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 Caso di don Marco Cerullo - (agg.to continuo)
Venerdì, 21 Dicembre 2007
Sorpreso in auto dai carabinieri con un alunno.
Erano andati a comprare i colori per il presepe
Violenza su un bimbo, prete in cella
Casal di Principe:
oggi l’interrogatorio del viceparroco del SS. Salvatore
Il viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su un bambino di 12 anni. Don Marco Cerullo, 32 anni, insegnante di religione a Villa Literno, è stato sorpreso dai carabinieri mentre si trovava in auto con il bimbo in una zona appartata del paese. A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso.
Sacerdote arrestato per violenza sessuale
Casal di Principe. A insospettirli è stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. E che nell’auto, un’Alfa 147 nera accostata al ciglio di una strada di campagna, alla periferia di Casal di Principe e Grazzanise, ci fosse solo lui. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si è avvicinata alla vettura e ha visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso. Che ha bruscamente messo in moto, cercando di scappare, mettendo fine alla corsa dopo una paio di chilometri, schiantandosi contro una bocchetta dell’acqua.
Lui, l’uomo, è un prete, vicario della parrocchia del Santissimo Salvatore a Casal di Principe.
La prima telefonata che annunciava il fermo è arrivata alla segreteria della scuola elementare di Villa Literno, dove don Marco Cerullo insegna religione:
«Non si sono fatti male, ma dobbiamo trattenere il bambino in caserma per alcuni accertamenti»,
hanno detto i militari al vicepreside.
«Il prete, invece, sta per essere ascoltato»,
hanno aggiunto.
Poco dopo, don Marco è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un minore e il ragazzino è stato consegnato alla zia, tutrice del bambino.
Un’accusa pesante, quella contestata al giovane sacerdote.
Don Marco ha solo trentadue anni e una carriera davanti a sé che poteva essere splendida. Poteva, appunto.
La sua posizione, ora, è molto delicata. Gli è stato contestato un reato tra i più infamanti, ma molte dinamiche restano ancora da chiarire. Su questo stanno indagando le forze dell’ordine che mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda e non lasciano trapelare informazioni.
Il lavoro dei carabinieri è tutto racchiuso in fascicoli di interrogatori e verbali di presunti testimoni, verbali che saranno vagliati oggi dal gip Raffaele Piccirillo che dovrà convalidare l’arresto.
Difficile dire cosa sia successo realmente.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, martedì mattina Don Marco era uscito con alcuni alunni della scuola elementare. Servivano strumenti e colori per il progetto «Natale» organizzato dall’istituto comprensivo liternese.
Il gruppo, formato da docente e alunni al seguito, si è diretto alla scuola media, ma mancava qualcosa: la vernice per dipingere i lavori natalizi. Il sacerdote e l’alunno, di 12 anni, sono usciti a comprare i colori. Poi l’inseguimento, l’arresto e l’ammissione del sacerdote, che non ha potuto negare quanto i carabinieri avevano visto con i propri occhi.
Un caso che è come un macigno che piomba sulla diocesi di Aversa.
In chiesa, a Casal Di Principe, dove don Marco celebra messa quasi ogni giorno, la notizia dell’arresto è filtrata subito, ma è per molte ore è stata solo un chiacchiericcio di fedeli. Ieri sera la conferma. Nessuna macchia, fino a ora, aveva infangato il buon nome «del prete giovane e cordiale», come lo definiscono i colleghi a scuola, perché da ragazzino aveva coltivato una sana e fedele vocazione.
Impegnato da anni nell’Azione Cattolica di Villa Literno, suo paese natale, l’aspirante sacerdote era entrato nel seminario vescovile di Aversa come semplice studente del ginnasio e poi del liceo classico. Poi, il corso di teologia nell’istituto ecclesiastico normanno, il diaconato e i voti.
È diventato anche insegnante di religione e nessuno ha mai dubitato di lui.
Fino a ieri.
MARILÙ MUSTO
Ultima modifica di Redazione il 23 Apr 2008 13:51, modificato 4 volte in totale
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 Scandali ecclesiastici: Caso di Don Marco Cerullo
Venerdì, 21 Dicembre 2007
Sorpreso in auto dai carabinieri con un alunno.
