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Lettere e Comunicati :: Xenofobia e maleducazione sull'autobus
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Xenofobia e maleducazione sull'autobus
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Martedì, 20 Gennaio : 2009 Bruna Zanelli, Brescia

Xenofobia e maleducazione sull'autobus

Questa lettera per esprimere lo sconcerto e l'allarme che provo, come cittadina di Brescia, per il clima greve di intolleranza e di xenofobia che ogni giorno di più inquina l'aria che si respira in questa città.

Il fatto più recente a cui mi è toccato in sorte di assistere si è verificato in Via S. Faustino, il giorno 14 gennaio, su un autobus della linea 11, ma episodi di ostilità, di aggressività, quando non di aperta discriminazione verso cittadini stranieri da parte del personale dipendente dall'Azienda Brescia Trasporti non sono purtroppo infrequenti sugli autobus cittadini.

Mercoledì pomeriggio, verso le ore 14.30, mi trovavo a bordo del mezzo pubblico diretto verso il centro città quando un giovane cittadino di colore, seduto e assorto nell'ascolto della sua musica, è stato minacciosamente apostrofato da un signore (in seguito rivelatosi dipendente dell'Azienda bresciana, ma non in divisa e fuori servizio), che gli ha imposto di spegnere il walkman perché creava disturbo.

Come a tutti è ben noto, con tale strumento di ascolto il suono è udibile solo attraverso gli auricolari, che il ragazzo portava regolarmente infilati nelle orecchie, come peraltro altri due giovani accanto a lui, di pelle bianca, a cui non è stato rivolto alcun rimprovero.

Non potendo ignorare la manifesta pretestuosità di tale comportamento, sono intervenuta per chiedere spiegazioni su quale regolamento stesse infrangendo il giovane così vigorosamente redarguito, e perché altri potessero continuare a fare quanto a lui veniva vietato.

Ma quel signore, dotato di un orecchio tanto fino da sentire il rumore di un walkman a oltre quattro metri di distanza, pareva non udire la mia voce, benché mi trovassi accanto a lui. Quando poi, per la mia insistenza, si è degnato di considerarmi, mi ha sprezzantemente risposto che "non erano affari miei".

Alla mia replica, con cui gli facevo notare quanto ciò che accade in un luogo pubblico sia affare di tutti i cittadini, non trovava altri argomenti che controbattere con commenti del tutto fuori luogo e assai poco "signorili" sul mio aspetto fisico (ho 60 anni e non sono certo nel fiore della giovinezza...).

Ulteriormente irritata, gli ho contestato il comportamento da maleducato, oltre che da razzista, e quando gli ho chiesto il nome, dichiarando che avrei segnalato l'episodio a chi di dovere, irridendo alla mia richiesta mi ha ripetutamente urlato nelle orecchie "Gaspare e Zuzzurro", insistendo perché "registrassi bene questi nomi nella mia mente tanto intelligente", e sghignazzando con l'autista del bus che pareva molto divertito a questa indegna scenata.

E poiché rispondevo per le rime, e anche il volume della mia voce inevitabilmente si alzava mentre la mia protesta si faceva via via più decisa, quel "signore" mi ha intimato di stare zitta altrimenti mi avrebbe "buttata giù" dal mezzo, minaccia accompagnata da altre volgarità che ometto di riferire.

Ho già scritto all'Ufficio reclami di Brescia Trasporti per chiedere vigilanza e impegno nell'azione di contrasto a tali inaccettabili comportamenti, in nome del rispetto dovuto alla dignità delle persone, a partire dai più deboli; ora mi rivolgo ai miei concittadini, attraverso lo spazio che spero Lei sarà così gentile da concedermi, invitandoli ad alzare la testa e a reagire di fronte agli abusi e alle vessazioni che, anche se non ci colpiscono personalmente, inevitabilmente contribuiscono a degradare il livello di civiltà in cui tutti viviamo.

