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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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La Curia sapeva tutto da luglio
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Messaggio La Curia sapeva tutto da luglio 
 
Brescia, arrestato vicedirettore seminario per violenza su minori

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Per Marco Baresi, sacerdote di 38 anni, le accuse sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un 14enne e detenzione di materiale pedopornografico

Brescia, 27 nov. (Adnkronos) - A quanto apprende l'ADNKRONOS, il vicedirettore del seminario della diocesi di Brescia, Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia. Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.


COLLEGATA:

- Leggo, provo a capire, conto fino a tre, ...


Ultima modifica di Redazione il 29 Nov 2007 21:49, modificato 2 volte in totale 






ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio L'uomo sarebbe stato trovato in possesso di materiale pedopo 
 
Martedì, 27 Novembre 2007 (Corriere della Sera)

L'uomo sarebbe stato trovato in possesso di materiale pedopornografico

Brescia: sacerdote arrestato per abusi


In manette il vicedirettore del seminario della diocesi per violenza sessuale aggravata nei confronti di un 14enne

BRESCIA - Il vicedirettore del seminario della diocesi di Brescia, Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia.
 

Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.

«UNA COSA IMPENSABILE» - «La situazione mi lascia assolutamente allibito... mi è mancato il fiato quando me l'hanno detto. È una cosa fuori da ogni pensiero, conosco l'ambiente e la persona ed è impensabile», ha commentato Mario Sberna, amministratore del Seminario di Brescia.

IL VESCOVO - Sul caso sono intervenuti anche il vescovo di Brescia Luciano Monari e il vicario generale, monsignor Francesco Beschi, secondo i quali l'arresto di Don Baresi è un fatto «doloroso». «La notizia che abbiamo appreso - scrivono i prelati in una nota- ci addolora profondamente. Don Marco Baresi è un sacerdote conosciuto e stimato da moltissime persone. Gli incarichi che gli sono stati affidati sono espressione e riconoscimento di una stima diffusa e avvalorata. Il grave tenore delle accuse deve essere attentamente valutato. Il dramma di chi è vittima di pedofili non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave ed è innocente è pure di grande portata». «Il provvedimento della magistratura - si legge ancora nella nota - è forte e doloroso. Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza a don Baresi, alla sua famiglia, al Seminario e a tutte le persone coinvolte».

  





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Messaggio Re: Brescia, arrestato vicedirettore seminario per violenza  
 
  Le manette su un pezzo di Cielo

Martedí 27.11.2007


L’arresto di un sacerdote è sempre traumatico. Come tutti gli arresti, certo: ma anche e soprattutto per quel senso di tradimento che si prova nel vedere una persona come il prete portato via tra due carabinieri o poliziotti. Perché, laicizzata o meno quest’epoca che sia, alla figura del religioso attribuiamo qualcosa di importante. È come se queste persone, in virtù di una chiamata venuta da Qualcuno così lontano e così vicino, fossero al di là dell’uomo comune. Le sentiamo, per certi versi, più vicine a Dio. E vederle in manette è come assistere alla caduta di un pezzo di Cielo. Almeno, per chi ci crede. Per chi non ci crede è uno spettacolo desolante. Di preti in manette ne abbiamo visti pochi. Il vicedirettore del Seminario di Brescia è forse il primo ad essere ritratto in questo modo. Se le accuse contro di lui, di violenza sessuale su un ragazzino di appena 14 anni, fossero vere, ci sarebbe poco altro da aggiungere. Sarebbe venuto meno qualcosa di sacro che spinge tutti a vedere nel prete una figura per nulla losca e pronta a farsi in quattro per tutti. Se ad abusare di un bambino è un sacerdote incaricato di amare come un padre quei ragazzi che liberamente hanno scelto di abbracciare Cristo e il suo messaggio, incluse le dure parole su chi “scandalizza i bambini” (“Meglio sarebbe per lui che non fosse mai nato”), allora è ancora più grave. Perché viziare una giovane pianta, con una crescita fisica, psichica e spirituale in formazione con l’abuso sessuale è qualcosa che non ammette giustificazioni. Domani quel bimbo abusato potrebbe diventare, a sua volta, un prete che abusa di altri bambini. Ma se il sacerdote fosse invece innocente, sarebbe l’ennesimo colpo – involontario? – all’immagine ed alla missione della Chiesa. Perché dopo i flash dei fotografi e l’Alfa Romeo che puntualmente schizza via a sirene spiegate, subentra il silenzio della presunta macchia. Che però, se si è innocenti, non sempre scompare con lo stesso clamore con cui si è manifestata. Non è la prima volta che sacerdoti accusati di abusi sessuali poi rivelatisi inesistenti abbiano scelto di suicidarsi per la vergogna. La Chiesa cattolica ha il coraggio di affrontare la piaga degli abusi sessuali da parte del proprio clero. Non ha prigioni, ma norme di diritto canonico da applicare. Per il resto, in Italia oggi i vescovi attendono sempre il giudizio della magistratura per poi procedere all’irrogazione di eventuali pene canoniche.  
Il cardinale Ersilio Tonini