Erano andati a comprare i colori per il presepe
Violenza su un bimbo, prete in cella
Casal di Principe:
oggi l’interrogatorio del viceparroco del SS. Salvatore
Il viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su un bambino di 12 anni. Don Marco Cerullo, 32 anni, insegnante di religione a Villa Literno, è stato sorpreso dai carabinieri mentre si trovava in auto con il bimbo in una zona appartata del paese. A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso.
Domenica 23 Dicembre 2007
Si indaga su altri casi relativi a viceparroco
Casal di P. – E' rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il giovane viceparroco della chiesa di San Salvatore di Casal di Principe, arrestato dai carabinieri della locale compagnia per violenza sessuale nei confronti di un bambino di 12 anni.
Il sacerdote era stato sorpreso dai militari alla periferia di Casal di Principe mentre si trovava in auto, con il minore, con i sedili abbassati. I carabinieri adesso stanno cercando di chiarire se vi siano stati anche altri episodi in passato, con lo stesso bambino o con altri minori.
La notizia dell'arresto del viceparroco ha provocato sconcerto a Casal di Principe dove era molto considerato e amato dai parrocchiani. L'indagato oltre all'incarico nella chiesa di San Salvatore insegna religione in una scuola del casertano.
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 Re: Scandali nel mondo ecclesiale (Agg.to continuo)
Ripreso dal sito www.bambinicoraggiosi.com
CASALE DI PRINCIPE: Violenza sessuale, il prete in comunità
Il tribunale del riesame di Napoli ha disposto che don Marco Cerullo il sacerdote accusato di abusi sessuali nei confronti di un alunno di dodici anni sia affidato a una comunità. Da ventiquattr'ore circa, dunque, l'insegnante di religione della scuola di Villa Literno ha lasciato la sua cella di isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per raggiungere una casa famiglia.
Una comunità per don Marco Cerullo. Il tribunale del riesame di Napoli, lunedì mattina, stando ad alcune indiscrezioni, ha disposto che il sacerdote accusato di abusi sessuali nei confronti di un alunno di dodici anni sia affidato ad una comunità per il recupero e il reinserimento. La notizia è trapelata ieri, ma viene mantenuta riservata forse per timore di qualche ritorsione. Da ventiquattr'ore circa, dunque, l'insegnante di religione della scuola di Villa Literno e viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore di Casal Di Principe, ha lasciato la sua cella di isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per raggiungere una casa famiglia. È probabile che nemmeno la curia sia a conoscenza della casa alla quale è stato affidato il giovane sacerdote. Si cerca di mantenere il più stretto riserbo sul nome della comunità di recupero per paura di vendette nei confronti del sacerdote. L'avvocato difensore Carmine Ucciero aveva presentato istanza poco prima del 31 dicembre scorso, mentre la famiglia del minore, presunta vittima degli abusi, si era affidata a tre legali, due civilisti ed un penalista, per querelare don Marco. I carabinieri della compagnia di Casal Di Principe sono ancora a lavoro per scoprire se le presunte «attenzioni» sono state rivolte anche ad altri ragazzini. Don Marco era stato fermato dai militari il 19 dicembre scorso in compagnia dell'alunno a bordo della sua vettura in una zona isolata. Colto in flagrante avrebbe cercato di fuggire inserendo la marcia, ma sarebbe stato bloccato e condotto in caserma dove, davanti al maresciallo che lo interrogava, sarebbe scoppiato a piangere e a singhiozzare. Il reato contestato era violenza sessuale con l'aggravante di abuso di una pubblica funzione. Il gip Raffaele Piccirillo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva convalidato l'arresto. Ha trascorso tutte le festività natalizie in una cella di isolamento il sacerdote: la legge non scritta del carcere prevede pene durissime per coloro che abusano dei bambini. Ha pregato, scritto e pianto per tutto il tempo parlando solo con il suo difensore nelle rare visite in carcere. Dopo l'arresto aveva cercato di contattare la curia vescovile che, appena appresa la notizia, lo aveva sollevato da qualsiasi incarico o funzione con una formale sospensione. Intanto resta ancora in silenzio la chiesa normanna, nonostante dal Vaticano siano giunte le scuse per le vittime di abusi sessuali commessi da uomini di Chiesa.
