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Aria, il 25 si ferma tutto il Nord
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Messaggio Aria, il 25 si ferma tutto il Nord 
 
Mimmo Varone, Brescia Oggi ha scritto: 
domenica 04 febbraio 2007

I Comuni fuori dalle aree critiche riceveranno fondi se aderiranno al blocco delle automobili

Aria, il 25 si ferma tutto il Nord


Formigoni: «In settimana la firma fra le Regioni per regole condivise»

Domenica 25 si ferma tutto il «catino» padano. Ormai il super-blocco è quasi ufficiale. E c’è da sperare che serva a qualcosa, perché nel centro di Brescia le polveri hanno già segnato il record dell’anno. Le Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano si sono impegnate a siglare un «accordo per lo smog», che prevede tra l’altro una giornata di blocco comune della circolazione. Ad annunciarlo è lo stesso «governatore» lombardo Roberto Formigoni, che prevede di firmare l’accordo a Roma, mercoledì o al massimo giovedì della settimana che si apre, insieme ai presidenti delle altre Regioni. Ieri Formigoni si è detto confortato dai tecnici che parlano di blocchi efficaci solo se fatti in vaste aree.

E il 25 si agguanta per la prima volta un obiettivo sicuramente ambizioso, che fa crescere l’attesa per i suoi effetti. I bresciani (e non solo loro) hanno sperimentato da un pezzo che i blocchi domenicali nelle aree critiche servono davvero a poco. Il fermo di domenica scorsa, con Pm10 già abbassate dal maltempo, non è riuscito a concedere neanche la tregua di un giorno. Lunedì 29 le polveri erano già in rialzo, e martedì 30 sono svettate a livelli di tre volte oltre la soglia di 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc).

Ora, con la nebbia e l’alta pressione, si tengono su quei valori e non accennano a diminuire. La media delle 24 ore di venerdì registrata dalle centraline Arpa porta il Broletto al record 2007 con 157 ug/mc. Mai dal primo gennaio le polveri erano salite così in alto.

Al Villaggio Sereno sono rimaste sostanzialmente stazionarie con 106 ug/mc rispetto ai 104 del giorno prima. Sono salite di un bel po’ a Rezzato, invece, che si piazza a quota 137 rispetto ai 112 ug/mc di giovedì. E un’impennata si registra pure a Sarezzo, dove le Pm10 passano in un giorno da 88 a 128. Solo Odolo, fuori dall’area critica, fa registrare un leggero calo da 86 a 78 ug/mc.

I numeri parlano un linguaggio chiaro, e ora si spera nelle virtù taumaturgiche del super-blocco. Almeno per modo di dire. L’intero bacino padano si fermerà solo in teoria, perché la Regione Lombardia lascerà ai comuni (compresi i capoluogo) fuori delle aree critiche la possibilità di aderire o meno al blocco padano. E per favorire la partecipazione usa la leva dei soldi, con fondi a comuni e province che aderiranno.

In ogni caso, il presidente lombardo sottolinea che nell’accordo non ci sono solo blocchi domenicali comuni, bensì una serie di altre misure che verranno rese note una volta messe nero su bianco. E proprio l’uniformità dei provvedimenti su larga scala territoriale potrebbe riservare qualche sorpresa, nella lotta alle polveri fini e all’inquinamento. Non è da sottovalutare, ad esempio, che venerdì ha rialzato la cresta pure il biossido di azoto (No2), salito in via Turati a 204 ug/mc, appena sopra i 200 della soglia di attenzione.

«Mi rendo conto che la nostra lotta è ancora dura e la faremo - dice Formigoni -, mi sembra giusto riconoscere che in questi anni abbiamo ottenuto risultati migliori delle regioni circonvicine, tanto è vero che firmano un accordo con noi». Sarà così, tuttavia il comune di Milano ha deciso di usare altre armi per la guerra allo smog.

Il «disubbidiente» Palazzo Marino ha lanciato una battaglia centrata su quattro punti come il potenziamento del trasporto pubblico, lo sviluppo della mobilità sostenibile, la riduzione dei veicoli privati circolanti e delle quantità di inquinanti alla fonte (caldaie), l’incremento delle aree verdi.

Per ora il «governatore» non fa commenti. «Non mi pronuncio su una sperimentazione che è cominciata da tre giorni - dice -. Lasciamo che Milano faccia la sua sperimentazione».

  





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