pubblicarlo non per mancanza di rispetto nei confronti del pontefice, ma perche' ciascuno abbia la possibilita' di essere informato senza censure, di farsi un'idea di approvazione o di critica e di poterla esprimere", si legge in www.donvitaliano.it. Don Vitaliano menziona un discorso di Ratzinger del 2005, quando non era ancora Papa e presiedette la 'via crucis' pasquale al Colosseo: "Quanta sporcizia c'e' nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!", disse l'allora prefetto della congregazione della dottrina della fede. (Agr)
22/05/2007
RAI, INCHIESTA PEDOFILIA, VIA LIBERA DI CAPPON
(AGENZIA GRT)
Claudio Cappon, direttore generale della Rai, ha dato il via libera all'acquisto del documentario-inchiesta realizzato nel 2006 dalla Bbc sulla pedofilia nel mondo ecclesiastico inglese. Erano stati Michele Santoro e gli autori di 'Annozero' a richiedere l'acquisto, da parte della Rai del documentario, per poterlo utilizzare nel corso della trasmissione in onda su Raidue.
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#9 Mer 23 Mag, 2007 13:24 |
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Intervista a don Paolo Padrini sul video
"Sex Crimes and Vatican"
Pubblicato da Sara, Blogosfere staff alle 09:34 in Interviste
Parte prima:
Chiesa, famiglia, laicità, web. In queste ultime settimane sono questi alcuni dei temi oggetto di maggior dibattito nella blogosfera.
Negli scorsi giorni c'è stata una polemica riguardo al video "Sex Crimes and Vatican", il documentario realizzato dalla Bbc l'inverno scorso e riguardante la pedofilia tra i sacerdoti. Il filmato ha suscitato scalpore nel web, dove il dibattito è ruotato intorno ai contenuti ma anche al ruolo dei media nel creare o diffondere una notizia.
 Interessati ad approfondire l'argomento, abbiamo intervistato don Paolo Padrini, curatore del blog Passi nel Deserto, che ci ha espresso una sua opinione su tematiche di grande rilevanza.
In questo post vi proponiamo la parte dell'intervista a don Paolo che riguarda il ruolo del web in relazione a questo video, l'etica dell'informazione on line e il rapporto tra Chiesa e comunicazione. Poi vi proporremo l'approfondimento di don Paolo sulla posizione della Chiesa nei confronti della pedofilia.
Da alcuni giorni nel web fa scalpore una video-inchiesta della Bbc su presunti casi di pedofilia tra i sacerdoti. I mass media tradizionali hanno iniziato a parlarne solo dopo che in Rete questo era diventato uno dei temi più caldi. Che ruolo ha il web nel creare una "notizia"?
Don Paolo: In base alla mia esperienza personale e professionale, posso dire che il web ha sicuramente un ruolo importantissimo per quanto riguarda la diffusione dell'informazione in generale. Basta solo provare a seguire le notizie su internet e poi ascoltare le notizie nei telegiornali. Si vede, infatti, quanto ritardo ci sia nel proporre le notizie da parte dei media tradizionali (come la televisione) rispetto alla Rete.
Il web, dunque, è sicuramente è una fonte importantissima e provvidenziale perchè la condivisione di notizie proviene dal basso, dalla base - che spesso è meno vincolata a blocchi di responsabilità e possibilità - e, attraverso questa condivisione, molte volte si riesce a supplire alle carenze, a volte anche un po' gravi, dell'informazione tradizionale.
Alcuni si schierano a favore della diffusione del video ritenendo che la Rete aiuti a superare la censura. Altri, invece, si lamentano per il "superficiale" copia-incolla della notizia e per la scarsità di approfondimento. In casi come questi, come ci si deve comportare nel momento in cui si vuole fare informazione on-line?