Sull'autobus in cui è accaduto quanto ho raccontato nessuna altra voce, oltre alla mia, si è alzata, nessun altro passeggero ha saputo o voluto esprimere il proprio disaccordo: intorno a me ho visto solo visi indifferenti e sguardi sfuggenti che hanno ulteriormente appesantito la mia pena.

Bruna Zanelli

Brescia

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Martedì, 20 Gennaio : 2009

Gradirei che chi si ritenesse NON RAZZISTA intervenisse sull'argomento esprimendo il proprio pensiero.
Ma ... sono certo che NESSUNO prenderà ... la tastiera per digitare un msg sull'argomento.

La cosa non dovrebbe cadere nel nulla e dovrebbe essere fatta presente sia all'azienda di autobus urbani, sia ai mass media della carta stampata e mediatici.

Lasciar correre significa incrementare simili comportamenti ignobili.

Da parte mia manderò questo msg al quotidiano "La Repubblica" con cui ho un contenzioso (nelle vesti di cittadino di Rosarno) essendo venuto un loro corrispondente a fare un (dis)servizio a Rosarno su gli extracomuitari etichettando tutta la popolazione di Rosarno come un popolo di schiavisti e sfruttatori delle disgrazie di questa pover gente ed additandoci al pubblico disprezzo.

Mi riservo, visto che la cosa intendo portarla avanti oltre che nella mia testata (cosa iniziata nello scorso numero di gennaio) anche qui, di immettere in Vivi Centro, in un nuovo argomento, l'articolo di Repubblica e la mia risposta, inviata al collega Vice Direttore di Repubblica, che ha inteso fare orecchio da mercante ed ignorami completamente.

Questo è stampa libera !!!! ti considero solamente se intendi salire sul carro delle mie tesi, altrimenti ... non esisti

fromor

 





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Mercoledì, 21 Gennaio : 2009

Io non conosco la signora Bruna Zanelli e sento che racconta la verità, perché l’ho vissuta in altre circostanze.

Con Lei, Signora Bruna mi indigno.

Questa non è più la Brescia che conosco.

Grazie Signor Sindaco Adriano Paroli.

Già Le avevo scritto per il mango, …niente.

Le avevo scritto per i suonatori di strada caricati sulle macchine della polizia municipale e spariti….

niente.

Per la biblio-lutoteca… niente.

Da Lei Signor Paroli sempre niente, eppure qualsiasi sindaco, non dico il Prof. Paolo Corsini, sindaco uscente, ma anche altri, chicchessia  si sarebbe attivato per epurare questi fatti.

Lei sempre niente. Già.

Signor Paroli, Lei è una fonte di depressione e di buio per la cittadinanza.

Che comunità rappresenta?

Solo quella dei SUV, delle macchine e delle luminarie?

Talvolta mi chiedo se Lei è cosciente di essere il Sindaco e di rappresentare tutta la comunità?

Invece di rivolgermi a Lei Signor Sindaco mi rivolgerò sempre al Signor Mons. Vescovo Luciano Monari, benché io mi ritenga laico e al Signor On. Corsini.

Ebbene, Signor Monari tre questioni mi preoccupano in questa città:

-         i fatti che ho denunciato, questa lettera e i fatti di Desenzano: possibile che la “politica”non si interroghi? Non interroghi sinceramente la comunità?

-         Leggo che si vuole redimere uomini con tendenze gay; ricordo che Socrate, Giulio Cesare, Leonardo, e anche Leopardi e Michelangelo avevano queste tendenze; quanti papi sono stati eletti sotto l’influsso, anche, del giudizio universale, opera universalmente riconosciuta. Questa civiltà, occidentale, si è sviluppata anche e soprattutto con la loro mente e sensibilità.              Invito l’on. Signor Corsini con la sua costituente associazione culturale “ umanesimo etico” di avviare un corso affinchè tutti possano diventare gay e colorare questa città.

-         Infine la pensilina: il buco derivato dal fascismo a fatica si riempie. Bene la destinazione agli studenti, benissimo.

