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Giovedì, 29 Maggio : 2008
PARMA - Ferdinando Carretta, il parmigiano che nell'agosto del 1989 uccise padre, madre e fratello ma che nel '99 fu assolto perche' incapace di intendere e volere e tornò libero dopo un periodo trascorso in ospedale psichiatrico e in comunità, ha ottenuto in eredità proprio la casa dove fece strage. Lo racconta la Gazzetta di Parma, precisando che probabilmente non tornerà mai più a viverci. Carretta ha infatti trovato un accordo con le zie, chiudendo così la causa civile che si era innescata proprio a proposito dell'eredità della famiglia Carretta. Una conclusione che, al di là del paradosso evidente, corrisponde a ciò che prevede la legge: è vero che l'uomo uccise i suoi familiari, ma in quanto ritenuto incapace di intendere e di volere al momento del triplice omicidio non è stato condannato, venendo invece avviato a un percorso terapeutico prima nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere e poi in comunità. E così non ha perso il diritto civile all'eredità dei familiari, che nel frattempo sembrava destinata alle zie. Carretta era scomparso da quasi 10 anni e dunque sembrava imminente la dichiarazione di morte presunta: e invece venne individuato e poi arrestato a Londra. Ammise anche le proprie responsabilità e indicò in una cava della provincia di Parma il luogo della sepoltura dei familiari. Ma i corpi, nonostante minuziose ricerche, non vennero mai trovati.
Così diceva il 17 Dicembre 2005:
Citazione:Nell' 89 uccise fratello e genitori, i beni andranno alle zie
Niente eredità per Carretta
«Soldi miei, non mi rassegno»
L' assassino presto lascerà l' ospedale psichiatrico e tornerà libero
DAL NOSTRO INVIATO PARMA - È ancora convinto: «L' eredità mi spetta, non mi rassegno». Quest' eredità è il patrimonio lasciato dalla sua famiglia: la famiglia che proprio lui ha confessato di avere sterminato. Ma ora il giudice ha sentenziato: Ferdinando Carretta, 42 anni, che nel 1989 uccise il padre Paolo, la madre Marta e il fratello Nicola, facendoli svanire nel nulla, non può vedersi attribuire i due appartamenti e i centomila euro lasciati dai genitori. Al suo posto erediteranno le zie Paola, Carla e Adriana. La vicenda fu clamorosa, etichettata come il «giallo del camper». Per quasi dieci anni l' assassino rimase introvabile, nascosto a Londra in una incredibile seconda vita da desaparecido, mentre mille supposizioni si dilatarono attorno alla sparizione della famiglia Carretta. Poi l' arresto, la confessione, il processo, la decisione dei giudici: Ferdinando era incapace di intendere e volere. Invece del carcere, l' ospedale psichiatrico. Dal quale, come vuole la legge, sta per uscire. Ma oltre alla libertà, Ferdinando pensava di poter acquisire anche il tesoretto familiare. Tanto da avere già detto, molto rammaricato, ai suoi avvocati: «Fate appello». Un noir tanto clamoroso (tutt' Italia si appassionò al caso, molti pensarono che la famiglia fosse fuggita per convenienza, fu erroneamente segnalata in vari paradisi delle vacanze) sta vivendo una pagina collaterale molto penosa, che riporta Ferdinando Carretta nell' occhio della cronaca, quando avrebbe bisogno di silenzio e tranquillità. A fine gennaio dovrebbe lasciare l' ospedale di Castiglione delle Stiviere per passare in una comunità, forse in Lombardia, di certo lontano da Parma, teatro di una vicenda per tanti versi ancora aperta: i corpi dei Carretta non sono mai stati trovati. La disputa sull' eredità non ha certo contribuito alla ricerca della quiete attorno alla storia umana di Ferdinando. Il suo futuro non sarà facile e forse una rendita lo avrebbe agevolato. Tuttavia molti convergono sull' assurdità di una conclusione a beneficio di Carretta sul piano economico. Tra questi Antonio Di Pietro, che da magistrato si occupò del giallo: «Chi ammazza è indegno di accedere all' eredità. Per me Carretta non avrebbe dovuto nemmeno fare la richiesta». Sulla linea dell' ex pm anche alcuni investigatori. Il tribunale di Parma ha accolto la richiesta presentata da Paola Carretta, sorella del capofamiglia ucciso. Una questione di diritto: il nipote non aveva esercitato l' accettazione dell' eredità che deve avvenire entro dieci anni dalla morte. Adesso la donna commenta: «Per me non è una vittoria, da questa vicenda ho avuto solo dolore. Ferdinando mi è parso molto sicuro e freddo, ora spero che venga seguito in modo appropriato». Il giudice Gaetano Cicciò ha osservato in sentenza che la condotta del Carretta «appare una mera estrinsecazione di ulteriori condotte delittuose successive a quella tragica iniziale». Vittorio Monti L' arresto e la confessione
................. un italiano che sapeva bene dove vive!
COSÌ il caso:
- " Sono i Carretta " , il giallo si riapre 28 novembre 1996
- Di Pietro: "I Carretta finiti in una discarica. Fermate Ferdinando" 27 novembre 1998
- Confessione in tv: li ho uccisi io 1 dicembre 1998 -
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