Don Paolo: Nel momento in cui si tratta qualsiasi tipo di argomento, delicato o non delicato, proprio per le potenzialità della rete - cioè per il fatto di avere tante informazioni e mettere in condivisione il patrimonio intellettuale di tante persone che parlano dal basso - quello che si può fare è lavorare sull'approfondimento della notizia.
La Rete dà l'opportunità ad ogni singola persona di metterci la sua parte, di approfondire attraverso le sue conoscenze, di andare con calma a prendersi un libro per studiarsi un fatto in modo specifico e poter quindi così, attraverso aggiunta di testi e di link ipertestuali - di dare all'utente un'informazione a più gradi possibile, possibilmente a 360 gradi. Questo è quello che può e deve fare la persona che vuole fare informazione in Internet. Deve poter approfondire dando più fonti di informazione e in modo più libero alle persone che a queste fonti vogliono accedere. Concordo sul fatto che ci siano alcuni problemi, perchè Internet non è la panacea dell'informazione, problemi legati alla democraticità di internet e, in modo particolare alle fonti di informazione.
Un conto è una persona che è testimone di un evento, un conto è una notizia riportata. Il trucco, per me, è di essere informati il più possibile, di poter integrare le informazioni online con le informazioni fornite dai media tradizionali, integrandole con una buona dose di approfondimento personale.
Secondo te qual è il rapporto attuale della Chiesa con le nuove tecnologie?
Don Paolo: La Chiesa, come tutti, ha dei passi in avanti da fare notevoli. La Chiesa si rende conto che esistono nuovi media (ci sono documenti della Chiesa che si riferiscono a questi strumenti. La Chiesa italiana ha un ufficio nazionale di comunicazioni sociali che ha un sottoufficio dove si studiano le nuove tecnologie. La Chiesa stessa è presente sul web dal punto di vista ufficiale e tantissimi credenti e cristiani sono presenti nel web e utilizzano la Rete.
A livello di opportunità, però, secondo il mio parere dobbiamo ancora passare da un uso dei mezzi di comunicazione come semplici mezzi di informazione ad una fase che per me sarebbe molto più importante e potrebbe portare molti più frutti. E' la fase che potrebbe rendere Internet uno strumento di avvicinamento, di incontro, di compartecipazione, di relazione. La Chiesa deve ancora parecchio approfondire.
Fermo restando che è compito della Chiesa dimostrare la vicinanza di Cristo all'uomo concreto di oggi, il mezzo migliore rimane sempre qualsiasi mezzo che crei una relazione viva e significativa con l'altro. Se la Chiesa riesce a incontrare l'altro anche attraverso i new media, tanto meglio. D'altra parte anche l'uso laico dei new media sta andando sempre di più verso un maggiore coinvolgimento delle persone. Pensiamo all'aumentare dell'interattività per gli utenti. Quindi, se l'ambito laico ha la necessità di creare relazione, io credo che la chiesa dovrebbe percorrere la stessa strada.
Seconda parte:
 Il video della Bbc "Sex Crimes and Vatican", mandato in onda l'inverno scorso dall'emittente inglese, sta creando polemica in Italia. E il dibattito non è destinato a finire presto visto che, prossimamente, anche la Rai trasmetterà il filmato (anche se "Teleambiente" l'ha già mandato in onda due notti fa).
La vicenda riguardante i preti e la pedofilia, però, è complessa e limitarsi a "gridare" la notizia non aiuterebbe a comprendere di più, ad andare a fondo dell'argomento.
Giacomo, infatti, ci ha scritto: "Peccato che l'informazione della blogosfera sia un po' troppo a senso unico: perchè nessuno ha dato voce alla smentita ufficiale (e motivata) di Avvenire? per quanto ne so io è comparso solo un articoletto su Corriere.it.... se la rete vuole essere veramente "plurale" deve dare spazio a tutti, non può limitarsi a riprendere quello che dice grillo senza un minimo di approfondimento. non ho idea di quale delle due campane abbia ragione, però voglio poter leggere tutte e due le opinioni e i punti di vista, se no difficilmente si può parlare di informazione...". Uno degli obiettivi della Rete, infatti, dovrebbe essere quello di approfondire gli argomenti che, a volte, sugli altri media vengono trattati in modo superficiale.
