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Martedì, 5 Agosto : 2008 DAL MIO BLOG
DA L'UNITA'.IT
DA ANSA.IT
BEH CHE DIRE CIRCA LE AFFERMAZIONI DI IGNAZIO LA RUSSA ... IO NON FACCIO PARTE DEL '68 PERCHE' NATO NEL 1971, MA PER QUANTO NE SO IL '68 E' STATO UN BEL PERIODO PER L'ITALIA E GLI ITALIANI!!! E' STATO IL PERIODO IN CUI LE COSCIENZE DI TUTTI SI SONO SVEGLIATE E STUDENTI, OPERAI, IMPIEGATI E GRUPPI ETNICI MINORITATI SI SONO RIVERSATI PER LE STRADE E LE PIAZZE DI TUTTI I PAESI DEL MONDO, ITALIA COMPRESA!!! MANIFESTAVANO IL LORO DISSENSO CONTRO UNA SOCIETA' CHE NON PERMETTEVA DI VIVERE DEGNAMENTE!!! INFATTI IN ITALIA LA CONTESTAZIONE FU IL RISULTATO DI UN MALESSERE SOCIALE PROFONDO, ACCUMULATO NEGLI ANNI '60, DOVUTO AL FATTO CHE LO SVILUPPO ECONOMICO E DELLA BORGHESIA, NON ERA STATO ACCOMPAGNATO DA UN ADEGUATO AUMENTO DEL LIVELLO SOCIALE ED ECONOMICO DELLE CLASSI PIU' BASSE!!! PRATICAMENTE CIO' CHE STA ACCADENDO DI NUOVO IN TUTTO IL MONDO E IN PARTICOLARE IN ITALIA!!! E ALLORA VIVA IL '68 E SPERIAMO CHE PRESTO LE COSCIENZE DI TUTTI NOI SI RISVEGLINO E COMINCINO A FAR VACILLARE IL POTERE DI QUESTI POLITICI DEL CAZZO CHE CI VOGLIONO SEMPRE SOTTO IL LORO GIOGO!!! ... E POI STO FATTO DELL'ESERCITO NELLE CITTA' MI PARE L'ENNESIMA GETTATA DI FUMO NEGLI OCCHI!!! COSTERA' CIRCA 62.000.000 DI EURO IN DUE ANNI!!! SOLDI CHE POTEVANO ESSERE DI SICURO DATI ALLE FORZE DELL'ORDINE PER RECLUTARE ALTRO PERSONALE E PER ACQUISTARE MEZZI NUOVI E BENZINA PER IL PATTUGLIAMENTO!!! SGRUNT!!! Controlleranno sotto le panchine e nei cassonetti. Spunteranno dietro l’angolo, saranno acquattati tra le siepi dei giardinetti. Sono i tremila soldati che per sei mesi faranno la guerra all’insicurezza nelle città italiane, con i carri armati contro stranieri, ladri e topi d’appartamento. In metropolitana, col kalashnikov contro i borseggiatori incalliti. È il cosiddetto “piano sicurezza” del governo Berlusconi.
Partito ufficialmente, prevede l'impiego dei militari nelle città, a vigilanza di siti fissi e nel pattugliamento - congiunto con le forze di polizia - delle aree più a rischio. A regime i militari schierati saranno tremila: 1.000 per la vigilanza di obiettivi sensibili (che sono 51 a Roma, 20 a Milano e 1 a Napoli); 1.000 per il controllo dei Centri per immigrati (a Lampedusa e nelle città o province di Roma, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Siracusa, Torino, Trapani), e 1.000 per le pattuglie miste in nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona). I soldati, che hanno ricevuto un addestramento specifico, avranno lo status di agente di pubblica sicurezza, ma non di agente di polizia giudiziaria: potranno identificare e perquisire, ma non arrestare, se non in caso di flagranza. L'attuazione del piano costa alle casse dello Stato 31,2 milioni nel 2008 e altrettanti nel 2009.