Parlando con Affari, il cardinale Ersilio Tonini è stato chiaro: se affido mio figlio ad un sacerdote, devo poterlo fare nella massima sicurezza. E parlando dei preti che abusano di bambini, aveva detto: sono figli di una pietà empia. Non si possono consacrare delle persone nella speranza che tanto un giorno riusciranno a modificare appetiti sessuali o tendenze di vario genere. Non si possono usare finte tolleranze con chi violenta un bambino. Peggio ancora se dentro, da prete, porta una promessa di gioia e non il sozzo della violenza.     
Dal quotidiano di Libero "Affari"
  



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Messaggio Brescia: Pedofilia, la Curia nella bufera 
 
Mercoledì, 28 Novembre 2007

Poteva inquinare le prove. All’origine della misura cautelare di don Marco Baresi ci sarebbe il rischio d’iinquinamento delle prove evidenziato dal pm.

L'inchiesta. Arrestato don Marco Baresi, al vertice dell'istituto di Mompiano


Pedofilia, la Curia nella bufera
vicerettore del seminario in cella


Avrebbe abusato di un 14enne. Nel suo pc trovato materiale pedopornografico




Mai una voce su di lui. All’interno della Diocesi era stimato da tutti, tanto che da dieci anni era al vertice del Seminario diocesano. Proprio lì, invece, all’alba di ieri, sono scattate le manette per don Marco Baresi, 38 anni, laurea in lettere e in teologia, vicedirettore dell’istituto di Mompiano. Per lui è scattata una delle accuse più infamanti: violenza sessuale aggravata su un minorenne e detenzione di materiale pedopornografico.

AD ESEGUIRE l’arresto, chiesto dal pm Marcon e firmato dal gip Milesi, gli uomini della Squadra Mobile. Don Marco li ha seguiti in silenzio - portandosi dietro solo qualche vestito e un breviario - prima in Questura e poi in carcere a Canton Mombello, dove è stato sistemato in isolamento. Una carriera interrotta, la sua. È accusato di aver abusato sessualmente di un adolescente di 14 anni che anni fa frequentava il seminario. E che tempo dopo si è sfogato con uno psicologo che poi ha fatto partire la denuncia, finita sul tavolo del pubblico ministero Marcon. Don Marco Baresi così è finito nel ciclone della giustizia che da quel momento lo ha tenuto sotto controllo minuto per minuto.

La stretta nelle indagini è avvenuta proprio nei giorni scorsi quando dalla stanza riservata al sacerdote gli investigatori hanno trovato in un pc materiale pedopornografico con immagini di bambini intenti in amplessi con adulti, scaricati da internet. La Curia, ieri, ha comunque fatto quadrato per difenderlo. «Dobbiamo prima capire bene quanto riporta l’ordinanza di custodia cautelare prima di sbilanciarci in comunicazioni ufficiali», ripetevano in Diocesi. Così la prima nota scritta, soppesata parola per parola e avallata dal vescovo Luciano Monari, è arrivata solo nel tardo pomeriggio.

