Bergamo "JOHN TRAIN - ERIC BIBBI"
JOHN TRAIN + ERIC BIBB
VENERDI 9 MAGGIO 2008 ore 21
@ “Songwriters & Storytellers” Festival
BERGAMO
AUDITORIUM P.ZA LIBERTA’
JOHN TRAIN
John Train, a dispetto del nome, non è un cantautore, bensì una band di cinque elementi proveniente da Philadelphia: Jon Houlon (voce, chitarra acustica), MIke Brenner (electric dobro), Steve Demarest (basso), Bill Ferguson (mandolino, bouzouki), Mark Tucker (steel guitar, piano) e Mark Schreiber (batteria).
Formatasi dall'incontro Houlon-Brenner nel 1995, il nome del quintetto di nasce dallo pseudonimo usato dal leggendario Phil Och's negli anni '60-'70.
Il talento intravisto nel primo album (“Angels Turned Thieves”- 1999) si conferma nei successivi lavori (“Looks Like Up” - 2001, “Sugar Ditch” - 2004) apprezzati da pubblico e critica.
Cantante e autore unico dei John Train è il bravo Jon Houlon che dimostra grandi capacità compositive ed una singolare sensibilità descrittiva. Gli altri componenti del gruppo, tutti ottimi musicisti, riescono ad adattarsi abilmente alle sperimentazioni sonore di Houlon alternando mandolini, slide guitar, percussioni, talvolta fiati…Il risultato è un suono che va da un folk-rock malinconico ad un country-rock bucolico dalla costante matrice elettro-acustica.
Nel 2007 la formazione statunitense raccoglie la sfida lanciata da Neil Young (“mi auguro che qualche artista giovane scriva un disco sull’assurda guerra in Iraq”) e pubblicano “Mesopotamia Blues”, un gioiello folk-rock dedicato al sanguinario conflitto iracheno.
In Mesopotamia Blues infatti, Jon Houlon prende spunto dai libri di Kipling, che descrivono la guerra che la Gran Bretagna intraprese all'inizio del 1900 in Iraq; ma si tratta solo di un pretesto per parlare della brutalità della guerra in generale, filo conduttore di tutto il cd, e lo fa attraverso canzoni autografe molto interessanti ed una serie di cover scelte tra il miglior cantautorato di genere da Butch Hancock a Tom T. Hall, da Terry Allen a John Stewart.
ERIC BIBB
Nato nel 1951 a New York City, il bluesman Eric Bibb proviene da una famiglia con profonde radici musicali. Il padre,Leon Bibb, è una delle icone della scena folk degli anni ‘60; lo zio è un pianista di fama mondiale, John Lewis del Modern Jazz Quartet. Anche il suo padrino era l’attore-cantante, attivista per i diritti civili degli afro-americani, Paul Roberson.
La sua prima steel-string guitar gli fu regalata all'età di 7 anni e a soli 11 ricorda una conversazione avuta con Bob Dylan che, parlando a proposito della sua passione per la chitarra, gli disse: “fai le cose semplici, dimentica tutto ciò che non è importante”.
I suoi primi miti musicali li trova proprio nella band di suo padre, incluso Bill Lee (padre di del regista Spike) che apparirà in un suo album (“Me To You”) anni dopo.
A 19 parte per Parigi dove avrà un incontro con il chitarrista Mickey Baker che influenzò il suo interesse per la chitarra blues.
Trasferitosi in Svezia all’inizio degli anni ‘80, Eric da qui ha cominciato la significativa carriera che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo. Scrittore sensibile di testi significativi, dotato di un eccellente timbro vocale, Eric Bibb si è esibito nei principale Festivals di tutto il mondo.
L'album “Good Stuff” del 1997 lo consacra alla fama internazionale che lo spinge a fondare una sua casa discografica in Inghilterra, la “Manhaton Records”.
Gli album “Home to Me” (1999), “Roadworks” (2000) e “Painting Signs” (2001) precedono il primo album registrato insieme da padre e figlio e realizzato con la collaborazione di amici e musicisti incontrati nei suoi innumerevoli viaggi. Eric e la sua band suonano nei maggiori festival di tutto il mondo e nell'estate 2002 aprono il concerto di Ray Charles.
L'album “A ship called Love” (2005) ricevette la nomination come “album acustico dell'anno” ai Blues Music Awards 2006, “Diamond Days” (2006) scala le classifiche australiane e americane.
Il suo talento di scrittore e musicista viene riconosciuto quando venne nominato tra i migliori artisti acustici dell'anno nei Blues Music Awards del 2008.
Nel 2008 ha realizzato il suo ultimo lavoro “Get on board”, registrato dal chitarrista blues tra Nashville e Stoccolma, con ospiti come Bonnie Raitt e Ruthie Foster.
Lui stesso definisce senza dubbio la sua ultima creazione come “uno dei migliori lavori della mia carriere: èl l'incontro di blues, gospel e soul”.