Fonte Il Mattino 9 gennaio 2008
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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 Re: Caso di don Marco Cerullo - (agg.to continuo)
Giovedì, 10 Gennaio : 2008
CASAL DI PRINCIPE
La famiglia chiede i danni al sacerdote
Una querela già pronta sarà consegnata in Procura questa mattina dal legale che rappresenta la famiglia della presunta vittima degli abusi sessuali di don Marco Cerullo. L'avvocato Costantino Puocci non ha smesso di studiare il caso nelle trascorse feste natalizie. La querela si basa sul fatto che il parroco Cerullo, «approfittando del suo ruolo di sacerdote nonché di insegnante di religione», portò via il ragazzino senza alcun permesso dei genitori, dalla scuola media di Villa Literno «per condurlo, con u raggiro, in una zona periferica della città per poi costringerlo a subire abusi di tipo sessuale». La famiglia si costituirà parte civile per il risarcimento di tutti i danni morali e materiali. Da circa due giorni, intanto, Don Marco si trova in una comunità segreta. Il tribunale del riesame di Napoli, lunedì mattina, su istanza presentata dall'avvocato Carmine Ucciero, ha disposto che il sacerdote accusato di abusi sessuali nei confronti di un alunno di dodici anni sia affidato ad un monastero in una località segreta per il recupero e il reinserimento. Prima di partire per la comunità don Marco non è tornato nella chiesa del Santissimo Salvatore di Casale per riprendere le sue cose: «Qui non ha lasciato niente ed io non l'ho più visto dal giorno in cui è stato arrestato», ha dichiarato il parroco Carlo Aversano ieri sera : «ora aspetto un nuovo viceparocco, ma con calma senza fretta», ha aggiunto. Per oggi don Carlo ha organizzato una preghiera prevista per una bambina di Casal Di Principe che lotta contro il cancro in un centro terapeutico di Genova. Un modo per tornare alla vita di prima fatta di preghiera, senza scandali da commentare e di cui dispiacersi. A Villa Literno, intanto, si sono mossi gli assistenti sociali della scuola. Si apprende da fonti non ufficiali che delle particolari attenzioni dell'insegnante di religione sono state rivolte in passato, probabilmente, anche ad altri alunni. Insomma proseguono gli accertamenti da parte dei carabinieri per chiarire appieno i contorni delle vicenda ma anche per verificare se il sacerdote, in altre occasioni, si era reso responsabile di vicende analoghe a quella per la quale è stato arrestato e che, magari, non siano state denunciate. Insomma la vicenda che tanto scalpore ha fatto in zona sembra tutt’altro che conclusa.
ma. mu. (da il mattino)
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 Re: Caso di don Marco Cerullo - (agg.to continuo)
Sabato, 9 Febbraio : 2008
Il Mattino ha scritto: Don Marco verso il rito abbreviato
MARILÙ MUSTO Casal di Principe. Una località segreta, mantenuta tale dal muro di silenzi alzato da una comunità ecclesiastica, ma i guai giudiziari nei quali don Marco Cerullo si è cacciato per una storia di presunti abusi su un suo alunno, potrebbero raggiungerlo anche lì, nel luogo segreto in cui il viceparroco sconta gli arresti domiciliari circondato da sacerdoti che hanno offerto di ospitarlo. Perché dopo quasi due mesi dal suo arresto il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Antonio Ricci sta per avanzare la richiesta di incidente probatorio. Non potrebbe fare altrimenti. È previsto infatti che per i delitti sessuali o a sfondo sessuale il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini debbano chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza di persona minorenne. Il legale della famiglia dell'alunno, Costantino Puocci, aveva avanzato l'istanza il 24 dicembre del 2007, ma il pm ha ritenuto opportuno valutare prima lo stato psicologico della vittima. Un passo prudente e graduale prima di acquisire tutte le prove di una triste e spiacevole verità. Diversa la posizione dell'avvocato Carmine Ucciero, legale di don Marco che non ha escluso che dopo aver ricevuto gli atti inviati al Riesame possa chiedere il rito abbreviato. Ciò comporterebbe l'ammissione di colpa di don Marco che davanti ai carabinieri che lo avevano colto in flagranza di reato il 19 dicembre