«La notizia che abbiamo appreso – c’era scritto - ci addolora profondamente. Don Marco Baresi è un sacerdote conosciuto e stimato da moltissime persone.
Gli incarichi che gli sono stati affidati sono espressione e riconoscimento di una stima diffusa e avvalorata. Il grave tenore delle accuse deve essere attentamente valutato». È per questo che dal palazzo episcopale si è tenuto «a manifestare la vicinanza a don Baresi, alla sua famiglia, al Seminario e a tutte le persone coinvolte».

Nel passato capitò un fatto analogo: l’allora vicedirettore del Seminario, don Luigi, venne indagato sempre con l’accusa di pedofilia. Dopodiché per lui scattò il trasferimento nella parrocchia di Ome. Altri momenti di imbarazzo.


COLLEGATE:

» Pedofilia, diocesi in subbuglio. Don Marco ottiene i domiciliari  »

»  Leggo, provo a capire, conto fino a tre, ma ...... »

»  Il profondo dolore del vescovo: accuse da valutare attentame »

» Brescia, arrestato vicedirettore seminario per violenza ...  »


Ultima modifica di Redazione il 29 Nov 2007 12:22, modificato 1 volta in totale 






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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Re: Brescia, arrestato vicedirettore seminario per violenza  
 
Sul quotidiano La Repubblica di oggi, a pagina 20 in cronaca, troviamo una bella pagina dedicata all’arresto di Don Marco Baresi a Brescia. L’inviato ci racconta qualcosa in più di questa ennesima vicenda di pedofilia (presunta). Ometto la parte principale che si trova invece su altri giornali e vado subito al dunque così sarò breve!
<<A muovere la magistratura è stata la denuncia di un ragazzo di 17 anni che fino al 2004 è stato al MariaImmacolata… il ragazzo che non riusciva ad avere una vita normale confessa il suo dolore allo psicologo che lo ha in cura…. A giugno, il bilocale dove alloggiava Don Marco viene perquisito e sequestrato del materiale… fino a ieri all’esterno nulla si viene a sapere. A quanto pare l’arresto è motivato dal pericolo di inquinamento di prove>> Io in oltre 5 mesi ci sarei riuscita ad inquinare, voi no?
A parte le solite esternazione buoniste della Curia Bresciana con i soliti “loro” addoloramenti, con quanto è conosciuto e rispettato etc etc andiamo oltre.
Scrive il giornalista: <<Resta il fatto che da almeno cinque mesi la Curia era a conoscenza delle indagini della Magistratura e delle accuse contro Don Baresi, e che nonostante questo il vice-rettore sia rimasto al suo posto. Don Mario è un ottimo sacerdote. Le accuse gli arrivano da un ragazzino instabile psicologicamente e non sono confermate – risponde Don Adriano Bianchi – direttore dell’ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali. Pensavamo che fosse solo una bolla di sapone. In caso contrario sarebbe stato allontanato, in questione ci sono procedure precise>>. Sono comparse nuove figure nella diocesi di Brescia: Don Adriano Insultatore, Don Adriano Saponatore, Don Adriano Magistrato e, quello che mi piace di più, Don Adriano Comunicatore (se lo licenziano lo assumo io che non riesco ancora a comunicare bene con certi esseri e, magari, lui si).
E ancora peggio andiamo dopo: <<Più decisa la reazione dell’amministratore del seminario Mario Sberna, presidente dell’associazione Famiglie Numerose – Questo è un ambiente sensibile, non si può distruggerlo così. Don Marco è sicuramente innocente, è un nuovo caso Enzo Tortora!>> E troviamo la figura dell’amministratore (io temo pure quello del mio condominio che chiede sempre più soldi) che si trasforma in paladino di Don Marco dicendo che è sicuramente innocente!! Ecchisenefrega di quel ragazzino psicolabile! Io ho indagato e Don Marco è innocente? io so perché lo conosco? Io so, io so, io so! E io che non so nemmeno se domani mi sveglio dove trovo quasta bella palla di vetro che mi riveli passato-presente-futuro? Certo che noi cittadini comuni proprio non abbiamo mai manco mezzo privilegio nel sapere così le cose: che sfigati che siamo!! E sull’ultima dichiarazione io lascio stare chi ormai giace sereno nelle braccia di Dio ma magari ci sarà Portobello che si incazza per tutti. Beccato!!