Abbiamo così intervistato don Paolo Padrini, curatore del blog Passi nel Deserto, per cercare di approfondire l'argomento evitando di criticare a priori. Ognuno poi condividerà liberamente il punto di vista che ritiene più valido ma, se non altro, ci sarà stata la disponibilità a capire fino in fondo (qui trovate la prima parte dell'intervista a don Paolo, sul tema del rapporto tra Chiesa e web, sull'etica della comunicazione e sul ruolo della Rete nel creare la notizia).
Don Paolo, ci puoi aiutare a capire la complessa questione del Crimen sollicitationis, del ruolo di Papa Ratzinger e del comportamento della Chiesa nei confronti della pedofilia?
"Intanto sono necessarie due premesse. La prima è questa: la pedofilia è un fatto. E' un fatto che ci siano tante persone che sono state accusate di pedofilia ed è un fatto che tante persone siano state incriminate, alcune condannate e altre, occorre dirlo per onestà, falsamente accusate e poi assolte dall’autorità giudiziaria. E di questi crimini e relative inchieste e processi si è avuta notizia. La pedofilia esiste, purtroppo è un fenomeno drammatico e sono state coinvolte tante persone tra cui sacerdoti, persone che hanno a che fare con istituzioni educative (insegnati, educatori, ...) e persone nell'ambito familiare (nella maggior parte dei casi). E nessuno intende giustificare o pensare di giustificare chi, da delinquente, pur alle volte con gravi disturbi mentali, commette questi gravissimi abusi e crimini.
La seconda premessa è di ordine metodologico. Nel momento in cui si vanno a sondare dei terreni che sono specifici di un certo gruppo sociale - in modo particolare in ambito ecclesiastico - si ha a che fare con delle normative specifiche - che la Chiesa si è data in modo scritto e che sono pubbliche e si possono andare personalmente ad approfondire - che regolano dall'interno il gruppo stesso, avendo la Chiesa un ordinamento giuridico proprio con autonomia garantita nei confronti degli stati, il che ovviamente non esclude la possibilità della collaborazione con lo stato per il bene comune. E' dunque ovvio che per poter dire qualcosa su quello che è l'ambito della Chiesa e, specialmente, per leggere i documenti a cui si fa riferimento in questa vicenda, bisogna entrare nella questione ed approfondirli con tutta la buona dose di pazienza, disponibilità e umiltà sintonizzandosi sull'argomento. In sostanza, bisogna sapere di cosa si parla.
Don Paolo è poi entrato nel merito del video della Bbbc: Questo video - che io ho personalmente visto in internet, contiene due elementi: da un lato ci sono le testimonianze di persone che sono state incriminate e anche condannate per delitti di questo tipo e le testimonianze di persone che purtroppo hanno vissuto la triste esperienza di essere vittime di questi abusi. E queste testimonianze uno le accoglie, anche a distanza di tanti anni, con il peso grandissimo che hanno e ciascuno ha il dovere di prenderle in considerazione e valutarle con grande responsabilità.
Il video, però, non è neutrale ma esprime una posizione. Spiega don Paolo: "Il secondo elemento è la tesi del video stesso. Sarebbe ingenuo pensare che il video non abbia una tesi, che si fonda sulla citazione di un documento del 2001, redatto dalla Congregazione per la dottrina della Fede, dal titolo “De delictis gravioribus”, che è una sorta di aggiornamento di un vecchio documento, l’ormai tanto citato “Crimen sollicitationis”, a firma del Card. Alfredo Ottaviani prefetto del Sant’Ufficio e approvato dal papa Giovanni XXIII il 16 marzo 1962, quando il card. Ratzinger era docente di teologia (diventerà arcivescovo di Monaco nel 1977 e prefetto della Congr. per la Dottrina della Fede nel 1981).