scorso, aveva ammesso l'abuso scoppiando in lacrime, ma ascoltato dal gip aveva ritratto dicendo che il suo «era solo un abbraccio affettuoso». Quegli abbracci, altri abbracci di don Marco ad altri alunni o ragazzi della parrocchia, i militari di Casal Di Principe hanno smesso di cercarli. Le perquisizioni in chiesa e in alloggio hanno dato esito negativo e con esso sono svanite anche le speranze che ulteriori denunce potessero giungere in caserma. Un altro muro alzato da sfondare, anche questo fatto di silenzi. In caso di rito abbreviato l'ex viceparroco potrebbe ottenere lo sconto della pena di un terzo, pena che va da un minimo di sei ad un massimo di dodici anni di reclusione; con le attenuanti generiche prevalenti il minimo potrebbe scendere a cinque anni. Anni durante i quali don Marco potrebbe anche non vedere mai le grate del carcere. Il fascicolo degli atti, con il rito abbreviato, potrebbe passare nelle mani di Francesco Chiaromonte. La vicenda giudiziaria e le ipotesi sullo sviluppo del caso s'intrecciano con la sorte della parrocchia del Santissimo Salvatore di Casal Di Principe. Perché da circa due mesi la chiesa non ha un viceparroco, ma è retta da don Carlo Aversano, rimasto solo e ancora addolorato per quanto accaduto. Sarebbe stato invece sostituito l'insegnate di religione cattolica nella scuola media ed elementare di Villa Literno. Dal plesso scolastico l'alunno, senza l'autorizzazione dei genitori, non sarebbe dovuto uscire, perché il permesso ratificato dal vicedirigente aveva accordato solo lo spostamento da un'aula all'altra per realizzare il «progetto Natale». Da questa circostanza sarebbe nata la querela di parte contro don Marco perché «approfittando del suo ruolo di sacerdote nonché di insegnante di religione», portò via il ragazzino «per condurlo, con un raggiro, in una zona periferica della città per poi costringerlo a subire abusi di tipo sessuale».
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 Re: Caso di don Marco Cerullo - (agg.to continuo)
Sabato, 12 Aprile : 2008
Nuovo incidente probatorio per
Don Marco Cerullo
MARILÙ MUSTO Casal di Principe.
Don Marco Cerullo di fronte alle accuse del suo allievo vittima di abusi sessuali. La data dell’incidente probatorio è stata fissata per il 22 di aprile davanti al gip Stefania Amodeo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La richiesta del pm Antonio Ricci di procedere alla nuova testimonianza del bambino è stata accolta perché «ricorre l’esigenza di acquisire con immediatezza il contributo probatorio», recita l’ordinanza «onde scongiurare il pericolo che il minore possa rimuovere dalla memoria il ricordo di episodi traumatici o subire condizionamenti volti ad impedire la deposizione dibattimentale o ad attentare alla sua genuinità». Don Marco, giovane viceparroco della parrocchia del Santissimo Salvatore di Casale e insegnante di religione a Villa Literno, era stato accusato nel dicembre scorso di aver abusato del suo alunno durante l’orario scolastico.
A scoprirlo furono i carabinieri della locale compagnia che arrestarono il prete per violenza sessuale nei confronti di un minore di quattordici anni con l’aggravante di abuso della propria autorità perché incaricato di pubblico servizio. Chiara e scandita da un rito preciso la dinamica dell’incidente probatorio: tutte le fasi dell’udienza verranno, infatti, riprese da una telecamera. Il filmato verrà poi depositato per essere utilizzato nel processo. In una stanza entrerà il bambino che sarà esortato a ricordare i momenti terribili dell’abuso consumato il 19 dicembre in aperta campagna sul sedile dell’auto del suo insegnante di religione. Lo farà con l’aiuto di una psicologa. Don Marco, quel giorno, lascerà la comunità di recupero e reinserimento in provincia di Frosinone a cui il tribunale del riesame di Napoli, lo scorso gennaio, lo aveva affidato disponendone la scarcerazione. Assisterà a tutte le fasi dell’esame in una stanza attigua in compagnia del suo legale, Carmine Ucciero e degli avvocati del minorenne: Sergio Cavaliere, Costantino Puocci e Agostino D’Alterio. La famiglia del bambino ha già fatto sapere che si costituirà parte civile per il risarcimento di tutti i danni morali e materiali.