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Messaggio Re: Brescia, arrestato vicedirettore seminario per violenza 
 
Giovedì, 29 Novembre 2007

<<Se ci fosse stato anche un minimo sospetto il Vescovo avrebbe certamente preso misure cautelative>>

Il retroscena. Già in estate alcuni studenti del Maria Immacolata erano stati sentiti dai magistrati
 
La Curia sapeva tutto da luglio
interrogati seminaristi e docenti


<<Non c'erano riscontri oggettivi,pensavamo che tutto sarebbe finito in una bolla di sapone>>



La Curia sapeva. Da luglio. Da quando a don Marco Baresi era stato notificato un avviso di garanzia a seguito della denuncia di un 17enne per presunte molestie sessuali, avvenute tre anni prima. Durante le prime indagini erano stati interrogati alcuni seminaristi del Maria Annunziata così come un paio di docenti della struttura. Già a luglio era stato sequestrato il computer di don Baresi, recuperato nell'ufficio adiacente alla camera da letto del suo bilocale. Ma nulla di tutto questo era trapelato. E, soprattutto, nessuna decisione era stata presa sul vicerettore del seminario. Non una “sospensione” precauzionale, vista la gravità delle accuse; non un periodo di vacanza forzata o un suo spostamento. Fino a domenica, don Marco, ha continuato a rivestire il suo ruolo di vicerettore dei seminaristi liceali e a guidare gli incontri vocazionali per gli adolescenti.

«Un avviso di garanzia non è una condanna» ribatte don Adriano Bianchi, direttore dell'ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. «Non si può mettere sulla forca una persona per delle semplici illazioni, ne tanto meno rimuoverla da una posizione che si era guadagnata con la stima e il rispetto di tutti». Resta il fatto che, forse, qualche precauzione in più poteva essere presa.

«A luglio c'è stata la massima collaborazione con la magistratura. Tutte le persone che, al momento, i pubblici ministeri avevano chiesto di ascoltare sono state interrogate. Hanno perquisito gli alloggi e sequestrato quello che hanno ritenuto opportuno. Anche per questo non capisco come ora si possa parlare di inquinamento delle prove o di ostacoli alla giustizia. Cinque mesi fa non era emerso nulla – ripeto: nulla - che facesse prevedere un proseguio della cosa. Pensavamo che tutto si sarebbe risolto in una bolla di sapone. Se ci fosse stato anche un minimo sospetto il Vescovo avrebbe certamente preso misure diverse, cautelative per il seminario e per lo stesso don Baresi».

Voci parlano anche di una sorta di vuoto istituzionale che si sarebbe creato tra le dimissioni del vescovo Sanguineti e l'arrivo in città di monsignor Monari. Vuoto che avrebbe rallentato o reso più macchinose eventuali scelte.

«Si tratta solo di sciocchezze» taglia corto don Bianchi.
«La verità è quella che ho descritto».

In via Bollani, intanto, il clima pare quello di una giornata qualunque. Nessun clamore o inquietudine trapela dal seminario. E granitica è la fiducia che, in brevi battute strappate al volo, tutti manifestano a don Marco. Anzi, il clima - dicono - è sereno. Martedì sera si sono raccolti tutti in preghiera, «per don Marco», a cominciare dal rettore don Flavio Saleri. I visi - dopo la “botta” iniziale - paiono più distesi. Molti hanno anche chiesto di andare a trovare don Marco, per portargli la loro vicinanza e solidarietà. Ma, per ora, solo il cappellano di Canton Mombello ha fatto visita al sacerdote di Chari. Qualcuno racconta dell'instabilità emotiva del ragazzo che ora accusa il sacerdote: non cercava Gesù, ma solo se stesso, dicono. Tanto che aveva presto rinunciato al percorso da seminarista.

