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CALCIO, BULGARIA-ITALIA 0-0
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SABATO, 11 Ottobre : 2008

CALCIO,
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BULGARIA-ITALIA 0-0


SOFIA - Dalle vittorie contrassegnate dalla sofferenza delle partite con Cipro e Georgia, al pareggio segnato dalla noia di quella con la Bulgaria: la nazionale di Lippi scopre a Sofia l'altra meta' del bicchiere. Che e' mezzo vuoto sul piano del risultato, e mezzo pieno per la rassicurante gestione di una gara sulla carta molto piu' difficile di quelle d'avvio del girone di qualificazione.
La pista bulgara tiene dunque sulla rotta giusta gli azzurri nella corsa ai mondiali 2010: la classifica rimane di assoluta' tranquillita' al primo posto (anche perche' l'Irlanda di Trapattoni, seconda, oggi riposava), e la squadra giocoforza rinnovata da' una buona risposta. E' vero, comincia da 0-0 la Giovane Italia mandata in campo da Lippi per ovviare alle assenze di tanti campioni del mondo (a partire dal numero 1 del mondo Gianluigi Buffon): ma il pari colto dalla nazionale campione del mondo in carica e numero due della classifica Fifa arriva sul campo di una formazione non troppo piu' giu' in graduatoria, quindicesima. E se le emozioni nella serata latitano anche a causa di un tatticismo esasperato, certi inserimenti testimoniano la bonta' delle scelte di Lippi che tra l'altro con il risultato di stasera si avvicina alle 30 partite consecutive senza sconfitte, record per i ct azzurri detenuto da Vittorio Pozzo. Piace Pepe, nella serata: ed il sale, per proseguire nella metafora preferita dal ct di Viareggio, lo da' nella ripresa l'esordio del talentuoso Giuseppe Rossi. Piace meno Montolivo, scolastico e 'leggero', mentre da esterno sinistro Dossena si guadagna il pane facendo su e giu' a ripetizione.
Nel complesso comunque l'Italia si dimostra nettamente superiore, anche grazie alla ritrovata forma di campioni del mondo di peso come Cannavaro, De Rossi e Gattuso: supremazia che non si era vista ad Udine contro la Georgia e persino a Cipro. E questo il segnale piu' incoraggiante in vista della partita di mercoledi' prossimo a Lecce contro il Montenegro. Il prepartita 'caldo', segnato dall'atteggiamento aggressivo dei 150 tifosi italiani presenti allo stadio Levski e la ritorsione dei fischi all'Inno di Mameli da parte dei bulgari, sembrava preludere ad una gara di grande intensita' emotiva. Arrivava invece un primo tempo decisamente tattico, con squadre cortissime ed il grande ritmo vanificato dagli errori di appoggio. Di brividi e prodezze neanche a parlarne, al massimo c'era da apprezzare la gestione serena della gara messa in atto da una squadra azzurra forzatamente inedita. Lippi in avvio aveva presentato nei nomi l'Italia attesa, con Gilardino in avanti al posto solitamente di Toni, e Montolivo a centrocampo con Gattuso e De Rossi. Il 4-3-2-1 azzurro copriva bene il terreno di gioco, il pressing sul possesso di palla avversario funzionava tanto che i padroni di casa stentavano assai a lanciare il decantato (ed ipervalutato) Berbatov, di suo parecchio involuto in giocate velleitarie. Fatto sta che una situazione tale poteva portare gli azzurri al colpaccio: che pero' veniva sfiorato solo in avvio, quando al 5' un lancio di Cannavaro con l'aggiunta di uno stop sbagliato di un difensore bulgaro liberavano in area Gilardino che finiva a terra sull'intervento rovinoso del portiere Ivankov, pronto a mettere in angolo. Proteste azzurre, e le emozioni vere finivano li': perche' per tutto il primo tempo, tra raddoppi di marcatura ed errori di misura, non si vedeva un tiro nello specchio della porta.
Nella ripesa gli azzurri partivano incrementando il possesso di palla e la vocazione alla fase offensiva ma passavano i minuti e una opportunita' vincente non arrivava, anche se al 15' una parodia di tiro nello specchio della porta si vedeva (colpo di testa fiacco di Gilardino su angolo dalla destra). E la replica, piu' pericolosa per la verita', si registrava sei minuti dopo con una punizione da lontano di Pepe che Ivankov si vedeva sbucare all'improvviso e parava con una certa difficolta'. Cosi' Lippi provava la carta dell'esordiente Giuseppe Rossi (fuori Di Natale) e metteva il nerbo di Perrotta al posto delle geometrie troppo elementari nell'occasione di Montolivo. Rossi alla seconda giocata personale accendeva la luce: al 27' riceveva il pallone spalle alla porta e si liberava con una finta dell'avversario diretto: palla ficcante in area per Gilardino che sull'uscita del portiere mandava sull'esterno della rete. Il ct sostituiva il fiorentino con Toni, ma l'occasione azzurra la creava De Rossi al 34' con un tiro da lontano alto di poco. Ed alla fine arrivava anche un guizzo di Berbatov, un tiro da trenta metri parato in tuffo da Amelia. Ma era ancora De Rossi, con una punizione a giro fuori di poco in chiusura a ribadire i rapporti di forza della serata.
(Piercarlo Presutti)