Questi sono i due documenti che servono agli autori del video per proporre la tesi di fondo della copertura da parte del Vaticano e di tutti i vescovi coinvolti nei confronti dei sacerdoti che hanno commesso questi crimini e soprattutto per un attacco falso e anche mistificatorio dei documenti, alla persona e all’azione del card. Ratzinger divenuto nel 2005 Papa.
 Basterebbe a tal proposito rimandare alle dichiarazioni e alla lettera al direttore della BBC da parte del presidente della Conferenza dei vescovi d’Inghilterra e Galles reperibili qui (notizia del 23 maggio).
Il documentario maliziosamente confonde i contenuti dei due documenti ecclesiastici circa il delitto di sollecitazione ad un peccato contro il VI comandamento in occasione o col pretesto della celebrazione del sacramento della penitenza (confessione) e l’altro peccato e delitto, sempre contro il VI comandamento, commesso da un chierico (vescovo, sacerdote e diacono) con un minorenne".
Don Paolo ha spiegato meglio l'argomento del segreto pontificio: "La delicata e spinosa questione del segreto pontificio su questi processi era ed è mantenuta nella legislazione canonica al fine di tutelare la dignità del sacramento come anche le parti (imputato, vittime e chiunque fosse a conoscenza il quale era obbligato - secondo il documento del 1962 - a denunciare il tutto sotto pena di scomunica) per far sì che fin dalle prime fasi del procedimento i testimoni possano parlare liberamente, gli accusati proteggere la loro buona fama sino a che sia accertata la colpevolezza e alle vittime che non vogliono pubblicità di farsi avanti.
La segretezza ovviamente riguardava solo il processo canonico. Era e resta tuttora aperta per chiunque la possibilità di denunciare alla magistratura il reato di pedofilia. Ovviamente i detrattori, come gli autori del documentario inglese, accusano la Chiesa di occultare gli scandali, di proteggere i preti accusati di pedofilia, spostandoli solo di sede e di ostruire la giustizia come è avvenuto negli USA, formalizzando anche presso alcuni tribunali l’accusa nei confronti del card. Ratzinger, ipotizzando la cosiddetta responsabilità oggettiva.
La riserva al Tribunale supremo della Congregazione per la Dottrina della Fede di questi processi canonici riguardanti i sacerdoti accusati di pedofilia, dimostra invece la serietà e la gravità nel procedere e nell’affrontare la questione che presenta molteplici aspetti che riguardano le persone, le situazioni e i rapporti sia nella Chiesa come al di fuori di essa.
Ora, io personalmente posso dire che c'è un elemento molto importante che rischia di non essere compreso, per la seconda premessa che facevo. I documenti a cui ci si riferisce - sia il primo del 1962 che il secondo del 2001, hanno a che fare con un delitto e regolano un problema interno alla Chiesa che ha a che fare con un ambito della confessione - un sacramento molto delicato che ha a che fare con l’intimo e la privacy delle persone.
Alcuni esempi concreti: Facciamo un esempio molto concreto. Un sacerdote commette un peccato/crimine di pedofilia e, in quanto peccato, va a confessarsi. Il sacerdote che si confessa, però, non può essere assolto direttamente da un qualsiasi altro sacerdote come lui perchè questi crimini e delitti – tali anche per la chiesa e condannati attraverso un tribunale ecclesiastico - non possono essere assolti come un qualsiasi altro peccato. Si chiamano peccati "riservati".
La “Crimen sollicitationis” e il “De delictis gravioribus” inseriscono la pedofilia all'interno di questi peccati "riservati". Per "riservatezza", però, non si intende che questi non debbano essere pubblicati o detti, ma si parla del fatto che sono “avocati” al Papa, cioè che solo il Papa può perdonare questi peccati. E, a livello di giurisdizione, si intende che il tutto viene avocato alla Congregazione della dottrina della fede, naturalmente previa indagine. Immaginate, infatti, che un prete commetta questi peccati e che vada a confessarsi da un suo confratello, da un prete normale. Immaginate se questo prete avesse la possibilità di poter immediatamente dare l'assoluzione. Tutto finirebbe lì.