DA.BAC.  – Il Brescia

COLLEGATE:

» Pedofilia, diocesi in subbuglio. Don Marco ottiene i domiciliari  »

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»  Il profondo dolore del vescovo: accuse da valutare attentame »

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ViviCentro (art. 19 e 21)

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Messaggio I docenti cattolici:"Il vescovo doveva sospendere don B 
 
I docenti cattolici:
 "Il vescovo doveva sospendere don Baresi"

 
Un altro caso di pedofilia nella Chiesa cattolica riguarda, purtroppo, ancora un ministro di Dio. Si tratta di don Marco Baresi, 38 anni, originario di Chiari (Brescia), attuale vice rettore della comunità del Triennio Superiore  del Seminario diocesano di Brescia dedicato a Maria Immacolata.

Don Baresi è stato nominato sacerdote nel 1994 e subito assegnato nella parrocchia di San Zano Naviglio dove resterà fino al 1999.  Cinque lunghi anni...

Poi, in quell'anno, il sacerdote, viene infatti promosso vice rettore della Comunità delle Medie e del Biennio Superiore del Seminario diocesano e qui conosce il giovane che lo accusa di violenza sessuale aggravata. Siamo nel 2004 e don Baresi è nel Seminario diocesano da cinque anni occupandosi forse casualmente di minori. Al punto che il gip del Tribunale di Brescia, dopo sei mesi mesi di indagini, ha disposto su richiesta del Pm la traduzione in carcere del sacerdote con due accuse pesantissime: a) detenzione di materiale pedo pornografico; b) violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di anni 14.

Il giovane che accusa don Baresi ha ora 17 anni e, all'epoca dei fatti, aveva solo 14 anni. Si tratta di un ragazzo ex ospite del convitto, che avrebbe confessato a una psicologa una triste storia di abusi sessuali subiti circa tre anni fa.  
E' dalla scorsa estate che la polizia e la magistratura stanno indagando sulla vicenda: anche don Baresi è stato sentito dagli inquirenti, ma ha sempre negato con forza ogni coinvolgimento. Il suo arresto con l'accusa di violenza sessuale aggravata è forse dovuto alla necessità della Procura di evitare un possibile inquinamento delle prove.

Dopo l'arresto del vicerettore del seminario il vescovo di Brescia, mons.  Luciano Monari, con l'Ausiliare  monsignor Francesco Beschi, ha diramato un comunicato stampa, in cui si definisce profondamente addolorato per la vicenda. "Don Marco Baresi è un sacerdote conosciuto e stimato da moltissime persone. Gli incarichi che gli sono stati affidati", spiega la nota, "sono espressione e riconoscimento di una stima diffusa e avvalorata. Il grave tenore delle accuse deve essere attentamente valutato". Il comunicato diffuso dal  prelato chiarisce subito che "il dramma di chi è vittima di pedofili non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave ed è innocente è pure di grande portata".  "Il provvedimento della magistratura è forte e doloroso", conclude monsignor Monari: "Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza a don Baresi, alla sua famiglia, al seminario e a tutte le persone coinvolte".

Dichiarazioni un po' blande, forse troppo garantiste, troppo diplomatiche dal momento che un minore aveva una vocazione sacerdotale e l'ha persa. Ha subìto delle violenze sessuali gravissime, e nessuno gli ha chiesto scusa. E poi, come al solito si tende a minimizzare l'accaduto.

Vedremo, studieremo le carte, leggeremo i capi di imputazione. E poi la solita frase ipocrita: ribadiamo la nostra stima a don Baresi. Ma quale stima dovete ribadire a don Baresi, Vorremmo capire? Qui c'è un giovane che è stato violentato ripetutamente da un ministro di Dio, da un alter Christus, che ha subito un trauma, che fa ricorso sistematico a uno specialista e viene emarginato, discriminato, e relegato ai margini della società come se fosse un matto.  
Eh, no, monsignor Monari, lei è un biblista, non è un vescovo qualunque. sa cosa pensava Gesù della pedofilia.
Sa cosa ha fatto Dio distruggendo Sodoma e Gomorra per la depravazione dei suoi abitanti, sa che nel decalogo c'è scritto "Non commettere atti impuri", sa che nelle otto beatitudini sta scritto fra l'altro "Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio". E lei che fa? ribadisce la stima a don Baresi.

