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Mercoledì 18 Marzo : 2009 Luisa Roda, Giornale di Brescia
Vivere da «vicini di casa» di un parcheggio dei bus
Un autobus rientra al deposito di Brescia Mobilità:
sotto accusa il flusso continuo in certe fasce orarie
«Vorrei rilevare la fastidiosa situazione che, ormai da tempo, si è venuta a creare all’incrocio tra via S. Donino e via Psaro. Più precisamente in prossimità del deposito autobus di Brescia Mobilità - ci scrive -. Ogni giorno infatti, tutti gli autobus che effettuano servizio in città, e non solo, entrano ed escono dal cancello posto presso il suddetto incrocio. Niente di male, se si pensa agli ingressi ed uscite scaglionate nell’arco della giornata. Il problema, però, si presenta alla mattina tra le 6 e le 7, nonché la sera dopo le 20, quando il flusso, in uscita prima ed in entrata poi, risulta particolarmente intenso, rumoroso e costante, per circa un ora».
Problemi di risveglio mattutino dunque, ma anche di tranquillità serale. «Secondo me il disagio sarebbe facilmente risolvibile - continua il lettore - se, nelle suddette fasce orarie, gli addetti utilizzassero il cancello ubicato su via Oberdan. In quegli orari la via appare tranquillamente sgombra e percorribile, senza particolari rischi in entrata ed uscita». Ed ecco la precisa richiesta del lettore: «Perché non viene utilizzato quel cancello su via Oberdan, permettendo così ai residenti una pacifica convivenza con il trasporto pubblico?».
Abbiamo girato la segnalazione a Brescia Mobilità. Che ci ha risposto con una nota molto dettagliata.
«Usare via Oberdan? Impraticabile»
«Da anni Brescia Trasporti sta ponendo molta attenzione a ridurre il disagio che può essere arrecato dalla presenza del deposito degli autobus ai residenti limitrofi e, per questa ragione, nel tempo, sono stati effettuati importanti investimenti - ad esempio gli impianti di rifornimento e lavaggio interni al deposito sono stati dislocati in modo tale da limitare i conseguenti transiti notturni interni nella zona sud, necessari a predisporre i mezzi al servizio del giorno successivo. Anche il passo carraio di via Oberdan è stato realizzato per limitare il disagio dei residenti, ma può essere impiegato solo in occasione delle prime uscite del mattino - dalle 4.20 alle 6.00 -, in quanto per tutto il restante arco temporale il suo utilizzo è incompatibile con il carico di traffico presente su tale via.
«Il rientro dei bus da via Oberdan non è invece praticabile, in quanto la manovra è inconciliabile con le dimensioni fisiche degli spazi utili - il bus dovrebbe invadere la corsia di sinistra di via Oberdan per imboccare il cancello -. Inoltre, questa ipotesi, nel caso fosse percorribile, garantirebbe il rientro dei soli bus provenienti da Sud e da Ovest. Ulteriori problemi verrebbero poi indotti sui flussi interni di circolazione che necessitano di ordine per la fase notturna di rifornimento, lavaggio e rimessaggio degli stessi per il giorno successivo.
«Pure la sistemazione degli stalli di parcheggio interni è stata studiata per contenere al massimo i disagi procurati ai residenti: in particolare, i veicoli a modesta movimentazione vengono posizionati lungo il confine di via S. Donino, limitandone altresì il numero e privilegiando come zone di parcheggio quelle prospicienti via Oberdan. A tale scopo, nell’estate del 2008, è stata ampliata l’area di parcheggio lungo la via, attrezzando una porzione d’area adiacente al campo sportivo. «Segnaliamo, inoltre, che da tempo la politica aziendale è quella di acquisire autobus a metano - attualmente più del 50% della flotta - meno inquinanti e meno rumorosi. Il deposito è periodicamente valutato per il rispetto delle norme sulle emissioni verso l’esterno.
Anche da questo punto di vista i valori rilevati sono contenuti nella norma.
Dal 2002 Brescia Trasporti ha ottenuto e mantenuto sino ad oggi, la certificazione ISO 14001 relativa al sistema di gestione ambientale della propria attività, ma la lettera del gentile lettore rappresenta rinnovato motivo di verifica e ricerca di possibili soluzioni per ulteriormente limitare le problematiche sollevate».














