E invece succede che la Chiesa, proprio perchè riconosce la gravità di questi comportamenti, dice "no, tu prete non puoi cavartela così. Non riceverai l'assoluzione, se la vuoi te la può dare solo il Papa”. All'interno della Chiesa, poi, questi documenti fanno scattare in modo automatico dei processi di tipo canonico che sono molto, molto gravi, che sono normati e che portano il sacerdote a livello canonico ad essere soggetto a delle pene. Siamo sempre, però, sempre nell'ambito dei casi in cui è il sacerdote colpevole di pedofilia che va a confessarsi e, quindi, c'è il segreto pontificio.
Facciamo un altro esempio così capiamo tutto il problema (e capiamo così la montatura giornalistica e l'esagerazione mediatica, pur comprendendo totalmente le vittime di questi crimini) Pensiamo, questa volta, alla persona vittima dell'abuso che va a confessarsi. Anche in quel caso il sacerdote è tenuto al segreto confessionale. Nulla vieta a questa persona, però, di andare contemporaneamente dai carabinieri o dall'autorità civile a denunciare un abuso che gli è successo e nulla vieta ad un'altra persona che venisse a sapere - fosse anche un sacerdote o un vescovo - di andare a denunciare un'altra persona o un fatto accaduto all'autorità civile. Questo famoso segreto pontificio non è associato alla persona che va a confessarsi, che è assolutamente libera di andare a denunciare quello che gli è accaduto. Quella persona non viene scomunicata perché non lede nessun segreto pontificio. Il segreto pontificio è nominato per quanto riguarda i peccati riservati di “sollicitatio ad turpia”, ossia di crimini rivelati all'interno della confessione, in particolare da parte dei sacerdoti.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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#10 Sab 26 Mag, 2007 13:35 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
YouTube e il motore di ricerca oscurano Sex Crimes and the Vatican
Ma è ancora possibile vederlo in altri siti.
Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"
ROMA - "Il video non è più disponibile per motivi di diritti d'autore, detenuti da Bbc Worldwide Inc.". Questa la laconica scritta in rosso che appare su Google.com e YouTube se si cerca di aprire il documentario sul Vaticano e i crimini sessuali, realizzato e mandato in onda dall'emittente pubblica britannica nel 2006 e diffuso ormai quasi ovunque in rete. E' un fatto: se è vero che milioni di persone lo hanno già scaricato e visto - solo 600mila negli ultimi giorni - il filmato dello scandalo è scomparso dai maggiori motori di ricerca, Google in testa, e di conseguenza da YouTube, il più popolare sito di video, anch'esso di proprietà del colosso di Mountain View.
Le motivazioni ufficiali sono legate alla protezione del copyright: la Bbc ha infatti venduti i diritti per la trasmissione del documentario in Italia alla Rai - costo 25.000 euro - e il video andrà in onda il 31 maggio nel corso della trasmissione "Annozero" condotta da Michele Santoro. Ma c'è chi non esclude che siano entrati in gioco anche altri fattori: il Vaticano ha protestato in modo deciso contro la diffusione del video in rete, e il quotidiano Avvenire si è scagliato contro il filmato, definendolo un "infame calunnia via internet".
Il documentario sui sacerdoti cattolici in Irlanda, Stati Uniti e Brasile accusati di pedofilia è presto diventato uno dei più visti sul web, scatenando dibattiti e lunghe discussioni. Ma se è vero che i siti maggiori lo hanno rimosso è ancora possibile trovarlo, come nelle reti peer-to-peer e su quei siti che non linkano a YouTube ma lo hanno scaricato sui propri server: da noi www.beppegrillo.it, ad esempio.