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 Re: Caso Di Don Marco Cerullo - (agg.to Continuo)
Mercoledì, 23 Aprile : 2008 Il Corriere di Aversa e Giugliano
Il ragazzino conferma le accuse a don Cerullo,
il prete non si è presentato all’incidente probatorio
Nella foto l'Arcivescovo Mario Milano dal Papa Benedetto XVI
Pedofilia: il Papa si scusa, la Diocesi di Aversa tace
Scritto da Salvatore Pizzo
Una persona è colpevole dopo che è stata dichiarata tale successivamente al terzo grado di giudizio, è questo principio di civiltà certamente non va infranto, anche quando ci si trova di fronte ad un individuo, in questo caso un sacerdote, che i carabinieri ritengono di aver fermato in flagranza di reato mentre compiva atti sessuali contro un ragazzino undicenne. Colpevole è certamente chi, pur vestendo un saio, si ostina a far finta che nulla stia accadendo. Don Marco Cerullo fu arrestato lo scorso 21 dicembre, mentre era in auto col bambino, lo bloccarono dopo un inseguimento nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe.
Adesso si trova agli arresti domiciliari in una struttura monastica del centro Italia, è ospite di quella Chiesa che contemporaneamente all’assistenza che sta prestando a questo suo “pastore smarrito”, avrebbe il dovere di esprimere almeno qualche parola di conforto anche verso quelle pecorelle del proprio gregge, che per questa vicenda stanno soffrendo: il ragazzino e la sua famiglia. Papa Benedetto XVI si è recato fino negli Stati Uniti per chiedere scusa alle vittime dei preti pedofili, ma la Diocesi di Aversa, retta dall’Arcivescovo Mario Milano, che da poco è stato anche insignito della cittadinanza onoraria, in questi mesi non ha per nulla bussato alla porta di questa famiglia sofferente e soprattutto non ha offerto alcun aiuto al ragazzino, che ieri (martedì) ha dovuto sostenere l’incidente probatorio davanti al Gip di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Piccirillo, assistito dall’avvocato Costantino Puocci che lo sta seguendo insieme al collega Sergio Cavaliere.
Il piccolo ha raccontato la sua esperienza, affinché le sue parole entrassero formalmente negli atti processuali, ha anche confermato che quel giorno non fu la prima volta, aggiungendo così altri ripugnanti particolari alla vicenda.
Cerullo non si è nemmeno presentato. La vittima è un alunno del sacerdote 33enne, che era anche insegnante nella scuola media di Villa Literno. I carabinieri intervennero dopo una telefonata, una voce anonima segnalò la sua Alfa 147 parcheggiata in una zona isolata. La vicenda ha sconquassato anche la dinamiche di due comunità locali, Villa Literno non è grande e la famiglia del ragazzino abita a poca distanza da quella del sacerdote, ma la Chiesa, quella che dice di essere messaggera di pace, rimane muta. Lo stesso avviene a Casal di Principe, dove Cerullo era vice parroco nella parrocchia del Santissimo Salvatore, anche a quei fedeli che partecipavano alle sue messe nessuno ha detto molto. Che Dio illumini la Chiesa.
