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BERLUSCONI: EUROPA DEVE CAMBIARE, BOSSI: SI' MA C'E' ANCHE R
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Giovedi, 19 Giugno : 2008


BERLUSCONI: EUROPA DEVE CAMBIARE, BOSSI:
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SI' MA C'E' ANCHE REFERENDUM


UE: Berlusconi, AVANTI CON L'OK AL TRATTATO

ROMA - "Da parte nostra ci sarà l' indicazione di approvare il trattato dell'Unione Europea da parte di tutti e 26 i Paesi che restano. Il ventisettesimo, l'Irlanda, dovrà dare una sua soluzione", fa sapere il premier Silvio Berlusconi. Poche ore prima di partire per Bruxelles dove prenderà parte al Consiglio Europeo, il presidente del Consiglio sottolinea come l'Europa abbia bisogno di "un drizzone" e di andare verso una maggiore concretezza. "Vado in Europa dopo due anni e la trovo diversa rispetto a due anni fa quando c'erano persone come Tony Blair, Aznar, Chirac e io stesso. Con il cambio di nomi l'Europa ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, intervenendo all'assemblea annuale di Confcommercio. "Anche grazie all'allargamento - prosegue - l'Europa appare un'istituzione che interviene con obblighi e restrizioni". Il premier elenca una serie di settori dove l'Ue dovrebbe apportare dei cambiamenti. In primo luogo il capitolo difesa: "L'Europa non ha una politica comune sulla difesa - sottolinea Berlusconi - ogni stato ha un singolo esercito completo quando invece eravamo vicini ad un accordo per fare un esercito comune". Berlusconi spiega infatti come "si debba trovare assolutamente una politica dell'immigrazione comune con la Ue, che tratti con gli stati del Mediterraneo e quelli africani", così come è necessario che l'Europa metta a punto una politica energetica comune. Il premier critica infatti una Europa che pur "contando su cinquecento milioni di cittadini si sottopone alle speculazioni più terribili per quanto riguarda le materie prime e in particolare il petrolio".

EUROPA CAMBI, SE NO POI CHI VOTA LA BOCCIA
Bruxelles - Silvio Berlusconi spiega, a margine del summit del Ppe e prima di prendere parte al Consiglio Europeo che avrà come piatto forte il Trattato di Lisbona, cosa significhi per lui dire che l'Europa ha bisogno di un 'drizzone'. "Bisogna cambiare in fretta in modo efficace e con vigore - ribadisce - Il modo in cui io parlo non è politichese, ma è il modo che comunemente mette d'accordo la gente e rende chiari i concetti: Credo che ci voglia veramente un drizzone, perché l'Europa così come funziona adesso non è l'Europa che può incidere nelle vicende mondiali, non è l'Europa che può fare il bene dei propri cittadini e non è in definitiva l'Europa che può piacere ai propri cittadini. E il risultato è il referendum irlandese". "Anche stamattina - prosegue il premier - è venuto fuori in maniera chiara che esistono ora in Europa due categorie di cittadini: quelli che hanno espresso il loro parere sul trattato di Lisbona e quelli che non lo hanno potuto esprimere. Quelli che hanno potuto esprimere il loro parere hanno bocciato il Trattato, e quindi hanno bocciato questa Europa". Certo il premier non intende esprimere un suo neo-euroscetticismo, ma anche da Bruxelles insiste perché l'Europa cambi. "Non vuol dire - spiega infatti Berlusconi - che non si pensi tutti quanti che l'Europa sia una cosa positiva, che sia il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro, che sia la pace e che non si possa prescindere da un'Europa che oltretutto deve allargarsi e comprendere i paesi dei Balcani e gli altri paesi dell'Est". "Questo è indubitabile - dice ancora - però riteniamo praticamente tutti, comunque in tantissimi, che ci sia bisogno di un rinnovamento nelle sue strutture, nel modo di affrontare i problemi. Deve essere un'Europa più vicina ai problemi dei cittadini e più partecipe dei problemi del mondo per essere anche protagonista come missionaria di pace, di libertà e di democrazia nel mondo, cosa che oggi francamente non si può dire che sia".

NON SI PUO'PRETENDERE EUROPA COSI' SIA AMATA
"Direi che è il rientro della presidenza del Consiglio italiana e quindi c'era anche attesa, quindi sono stato anche festeggiato dai colleghi del Partito del popolo europeo". Il premier Silvio Berlusconi racconta così, dopo il vertice del Ppe a Bruxelles e prima del Consiglio Europeo dove torna da capo del governo italiano, l'accoglienza ricevuta dai popolari europei durante il vertice di oggi. "Ho portato sul tavolo la nostra proposta di Europa - spiega - i problemi che credo debbano essere denunciati. Un'Europa che non ha saputo tra l'altro in questi due anni di nostra assenza darsi una politica estera comune, una politica sull'immigrazione comune e una politica energetica comune. Non ha saputo progredire sul piano di un esercito unico, ciò che tutto questo comporta in termini di spesa per i singoli Stati". "Questa mattina - dice ancora il premier - parlando alla Confederazione dei commercianti ho detto anche che c'é molto da cambiare nelle istituzioni europee, per esempio un argomento tra i tanti è che non si può pretendere che l'Europa sia amata dai cittadini che la vedono invece come un'entità lontana, che non risolve i problemi e che incombe sempre con restrizioni, con obbligazioni, con vincoli. Per esempio il rapporto difficile che deriva da tutte le espressioni pubbliche, le conferenze stampa dei commissari europei che mettono in difficoltà i governi di tutti i paesi. Quindi anche oggi l'ho detto a Barroso".