-         Ma come si è letto rappresenta una lampadina troppo incandescente.  Stonerebbe troppo anche esteticamente nel contesto. Mi sa troppo dei fuochi d’artificio delle due torri. A parer mio, il lato nord e ovest dovrebbero essere in parte in muratura  ( o finta ) per riconciliarsi con l’esterno, e un po’ meno gli altri lati. Ho detto in parte, e non fraintendetemi.

A lei, sig. Fromor, non posso che esprimere, ancora una volta e come con la signora Bruna, la mia indignazione augurandole di riuscire a portare avanti il suo confronto ed i chiarimenti che intende acclarare nonché ringraziarla per la sua testimonianza che, temo anch'io, resterà isolata come isolata è rimasta la signora Bruna non solo nell'esprimere la sua giusta indignazione sul pullman ma, addirittura, nell'essere stata anche verbalmente aggredita ed offesa da un toglodita sì.... ma fieramente padano e bresciano.
 
Cordialmente

Pasini roberto

 



 
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Mercoledì, 21 Gennaio : 2009

Si, francamente avevo dato una diversa chiave di lettura al suo msg, signor Pasini, e trovo giusto e saggio (come sempre, direi!) la decisione del "nostro" Stan di togliere la mia risposta (un pochino piccata   ).

Il fatto è, caro sig. Pasini che sono tremendamente ferito dalle ricorrenti bugie che i colleghi sia della carta stampata che dell'etere diffondono per diffamare alcune popolazioni e per colpire alcuni che sono in Italia ma hanno il gravissimo neo di essere di etnia (o colore di pelle ) diversi.

Ricordo un interessantissimo reportage non so di quale TV che riportava il parere di ragazzi che erano discriminati SOLO perchè di colore diverso da noi PUR ESSENDO ITALIANI PER NASCITA E PER CRESCITA, ma erano stati magari adottati o figli di italiani/ne sposatesi con stranieri.

Purtroppo, ed è cosa innegabile, noi gente del sud siamo in una posizione di discriminazione paurosa ad opera di gente che semina odio senza ponderare che da quel piccolo seme che lui sparge in maniera molto incosciente  potrebbero derivarne conseguenze molto gravi.

La mia testata si chiama "Voci dal Sud" ed ho più volte chiarito che per Sud non intendo un sud geografico ma un sud di status, un sud sociale  per cui sono a fianco di tutti coloro che non hanno voce e, se l'avessero, sarebbero voci all'ultrasuoni per cui nessuno le ascolterebbe.

Confesso, e me ne scuso, di aver letto attraverso la lente deformanre della mia rabbia (ahimè purtroppo giornalmente alimentata da episodi negativi) e di non aver saputo cogliere il vero senso delle sue frasi.

Ricorda l'omicidio di Novi Ligure? tutti giuravano di aver udito individui sospetti che si aggiravano in paese che dialogavano in albanese (all'epoca nel negativo l'albanese era leader) ... per poi scoprire che ad uccidere la donna ed il bambino con una gragnuola feroce di coltellate erano stati la figlia ed il fidanzatino di quest'ultima.

Se lei crede, stringiamoci la mano e ... prendiamo un caffè assieme in questo "bar virtuale" che è vivicentro

Franz Rodi-Morabito

 





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Nessun problema, Stan mi ha spiegato tutto. Per il resto, auguro che questo "momento" di annebbiamento morale e culturale abbia a finire al più presto nell'interesse e per il bene di tutti. Già troppo danno si è arrecato diffondendo questa cultura dell'indifferenza, quando non è vero e proprio "odio" del diverso (comunque inteso), ed ormai si può dire che è già andata persa una intera generazione di nostri giovani che è cresciuta imbevendosi di tali mostruosità. Speriamo che, crescendo ancora, sappiano ravvedersi e discernere da soli.

Per il caffé .... voilentieri, anche se preferirei una birra  

Con amicizia,

Roberto

 



 
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