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Domenica, 27 Luglio : 2008 La Stampa
IL MESTIERE PIU' VITUPERATO
Rivolta in Inghilterra: «Siamo i nuovi schiavi. I padroni ci rubano persino le mance»
MATTIA B. BAGNOLI
LONDRA - Sottopagati, sovraimpiegati, superlicenziabili: ecco la vita grama dei camerieri che lavorano in Gran Bretagna - molti dei quali si concentrano nella ricca e scintillante Londra. Tenuti sotto scacco da una politica «mangia la minestra o salta la finestra», ai 231 mila e rotti «waiters» del Regno Unito non viene neppure riconosciuto il più sacrosanto dei riti: la mancia. E allora ci pensa il quotidiano «The Independent» a suonare la riscossa: camerieri di tutto il Regno unitevi, per giuste paghe e giuste mance.
L’inchiesta del giornale londinese ha scoperchiato i pentoloni ai ristoratori più floridi e celebri in Inghilterra. Un business da 47 miliardi di euro all’anno. Poiché la mancia in Gran Bretagna è di norma calcolata intorno al 10-12%, circa 6 dovrebbero finire nelle tasche dei camerieri. Ma no. Il cospicuo extra lasciato dai diligenti avventori, secondo l’Independent, se lo intascano i «padroni». Funziona così: da questo lato della Manica vige uno stipendio minimo di Stato - minimum wage - pari a 5,52 sterline all’ora (7 euro): sotto quella cifra non si può andare. Ma, sfruttando certe ambiguità della norma, i ristoratori hanno messo le mance tra gli «integratori» dello stipendio. Morale? Salari «legali» molto più bassi del dovuto. In questo British Job architettato ai danni degli impiegati sono coinvolti nomi come Carluccio’s - catena di ristoranti italiani di grande successo -, Café Rouge, Chez Gerard, Strada, Café Uno e PizzaExpress. «Alcuni di noi - ha detto un cameriere - hanno due lavori e stanno in piedi 80 ore alla settimana week-end inclusi: se poi prendi cinque sterline all’ora e le mance vanno alla direzione non sei molto incentivato a offrire un buon servizio».
Lo staff dell’ultra esclusivo ristorante giapponese Nobu ha confessato di non aver visto un centesimo della super-mancia da 100 sterline al termine di una cena costata ai commensali mille sterline. Il gruppo D&D - posseduto da Sir Terence Conran, gran guru dei ristoranti più esclusivi di Londra - nonostante abbia fatto segnare l’anno passato utili per 71 milioni di sterline, paga i suoi camerieri, mance escluso, solo 1,88 sterline l’ora (2 euro e 30 centesimi). Una miseria. Certo, se si aggiunge quello che i consumatori credono sia un extra, il salario cresce a fino a toccare le 6,29 sterline. Ma, sostiene l’Independent, così si frodano i clienti.
«Mi hanno detto che avrei ricevuto 17 mila sterline all’anno, ma quando ho letto il contratto non ci volevo credere - ha rivelato un cameriere del Paternoster Chop House, ristorante chic a due passi dalla cattedrale di Saint Paul -. Sarà anche legale, ma ho detto loro che è immorale pagare la gente 1,88 sterline all’ora». Anche il Loch Fyne Group, padrone di 44 ristoranti, che si pubblicizza come «un’impresa ecologica, rispettosa degli animali e delle persone», è stato pizzicato a pagare i suoi camerieri meno del salario minimo. L’Independent ha lanciato la campagna di sensibilizzazione «Fair Tips, Fair Pay» («giusta mancia, giusta paga»). Suscitando il plauso di sindacati e politici - di entrambi gli schieramenti.
