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Calabria, dal greco "kalon-brion": "faccio so
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Messaggio Calabria, dal greco "kalon-brion": "faccio so 
 
19/03/2007 11:21:49 -
 
Calabria, dal greco "kalon-brion": "faccio sor­gere il bene"


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Proprio per testimoniare il bene e il positivo presenti in questa terra meravigliosa, Libera e Avviso Pubblico hanno scelto la Calabria per la dodicesima Giornata della memoria e dell’im­pegno, il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera. Un bene sorto nonostante i grandi problemi e le profonde contraddizioni che da troppo tempo lacerano questa regione, un bene che nasce dall’impegno di tanti cittadini onesti a cui dobbiamo riconoscenza e gratitudine. Penso a quella Chiesa impegnata, radicata nel tempo e nella storia delle persone, ferma nella denuncia e determinata nel costruire speranza. Ma penso anche alle numerose realtà laiche – amministra­zioni, associazioni, cooperative – che non hanno esitato a sporcarsi le mani e a mettersi in gioco per la legalità e la giustizia.

Memoria – ce lo ripetiamo da quel lontano 21 marzo del 1996 a Roma – è anche impegno. Un impegno che ci sentiamo di dover rendere a quanti sono stati uccisi per mano delle mafie e ai loro famigliari. Impegno verso la società tutta e, prima ancora, verso la nostra coscienza di cittadini, laici e cristiani, che vivono il proprio tempo con speranza, senza rassegnazione.

Speranza che sta nell’esserci. Nell’assumere di più le nostre responsabilità. Nella serena tena­cia dell’unire le nostre strade per fare di più e di meglio. Speranza che non è attesa passiva di un futuro migliore, ma presente che chiede di essere orientato e accompagnato con scelte coraggiose, gesti concreti, parole credibili.

Image «C’è un tempo per tacere e un tempo per parla­re » afferma un noto passo dell’Ecclesiaste (Qo 3,7). E molti segni – evidenti a chi sappia vedere e non solo guardare, ascoltare e non solo senti­re – ci dicono che il nostro è un tempo per par­lare. Tempo della parola che si fa atto coerente e responsabile.

Della parola che si mette al servizio della verità, diversamente dal silenzio e dalla rimozione che la verità invece nascondono.

L’impegno di questi anni ci ha fatto capire che non sono solo le armi ad uccidere. “Uccidono” anche i silenzi, la disattenzione, la smemora­tezza, l’apparente normalità, la burocrazia, le deleghe. “Uccidono” la sottrazione del futuro e la negazione della speranza. Ma “uccide” anche l’assenza di verità, come ci hanno insegnato i tanti famigliari di vittime di mafia che attendono giustizia e, alcuni di loro, persino di conoscere il luogo dove sono stati uccisi e sepolti i loro cari.
E’ anche per questo – nella consapevolezza dei nostri limiti e senza facili generalizzazioni – che chiediamo alla politica di fare la sua parte. «Oc­corre una politica volta a eliminare le condizioni che favoriscono lo sviluppo del fenomeno mafio­so» diceva Pio La Torre «una politica che dia ordi­ne ai fatti economici, che organizzi e programmi lo sviluppo, che riduca lo spazio del liberismo selvaggio». Le parole di La Torre, a cui dobbiamo la legge che ha introdotto il reato di associazio­ne mafiosa e lo strumento della confisca dei beni – e di cui ricorre, il 30 aprile prossimo, il venticinquennale dell’assassinio – sono terribil­mente attuali. Abbiamo più che mai bisogno di una politica che recuperi il suo primato e la sua sostanza etica. Non onnipotente, ma nemmeno appiattita sulla pura gestione dell’esistente per la paura di perdere consenso. Una politica che sappia trasformare e guardare lontano, perché solo una politica capace di progetto – di tensio­ne, di sogno, di profezia – è una politica vicina alla vita.

