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DOMENICA, 12 Ottobre : 2008
MAGDA BIGLIA, Il Giorno ha scritto:Il servizio passa nelle mani delle associazioni no-profit
— Brescia — GLI IMMIGRATI aumentano, gli sportelli per l'immigrazione diminuiscono. Il più grosso è a Brescia, in via Saffi. Il dirigente ventennale Franco Valenti è finito, con altri, vittima del ricambio di amministrazione, passata la scorsa primavera dal centrosinistra al centrodestra, e gli operatori rimasti se ne andranno con l'anno nuovo quando il servizio sarà chiuso. Sarà affidato al no-profit nelle intenzioni del nuovo assessore ai servizi sociali Giorgio Maione. Così è avvenuto nel comune di Chiari subito dopo l'insediamento del sindaco-senatore Sandro Mazzatorta, Lega nord. Il compito è finito alla Caritas.
GLI SPORTELLI erano stati istituiti a partire dagli anni ’90 nei comuni più popolosi e più gettonati dal flusso migratorio per dare una mano nelle trafile burocratiche, quando davanti alla questura si snodavano file interminabili 24 ore su 24 per non perdere il posto. Poi un finanziamento regionale degli anni Duemila aveva incentivato nuove aperture singole o in aggregazione. In provincia di Brescia, secondo dati dell'Anci, esistono 42 uffici che hanno attivato la compilazione elettronica delle domande di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno. Ma gli ultimi a chiudere i battenti sono stati quelli del distretto 7 Oglio Ovest.
PIETRO VAVASSORI, sindaco di Rudiano presiede l'assemblea degli 11 comuni, 7 dei quali avevano materialmente indicato una sede a cui anche gli altri potevano fare riferimento. Per esempio Roccafranca, un migliaio di stranieri su 4.600 abitanti, faceva capo ai confinanti. Vavassori spiega le motivazioni, diverse da quelle clarensi: «Ormai le pratiche possono essere svolte direttamente negli uffici comunali, dai patronati o dai sindacati. Gli utenti erano molto calati, tanto da non giustificare più la spesa; quei finanziamenti regionali potranno essere dirottati su diversi progetti di accoglienza. Nulla toglie che, se si ripresentasse la necessità, lo rimetteremmo in piedi».
DELLA STESSA idea è Mario Pietta, sindaco di Comezzano Cizzago, 3.500 abitanti, 600 stranieri residenti. «È stata una scelta condivisa». Però quegli sportelli, a sentire gli addetti, permettevano di conoscere gli stranieri sul territorio.
Di questa idea è Giuseppe Orizio, sindaco di Castegnato dove lo sportello «è operativo e pieno di gente, anche da fuori, facciamo fatica a starci dietro»
Del Frate Claudio, Corriere della Sera ha scritto:Il caso La tesi della giunta: i tagli della Finanziaria ci costringono ad affidare quel servizio ai privati
Gli operatori:«Ci accusano di essere bravi e di richiamare troppi stranieri» «Nuovo corso» nella città con la più alta percentuale di extracomunitari. Lo sportello era attivo dall' 89
BRESCIA - Nella città italiana con la più alta percentuale di immigrati (16% contro una media nazionale del 7) per l' ufficio che assiste gli stranieri è stata decretata la chiusura. Accade a Brescia dove in via Saffi, agli sportelli ogni giorno frequentati da decine di extracomunitari, un' esperienza cominciata nell' 89 si chiuderà il 31 dicembre prossimo. «Ci siamo sentiti dire che il nostro servizio, proprio perché buono, finiva con attirare più stranieri a Brescia», dicono negli uffici di via Saffi, rinfocolando una polemica nata praticamente il giorno in cui a Brescia si è insediata la nuova giunta di centrodestra. «Balle. La Finanziaria ci impedisce di assumere personale e quei servizi saranno affidati al privato sociale», replica Giorgio Maione, assessore comunale ai Servizi sociali. Di certo, però, ci sono due fatti: primo, il 14 aprile scorso, proprio l' indomani della vittoria elettorale, la nuova giunta ha congedato Franco Valenti, l' esperto che, dopo aver messo in piedi lo sportello immigrati (per gli italiani) nei Comuni di Colonia e Stoccarda era stato arruolato 19 anni fa nella sua Brescia con compiti analoghi. Secondo: i 12 mediatori culturali che materialmente lavorano agli sportelli di via Saffi, si sono sentiti dire che con la fine dell' anno il loro contratto non verrà rinnovato. Quella sede, da anni, è l' ancora di salvataggio per i circa 30 mila immigrati residenti a Brescia: rinnovo dei permessi di soggiorno, pratiche per trovare una casa, per l' inserimento scolastico, per aprire un' impresa, per ottenere lo status di rifugiati politici. Lì dentro fanno tutto questo e in più aiutano il marocchino, il bosniaco, il pakistano capitato a Brescia a sentirsi meno estraneo, visto che i colloqui si svolgono tutti nella lingua d' origine dello straniero. «É un' esperienza che ci invidiano in tutta Europa - commenta Valenti - e che adesso viene insensatamente gettata via. Perché? Mi viene in mente un deputato inglese che l' indomani dell' 11 settembre propose di rendere la vita impossibile a tutti gli immigrati proprio per scoraggiarne la presenza sul territorio inglese. Ecco, questo provvedimento, assieme a tutte le ordinanze emesse negli ultimi mesi dal Comune di Brescia, mi sembra vada in quella direzione. Non l' abbiamo sottolineato solo noi, ma persino la Diocesi». Vietato bivaccare nei giardini pubblici, vietato portare borse di grosse dimensioni, bonus bebè negato agli stranieri e panchine tolte nelle piazze frequentate dagli extracomunitari: ecco alcuni dei provvedimenti che hanno preceduto l' eutanasia dello sportello stranieri. «Sono tutte decisioni che danneggeranno l' intera città, italiani e leghisti compresi», aggiunge Valenti. «Smentisco che gli stranieri di Brescia saranno abbandonati a loro stessi - ribatte l' assessore Maione - anche se purtroppo la finanziaria ci costringe a rinunciare agli operatori dello sportello. La nostra idea è quella di distribuire gli stessi servizi sul territorio, affidandoli ad associazioni di volontariato e patronati. Quando? È un' incognita. Prima dovremo elaborare i piani di zona per misurare gli effettivi bisogni della città, dunque se me riparlerà a marzo». Claudio Del Frate 16% 12 19 Sportello «scomodo» Lo sportello per gli stranieri di via Saffi gestito dal Comune di Brescia. L' esperienza è stata studiata e imitata in altre città europeeLa percentuale di immigrati residenti a Brescia. E' più del doppio rispetto alla media nazionaleLe persone che rischiano di essere congedate dal Comune in seguito alla chiusura dello sportello per gli immigratiGli anni di esperienza dell' ufficio: era stato aperto, tra i primi in Italia, nell' 89, subito dopo una prima sanatoria
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