Io, invece, contrariamente a lei, sto vicino non a una mela marcia, ma a un giovane di 17 anni, che è stato umiliato, ferito e offeso quando aveva solo 14 anni. Che ha perso la sua dignità di persona per colpa di un sacerdote della sua Diocesi.
Tale sacerdote, tanto per essere chiari, lei dovrebbe immediatamente sospenderlo a divinis come prevede il Codice di Diritto canonico e in un secondo momento ridurlo allo stato laicale.

La Chiesa - monsignor Monari - non ha bisogno di questi preti, i giovani cercano pastori credibili e autorevoli, e me lo dicono tutti i santi giorni nelle aule scolastiche. Io sono stufo di difendere preti indifendibili solo perchè ritenuti degni di stima da parte di settori della Curia.

Ma Lei monsignor Monari me lo insegna: essi col sacramento dell'Ordine dichiarano solennemente di osservare i tre precetti evangelici: castità, povertà e obbedienza. E su questi precetti non si transige, non si negozia, non si patteggia.
Certo, un uomo è innocente fino a prova contraria, fino a quando un tribunale della Repubblica non ha emesso nei suoi confronti una sentenza di condanna. Su questo concordo con tutti i garantisti. Ma possibile che tutti coloro che hanno espresso solidarietà a Marco Baresi (e non al povero ragazzo forse rovinato per sempre) non si siano domandati come mai questo prete cosi zelante, cosi bravo, cosi capace, cosi efficiente deteneva materiale pedo pornografico?
Vi ricordo che questa è l'altra grave accusa per cui il signor Baresi, pardon don Baresi,  è in carcere e della quale deve rispondere. Nessuno ha pensato a questa seconda accusa: tutti erano impegnati a esprimere solidarietà a questo prete.
Fate invece una riflessione su questo secondo aspetto della questione che non è secondario come ci ha insegnato don Ferdinando Di Noto segnalando quotidianamente siti web di pedofili mettendo a repentaglio anche la sua vita con minacce e ritorsioni.

Dicevo che spesso a scuola gli studenti mi dicono che sono stanchi di leggere episodi di casi isolati che riguardano preti pedofili su 38 mila sacerdoti italiani che fanno del bene quotidianamente eppure non fanno notizia. Per chi se ne fosse dimenticato essi operano negli ospedali, nelle case di riposo per anziani, nelle Caritas,  nelle carceri, nelle scuole, nelle parrocchie, negli oratori, nelle Università, e nelle missioni accanto agli ultimi di questa terra. Noi guardiamo ad essi con fiducia e con speranza perchè sono il futuro della Chiesa. Essi sono Pastori veri, che si occupano del gregge, che riportano all'ovile le pecore smarrite. Non abusano del loro ruolo di educatore, non abusano del loro abito talare, e vivono alla sequela di Cristo.

Noi guardiamo a questi sacerdoti che sono dei modelli, dei punti di riferimenti per tanti giovani, tanti scout, tanti ragazzi dei movimenti ecclesiali. Essi sono ministri di Dio, agiscono in col «sommo ed eterno sacerdote» che è Cristo, in persona Christi capitis (in persona di Cristo Capo) e a nome della Chiesa. E l'abito, che il sacerdote indossa, gli ricorda che non può considerarsi come un «proprietario»,  ma gli ricorda che sta agendo a nome di un Altro, compiendo una missione che è distinta essenzialmente da quella degli altri fedeli.

Infatti "nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, non tutte le membra svolgono lo stesso compito. Questa diversità di compiti, nella celebrazione dell'Eucaristia, si manifesta esteriormente con la diversità delle vesti sacre, che perciò devono essere segno dell'ufficio proprio di ogni ministro" (Messale Romano, Ordinamento generale, n. 335). Da loro esigiamo più rigore, più serietà, più coerenza con lo stile di vita che hanno scelto.

Nessuno gli ha puntato una pistola alla tempia quando hanno scelto di essere sacerdoti e ministri di Dio. lo hanno fatto liberamente e spontaneamente. e allora basta con questi scandali, con questi moralismi alla don Dante Sguotti di Monterosso (Padova)  o come quelli di Padre Fedele Bisceglia da Cosenza: o uno il prete lo fa bene, oppure non lo fa. Stop. Non ci sono vie di mezzo.

