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Venerdì, 6 Giugno : 2008
(di Marcello Campo)
La sacralità della persona umana e della famiglia sono priorità del governo. Poche parole che rendono bene la grande sintonia tra l'esecutivo Berlusconi IV e Papa Benedetto XVI, sancita pienamente dall'incontro di stamane. Anche stavolta, come la precedente visita del 2005, a fianco del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi c'é il sottosegretario Gianni Letta, definito più volte dallo stesso premier "un dono di Dio all'Italia".
Rispetto al passato, Berlusconi, conferma che la cifra stilistica del suo mandato è la sobrietà. Così, nonostante trapeli la sua grande soddisfazione, persino il suo entusiasmo, per come è andato l'incontro, Berlusconi, rientrando a Chigi evita le telecamere e i cronisti che lo aspettano per strada. In un primo momento è perfino restio a stilare un comunicato. Poi, dopo la nota vaticana, Berlusconi decide di affidare a un comunicato ufficiale il compito di descrivere "l'ampia identità di vedute" registrata tra le due sponde del Tevere. Convergenza espressa anche dal Vaticano che parla di volontà, di ambo le parti, a "continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale". Più tardi, secondo alcune indiscrezioni, emerge che per rafforzare la collaborazione con il Vaticano, Berlusconi avrebbe annunciato alcune importanti decisioni su alcuni temi cari alla Chiesa come scuola e famiglia. Se i conti lo permetteranno, riferiscono alcune fonti, il Cavaliere avrebbe promesso fondi per l'equiparazione tra scuole pubbliche e private. Quindi le linee del quoziente familiare nel prossimo Dpef.
Infine, Berlusconi avrebbe rassicurato il Papa sul tema del reato di clandestinità promettendo che sulla questione il Parlamento troverà una soluzione equa. Subito dopo, con il segretario di Stato cardinal Tarcisio Bertone sono state approfondite una serie di questioni, in una ampia prospettiva di tutte le materie di interesse reciproco tra Italia e Santa Sede, anche alla luce del Concordato. Al di là delle indiscrezioni, anche le dichiarazioni ufficiali illustrano un'intesa particolare: "Il Presidente Berlusconi - sottolinea la nota di Palazzo Chigi - ha confermato al Santo Padre la priorità attribuita dal Governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia".
Dopo il Papa, il premier incontra, appunto, il segretario di Stato Vaticano. In entrambi i colloqui, definiti dalla nota "lunghi e cordialissimi", vengono affrontati, tra l'altro, i principali temi dell'attualità internazionale, la situazione in Libano, l'andamento del processo di pace in Medio Oriente ed i rapporti con la Russia e con la Cina, registrando, "ampie identità di vedute". "Un'attenzione particolare è stata dedicata al tema dell'emergenza alimentare. L'esame delle principali questioni internazionali - conclude la nota - ha confermato la speciale sintonia tra gli indirizzi dell'Italia e gli obiettivi morali e religiosi della Chiesa cattolica nel mondo".
Un clima, insomma, di grande e intensa condivisione, un confronto proficuo su obbiettivi e le strategie comuni, che deve avere coinvolto anche emotivamente il Cavaliere. Tanto che alla fine della visita, prima di lasciare il Palazzo Apostolico e dopo i saluti finali, Berlusconi è arrivato a spronare con vigore i componenti della sua delegazione: "'Adesso - dice loro il Cavaliere - dovete lavorare di piu', con più passione e con più entusiasmo"
Rispetto al passato, Berlusconi, conferma che la cifra stilistica del suo mandato è la sobrietà. Così, nonostante trapeli la sua grande soddisfazione, persino il suo entusiasmo, per come è andato l'incontro, Berlusconi, rientrando a Chigi evita le telecamere e i cronisti che lo aspettano per strada. In un primo momento è perfino restio a stilare un comunicato. Poi, dopo la nota vaticana, Berlusconi decide di affidare a un comunicato ufficiale il compito di descrivere "l'ampia identità di vedute" registrata tra le due sponde del Tevere. Convergenza espressa anche dal Vaticano che parla di volontà, di ambo le parti, a "continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale". Più tardi, secondo alcune indiscrezioni, emerge che per rafforzare la collaborazione con il Vaticano, Berlusconi avrebbe annunciato alcune importanti decisioni su alcuni temi cari alla Chiesa come scuola e famiglia. Se i conti lo permetteranno, riferiscono alcune fonti, il Cavaliere avrebbe promesso fondi per l'equiparazione tra scuole pubbliche e private. Quindi le linee del quoziente familiare nel prossimo Dpef.
Infine, Berlusconi avrebbe rassicurato il Papa sul tema del reato di clandestinità promettendo che sulla questione il Parlamento troverà una soluzione equa. Subito dopo, con il segretario di Stato cardinal Tarcisio Bertone sono state approfondite una serie di questioni, in una ampia prospettiva di tutte le materie di interesse reciproco tra Italia e Santa Sede, anche alla luce del Concordato. Al di là delle indiscrezioni, anche le dichiarazioni ufficiali illustrano un'intesa particolare: "Il Presidente Berlusconi - sottolinea la nota di Palazzo Chigi - ha confermato al Santo Padre la priorità attribuita dal Governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia".
Dopo il Papa, il premier incontra, appunto, il segretario di Stato Vaticano. In entrambi i colloqui, definiti dalla nota "lunghi e cordialissimi", vengono affrontati, tra l'altro, i principali temi dell'attualità internazionale, la situazione in Libano, l'andamento del processo di pace in Medio Oriente ed i rapporti con la Russia e con la Cina, registrando, "ampie identità di vedute". "Un'attenzione particolare è stata dedicata al tema dell'emergenza alimentare. L'esame delle principali questioni internazionali - conclude la nota - ha confermato la speciale sintonia tra gli indirizzi dell'Italia e gli obiettivi morali e religiosi della Chiesa cattolica nel mondo".
Un clima, insomma, di grande e intensa condivisione, un confronto proficuo su obbiettivi e le strategie comuni, che deve avere coinvolto anche emotivamente il Cavaliere. Tanto che alla fine della visita, prima di lasciare il Palazzo Apostolico e dopo i saluti finali, Berlusconi è arrivato a spronare con vigore i componenti della sua delegazione: "'Adesso - dice loro il Cavaliere - dovete lavorare di piu', con più passione e con più entusiasmo"
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