Dobbiamo creare una vicinanza tra il senso del vivere e una politica che dia senso alla vita. Per­ché la politica ritorni a essere quel camminare insieme che riempie di libertà e speranza il no­stro essere cittadini.

don Luigi Ciotti
Presidente di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie


PROGRAMMA DEL 20 MARZO

Polistena (RC) h. 10.00
Assemblea della FAI
Federazione delle Associazioni Antiracket e antiusura Italiana
don Luigi Ciotti

Polistena (RC) h. 15,30
Incontro con i famigliari delle vittime
Auditorium Piazzale della Pace


Cittanova (RC) h. 16-18
Consulta dei consigli regionali Unipol (CRU)
Uliveto Principessa
don Luigi Ciotti e Giancarlo Brunello

No-stop aspettando il 21 marzo
Cinema Garibaldi
Proiezione del film “Rossomalpelo”
Presenti l’autore Pasquale Scimeca e Enrico Ghezzi.
Proiezione del film”Italia è cosa nostra”
di Beatrice Luzzi
A cura di CGIL, Banca Etica, ARCI e Arbash Film in colla­borazione con Libera


Polistena (RC) h. 18.00
Inaugurazione “Piazza 21 marzo”

Polistena (RC) h. 18.30
Veglia Ecumenica in ricordo
delle vittime delle mafie
Duomo di Polistena
Veglia con i familiari delle vittime

Polistena (RC) h. 21.00
Concerto
Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova diretta dai mae­stri Maurizio Managò e Gaetano Pisano



PROGRAMMA DEL 21 MARZO

h. 9.30
Raduno dei partecipanti
1. Zona Sud: raduno Piazzale Catena
2. Zona Nord: raduno Uscita (SGC) Strada Grande Comunicazione Ionio-Tirreno

Percorso corteo

Ritrovo Zona Nord

(Uscita SGC, Strada Grande Comunicazione
Ionio-Tirreno, riferimento Centro Commerciale Peguy)
> C.da Pizzicato > Via F. Seminara > C.da Russo
> Via Vescovo Morabito
> Via Trieste (punto di incontro dei due cortei)

Ritrovo Zona Sud (Largo Chiesa Catena)> Via Catena > Via Santa Marina
> Via Trieste (punto di incontro dei due cortei)

Il corteo unico proseguirà (si formerà all’inzio di Via Trieste)
> Via Trieste > Piazza della Repubblica > Via Commendatore
Grio > Piazzale Sr. Mariateresa Fioretti
> Viale Italia (luogo in cui si svolgerà la manifestazione)

h. 11.30 Villa Italia
Momento pubblico
per la memoria e per l’impegno

h. 13.00
Buffet in piazza
A cura del “Gruppo di Niscemi”

h. 14.00-17.00
3x3=9
La Calabria che si muove
Workshop
1. Per un sapere di cittadinanza
Auditorium Comunale
di Polistena Piazzale della Pace
2. Per una economia di solidarietà
Cinema Teatro Garibaldi Via Immacolata
3. Per una politica di legalità
Auditorium scuola media Salvemini
Via Palmiro Togliatti

Nel pomeriggio sono previste attività
di animazione per i ragazzi

h. 18.00
Concerto di Luca Barbarossa
Ospite Gruppo A67 di Scampia

3x3=9
La Calabria che si muove

A partire dallo slogan del 21 marzo 2007 a Po­listena “La Calabria in movimento per la giustizia sociale” intendiamo mettere al centro della di­scussione dei workshop previsti nel pomeriggio la questione della cittadinanza e dell’esercizio dei diritti in terra di Calabria: l’obiettivo è fare il punto della situazione in materia di cultura, economia e politica per capire quali percorsi di liberazione dalle mafie, dalla corruzione, dal ma­laffare debbano essere agiti per dare finalmente risposte autentiche e non retoriche.

Analisi e proposte saranno svolte a partire dalle conclusioni di tre delle sei aree tematiche di “Contromafie”, gli stati generali dell’antimafia tenutisi a Roma lo scorso novembre 2006.

Le tre aree tematiche individuate sono:
1. Per un sapere di cittadinanza
2. Per una economia di solidarietà
3. Per una politica di legalità

A completamento delle richieste contenute nel “Manifesto degli Stati generali dell’antimafia” i partecipanti ai tre workshop, oltre ad una ri­flessione di ordine più ampio, saranno chiamati ad elaborare e decidere tre proposte concrete che, in riferimento a ciascuna area di intervento, saranno le priorità da indicare nel documento conclusivo presentato all’opinione pubblica, alle istituzioni e ai mezzi di comunicazione al termine della giornata.

