Leggo sul Giornale di Brescia di sabato 17 febbraio il soddisfacente bilancio della festa dei Santi Patroni: 20.000 presenze e 20 tonnellate di rifiuti.
Entrambe confermano che il centro di Brescia si configura come un centro commerciale (dove avevano parcheggiato tante persone per recarsi a piedi in centro?) ed un centro spazzatura come piace pensarlo a taluni leghisti e commercianti, aperto a tutti quanti (compresi gli avventori dell’interland di cui si teme tanto la latitanza) si adoperano per “ insozzare il suolo pubblico”. Proprio così perché vorrei sapere quanti di questi preziosi avventori sono stati multati per “insozzamento di suolo pubblico”. La sottoscritta lo fu alcuni anni orsono per aver lasciato cadere davanti ad un vigile il bollettino di una multa appena rilevata per divieto di sosta. Oggi non solo è possibile insozzare impunemente il suolo pubblico, ma la possibilità di contrarre una multa per divieto di sosta è ormai alquanto remota.
D’altro canto permane, in molta parte dei bresciani, la convinzione che il “centro monumentale” debba essere solo patrimonio delle città civili. I centri storici puliti e vivibili li andiamo a visitare altrove, come stanno facendo anche gli altri 350.000 visitatori attesi alla Mostra che quest’anno non hanno voglia di raggiungere Brescia “perché Brescia si sta vistosamente deteriorando” mi ha rivelato un gruppo di quelli che sono tornati. A fronte, però, del luridume imperante (v. i portici di Piazza Vittoria di questa e di innumerevoli altre mattine), degli stabili malconservati (le politiche edilizie della città sono probabilmente orientate diversamente!), dei vicoletti maleodoranti, dei negozianti esosi e poco accoglienti, delle commesse scortesi, degli sputi che ti fanno l’occhiolino, della costanza dei superi del PM10 (al Broletto siamo a 33 giorni sui 130 massimo l’anno tollerati dall’U.E., ed è solo il 17 febbraio!), politici e associazioni di commercianti si adoperano per mantenere tale stato di degrado. E’ di questi giorni, infatti, il tentativo di carpire con torbidi slogans firme per una città per tutti, aperta alle automobili ed al parcheggio selvaggio. Ma quando si deciderà la municipalità ad una informazione trasparente, alla coerenza decisionale, ad abbandonare lo stile ondivago preelettorale, a non dividere tutti aprendo tavoli e salotti collaterali anziché promuovere una grande conferenza cittadina per una costruttiva (e conclusiva!) discussione sulle numerose problematiche che affliggono la vivibilità del nostro centro storico?. ZTL si, ma senza multe; fasce orarie serali di passaggio nel cuore della città per parcheggiare, nonostante i residenti girino per intere mezzore alla ricerca di un posto legittimo e preventivamente pagato; PM10 no, ma le 400 auto l’ora che entrano dalla galleria Tito Speri nei giorni feriali (a fronte delle 150 del sabato) non vanno fermate; permessi ai SUV per portare i pargoli a scuola, ma i permessi per i care giver per portare soccorso agli anziani ed ai disabili a quanti sono stati rilasciati?
Il tutto è davvero sconcertante e ci offre la pietosa misura di chi è delegato alla tutela della nostra salute, della nostra sicurezza ed alla gestione del nostro patrimonio. Mi auguro che il prossimo sindaco sia donna, perché le differenze di genere sono un’opportunità da sfruttare ed è a tutti noto che le città più vivibili e meglio amministrate sono quelle a guida femminile. E’ necessario coniugare la volitività alla trasparenza, l’azione alla concretezza, ma nella convinzione di operare per il bene dei cittadini.
Entrambe confermano che il centro di Brescia si configura come un centro commerciale (dove avevano parcheggiato tante persone per recarsi a piedi in centro?) ed un centro spazzatura come piace pensarlo a taluni leghisti e commercianti, aperto a tutti quanti (compresi gli avventori dell’interland di cui si teme tanto la latitanza) si adoperano per “ insozzare il suolo pubblico”. Proprio così perché vorrei sapere quanti di questi preziosi avventori sono stati multati per “insozzamento di suolo pubblico”. La sottoscritta lo fu alcuni anni orsono per aver lasciato cadere davanti ad un vigile il bollettino di una multa appena rilevata per divieto di sosta. Oggi non solo è possibile insozzare impunemente il suolo pubblico, ma la possibilità di contrarre una multa per divieto di sosta è ormai alquanto remota.
D’altro canto permane, in molta parte dei bresciani, la convinzione che il “centro monumentale” debba essere solo patrimonio delle città civili. I centri storici puliti e vivibili li andiamo a visitare altrove, come stanno facendo anche gli altri 350.000 visitatori attesi alla Mostra che quest’anno non hanno voglia di raggiungere Brescia “perché Brescia si sta vistosamente deteriorando” mi ha rivelato un gruppo di quelli che sono tornati. A fronte, però, del luridume imperante (v. i portici di Piazza Vittoria di questa e di innumerevoli altre mattine), degli stabili malconservati (le politiche edilizie della città sono probabilmente orientate diversamente!), dei vicoletti maleodoranti, dei negozianti esosi e poco accoglienti, delle commesse scortesi, degli sputi che ti fanno l’occhiolino, della costanza dei superi del PM10 (al Broletto siamo a 33 giorni sui 130 massimo l’anno tollerati dall’U.E., ed è solo il 17 febbraio!), politici e associazioni di commercianti si adoperano per mantenere tale stato di degrado. E’ di questi giorni, infatti, il tentativo di carpire con torbidi slogans firme per una città per tutti, aperta alle automobili ed al parcheggio selvaggio. Ma quando si deciderà la municipalità ad una informazione trasparente, alla coerenza decisionale, ad abbandonare lo stile ondivago preelettorale, a non dividere tutti aprendo tavoli e salotti collaterali anziché promuovere una grande conferenza cittadina per una costruttiva (e conclusiva!) discussione sulle numerose problematiche che affliggono la vivibilità del nostro centro storico?. ZTL si, ma senza multe; fasce orarie serali di passaggio nel cuore della città per parcheggiare, nonostante i residenti girino per intere mezzore alla ricerca di un posto legittimo e preventivamente pagato; PM10 no, ma le 400 auto l’ora che entrano dalla galleria Tito Speri nei giorni feriali (a fronte delle 150 del sabato) non vanno fermate; permessi ai SUV per portare i pargoli a scuola, ma i permessi per i care giver per portare soccorso agli anziani ed ai disabili a quanti sono stati rilasciati?
Il tutto è davvero sconcertante e ci offre la pietosa misura di chi è delegato alla tutela della nostra salute, della nostra sicurezza ed alla gestione del nostro patrimonio. Mi auguro che il prossimo sindaco sia donna, perché le differenze di genere sono un’opportunità da sfruttare ed è a tutti noto che le città più vivibili e meglio amministrate sono quelle a guida femminile. E’ necessario coniugare la volitività alla trasparenza, l’azione alla concretezza, ma nella convinzione di operare per il bene dei cittadini.
KIM

















