SOFIA -  Salve di fischi a coprire l'inno di Mameli prima della partita. Questa l'accoglienza dei tifosi bulgari all'Italia campione del mondo, dopo i tafferugli del pre-gara. Mentre risuonavano le notte dell'inno di Mameli, i sostenitori italiani nello spicchio di curva loro riservato, salutavano con il braccio teso in posa inequivocabilmente fascista.

Arrivano gli ultras italiani a Sofia, e sale la tensione attorno a Bulgaria-Italia. Prima una rissa appena sfiorata in un bar del centro, poi il tentativo di scontro con i tifosi locali all'interno dello stadio frenato dall'ingresso delle forze di polizia bulgare in assetto antisommossa. Il tutto tra canti del ventennio fascista e un corteo nelle strade che conducono al 'Levski Stadium' scandito da 'Duce Duce'.

E soprattutto lo stupore dei bulgari, che avevano accolto con calore la nazionale campione del mondo. Il gruppo di oltre cento tifosi organizzati al seguito della nazionale è parte dello stesso che segue gli azzurri da due anni, ovvero da dopo la fine del Mondiale. Il Viminale li conosce bene, si tratta di ultras della destra provenienti da diverse città, specie del nord-est. Questa volta si sono aggiunti anche tifosi provenienti da Napoli. E a provocare le tensioni della giornata sono stati anche il gemellaggio di questo gruppo con la tifoseria del Levski Sofia, tradizionalmente collocata a destra, e il confronto con i 'rivali' del Cska, tifoseria di sinistra. Sarebbe questo, secondo alcuni testimoni, il motivo che ha fatto scattare la rissa all'interno del bar del centro di Sofia: italiani e sostenitori del Levski contro ultras del Cska. Rapido l'intervento della polizia locale, così si è evitato il peggio: nessun ferito e nessun fermo.