Paradossalmente, è scontro tra i due “duri” di An: La Russa che vorrebbe i militari anche sotto casa e Alemanno, che ora che è sindaco della Capitale non puo’ più usare le maniere forti. Braccio di ferro tra i due per la presenza dell'esercito nel centro storico: favorevole il ministro della Difesa, contrario il sindaco. L’ultima parola spetterà al prefetto Carlo Mosca. Mentre a Milano, il prefetto Gian Valerio Lombardi ha definito quella dei militari «una prima risposta, importante anche se non esaustiva della problematica della sicurezza».
An si lamenta per il no di Firenze e Bologna «L'aver rifiutato l'apporto dei militari dimostra davvero quanto sia presuntuosa e arrogante la sinistra che governa Firenze. Non a caso Firenze è l'unica città metropolitana, insieme a Bologna, a non sfruttare quest'occasione, preferendo rifiutare il sostegno dei militari per la sicurezza piuttosto che ammettere di averne bisogno e dimostrando così di agire sempre in via ideologica». Lo afferma il consigliere regionale di An-verso il Pdl Giuliana Baudone. «Ma non si rendono conto - aggiunge - questi amministratori, sempre più invisi ai loro cittadini, del degrado della loro città? Di una Firenze che dimostra sempre più problemi di sicurezza sociale, con zone come quella del Mercato e della Stazione sempre più invase da scippatori, abusivi, tossicodipendenti e clandestini?». Per Baudone è «logico che i fiorentini, i pochi ormai che rimangono in un centro gestito da un numero crescente di banchetti e negozi multietnici, si sentano man mano più insicuri. Adesso si saranno di certi sentiti addirittura sconcertati, nel veder rifiutare l'applicazione del decreto La Russa che avrebbe dato loro una boccata di ossigeno e di tranquillità, permettendo all'esercito di affiancare poliziotti e carabinieri nel pattugliamento e nel controllo delle nostre strade».
A Bologna 60 soldati all'ex Cpt A Bologna infatti il piano sicurezza del governo che prevede l'impiego di militari dell'Esercito per la vigilanza del Centro di identificazione ed espulsione (l'ex Cpt) di via Mattei. Alla Prefettura di Bologna, che gestisce l'operazione, sono stati assegnati 60 soldati del 121/o reggimento Artiglieria Contraerei "Ravenna", di stanza nel capoluogo emiliano. Il primo gruppo di militari incaricati del servizio ha coperto il turno 7-13 e il loro impiego proseguirà nei turni successivi - spiega la Prefettura - con un periodo iniziale di affiancamento da parte di poliziotti, carabinieri e finanzieri che finora si sono occupati della vigilanza. L'utilizzo dei soldati permetterà di recuperare circa 50 elementi delle forze dell'ordine che, secondo quanto si è deciso nell'ultima riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, saranno destinati a rafforzare il controllo del territorio in città.
A Milano, con la jeep in Piazza del Duomo
Per questa settimana nel capoluogo lombardo saranno utilizzati 150 uomini (che saliranno a 424 a regime), per ora tutti del Reggimento di Artiglieria a Cavallo: e puntualmente, anzi in anticipo di un quarto d'ora, alle 6.45 in Piazza Duomo è arrivato un mezzo “Defender”, in colori mimetici, dell'Esercito. Ne sono scesi 6 militari comandati da un caporalmaggiore capo e tra i quali c'é anche una donna, un caporale: gli artiglieri, armati di pistola e in divisa color Kaki, col basco in testa, si sono accordati con una pattuglia della polizia e una dei carabinieri sulle modalità del servizio. Poco dopo le sette, i primi due militari hanno affiancato un carabiniere e un poliziotto davanti all'ingresso principale della Cattedrale. Alle 9 analoghi servizi saranno attivati agli ingressi laterali del Duomo. L'arrivo dei militari ha già suscitato la curiosità dei passanti che sono già alcune decine nonostante l'ora e la giornata di agosto.