Non possiamo mercanteggiare o perdonare peccati che arrecano sconcerto e disorientamento tra i fedeli e deturpano la Sposa di Cristo, cioè la Chiesa, il suo corpo Mistico. Quella Chiesa fatta da santi e da peccatori. Casta meretrix come diceva Ambrogio, o una Chiesa "santa e immacolata senza macchia e senza ruga" come scriveva Paolo di Tarso. Anche se i casi di questi tre sacerdoti non si possono e non si debbono accostare perchè molto diversi tra loro.

Non abbiamo più sentito parlare di don Bruno Puleo della diocesi di Agrigento che, dopo aver patteggiato la pena con i giudici, per il reato di violenza sessuale (2 anni e 6 mesi)  regge ancora una parrocchia in un piccolissimo comune dell'agrigentino. Cioè da Palma di Montechiaro è stato trasferito nel comune di sant'Anna.  Non ho mai avuto grande stima per padre Fedele Bisceglia, ma nei suoi confronti la Chiesa è stata durissima: trasferimento in Corsica, sospensione a divinis ed espulsione dall'Ordine dei Frati minori Cappuccini.  E don Puleo che ad Agrigento che ha abusato di sette minori?  E don Baresi a Brescia? Perchè non vengono anch'essi sospesi a divinis? Perchè due pesi e due misure diversi? Forse che costoro godano delle simpatie dell'Ordinario diocesano?

Bisogna essere giusti anche nel comminare sanzioni disciplinari, perchè gli scandali che un prete commette in una parrocchia, poi li trasferisce nell'altra che gli viene affidata con grave nocumento per l'intero popolo di Dio come abbiamo visto  per esempio a Boston negli Usa.

Per ciò che ci riguarda restiamo fermi alle parole di papa Benedetto XVI rivolte ai vescovi  irlandesi in visita ad limina Apostolorum. Per gli atti di pedofilia, secondo Papa Benedetto XVI,  serve " stabilire la verità di quanto accaduto, al fine di adottare qualsiasi misura sia necessaria per prevenire la possibilità che i fatti si ripetano, garantire che i principi di giustizia siano pienamente rispettati e, soprattutto, portare sostegno alle vittime e a tutti quanti siano colpiti da questi enormi crimini".

Gli abusi sessuali sui bambini «sono crimini abominevoli» che vanno perseguiti «con forza, determinazione e tempestività» per «punire i colpevoli e aiutare le piccole vittime». Ma quando i colpevoli sono «religiosi, questo particolare crimine diventa ancora più grande e la Chiesa deve fare tutto il possibile per assicurare alla giustizia chi lo commette, e nello stesso tempo dare sostegno alle vittime ed evitare che altre violenze simili possano ripetersi».

Di fronte a simili violenze, avverte papa Ratzinger, occorre «stabilire la verità per adottare qualsiasi misura necessaria per prevenire la possibilità che i fatti si ripetano, garantire che i principi di giustizia siano pienamente rispettati e, soprattutto, portare sostegno alle vittime colpite da questi enormi crimini».

"Nell'esercizio del vostro ministero pastorale, -conclude il Papa - avete dovuto fare fronte negli anni recenti a molti e terribili casi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando ad abusare è un uomo di Chiesa. Le ferite causate da tali atti agiscono in profondità ed è un'operazione urgente ricostruire la fiducia e la sicurezza là dove esse sono state danneggiate".

E poi ha concluso dicendo: "Il pregevole lavoro e l'abnegazione della grande maggioranza dei sacerdoti e religiosi d'Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni dei loro fratelli. Sono certo che la gente lo capisca e continui a guardare al suo clero con affetto e stima". Ecco, noi siamo attestati sulla stessa lunghezza d'onda di Benedetto XVI che di fronte alla pedofilia non intende coprire nessuno, condannare questa sporcizia morale, aiutare le piccole vittime, e sostenere le famiglie colpite da questo crimine abominevole.


Alberto Giannino, presidente Associazione culturale docenti cattolici a Qui Brescia


COLLEGATE:

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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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