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 Re: Caso di don Marco Cerullo - (agg.to continuo)
 = News con documentazione video
Sabato, 18 Ottobre : 2008 Scritto da Salvatore Pizzo, Wednesday 23 July 2008
Pedofilia e chiesa
Mentre il Papa continua a scusarsi
la Diocesi di Aversa tace
nella foto l'Arcivescovo Milano e Benedetto XVI
Papa Benedetto XVI, dopo averlo fatto negli Stati Uniti, anche nella sua recente visita in Australia in occasione della giornata mondiale della Gioventù, ha chiesto scusa a nome della Chiesa cattolica ed ha incontrato alcune vittime di preti che si sono macchiati di quell’orrendo crimine che è la pedofilia. Un atto importante del pontefice, significativo, che dovrebbe essere da esempio per tutto l’ordine sacerdotale, ma su questo scabroso tema la Diocesi di Aversa sembra essere poco in linea con il Santo Padre, che ha detto di provare «vergogna» per i «misfatti» dei preti pedofili ed ha chiesto che siano «consegnati alla giustizia». L’Arcivescovo di Aversa Mario Milano continua a rimanere silente, dopo l’arresto in flagranza di reato (stando ai carabinieri) di Don Marco Cerullo, sacerdote di Villa Literno, che esercitava il suo ministero a Casal di Principe. Il religioso è stato fermato dai carabinieri, dopo un inseguimento in auto, mentre era con un bambino di 11 anni. Certamente una persona è colpevole dopo che è stata dichiarata tale successivamente al terzo grado di giudizio, in attesa che la giustizia faccia il suo corso per stabilire la verità, quel ragazzino, anche lui di Villa Literno, e la sua famiglia sembrano non meritare la benché minima attenzione dalla chiesa, che proprio a Villa Literno in questo periodo ha organizzato anche delle lodevoli iniziative per i giovani, ma nessuna parola di conforto, nemmeno minima, nei confronti di quel piccolo e della sua famiglia, evidentemente per la Diocesi di Aversa sono pecorelle che meritano il silenzio, come se nulla fosse accaduto. Don Marco Cerullo fu arrestato lo scorso 21 dicembre, mentre era in auto col bambino, i carabinieri lo bloccarono dopo un inseguimento nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe. Adesso si trova agli arresti domiciliari in una struttura monastica del centro Italia, è ospite di quella Chiesa a questo suo “pastore smarrito” sta prestando la dovuta assistenza, le pecorelle invece restano invece abbandonate. Gli interessi del ragazzino e della famiglia sono curati dai legali Costantino Puocci e Sergio Cavaliere. Il piccolo nell’incidente probatorio, al quale don Cerullo non si è nemmeno presentato, ha raccontato la sua esperienza. I carabinieri intervennero dopo una telefonata anonima che segnalò l’Alfa 147 del sacerdote 33enne che insegnava religione nella stessa scuola del ragazzino, l’auto era parcheggiata in una zona isolata. Villa Literno non è grande e la famiglia del ragazzino abita a poca distanza da quella del sacerdote, ma la Chiesa, quella che dice di essere messaggera di pace, rimane muta, sono passati sette mesi. Lo stesso avviene a Casal di Principe, dove Cerullo era vice parroco nella parrocchia del Santissimo Salvatore, anche a quei fedeli che partecipavano alle sue messe nessuno ha detto molto. Che Dio illumini la Chiesa.
Salvatore Pizzo
NOTA:
Se la legge bavaglio, quella cosiddetta "sulle intercettazioni telefoniche", fosse oggi in vigore, di questa storia non avremmo potuto dire nulla
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 Violenza su minore don Marco dal gup
 = News con documentazione video
Sabato, 18 Ottobre : 2008 Il Mattino
Violenza su minore
don Marco dal gup
Per il pm avrebbe abusato del ragazzo con la scusa di una passeggiata all’esterno della scuola
MARILÙ MUSTO
È stata fissata per il diciannove dicembre l'udienza preliminare nella quale il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere deciderà se ci sono sufficienti e idonei elementi di prova per sostenere in dibattimento l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di don Marco Cerullo, sorpreso in una campagna dai carabinieri di Casal Di Principe il diciannove dicembre del 2007 con un suo alunno in atteggiamenti intimi. Non si esclude che il difensore del sacerdote possa chiedere il rito abbreviato che permetterà a don Marco, arrestato a dicembre, di beneficiare dello sconto di pena di un terzo ammettendo, però, le colpe. In questo modo la pena da scontare potrebbe essere al di sotto dei sei anni di carcere o di domiciliari. Gli avvocati difensori della vittima di undici anni, Costantino Puocci e Sergio Cavaliere, chiederanno, per conto della famiglia del bambino, la costruzione di parte civile. In pratica reclameranno un