(25 maggio 2007)
NOTA: E' visibile anche da noi. Andare all'inizio dei post di quest'argomento o cliccare qui:
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#11 Sab 26 Mag, 2007 13:42 |
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Stanislao
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Radio Vaticana - Città del Vaticano,The Vatican
26/05/2007 14.45.56
Chiesa e pedofilia: la necessità di un'informazione obiettiva.
Intervista con don Fortunato Di Noto, da tempo impegnato nella lotta alla pedofilia
La diffusione nei giorni scorsi su Internet del video realizzato dalla BBC, “Sex Crimes and the Vatican”, sulla questione dei preti pedofili e la possibilità che venga trasmesso dalla RAI, ha sollevato numerose polemiche. Venti parlamentari e ottanta intellettuali cattolici e laici hanno sottoscritto un appello ai dirigenti della televisione di Stato italiana perché tale documentario non vada in onda. Nell’appello, i firmatari non si dicono contrari a trasmissioni dove si parli con serietà del “problema reale e doloroso” dei preti pedofili, ma chiedono che questo non avvenga attraverso un documentario “sensazionalistico e falso” del quale elencano gli errori e che coinvolge direttamente la stessa persona del Papa. Martedì scorso, il segretario della Conferenza episcopale italiana, mons. Giuseppe Betori, aveva affermato in merito che “non c’è alcuna 'censura' in proposito da parte della Chiesa”, ma si è augurato che in caso di trasmissione del documentario vengano sottolineati i dati falsi in esso contenuti. Ma cosa c’è dietro all’intera vicenda legata al video della BBC? Adriana Masotti lo ha chiesto a don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione “Meter”, che da anni si occupa di lotta alla pedofilia:
R. - Io credo che dobbiamo ribadire con molta serenità che la Chiesa non ha assolutamente paura di esporsi nella verità e di dire la verità. Qualunque servizio giornalistico d’inchiesta dev’essere sempre imparziale e deve avere anche la capacità di saper raccontare comunque la verità. Nessuno ha non ammesso il fatto che esistano sacerdoti pedofili, ma non dimentichiamo che esistono anche magistrati pedofili, psicologi pedofili, avvocati pedofili, maestri pedofili, genitori pedofili... Non è la categoria che fa il pedofilo, è il soggetto che ha delle responsabilità personali. E non credo che se un magistrato pedofilo viene inquisito, viene condannato, è tutta la magistratura accusata per il caso. Quello che è fondamentale è dire che la Chiesa si è posta sempre dalla parte dei bambini: a fronte di pochissimi o migliaia – anche – di sacerdoti accusati, processati e condannati perché hanno compiuto fatti gravi personali, ci sono comunque centinaia di migliaia di altri sacerdoti che, nei campi di frontiera, nei luoghi dove c’è l’infanzia abbandonata, sono lì a prodigarsi affinché nessun bambino venga violato, affinché un bambino sempre venga aiutato. In effetti, c’è quasi una strategia culturale, ed è questo ciò che dispiace, ciò che non aiuta nessuno ...
D. - Come lei diceva all’inizio, non si ha paura dell’informazione, ma l’informazione dev’essere corretta, onesta e imparziale. Don Fortunato Di Noto, lei ha potuto vedere il video della BBC: vuol dirci qualcosa?
R. - Nella sostanza, emerge chiaramente un problema di abuso e questo nessuno può negarlo. Ovviamente, ci doveva essere un maggiore equilibrio nell’informazione. Mi sono accorto che, tra le righe, c’è più un sentimento anticattolico e non soltanto per la questione dei preti pedofili, ma quasi una strategia culturale per fare emergere che, in fondo, il problema della pedofilia che esiste tra il clero è un problema che riguarda anche il celibato. Ma noi sappiamo benissimo che gli abusi sessuali avvengono anche nell’ambito familiare e quindi la pedofilia non ha nulla a che vedere con il celibato.
