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“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)

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BRESCIA: Pronto soccorso anti-stupro
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Messaggio BRESCIA: Pronto soccorso anti-stupro 
 
Brescia Oggi, 27 Giugno 2007

Sta prendendo forma l’idea lanciata tempo fa dalla Commissione Pari Opportunità del Comune

Pronto soccorso anti-stupro


Il polo di riferimento, sull’esempio della Mangiagalli, è l’ospedale Civile


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Le violenze sulle donne chiedono risposte concrete, come il centro di Soccorso Violenza Sessuale (Svs), idea lanciata dalla Commissione Pari Opportunità del Comune che sta prendendo forma per concretizzarsi in un servizio a disposizione della città.

La proposta è partita nel corso di un convegno promosso dalla Commissione alla fine dello scorso marzo, prendendo a modello il servizio Svs attivato fin dal ’96 presso la clinica Mangiagalli di Milano, uno dei primi in Italia, partito proprio con la legge che qualificava la violenza sessuale non più come offesa al pudore ma come reato contro la persona.

Su quell’esempio si è lavorato, aggregando sensibilità e disponibilità di associazioni, professionisti, strutture sanitarie.

Il prossimo impegno sarà quello di discutere il progetto, e possibilmente approvarlo, in una delle prossime sedute del Consiglio comunale, «ottenendo una sorta di "impegno" formale e istituzionale da parte di tutti i rappresentanti politici cittadini per la realizzazione del nuovo servizio, che rappresenterà il punto di riferimento per donne e bambini vittime di violenza», dice la presidente della Commissione Pari Opportunità, Piera Maculotti. «L’ospedale Civile di Brescia, realtà importante per le strutture di cui dispone e le professionalità che vi operano, è il polo di riferimento cui guardiamo per l’attivazione del nuovo servizio».

A far funzionare il Soccorso Violenza Sessuale saranno diverse figure, dal momento che una donna vittima di violenza ha bisogno di un’accoglienza particolare, che comprenda l’ambito sanitario, quello psicologico e quello legale.

«E’ importante, infatti, predisporre un luogo adatto per chi ha subito violenza sessuale, tenendo conto che nella stragrande maggioranza dei casi non viene denunciata, con un sommerso molto elevato. Ed è fondamentale dare un messaggio incoraggiante per dire no alla violenza».

La difficoltà a denunciare si ricollega anche al fatto che sono i partner i responsabili della maggioranza degli stupri, «un dato su cui riflettere, dal momento che spesso si tende ad inquadrare il fenomeno collegandolo a uomini stranieri venuti da lontano, quando al contrario la violenza sulle donne è soprattutto fra le mura domestiche, e dà conto di relazioni difficili, di un rapporto uomo-donna che non ha ancora trovato la misura del rispetto reciproco».

È significativo, inoltre, come emerge dall’indagine Istat 2007, che le donne più a rischio di violenza siano quelle del Nord est e del centro Italia, oltre alle aree di grande urbanizzazione, che presentano tassi più elevati rispetto al Sud e alle isole.
Il rispetto reciproco si impara fin da piccoli, ed è per questo che la Commissione Pari Opportunità affianca alle attività di sensibilizzazione quelle di formazione nelle scuole superiori, «trasmettendo gli strumenti per costruire relazioni positive - spiega Grazia Longhi Meazzi, consigliera della Commissione - e intercettando anche il tema dell’interculturalità, per costruire insieme una città che accoglie, e stare al fianco delle donne migranti, perché siano meno sole nel portare avanti le loro scelte».

li.ce.
  





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