Poi, il 'plotone' degli Ultras Italia è andato allo stadio a piedi, scortato da una moto della polizia e alcuni agenti: e durante il percorso per le strade di Sofia è stato un miscuglio di cori calcistici, di ricordi per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola di un agente di polizia italiano, e soprattuto di 'Faccetta Nera', 'Duce Duce' e altri cori fascisti. Poi, all'arrivo allo stadio, l'ingresso nel settore loro riservato e subito il tentativo d'assalto agli spettatori bulgari. Un gruppo di italiani ha percorso tutti i gradoni cinghie dei pantaloni in mano, è arrivato fino alla cancellata che delimita il settore e ha cominciato a menar fendenti e a tirare oggetti dall'altra parte. La tensione è stata molto alta per alcuni secondi, prima che una trentina di poliziotti con caschi, corpetti e manganelli entrasse e riportasse con calma indietro i sostenitori italiani. Uno striscione degli italiani sarebbe stato sottratto dai bulgari, di certo quando la calma è stata ristabilita gli Ultras Italia hanno tolto i loro tricolori con i nomi di diverse città di provenienza, alcuni in caratteri celtici. La Federcalcio ha poi precisato di aver venduto 144 biglietti a tifosi italiani per quel settore, dopo aver girato al ministero dell'Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Da quel momento, gli Ultras Italia sono passati sotto il controllo della polizia locale. Domenico Mazzilli, responsabile della sicurezza della nazionale azzurra, e Roberto Massucci, suo vice, hanno offerto il loro supporo alla polizia bulgara.

Under 21:
per azzurrini solo 0-0 con Israele


ANCONA - Nel match di andata ad Ancona per la qualificazione ai Campionati Europei, l'Under 21 di Casiraghi non riesce a sfondare lo schieramento difensivo eretto da Israele e deve accontentarsi del pareggio. Sarà decisivo il ritorno a Tel Aviv, il prossimo 15 ottobre, ma gli azzurrini dovranno fare a meno di Dessena, Marchisio e Giovinco, ammoniti e già diffidati. Probabile forfait anche di Andreolli, uscito in barella dal campo per un colpo ricevuto all'occhio. Schieramenti speculari per le due squadre, che giocano con un modulo 4-3-2-1 ma con atteggiamento opposto.

L'Italia parte decisa in attacco e Israele si difende per lunghi tratti anche in dieci uomini, lasciando in avanti da solo Abihazira. Buone occasioni per gli azzurrini, orfani di Balotelli (febbre) e De Ceglie (distorsione alla caviglia), nella prima frazione. Al 2' Cigarini impegna Levita con un calcio di punizione teso ma troppo centrale. Al 6' ci prova Marchisio da fuori, con un gran destro parato a terra dal portiere israeliano. Gli azzurrini provano a sfondare sulle fasce mentre sull'altro fronte è il solo Assulin a tentare, senza successo, l'uno contro uno, sulla destra. Sulla sinistra cerca l'assolo Giovinco che, all'11', dopo aver saltato due avversari mette fuori di poco un bel destro a girare. A destra Dessena e Osvaldo provano ad andare in percussione ma non trovano assist vincenti per Acquafresca. Si sgancia anche Motta, che al 17' si trova a colpire di testa da buona posizione un pallone troppo alto che non riesce a schiacciare. Per Israele da segnalare un tiro a lato di Avidor alla mezz'ora e una punizione di Natcho al 40' fuori bersaglio. La partita si fa nervosa negli ultimi minuti del primo tempo, soprattutto dopo la gomitata data da Abihazira ad Andreolli, che fa arrabbiare non poco anche Casiraghi. All'entrata negli spogliatori si segnalano screzi e spintoni tra i giocatori.

Nel secondo tempo poche emozioni. Dopo aver speso molto nella prima frazione l'Italia sembra avere le idee appannate. Per Israele stesso copione e atteggiamento tattico di contenimento. Casiraghi toglie uno spento Acquafresca e inserisce Abate, avanzando Osvaldo come prima punta. Giovinco ci prova su punizione al 5' e Marchisio cerca senza successo il tiro da fuori, all'11' e al 16'. Solo nell'ultimo quarto d'ora gli uomini di Casiraghi provano a scuotersi. Al 29' sandwich in area su Giovinco ma l'arbitro Duarte Gomes non ravvisa gli estremi del rigore. Abate vivacizza l'attacco sulla destra ma Osvaldo (di testa al 33') e Morosini (al 30' e al 32') non trovano il colpo decisivo. Israele va a volte in affanno ma alla fine trova il pareggio che cercava.

  





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