risarcimento di danni morali e materiali subiti dal minore. Don Marco Cerullo, trentaquattro anni, insegnante di religione nella scuola media di Villa Literno e viceparroco nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal Di Principe, da un anno, è agli arresti domiciliari in una comunità religiosa del basso Lazio mai resa nota dalla curia. La diocesi di Aversa non ha mai commentato le accuse di pedofilia rivolte al giovane sacerdote colto in flagrante dai carabinieri. Alcune indiscrezioni fanno trapelare, ora, che don Marco non ha mai chiesto scusa alla famiglia del suo alunno, né è mai tornato a Casal Di Principe per prendere le sue cose dalla sua stanza in parrocchia. Dalle confessioni del ragazzo sarebbe emerso che le attenzioni dell'insegnante di religione erano rivolte non solo a lui, ma anche ad altri alunni che, però, non hanno mai denunciato l'accaduto. Non solo. In sede di incidente probatorio è emerso che con il pretesto di una pizza o di una visita al seminario vescovile di Aversa o in una festa di compleanno, il sacerdote avrebbe cercato di adescare l'alunno facendolo sentire privilegiato. La presunta inclinazione sessuale è venuta allo scoperto solo a dicembre scorso quando i ragazzi della scuola media ed elementare di Villa Literno erano intenti a preparare un progetto sul Natale. A don Marco servivano i pastelli per colorare un albero. Così pensò di andarli a comprare in una cartoleria vicina e di portare con sé il ragazzo di undici anni. Alla cartoleria, però, don Marco non arrivò mai. Si fermò in una strada sterrata tra Cancello Arnone e Casal Di Principe e, stando al racconto della vittima, abusò di lui. In caserma il sacerdote pianse davanti ai carabinieri che lo interrogarono ammettendo, probabilmente, il fatto. Solo in seguito pare abbia dichiarato che si trattava solo di un abbraccio affettuoso. Don Marco venne arrestato, ma uscì di prigione venti giorni dopo. Da allora il ragazzo ha intrapreso una terapia ed è stato aiutato dalla famiglia a superare il trauma.
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 Re: Caso di don Marco Cerullo - (agg.to continuo)
 = News con documentazione video > LEGGIMI: ti aiuterò a navigare meglio ed in velocità in Vivicentro.
Martedì, 18 Novembre : 2008 Scritto da s.p. lunedì 17 novembre 2008: http://www.corrierediaversaegiuglia...=7578&Itemid=66
Casal di Principe - Villa Literno,
sacerdote avrebbe abusato di 12enne
Al via l’udienza preliminare per Don Marco Cerullo, accusato di pedofilia
E’ stata fissata per mercoledì 19 novembre l’apertura dell’udienza preliminare per don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Cerullo all’epoca dei fatti esercitava come vice parroco, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo fonti inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato. Un fatto grave che ha scosso le comunità di Casale e Villa Literno, ma sul quale la Diocesi di Aversa non ha mai voluto prendere posizione.
L’arresto
Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.
Il ragazzino
Don Marco Cerullo, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, ma anche perché essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato, anche dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.
Salvatore Pizzo
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 Pedofilia, don Marco Cerullo condannato: 6 anni e 8 mesi
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Giovedì, 20 Novembre : 2008 sa.pi. http://www.corrierediaversaegiuglia...=7605&Itemid=66
Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne
Pedofilia, don Marco Cerullo condannato:
6 anni e 8 mesi
E’ stato condannato a 6 anni 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Una pena che è andata oltre la richiesta del Pm di condannarlo a 5 anni. Il verdetto di primo grado è stato emesso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Chiaromonte, che ha disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote. Cerullo, che ha chiesto il giudizio abbreviato, all’epoca dei fatti esercitava come vice parroco, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo fonti inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato. Un fatto grave che ha scosso le comunità di Casale e Villa Literno, ma sul quale la Diocesi di Aversa non ha mai voluto prendere posizione, chissà se lo farà adesso.
L’arresto
Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.
Il ragazzino
Don Marco Cerullo, difeso dall’avvocato Carmine Uccisero, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, poi essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.
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