EGOISMI GIUSTIFICABILI SE NON ADEMPIE DOVERI
Silvio Berlusconi risponde ad una domanda sugli egoismi nazionali, a margine del vertice del Ppe, e sostiene che "l'egoismo è sempre di più giustificabile se l'Ue non adempie a quelli che dovrebbero essere i suoi doveri e le sue missioni".


BOSSI: DOPO GB LO VOTEREMO ANCHE NOI
La lega Nord voterà il trattato di Lisbona. Parola di Umberto Bossi che conversando con i cronisti a Montecitorio ha detto: "Penso che lo voteremo. Se non l'avesse votato la Gran Bretagna sarebbe un trattato morto ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi". "No, non ci sono frizioni" fra la Lega e il Pdl, ma "piccoli errori e piccolissime incomprensioni". Così Umberto Bossi, leader del Carroccio, conversando con i cronisti in Transatlantico alla Camera, ha risposto a proposito dei rapporti nella maggioranza. Con Silvio Berlusconi, ha aggiunto, "non ci sono attriti".

BOSSI: INDIRE REFERENDUM? VEDIAMO
Dopo avere annunciato il voto favorevole della Lega al trattato europeo di Lisbona, Umberto Bossi precisa però che la questione del referendum non è ancora chiusa. "Vedremo, adesso vediamo", ha risposto il leader della Lega ai cronisti che gli chiedevano se il Carroccio abbia desistito dall'idea di chiedere un referendum. Bossi ha dapprima esposto quelli che secondo la Lega sono i mali che affliggono l'Unione europea: "L'Europa, così com'é adesso, non va bene: deve dare spazio ai popoli. Così com'é adesso non funziona come dimostra il fatto che ogni referendum che si fa lo perde". "Qualcosa - ha quindi aggiunto il Senatur - va cambiato". Tuttavia, ha proseguito, anche grazie alla posizione della Gran Bretagna che di fatto ha "rilanciato" il Trattato di Lisbona. A questo punto, ha proseguito, "penso sia difficile votare contro: c'é il presidente della Repubblica che spinge per la ratifica e la Lega non può passare per quella che che è contro l'Europa". Certo, ha sottolineato, la Lega è stata contrarie ad alcune politiche comunitarie come le 'quote latte', ma il Trattato alla fine "penso che lo voteremo".

BOSSI: LA LEGA NON FARA' PROBLEMI SULLA SOSPENSIONE PROCESSI
"La Lega non farà problemi" sull'approvazione dell'emendamento al decreto sicurezza definito dall'opposizione "salva premier". Lo ha detto il leader del Carroccio, Umberto Bossi, conversando con i cronisti a Montecitorio. "La base leghista - ha sottolineato il senatur - si fida di me e stavolta, non voglio dire che Berlusconi abbia ragione su tutto, ma le carte che ci ha mostrato dimostrano che lui non c'entra niente". Parole evidentemente riferite al cosidetto 'processo Mills' che vede imputato il presidente del Consiglio.

CALDEROLI: LO VOTERO' MA E' RIANIMARE UN MORTO
"Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perché l'ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei ministri. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea": lo afferma il ministro Roberto Calderoli (Lega Nord). "Pertanto - prosegue il coordinatore delle segreterie nazionali - con ho nessuna difficoltà a seguire l'indicazione di voto favorevole espressa dal mio segretario Bossi, ancor di più alla luce della bocciatura da parte dell'Irlanda, per cui si esprimerà un voto nei confronti di una cosa che non c'é già più. A rispondere del tempo e dei soldi gettati al vento per l'esame parlamentare dell'aria fritta saranno coloro che, testardamente, insistono a voler rianimare un morto...".
In precedenza, Calderoli aveva affermato che "il Trattato di Lisbona non esiste più, perché per il Trattato si richiede l'unanimità e quindi o l'Irlanda chiede di votare in favore della sua esclusione o il Trattato di Lisbona non esiste più". "Il gatto - aveva proseguito l'esponente del Carroccio - si è morso la coda". Calderoli si diceva convinto che la bocciatura dell'Irlanda al Trattato di Lisbona é una conseguenza naturale della decisione di sottoporre la questione al voto della popolazione: "Con questo modello di Ue é ovvio che se lo sottoponi al giudizio del popolo poi il popolo lo boccia. Fino ad oggi la Ue si sia occupata di cose inutili" e quindi in questo senso diceva di condividere l'intervento di Silvio Berlusconi di questa mattina che ha invitato l'Unione Europea a cambiare direzione: "Io ho sentito e condivido la critica costruttiva agli stati membri".

  





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