È stato completato come previsto, alle 7, lo schieramento dei militari nella città di Milano previsto dal piano sicurezza del Governo e che li vede affiancare polizia e carabinieri. I soldati sono schierati in dodici luoghi del capoluogo lombardo: si tratta di nove “posti fissi” e di tre “pattuglie appiedate”. I soldati sono usciti alle 6.30 dalla caserma Santa Barbara di via Perrucchetti, sede del reggimento Artiglieria a Cavallo di Milano, che ha il comando delle operazioni militari, coordinate dalla Prefettura, e sono in continuo contatto radio con le sale operative della Questura, del Comando provinciale dei carabinieri e della stessa caserma milanese.
I militari, in tuta da combattimento ed arma di reparto (il fucile mitragliatore AR 70 Sc) sono presenti nei posti di vigilanza fissa presso il Consolato generale degli Stati Uniti, in via Principe Amedeo, la Sinagoga centrale, in via della Guastalla, le linee aeree El Al, in via Paolo da Cannobbio, il Consolato generale dell'Egitto, in via Porpora, il Consolato generale della Turchia, in via Larga, il Consolato generale della Repubblica popolare cinese, in via Benaco, il Consolato generale del Regno Unito, in via San Paolo, il Consolato generale della Confederazione Russa, in via Sant'Acquilino, e in Duomo. Le pattuglie, nelle quali i soldati portano “solo” l'arma corta (la Beretta semiautomatica d'ordinanza), sono operative nella zona della Stazione centrale, con la polizia, in via Padova, con la polizia, e nel quartiere periferico di Baggio, con i carabinieri.
A Roma, coi mitra spianati in metropolitana
Sono circa 10 gli uomini delle forze armate che dalle prime ore della mattina stanno presidiando la stazione della metropolitana Anagnina, a Roma. Sono uomini appartenenti alla Brigata Granatieri di Sardegna che a bordo di quattro jeep stanno controllando il parcheggio esterno allo snodo ferroviario. Con loro anche Carabinieri del comando Appio.
Militari insediati anche in piazza di San Giovanni in Laterano. Una camionetta con quattro soldati del secondo battaglione della Folgore di Livorno sta presidiando dalle ore 7 l'area all'altezza dei capolinea degli autobus. «Siamo qui per garantire sicurezza - ha detto Alessandro, 13 anni di missioni all'estero tra Kosovo, Afghanistan e Iraq - certo è che rispetto all'esperienza di Baghdad questa è una passeggiata».
«Da questa mattina abbiamo presidiato oltre che Anagnina», », spiega il tenente colonnello dell'Esercito Claudio Caruso, «anche le stazioni della metrò Mattia Battistini, La Storta, Saxa Rubra, Labaro e Ponte delle Valli». «I ragazzi sono preparati ed addestrati. Alcuni erano in licenza o erano pronti per partire per le vacanze, ma tutti hanno risposto con grande professionalità a questa iniziativa», ha detto Caruso.
Bari: i primi pattugliamenti dei bersaglieri
Hanno cominciato il loro turno, partendo dalla questura di Bari, i bersaglieri del settimo Reggimento che vengono impiegati nel capoluogo pugliese, insieme con le forze di polizia, per potenziare i servizi di pattugliamento nelle zone più frequentate da turisti e in uno dei quartieri baresi periferici a maggior rischio di criminalità, il San Pio. I bersaglieri impiegati a Bari complessivamente sono 90. Altri 115 militari del Reggimento San Marco potenziano invece i controlli nei due centri per migranti della città, il Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) e il Centro di identificazione ed espulsione (Cie). In giro per la città ci saranno due tipi di pattuglie, 23 al giorno: quelle a piedi composte da tre bersaglieri e un poliziotto (o carabiniere o finanziere) e quelle su automezzi in cui ai tre militari saranno affiancate due unità di Ps. Saranno in servizio dalle 7 a mezzanotte in aggiunta ai servizi di pattugliamento abituali distribuiti sulle 24 ore. I militari indossano la divisa e hanno la pistola.