D. - Nel Vangelo, Gesù è molto duro con chi “scandalizza i piccoli”: la Chiesa che cosa prevede nei casi di pedofilia compiuti da sacerdoti o religiosi?
R. - Già il Concilio di Elvira, nel IV secolo, si pronunciava in maniera durissima contro chi si macchiava di questi reati e li espelleva direttamente dalla comunità ecclesiale. I sacerdoti sono cittadini di uno Stato, il che significa che si attengono automaticamente ad un procedimento penale: in questo caso e di conseguenza - per prudenza e per una questione anche di presunzione di innocenza, che è applicata a tutti i cittadini - vengono messi a riposo. In alcuni casi gravi, nell’immediatezza vengono anche sospesi a divinis, e la Chiesa ha sempre comunque collaborato con le forze dell’ordine, anche - io parlo dell’Italia - nella nostra penisola. Questo perché la Chiesa non vuole tollerare affatto questi reati così gravi, che sono reati contro la dignità dell’uomo ma, dall’altra parte, anche gravissimi reati contro Dio.
D. - Nel video della BBC, si parla di un documento del 1962 che insiste sul silenzio da tenere in questi casi: un documento abrogato nel 1983 dal Codice di Diritto Canonico. Dobbiamo anche ricordare il Motu proprio di Giovanni Paolo II, con la sua ferma condanna di questi crimini. Allora, è una falsità dire che nella Chiesa c’è ancora prudenza, voglia di tenere nascoste queste cose?
R. - Assolutamente! Teniamo conto che nel 1962 non esisteva ancora nemmeno la Carta dei Diritti del Fanciullo, che è del 1989. Nel 1962, i reati contro la violenza alle donne erano ritenuti un reato contro la morale e non contro la persona: è del 1996 la legge italiana che stabilisce questi reati. In altre parole: dobbiamo sempre tener conto che in ogni cosa c’è sempre un’evoluzione, un appropriarsi di diritti che vengono riconosciuti gradualmente, man mano. Quel documento veniva anche emanato su situazioni che già si ritenevano irregolari, non era stato emanato per coprire nessuno ma per dare le prime linee, probabilmente anche un po’ traballanti per alcuni versi. Ma poi, nel 1983, è stato completamente abrogato e questo dimostra una attenzione maggiore. In tantissime Conferenze episcopali - penso a quella della Francia, dell’Austria, della Svizzera, ma anche a quella italiana - la Chiesa, per giunta, ha creato delle équipes specializzate per aiutare le vittime a superare il trauma, ad essere accompagnate spesso anche dal punto di vista giudiziario... Con onestà intellettuale, bisogna dirle queste cose!
D. - Che cosa si fa per prevenire? C’è una maggiore attenzione anche nella formazione, ad esempio nei seminari?
R. - Guardi, tantissime parrocchie in questi ultimi anni si stanno adoperando a creare dei percorsi formativi per catechisti, anche dei corsi di aggiornamento per sacerdoti. Tante volte, io stesso sono stato invitato ad approfondire alcune tematiche riguardo all’abuso sessuale proprio nei seminari maggiori, moltissimi vescovi ci chiedono di collaborare, e non a caso gli “sportelli Meter” sono nati soprattutto in Sicilia, proprio per volontà di vescovi siciliani. Ciò significa che è venuto a crearsi un moto, si sta sempre più creando, tante cose si stanno muovendo
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
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#12 Dom 27 Mag, 2007 14:08 |
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
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#13 Mar 29 Mag, 2007 19:25 |
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
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La Catholic Anti-Defamation League non intende in alcun modo nascondere la verità su fatti accertati e condanna senza esitazione i reati di pedofilia ...
