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Martedì, 12 Agosto : 2008
GENOVA - Otto ferrovieri delle officine di Genova San Fruttuoso sono stati licenziati in tronco: uno di loro è stato scoperto da un funzionario mentre timbrava i cartellini per tutti. I sindacati definiscono il provvedimento "sproporzionato", annunciano di aver già impugnato i licenziamenti davanti al Tribunale del lavoro, e parlano di un "effetto Brunetta che ha già trovato proseliti nelle Fs". Intanto in una nota le Ferrovie spiegano che "la grave violazione accertata rappresenta una palese rottura del rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere tra datore di lavoro e dipendente" e sottolineano che "negli ultimi dodici mesi, 35 dipendenti del Gruppo sono incorsi in licenziamento per violazioni gravi agli obblighi del contratto di lavoro". "E' la linea dettata dal management di Ferrovie dello Stato ad aver imposto il massimo rigore nei confronti di coloro che vengono meno ai principi etici e ai fondamentali doveri sanciti dal contratto - sottolineano -. Il tutto nell'assoluto rispetto di quanti lavorano ogni giorno con impegno e serietà per il Gruppo e nella piena osservanza delle norme previste a garanzia e a tutela dei lavoratori".
L'assessore regionale ligure al Lavoro con delega ai Trasporti, Enrico Vesco, osserva che con questa motivazione "debole e frettolosa" si vuole "dar seguito ad una campagna di delegittimazione del lavoro pubblico che in questo momento ha autorevoli paladini nel Governo nazionale", auspica che "Trenitalia ci ripensi", ed aggiunge: "Credo che il comportamento dei lavoratori, pur sanzionabile, non meritasse un provvedimento così drastico da parte di Trenitalia incurante del fatto che, riducendo in maniera così consistente l'organico dell'officina di Genova Brignole, inciderà negativamente sul servizio ferroviario". In serata però le Ferrovie non fanno mancare la risposta e fanno sapere "di aver già avviato le procedure di assunzione di 20 addetti nel settore manutentivo per garantire la continuità del servizio". A ricostruire la vicenda è Fabrizio Castellani della Filt Cgil che è stato accanto agli otto lavoratori nelle varie fasi della vicenda iniziata il 14 luglio: "Il loro turno iniziava alle 8 e finiva alle 16, ma hanno eseguito una prestazione straordinaria fino alle 18.02, secondo quanto risulta dal verbale della riconsegna dei locomotori riparati. Quindi gli emolumenti sarebbero stati comunque riconosciuti loro fino a quell'ora indipendentemente dalla timbratura del cartellino".
"Certo la leggerezza è stata commessa - spiega Castellani - perché per guadagnare tempo e prendere il treno per tornare a casa sono andati a lavarsi dando i loro cartellini al collega affinché li timbrasse per tutti. Per una cosa di questo genere il contratto prevede una sanzione che se applicata con durezza poteva raggiungere i sei giorni di sospensione dal lavoro e la conseguente privazione dello stipendio e a questo li avevamo preparati quando l'8 agosto sono stati convocati dal responsabile del personale trasporto Regione Liguria. Nessuno di noi avrebbe mai pensato ad un licenziamento in tronco". Il segretario ligure della Fit Cisl Mario Pino si affida ad una metafora per definire il provvedimento: "In certi Paesi arretrati le adultere vengono lapidate a morte - dice - ma è una pena eccessiva che ripugna la coscienza". Pino che pure parla di "grave leggerezza", sottolinea però che gli operai non hanno compiuto "alcuna frode", "non hanno rubato niente a nessuno" e chiede "Effetto Brunetta? Brunetta si è clonato in Moretti. Questo non è il modo di rilanciare un'azienda.
Anche a livello nazionale si assiste ad un dialogo tra sordi". Cinque degli otto operai, tra i 48 ed i 55 anni, hanno tra i 25 ed i 30 anni di anzianità lavorativa e nessuna sanzione disciplinare. Due di questi, tra l'altro, sono capofamiglia monoreddito con figli in età scolare. Gli altri tre sono apprendisti, tra i 23 ed i 28 anni, assunti da circa due anni. "Quando gli hanno detto di raccogliere le loro cose ed andarsene erano sotto choc - racconta ancora Castellani -. Hanno avuto una reazione dignitosa, mi hanno detto: 'Dateci una mano, ci rendiamo conto di aver commesso una leggerezza ma non pensavamo che potesse condurre ad una disgrazia simile''.
L'assessore regionale ligure al Lavoro con delega ai Trasporti, Enrico Vesco, osserva che con questa motivazione "debole e frettolosa" si vuole "dar seguito ad una campagna di delegittimazione del lavoro pubblico che in questo momento ha autorevoli paladini nel Governo nazionale", auspica che "Trenitalia ci ripensi", ed aggiunge: "Credo che il comportamento dei lavoratori, pur sanzionabile, non meritasse un provvedimento così drastico da parte di Trenitalia incurante del fatto che, riducendo in maniera così consistente l'organico dell'officina di Genova Brignole, inciderà negativamente sul servizio ferroviario". In serata però le Ferrovie non fanno mancare la risposta e fanno sapere "di aver già avviato le procedure di assunzione di 20 addetti nel settore manutentivo per garantire la continuità del servizio". A ricostruire la vicenda è Fabrizio Castellani della Filt Cgil che è stato accanto agli otto lavoratori nelle varie fasi della vicenda iniziata il 14 luglio: "Il loro turno iniziava alle 8 e finiva alle 16, ma hanno eseguito una prestazione straordinaria fino alle 18.02, secondo quanto risulta dal verbale della riconsegna dei locomotori riparati. Quindi gli emolumenti sarebbero stati comunque riconosciuti loro fino a quell'ora indipendentemente dalla timbratura del cartellino".
"Certo la leggerezza è stata commessa - spiega Castellani - perché per guadagnare tempo e prendere il treno per tornare a casa sono andati a lavarsi dando i loro cartellini al collega affinché li timbrasse per tutti. Per una cosa di questo genere il contratto prevede una sanzione che se applicata con durezza poteva raggiungere i sei giorni di sospensione dal lavoro e la conseguente privazione dello stipendio e a questo li avevamo preparati quando l'8 agosto sono stati convocati dal responsabile del personale trasporto Regione Liguria. Nessuno di noi avrebbe mai pensato ad un licenziamento in tronco". Il segretario ligure della Fit Cisl Mario Pino si affida ad una metafora per definire il provvedimento: "In certi Paesi arretrati le adultere vengono lapidate a morte - dice - ma è una pena eccessiva che ripugna la coscienza". Pino che pure parla di "grave leggerezza", sottolinea però che gli operai non hanno compiuto "alcuna frode", "non hanno rubato niente a nessuno" e chiede "Effetto Brunetta? Brunetta si è clonato in Moretti. Questo non è il modo di rilanciare un'azienda.
Anche a livello nazionale si assiste ad un dialogo tra sordi". Cinque degli otto operai, tra i 48 ed i 55 anni, hanno tra i 25 ed i 30 anni di anzianità lavorativa e nessuna sanzione disciplinare. Due di questi, tra l'altro, sono capofamiglia monoreddito con figli in età scolare. Gli altri tre sono apprendisti, tra i 23 ed i 28 anni, assunti da circa due anni. "Quando gli hanno detto di raccogliere le loro cose ed andarsene erano sotto choc - racconta ancora Castellani -. Hanno avuto una reazione dignitosa, mi hanno detto: 'Dateci una mano, ci rendiamo conto di aver commesso una leggerezza ma non pensavamo che potesse condurre ad una disgrazia simile''.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).




