Partito ufficialmente, prevede l'impiego dei militari nelle città, a vigilanza di siti fissi e nel pattugliamento - congiunto con le forze di polizia - delle aree più a rischio. A regime i militari schierati saranno tremila: 1.000 per la vigilanza di obiettivi sensibili (che sono 51 a Roma, 20 a Milano e 1 a Napoli); 1.000 per il controllo dei Centri per immigrati (a Lampedusa e nelle città o province di Roma, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Siracusa, Torino, Trapani), e 1.000 per le pattuglie miste in nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona). I soldati, che hanno ricevuto un addestramento specifico, avranno lo status di agente di pubblica sicurezza, ma non di agente di polizia giudiziaria: potranno identificare e perquisire, ma non arrestare, se non in caso di flagranza. L'attuazione del piano costa alle casse dello Stato 31,2 milioni nel 2008 e altrettanti nel 2009.
Paradossalmente, è scontro tra i due “duri” di An: La Russa che vorrebbe i militari anche sotto casa e Alemanno, che ora che è sindaco della Capitale non puo’ più usare le maniere forti. Braccio di ferro tra i due per la presenza dell'esercito nel centro storico: favorevole il ministro della Difesa, contrario il sindaco. L’ultima parola spetterà al prefetto Carlo Mosca. Mentre a Milano, il prefetto Gian Valerio Lombardi ha definito quella dei militari «una prima risposta, importante anche se non esaustiva della problematica della sicurezza».
An si lamenta per il no di Firenze e Bologna «L'aver rifiutato l'apporto dei militari dimostra davvero quanto sia presuntuosa e arrogante la sinistra che governa Firenze. Non a caso Firenze è l'unica città metropolitana, insieme a Bologna, a non sfruttare quest'occasione, preferendo rifiutare il sostegno dei militari per la sicurezza piuttosto che ammettere di averne bisogno e dimostrando così di agire sempre in via ideologica». Lo afferma il consigliere regionale di An-verso il Pdl Giuliana Baudone. «Ma non si rendono conto - aggiunge - questi amministratori, sempre più invisi ai loro cittadini, del degrado della loro città? Di una Firenze che dimostra sempre più problemi di sicurezza sociale, con zone come quella del Mercato e della Stazione sempre più invase da scippatori, abusivi, tossicodipendenti e clandestini?». Per Baudone è «logico che i fiorentini, i pochi ormai che rimangono in un centro gestito da un numero crescente di banchetti e negozi multietnici, si sentano man mano più insicuri. Adesso si saranno di certi sentiti addirittura sconcertati, nel veder rifiutare l'applicazione del decreto La Russa che avrebbe dato loro una boccata di ossigeno e di tranquillità, permettendo all'esercito di affiancare poliziotti e carabinieri nel pattugliamento e nel controllo delle nostre strade».
A Bologna 60 soldati all'ex Cpt A Bologna infatti il piano sicurezza del governo che prevede l'impiego di militari dell'Esercito per la vigilanza del Centro di identificazione ed espulsione (l'ex Cpt) di via Mattei. Alla Prefettura di Bologna, che gestisce l'operazione, sono stati assegnati 60 soldati del 121/o reggimento Artiglieria Contraerei "Ravenna", di stanza nel capoluogo emiliano. Il primo gruppo di militari incaricati del servizio ha coperto il turno 7-13 e il loro impiego proseguirà nei turni successivi - spiega la Prefettura - con un periodo iniziale di affiancamento da parte di poliziotti, carabinieri e finanzieri che finora si sono occupati della vigilanza. L'utilizzo dei soldati permetterà di recuperare circa 50 elementi delle forze dell'ordine che, secondo quanto si è deciso nell'ultima riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, saranno destinati a rafforzare il controllo del territorio in città.
