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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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Caserta. Abusò dei nipotini in cella lo «zio orco»
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Martedì, 15 Luglio : 2008 Il Mattino / Caserta

Caserta. Abusò dei nipotini
in cella lo «zio orco»

 
IL RACCONTO
 
 VINCENZO AMMALIATO

È stato il maggiore dei tre fratellini a trovare il coraggio di raccontare ai genitori di quei brutti giochi cui lo zio li sottoponeva da oltre un anno. All'epoca dei fatti aveva appena dodici anni. Le sorelline otto e nove. I genitori sono venuti a conoscenza dell'inferno nel quale erano piombati i loro figli nel giugno del 2007. Subito dopo è partita la denuncia, presentata, però, non ai carabinieri del loro paese, San Cipriano, ma a quelli di Castelvolturno. I militari dell'arma del litorale si sono messi subito al lavoro. Hanno raccolto numerose testimonianze, posto sotto controllo il telefono del probabile maniaco sessuale ed effettuato minuziose indagini per poter essere certi che il racconto del ragazzino non fosse frutto d'immaginazioni. E a quanto pare, purtroppo, era tutto vero. Numerosi gli elementi che inchiodano lo «zio orco» tali che hanno fatto scattare ieri il suo arresto. Purtroppo veri gli abusi, vere le minacce, maledettamente vere le violenze. Il sessantaquattrenne (A. C. le sue iniziali) telefonava ai nipoti quando quando era certo che a casa non c'erano i genitori e li avvisava che di lì a poco sarebbe passato a trovarli e gli avrebbe portato dei regalini. Arrivato nell'abitazione faceva salire i minori nella sua auto e li conduceva in un vicino fondo agricolo, dove lavorava come bracciante agricolo. Qui, nel silenzio della campagna, abusava di loro sessualmente. Subito dopo partivano le minacce. «Non riferite assolutamente nulla di tutto quello che facciamo insieme né ai vostri genitori né a nessun altra persona, altrimenti vi porteranno in collegio, diceva ai bambini per terrorizzarli». I fratellini adesso non sono al collegio ma al sicuro nelle mura della propria casa. Il loro incubo è terminato ma sarà sicuramente difficile recuperare e dimenticare. Cercheranno di farlo ogni giorno con l'aiuto dei genitori e degli assistenti sociali. Lo zio, invece, che dopo l'arresto avvenuto ieri mattina non ha rilasciato alcuna dichiarazione, è rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere con la più infamante delle accuse: abusi e violenza sessuale su minori.

  



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