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Preti pedofili e Tv, continuano le polemiche - di Roberto Laghi
Venerdì, 25 maggio 2007
La prima riflessione su questa vicenda potrebbe essere legata alla complessità del sistema mediatico in cui ci troviamo. Le interazioni tra i vari mezzi di comunicazione stanno cominciando a farsi più significative e, nonostante non si tratti di una questione di numeri – il popolo della rete è sempre nettamente inferiore a quello della tv, e in Italia la situazione è peggiore che nel resto d'Europa – si può parlare di un aumento del livello di incidenza che certe istanze che nascono in rete riescono ad avere sugli altri mass media.
In questa sede non c'entra, che so, tutto il gran parlare che si fa su Second Life in questi tempi: è una questione di moda, più che altro, passerà.
Ma senza il lavoro fatto dallo staff del sito bispensiero.it che ha tradotto e sottotitolato l'inchiesta della Bbc promuovendola in rete, probabilmente il livello del dibattito su tv e giornali non sarebbe arrivato dove è ora. Questo è un dato di fatto da cui non si può prescindere.
Sul fronte giornalistico, Mentana dichiara che se l'inchiesta non la compra la Rai, la trasmetterà lui a Matrix e lo stesso fa Nessuno Tv, e sul blog del direttore Mario Adinolfi si può già vedere il video, inserito in un post in cui si dubitava (è del 20 maggio) del fatto che Cappon avrebbe dato il nulla osta all'acquisto.
E mentre la puntata di questa sera di Annozero ha parlato delle (nuove) tendenze razziste dell'italiano medio, rimandando la trasmissione di “Sex crimes and the Vatican” per approfondimenti, la politica continua a prendere posizione.
Fassino richiede prudenza, in quanto la materia è molto delicata e Landolfi (An) della vigilanza Rai – che era stato uno dei primi a chiedere che il documentario non venisse trasmesso - si associa alla posizione del leader Ds.
Chi invece ancora si schiera contro la messa in onda è Ennio Morrone, Udeur, segretario di presidenza della Camera, che dichiara: “Ferma restando la libertà dell'informazione, uno dei capisaldi della democrazia, ritengo che la decisione della Rai di acquistare il video sui preti pedofili sia decisamente inopportuna.”
Definendosi contrario a ogni spettacolarizzazione della giustizia, continua Morrone, “non posso che essere perplesso di fronte alla possibile messa in onda di un documentario che muove delle gravissime accuse che, a quanto sembra, sarebbero, almeno in parte, non provate. Non vorrei che questi continui attacchi alle gerarchie vaticane e il tentativo di diffondere un sentimento anticlericale, siano, tra l' altro, la risposta al successo del Family day. Sarebbe gravissimo”.
Polemiche e interventi che Paolo Serventi Longhi (FNSI), definisce – a ragione – pretestuose: “Il punto centrale è' l'autonomia del giornalista e il diritto ad assumersi pienamente le sue responsabilità. Santoro conosce perfettamente la delicatezza dell'argomento e non è certo uno sprovveduto. Ha la possibilità di fare una puntata del suo programma sul tema della pedofilia in relazione a una parte della Chiesa in modo corretto, ascoltando tutte le opinioni e senza tesi precostituite. Continuo a rifiutare, da qualsiasi parte provenga, il tentativo di operare censure o interferenze riguardo all'indipendenza del giornalista. Mi sembra che il direttore generale Claudio Cappon debba consentirgli di lavorare. Poi ognuno giudicherà il prodotto”.
Che è quello che dovrebbe succedere in una società normale con un sistema radiotelevisivo e dell'informazione normale. Appunto.
da Off - quotidiano di spettacolo
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(24/05/2007) - Le notizie di questi ultimi anni sui numerosi casi di pedofilia emersi all'interno della Chiesa cattolica dimostrano che le pene previste ...
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#14 Mar 29 Mag, 2007 19:33 |
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 Re: video-Crimen Sollicitations-Sottotitolata in italiano
Trasmissione di Mercoledì, 30 Maggio 2007
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#15 Ven 01 Giu, 2007 06:31 |
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