A Milano, con la jeep in Piazza del Duomo
Per questa settimana nel capoluogo lombardo saranno utilizzati 150 uomini (che saliranno a 424 a regime), per ora tutti del Reggimento di Artiglieria a Cavallo: e puntualmente, anzi in anticipo di un quarto d'ora, alle 6.45 in Piazza Duomo è arrivato un mezzo “Defender”, in colori mimetici, dell'Esercito. Ne sono scesi 6 militari comandati da un caporalmaggiore capo e tra i quali c'é anche una donna, un caporale: gli artiglieri, armati di pistola e in divisa color Kaki, col basco in testa, si sono accordati con una pattuglia della polizia e una dei carabinieri sulle modalità del servizio. Poco dopo le sette, i primi due militari hanno affiancato un carabiniere e un poliziotto davanti all'ingresso principale della Cattedrale. Alle 9 analoghi servizi saranno attivati agli ingressi laterali del Duomo. L'arrivo dei militari ha già suscitato la curiosità dei passanti che sono già alcune decine nonostante l'ora e la giornata di agosto.
È stato completato come previsto, alle 7, lo schieramento dei militari nella città di Milano previsto dal piano sicurezza del Governo e che li vede affiancare polizia e carabinieri. I soldati sono schierati in dodici luoghi del capoluogo lombardo: si tratta di nove “posti fissi” e di tre “pattuglie appiedate”. I soldati sono usciti alle 6.30 dalla caserma Santa Barbara di via Perrucchetti, sede del reggimento Artiglieria a Cavallo di Milano, che ha il comando delle operazioni militari, coordinate dalla Prefettura, e sono in continuo contatto radio con le sale operative della Questura, del Comando provinciale dei carabinieri e della stessa caserma milanese.
I militari, in tuta da combattimento ed arma di reparto (il fucile mitragliatore AR 70 Sc) sono presenti nei posti di vigilanza fissa presso il Consolato generale degli Stati Uniti, in via Principe Amedeo, la Sinagoga centrale, in via della Guastalla, le linee aeree El Al, in via Paolo da Cannobbio, il Consolato generale dell'Egitto, in via Porpora, il Consolato generale della Turchia, in via Larga, il Consolato generale della Repubblica popolare cinese, in via Benaco, il Consolato generale del Regno Unito, in via San Paolo, il Consolato generale della Confederazione Russa, in via Sant'Acquilino, e in Duomo. Le pattuglie, nelle quali i soldati portano “solo” l'arma corta (la Beretta semiautomatica d'ordinanza), sono operative nella zona della Stazione centrale, con la polizia, in via Padova, con la polizia, e nel quartiere periferico di Baggio, con i carabinieri.
A Roma, coi mitra spianati in metropolitana
Sono circa 10 gli uomini delle forze armate che dalle prime ore della mattina stanno presidiando la stazione della metropolitana Anagnina, a Roma. Sono uomini appartenenti alla Brigata Granatieri di Sardegna che a bordo di quattro jeep stanno controllando il parcheggio esterno allo snodo ferroviario. Con loro anche Carabinieri del comando Appio.
Militari insediati anche in piazza di San Giovanni in Laterano. Una camionetta con quattro soldati del secondo battaglione della Folgore di Livorno sta presidiando dalle ore 7 l'area all'altezza dei capolinea degli autobus. «Siamo qui per garantire sicurezza - ha detto Alessandro, 13 anni di missioni all'estero tra Kosovo, Afghanistan e Iraq - certo è che rispetto all'esperienza di Baghdad questa è una passeggiata».
«Da questa mattina abbiamo presidiato oltre che Anagnina», », spiega il tenente colonnello dell'Esercito Claudio Caruso, «anche le stazioni della metrò Mattia Battistini, La Storta, Saxa Rubra, Labaro e Ponte delle Valli». «I ragazzi sono preparati ed addestrati. Alcuni erano in licenza o erano pronti per partire per le vacanze, ma tutti hanno risposto con grande professionalità a questa iniziativa», ha detto Caruso.
