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Martedì, 1 Aprile : 2008 Il Giorno
Imprenditrice, ex vittima, da anni chiede giustizia
Annuncio choc di Sos Italia dopo l’ultima archiviazione
di ITALIA BRONTESI
— Brescia —
«AZIENDA CERCA usurai da inserire nel proprio organico, retribuzione elevata, astenersi praticanti tasso d’usura superiore al 446% per essere assolti e non incorrere in procedimenti penali che danneggerebbero l’immagine dell’azienda. Chiedere dell’amministratore della società ’l’usura non è reato’». L’annuncio choc, con tanto di numero di cellulare per recapito, è indirizzato al commissario straordinario antiusura ma anche al presidente della repubblica e al ministro degli interni perché «sia inserito nel vostro sito come aiuto ai poveri usurai disoccupati, per ottenere un riconoscimento e iscrizione all’albo, in un futuro anche una pensione e i contributi di legge».
L’INIZIATIVA È di Maria Lorena Sacchi, imprenditrice bresciana, segretaria di Sos Italia libera, che l’usura, racconta, l’ha vissuta sulla propria pelle. Ci ha rimesso qualcosa come 11 miliardi di lire, ha pagato in termine di sofferenza e di paura. Adesso ha deciso di reagire e di passare al contrattacco dopo che il gip di Brescia ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, del procedimento penale per usura che la vedeva come vittima e che era stato aperto dalle sue denunce. «La disperazione è tanta che non mi resta che arrivare a questo paradosso», confida l’imprenditrice.
IL «PARADOSSO» è l’annuncio, accompagnato da un messaggio, anche questo in chiave paradossale, «alle associazioni antiracket e antiusura perché cambino il loro statuto, la loro azione e il loro aiuto nei confronti delle vittime affinché il loro aiuto e la loro assistenza sia rivolta agli usurai perché finalmente sia promulgata una legge che li protegga, li renda liberi di poter agire perché la libera circolazione del loro denaro incrementa l’attività imprenditoriale aumentando i numeri dei fallimenti, della chiusura delle attività, la disgregazione delle famiglie, l’annientamento della persona, il suicidio delle vittime».
PER LEI iniziò tutto anni fa con un cambio societario del suo centro di odontoiatria, seguito dall’incubo del bisogno di prestiti. Reagì anche allora e sporse denuncia. Ma nei giorni scorsi l’archiviazione.
«Mi è stata consegnata la sentenza in cui il gip di Brescia acconsente all’archiviazione del mio reato penale per usura in quanto il tasso d’usura del 446% non costituisce reato - spiega - ma non mi dò per vinta. Sono già pronte le denunce per omissione d’atti d’ufficio, falsi in atti d’ufficio nei confronti di magistrati e consulenti».
LA BATTAGLIA legale non è finita nemmeno su un altro fronte: archiviato il procedimento penale, il gip ha restituito gli atti al pm, perché ci sono altre denunce che Maria Lorena Sacchi ha presentato ancora una volta nel ruolo di vittima.
«C’è qualcuno che voglio ringraziare a nome di tutte le vittime - dice - ed è il prefetto di Brescia - che mi ha concesso la quinta sospensione dei termini, sono stata la prima ad ottenerla è una strada aperta per le altre vittime di usura». E anticipa di voler promuovere una Fondazione che si chiamerà «di usura si muore».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).



















