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BUSTA CON PROIETTILE INVIATA A MASTELLA
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Messaggio BUSTA CON PROIETTILE INVIATA A MASTELLA 
 
Giovedì, 25 Ottobre 2007- 18:57

BUSTA CON PROIETTILE INVIATA A MASTELLA

 
De Magistris chiede il rinvio a giudizio di Loiero
 
 
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CATANZARO - Un proiettile e una lettera in cui si fa riferimento al pm de Magistris è stata recapitata oggi al ministro della Giustizia Clemente Mastella. A quanto si è appreso, nella lettera indirizzata al Guardasigilli è scritto che se De Magistris non tornerà al suo posto arriveranno altri 30 proiettili.
 "Altri 30 di questi ti colpiranno se il pm De Magistris non tornerà al suo posto": questo il testo del messaggio anonimo di minacce indirizzato al ministro Mastella con un proiettile calibro 38 Smith & Wesson Special. La busta - spiega l' ufficio stampa del ministero - è stata bloccata dalla Digos di Bologna in un centro smistamento delle Poste Italiane.

WHY NOT VA AVANTI, CC AL CAMPANILE
Mentre gli atti dell'inchiesta, Why Not, a bordo di un furgone dei carabinieri, sono in viaggio verso Roma, dove arriveranno domattina, l'indagine riprende nuovo vigore con l'attuazione di ulteriori atti investigativi. A disporre le nuove acquisizioni di atti è stato il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, che venerdì scorso ha avocato l'inchiesta motivando il provvedimento con l'incompatibilità di Luigi De Magistris, motivata dal fatto che il pm aveva iscritto nel registro degli indagati Clemente Mastella dopo che il ministro si era rivolto al Csm per chiedere il trasferimento cautelare d'ufficio del magistrato. La richiesta di Mastella era stata motivata dalle presunte irregolarità rilevate dagli ispettori del Ministero della Giustizia nella conduzione da parte di De Magistris della stessa inchiesta Why Not e di quella Poseidone sui presunti illeciti nell'utilizzo in Calabria dei fondi della depurazione. Il procuratore generale ha delegato ai carabinieri l'esecuzione di alcuni atti d'indagine che erano stati già disposti da De Magistris.

Tra questi l'acquisizione di atti nella sede del quotidiano dell'Udeur "Il Campanile", a Roma, cui è stato richiesto l'elenco dei fornitori. A riferire dell'atto investigativo è stato, con un comunicato, il consiglio d'amministrazione del quotidiano, che ha parlato di "una richiesta da parte della polizia giudiziaria di acquisizione di copie di documenti. Quindi né una perquisizione né alcuna richiesta imperativa. Sostanzialmente, la polizia giudiziaria ci ha informato che potevamo o meno, discrezionalmente, mostrare quanto oggetto di richiesta di esibizione". L'accertamento fatto nella sede de Il Campanile ha dato lo spunto all'avvocato Titta Madia, che assiste il ministro Mastella e l'Udeur, per sostenere che "l' avocazione dell' inchiesta Why not non ha provocato alcun insabbiamento delle indagini. Quanto è avvenuto oggi dimostra l'infondatezza delle dichiarazioni di chi sostiene che l' avocazione soffochi l' indagine. Affermarlo è sbagliato, strumentale e pretestuoso".

Un concetto sottolineato in precedenza anche da ambienti della Procura generale di Catanzaro, secondo i quali l'attività d'indagine, dopo l'avocazione, non soltanto non si é bloccata, ma ha registrato nuovo impulso. Dalla Procura generale, inoltre, si è insistito anche oggi sul fatto che l'avocazione non ha rappresentato un atto discrezionale. Nall'adottarlo, inoltre, non si è valutato alcun profilo di opportunità, ma è stato applicato, esclusivamente, quanto previsto dal codice di procedura penale circa i profili dell'incompatibilità da parte del pm e dell'inerzia del Procuratore della Repubblica nel provvedere alla sostituzione del magistrato titolare dell'inchiesta. Oggi, intanto, il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, che ieri ha chiesto al Csm di essere trasferito ad altra sede, ha rotto il silenzio ed in un'intervista ha sostenuto che "su Mastella De Magistris ha agito in malafede. Non so cosa ci sia dietro e chi tira le fila. Inoltre, nell'iscrivere il ministro nel registro degli indagati e parlando di condotta in atto, De Magistris aveva l'obbligo di trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri. Non facendolo ha violato la legge".

CSM NOMINA IANNELLI PG DI CATANZARO
Enzo Iannellli, attualmente a capo della procura di Pisa, è il nuovo procuratore generale di Catanzaro. Lo ha nominato all'unanimità il plenum del Csm, che si è espresso con una procedura d'urgenza. Se il ministro della Giustizia gli darà il cosiddetto "anticipato possesso", Iannelli potrebbe già insediarsi a Catanzaro tra una decina di giorni. In magistratura dal 1969, Iannelli è stato per vent'anni alla procura generale della Cassazione, rappresentando l'accusa in importantissimi processi: tra i tanti quelli per le stragi alla stazione di Bologna e di Ustica, l'attentato a Wojtyla, il cosiddetto Moto-ter e il sequestro delle liste degli scritti alla P2.

AVOCAZIONE MARTEDI' A CSM,CASO SENZA PRECEDENTI
Il Csm esaminerà martedì prossimo il provvedimento con il quale il pg facente funzioni di Catanzaro Dolcino Favi ha avocato al pm Luigi De Magistris l'inchiesta Why not nella quale sono indagati il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia. Se ne occuperà la Settima Commissione riunita in seduta straordinaria. Ma restano ancora poco chiare le competenze del Csm sul provvedimento impugnabile solo davanti alla procura generale della Cassazione. "Certamente non toccherà a noi né approvarlo, ne respingerlo - dice il presidente Dino Petralia, togato del Movimento per la giustizia - .Non siamo noi il giudice naturale, che è invece il procuratore generale della Cassazione". L'avocazione è stata inviata dalla procura generale di Catanzaro al Csm in applicazione dell'articolo 70 del vecchio ordinamento giudiziario, che espressamente prevede questa trasmissione, senza però disciplinare che tipo di pronuncia possa fare il Csm. Il caso è "senza precedenti", spiegano a Palazzo dei marescialli, perché solitamente l'avocazione viene disposta per inerzia del pm che procede, quando cioé ha fatto scadere inutilmente il termine delle indagini preliminari. E dunque l'invio al Csm e in particolare alla Settima Commissione che si occupa di organizzazione degli uffici giudiziari assume quasi il senso della segnalazione di un disservizio. "Sinora tutte le trasmissioni di avocazione al Csm si sono concluse con una semplice presa d'atto" ,spiega Petralia. Di qui la difficoltà al momento di individuare i margini di una pronuncia del Csm.

  





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