Bari: i primi pattugliamenti dei bersaglieri
Hanno cominciato il loro turno, partendo dalla questura di Bari, i bersaglieri del settimo Reggimento che vengono impiegati nel capoluogo pugliese, insieme con le forze di polizia, per potenziare i servizi di pattugliamento nelle zone più frequentate da turisti e in uno dei quartieri baresi periferici a maggior rischio di criminalità, il San Pio. I bersaglieri impiegati a Bari complessivamente sono 90. Altri 115 militari del Reggimento San Marco potenziano invece i controlli nei due centri per migranti della città, il Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) e il Centro di identificazione ed espulsione (Cie). In giro per la città ci saranno due tipi di pattuglie, 23 al giorno: quelle a piedi composte da tre bersaglieri e un poliziotto (o carabiniere o finanziere) e quelle su automezzi in cui ai tre militari saranno affiancate due unità di Ps. Saranno in servizio dalle 7 a mezzanotte in aggiunta ai servizi di pattugliamento abituali distribuiti sulle 24 ore. I militari indossano la divisa e hanno la pistola.
DA ANSA.IT
MILANO - "Oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa furti e rapine, sono contrari alla presenza dei militari per garantire la sicurezza solo i post sessantottini: i figli, non in senso anagrafico, di chi gridava 'basco nero il tuo posto e' il cimiterò, 'ps-ss', o quelli che consideravano polizia e carabinieri golpisti". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in una conferenza davanti alla stazione Centrale di Milano, riguardo l'arrivo nelle città di 3.000 militari per affiancare le forze dell' ordine. "Quando qualcuno dice che questa è un'operazione di facciata o di propaganda - sottolinea ancora il ministro - dice una cosa poco seria. Questi uomini sono in carne ed ossa e non hanno alcuna intenzione di incutere paura a nessun cittadino se non ai malviventi. Chiedete a chi abita nelle zone a rischio, chiedete a chi abita alla stazione Centrale dove sono stati compiuti nove stupri in poche settimane se noi rispondiamo o meno a una richiesta dei cittadini".
Il ministro ha poi definito 'esagerate e fantasiose' le affermazioni circa i tagli ai fondi per le forze dell'ordine: "abbiamo trovato una serie di rimedi fra cui fondi attraverso la confisca dei beni immobili ai mafiosi e l'estrapolazione dei fondi riservati alle missioni estere dal bilancio ordinario della Difesa".
DI PIETRO, SOLDATI USATI COME COMPARSE
ROMA - "Ho troppo rispetto per il ruolo dei militari per vederli fare comparse nel cinema di Cinecittà". Così il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro sulla presenza di tremila soldati che, da oggi, faranno da supporto alle Forze dell' ordine per la sicurezza nelle città. "Credo - continua - ci sia bisogno di dare più mezzi, più personale e più strutture alle Forze di Polizia per combattere la criminalità". "Ai militari - conclude Di Pietro - facciamo fare quello che é il loro compito: difenderci dalle aggressioni esterne e fare peacekeeping in tutto il mondo".
ROTONDI, RISPOSTA CONCRETA
"L'esercito nelle città è una risposta concreta all'allarme sicurezza che oggi vive il Paese. Una misura che agisce in maniera parallela all'eccellente lavoro che quotidianamente fanno tutte le Forze dell'Ordine". Lo dichiara il segretario della Dca-PdL, Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma.
MANTOVANO: ITALIANI SIANO GRATI CONTRIBUTO MILITARI
"Non è la bacchetta magica, questo lo dico con estrema chiarezza, ma senz'altro è un importante contributo di cui tutti gli italiani, e in particolare gli abitanti delle città interessate, devono essere grati al Sistema sicurezza". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, incontrando brevemente i giornalisti durante una visita a Bari per l'avvio dei pattugliamenti da parte dei bersaglieri del 7/o Reggimento, e dei militari del Reggimento San Marco, che da oggi vengono impiegati nel capoluogo pugliese, insieme con le forze di polizia. Mantovano ha parlato di un vuoto d'organico di 25 mila unita' nelle forze di polizia annunciando che nei prossimi mesi saranno messi in servizio 2.000 poliziotti che hanno vinto i concorsi
ALEMANNO: ROMA SICURA MA NOI NON SODDISFATTI
"Roma è, di certo, più sicura di altre capitali europee, ma non siamo soddisfatti. Vogliamo garantire il massimo della sicurezza ai cittadini romani e ai visitatori che vengono a Roma". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno lasciando via Michele Mercati a Roma dove, questa mattina, si è recato per augurare buon lavoro ai militari che da oggi controlleranno la sede diplomatica di Israele. Interrogato sulla percezione di paura che i turisti potrebbero avere vedendo i soldati presidiare zone della capitale, il sindaco ha spiegato che, così come i cittadini, "anche i turisti saranno rassicurati e non spaventati. Abbiamo garantito che non ci saranno pattugliamenti di militari in centro e nelle zone turistiche, ma solo presidi nelle ambasciate e nelle zone periferiche". In questo modo, ha spiegato Alemanno, "polizia e carabinieri saranno sempre più presenti sul territorio per garantire la sicurezza di tutti", anche grazie alle forze liberate dall'arrivo dei militari.