«Bisogna fare qualcosa - ha tuonato Stephen Byers, creatore del salario minimo quando era ministro laburista al Commercio e all’Industria -. I clienti devono sapere a chi davvero lasciano la mancia». Una visione condivisa anche dai Conservatori, che per bocca di Peter Luff, presidente della commissione Affari e Impresa, hanno definito «sfruttamento» il torto imposto ai camerieri: «Nessuno - ha dichiarato Luff - dovrebbe essere pagato meno del salario minimo». La questione è arrivata al governo. «L’esecutivo crede sia il caso di rendere più giusto e trasparente il sistema delle mance - ha detto il portavoce del primo ministro Gordon Brown -. Stiamo studiando tutte le opzioni possibili». I camerieri aspettano, l’Independent vigila.
L’inchiesta del giornale londinese ha scoperchiato i pentoloni ai ristoratori più floridi e celebri in Inghilterra. Un business da 47 miliardi di euro all’anno. Poiché la mancia in Gran Bretagna è di norma calcolata intorno al 10-12%, circa 6 dovrebbero finire nelle tasche dei camerieri. Ma no. Il cospicuo extra lasciato dai diligenti avventori, secondo l’Independent, se lo intascano i «padroni». Funziona così: da questo lato della Manica vige uno stipendio minimo di Stato - minimum wage - pari a 5,52 sterline all’ora (7 euro): sotto quella cifra non si può andare. Ma, sfruttando certe ambiguità della norma, i ristoratori hanno messo le mance tra gli «integratori» dello stipendio. Morale? Salari «legali» molto più bassi del dovuto. In questo British Job architettato ai danni degli impiegati sono coinvolti nomi come Carluccio’s - catena di ristoranti italiani di grande successo -, Café Rouge, Chez Gerard, Strada, Café Uno e PizzaExpress. «Alcuni di noi - ha detto un cameriere - hanno due lavori e stanno in piedi 80 ore alla settimana week-end inclusi: se poi prendi cinque sterline all’ora e le mance vanno alla direzione non sei molto incentivato a offrire un buon servizio».
Lo staff dell’ultra esclusivo ristorante giapponese Nobu ha confessato di non aver visto un centesimo della super-mancia da 100 sterline al termine di una cena costata ai commensali mille sterline. Il gruppo D&D - posseduto da Sir Terence Conran, gran guru dei ristoranti più esclusivi di Londra - nonostante abbia fatto segnare l’anno passato utili per 71 milioni di sterline, paga i suoi camerieri, mance escluso, solo 1,88 sterline l’ora (2 euro e 30 centesimi). Una miseria. Certo, se si aggiunge quello che i consumatori credono sia un extra, il salario cresce a fino a toccare le 6,29 sterline. Ma, sostiene l’Independent, così si frodano i clienti.
«Mi hanno detto che avrei ricevuto 17 mila sterline all’anno, ma quando ho letto il contratto non ci volevo credere - ha rivelato un cameriere del Paternoster Chop House, ristorante chic a due passi dalla cattedrale di Saint Paul -. Sarà anche legale, ma ho detto loro che è immorale pagare la gente 1,88 sterline all’ora». Anche il Loch Fyne Group, padrone di 44 ristoranti, che si pubblicizza come «un’impresa ecologica, rispettosa degli animali e delle persone», è stato pizzicato a pagare i suoi camerieri meno del salario minimo. L’Independent ha lanciato la campagna di sensibilizzazione «Fair Tips, Fair Pay» («giusta mancia, giusta paga»). Suscitando il plauso di sindacati e politici - di entrambi gli schieramenti.
«Bisogna fare qualcosa - ha tuonato Stephen Byers, creatore del salario minimo quando era ministro laburista al Commercio e all’Industria -. I clienti devono sapere a chi davvero lasciano la mancia». Una visione condivisa anche dai Conservatori, che per bocca di Peter Luff, presidente della commissione Affari e Impresa, hanno definito «sfruttamento» il torto imposto ai camerieri: «Nessuno - ha dichiarato Luff - dovrebbe essere pagato meno del salario minimo». La questione è arrivata al governo. «L’esecutivo crede sia il caso di rendere più giusto e trasparente il sistema delle mance - ha detto il portavoce del primo ministro Gordon Brown -. Stiamo studiando tutte le opzioni possibili». I camerieri aspettano, l’Independent vigila.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