In tutto nove indicazioni pratiche da inserire nell’agenda politica e civile della Calabria, a par­tire da subito, perché nei prossimi mesi prenda corpo finalmente il cambiamento tanto auspica­to e finora poco concretizzato.

Ridare speranza alla Calabria significa operare con rapidità ed efficacia: con questi workshop la società civile si assume la sua quota di respon­sabilità. Essere in movimento verso la giustizia sociale vuol dire dare gambe all’ansia di rinnova­mento autentico, vero antidoto al prosperare del malaffare mafioso.

Per un sapere di cittadinanza
La riflessione sulla cittadinanza deve tenere conto non solo dei di­ritti godibili in astratto ma anche di quelli poi effettivamente goduti. Nella costruzione del proprio io, delle proprie istanze e aspettative, nella realizzazione dei propri desideri, in una cornice di valori e leggi condivise, un ruolo primario è senz’altro svolto dal percor­so educativo e formativo dei singoli e delle comunità. Le mafie temono il sapere perché la conoscenza rende gli uomini liberi e consapevoli dei propri diritti e ciò rende molto più difficile la presa criminale sulle coscienze e sulle intelligenze. In Calabria oggi quali sono le condizioni del sistema scuola? Il diritto alla crescita con­sapevole, l’esercizio della cittadinanza sono assicurati realmente? Le differenze sono riconosciute e valorizzate in quanto ricchezza? Quali sono le istanze delle altre agenzie educative del territorio? Esistono le condizioni per un patto tra formatori che ponga al ter­mine la dignità della persona e il rifiuto della violenza mafiosa? La fruizione di una cittadinanza piena, e soprattutto dei diritti ad essa connessi, passa attraverso una cittadinanza pedagogica che si esplicita nel diritto di parola e prima ancora nel desiderio di parola. L’antimafia sociale, per poter comprendere e, quindi, contrastare con efficacia la costante evoluzione delle dinamiche perverse che caratterizzano il mondo mafioso, deve prevenire, educare, educarsi e aggiornarsi di continuo.

Per una economia di solidarietà
La costruzione di impresa e lavoro nel rispetto della legalità e nel rispetto della dignità delle persone e dell’ambiente non è mai stato facile. A maggior ragione in una regione, dove la presenza della ‘ndrangheta esercita un influsso assolutamente negativo sui livelli di produzione e sulla costruzione di ricchezza, determinan­do le condizioni per una iniqua ripartizione delle stesse e per la creazione di condizioni di povertà inaccettabili in questo scorcio di inizio secolo. La lotta alle mafie si fa costruendo sviluppo auten­tico ed equo. il 21 Marzo a Polistena è occasione di incontro e di confronto per tutte quelle categorie professionali che agiscono in tal senso. Quali sono le leggi che impediscono il pieno sviluppo di questa regione? Quali i freni di ordine strutturale e sovrastrutturale che non aiutano la crescita di una imprenditoria sana? Vi è una correttezza e trasparenza nei rapporti tra rappresentanze sindacali e quelle che rappresentano i datori di lavoro e le imprese?

Per una politica di legalità
Il 21 Marzo a Polistena è l’occasione perché Istituzioni ed Enti Locali si interroghino sulle scelte fin qui agite per sostenere l’im­pegno di chi agisce in prima linea nel contrasto alle organizzazioni mafiose. Non basta la sola denuncia ma anche, e soprattutto, si deve mettere in evidenza quanto di buono è stato realizzato sul versante civile e istituzionale nel combattere le mafie e le loro protezioni. La battaglia contro la criminalità organizzata è una que­stione che ormai sta riguardando molti cittadini calabresi, singoli e associati, che credono nei valori di un sistema democratico.
Quale è il livello di credibilità del sistema politico in questa terra così problematica? Cosa occorre fare per recidere i legami tra mafia e politica? È garantito il ricambio generazionale nei ruoli amministrativi e di gestione della cosa pubblica? Quali sono gli or­ganismi di rappresentanza delle istanze dei cittadini, in particolare dei più giovani e dei più bisognosi di essere riconosciuti cittadini?



Informazioni:

ImageLibera
Segreteria Nazionale
Tel. 06 69770301
Fax 06 6783559



Libera
Segreteria 21marzo Polistena

Tel. e Fax 0966 935057
Cell. 380 9035998

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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