Il ministro ha poi definito 'esagerate e fantasiose' le affermazioni circa i tagli ai fondi per le forze dell'ordine: "abbiamo trovato una serie di rimedi fra cui fondi attraverso la confisca dei beni immobili ai mafiosi e l'estrapolazione dei fondi riservati alle missioni estere dal bilancio ordinario della Difesa".
DI PIETRO, SOLDATI USATI COME COMPARSE
ROMA - "Ho troppo rispetto per il ruolo dei militari per vederli fare comparse nel cinema di Cinecittà". Così il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro sulla presenza di tremila soldati che, da oggi, faranno da supporto alle Forze dell' ordine per la sicurezza nelle città. "Credo - continua - ci sia bisogno di dare più mezzi, più personale e più strutture alle Forze di Polizia per combattere la criminalità". "Ai militari - conclude Di Pietro - facciamo fare quello che é il loro compito: difenderci dalle aggressioni esterne e fare peacekeeping in tutto il mondo".
ROTONDI, RISPOSTA CONCRETA
"L'esercito nelle città è una risposta concreta all'allarme sicurezza che oggi vive il Paese. Una misura che agisce in maniera parallela all'eccellente lavoro che quotidianamente fanno tutte le Forze dell'Ordine". Lo dichiara il segretario della Dca-PdL, Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma.
MANTOVANO: ITALIANI SIANO GRATI CONTRIBUTO MILITARI
"Non è la bacchetta magica, questo lo dico con estrema chiarezza, ma senz'altro è un importante contributo di cui tutti gli italiani, e in particolare gli abitanti delle città interessate, devono essere grati al Sistema sicurezza". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, incontrando brevemente i giornalisti durante una visita a Bari per l'avvio dei pattugliamenti da parte dei bersaglieri del 7/o Reggimento, e dei militari del Reggimento San Marco, che da oggi vengono impiegati nel capoluogo pugliese, insieme con le forze di polizia. Mantovano ha parlato di un vuoto d'organico di 25 mila unita' nelle forze di polizia annunciando che nei prossimi mesi saranno messi in servizio 2.000 poliziotti che hanno vinto i concorsi
ALEMANNO: ROMA SICURA MA NOI NON SODDISFATTI
"Roma è, di certo, più sicura di altre capitali europee, ma non siamo soddisfatti. Vogliamo garantire il massimo della sicurezza ai cittadini romani e ai visitatori che vengono a Roma". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno lasciando via Michele Mercati a Roma dove, questa mattina, si è recato per augurare buon lavoro ai militari che da oggi controlleranno la sede diplomatica di Israele. Interrogato sulla percezione di paura che i turisti potrebbero avere vedendo i soldati presidiare zone della capitale, il sindaco ha spiegato che, così come i cittadini, "anche i turisti saranno rassicurati e non spaventati. Abbiamo garantito che non ci saranno pattugliamenti di militari in centro e nelle zone turistiche, ma solo presidi nelle ambasciate e nelle zone periferiche". In questo modo, ha spiegato Alemanno, "polizia e carabinieri saranno sempre più presenti sul territorio per garantire la sicurezza di tutti", anche grazie alle forze liberate dall'arrivo dei militari.
















