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Venerdì, 25 Aprile : 2008 Brescia Oggi
LA NUOVA LOGGIA. La candidata riformista ha avuto un lungo colloquio con il nuovo sindaco. Adriano Paroli le aveva offerto un assessorato
di Eugenio Barboglio
Laura Castelletti non farà parte della giunta Paroli. Non ha ascoltato le sirene del centrodestra che l’altro ieri, a sorpresa, hanno cominciato a sonare. E’ successo quando il nuovo sindaco ha aperto improvvisamente alla candidata riformista, offrendole un assessorato. Una sortita alla Sarkozy, si è subito detto, un’ipotesi che era circolata ma molto sottotraccia e che quando era stata avanzata al neosindaco, lui anzi aveva minimizzato. Invece poi mercoledì l’ha improvvisamente tirata fuori, come un jolly dalla manica.
UNA CARTA che tra l’altro gli veniva buona per far quadrare gli equilibri della giunta che va definendo, ma già con i suoi paletti: quattro assessori al Pdl, due ad An, due alla Lega (più la presidenza del consiglio), uno all’Udc. E il decimo? Appunto, la Castelletti. Lei sarebbe stata anche la dimostrazione lampante che «la volontà di portare al governo sensibilità diverse» e «l’attenzione per la parte della città che non ha votato per me» non erano solo parole.
«Grazie, ma non è il momento. Non ci sono le condizioni politiche adesso». Alla fine però è stata questa la risposta di Casteletti, scandita col sorriso, un minuto dopo essere uscita da palazzo Loggia, dall’incontro fiume con il nuovo sindaco. Quindi, niente sorpresa. Dopo 24 ore di suspence i bresciani si svegliano ancora con il centrodestra da una parte e il centrosinistra dall’altra. Con la bussola di sempre, anche se il neosindaco per poco non ci riusciva a sparigliare.
IL COLLOQUIO è stato lungo, finito quasi a sera. Il «no» che dice Castelletti è un no, ma non è una pesante saracinesca abbassata davanti al sindaco. «Raccolgo la sfida di collaborare», ha aggiunto la consigliere di opposizione. Che significa restare fuori dalla Giunta, certo, ma non essere sempre e comunque contro. «Abbiamo parlato lungamente del programma - ha sottolineato - ed è emerso ancora una volta che vi sono distanze su alcuni punti, ma su altri siamo vicini e concordi». Lei del resto si dice «costruttiva per natura» e quindi c’è da aspettarsi che non negherà l’appoggio in consiglio laddove queste convergenze si verificheranno. Le scelte condivisibili, insomma, saranno condivise.
Adriano Paroli la proposta l’ha fatta a lei, non al suo partito. Una proposta "ad personam", non l’ipotesi di un allargamento della maggiornaza, peraltro già bella ampia. «Ho già una maggioranza larga e solida» ha tenuto a ribadire mercoledì contestualmente all’annuncio delle avances alla socialista. E se ieri ha incassato il no, insieme ha forse incassato altro: «È una proposta innovativa - gli ha riconosciuto la ex rivale - e che rompe gli schemi classici della politica bresciana». La mossa del neosindaco è insomma di quelle che non presentano un lato di rischio. Qualunque fosse la risposta il saldo sarebbe stato positivo, almeno dal punto di vista dell’immagine.
QUANTO alle prossime, di mosse, ora Paroli deve chiudere la Giunta. Quel minimo di tempo che Castelletti ha impiegato per sciogliere la sua riserva, ha però fatto slittare i tempi della definizione della squadra. Che ora, con le feste di mezzo, sarà ufficializzata pare proprio ai primi di maggio.
Dopo il no, ultimi ritocchi alla Giunta
Ma slitta a maggio
Fumata nera dunque per Laura Castelletti in Giunta. Ha declinato l’offerta, lasciando ora il neosindaco a sbrogliare la matassa della composizione della Giunta. Il "pensiero" che Adriano Paroli si porta nel lungo ponte di queste feste, è però un puzzle quasi del tutto completo.
SOSTANZIALMENTE manca solo il tassello che doveva occupare la candidata-sindaco. Un posto che potrebbe restare scoperto per essere invece assegnato in corsa. È l’ipotesi affacciatasi in questi giorni e che vedrebbe Roberto Toffoli, il quinto del Pdl, restere ancora un anno in Broletto, dove è consigliere, per poi arrivare in Loggia.
Il risiko per il resto non è um mistero: Con Fabio Rolfi (Lega Nord) vicesindaco e assessore alla sicurezza, Fausto Di Mezza (Pdl) al Bilancio, Andrea Arcai (An) alla Cultura, Mario Labolani (An) ai Servizi sociali o ai Lavori pubblici, Massimo Bianchini (Lega Nord) alla Casa e all’innovazione, Nicola Orto (Udc) allo Sport, Paola Vilardi (Pdl) all’Urbanistica, Giorgio Maione (Pdl) all’Istruzione e Maurizio Margaroli (Pdl) al Commercio.
Quanto alla presidenza del consiglio comunale, la carica che ricopriva Laura Castelletti nella scorsa consiliatura, si sa, andrà ancora ad una donna: la leghista Simona Bordonali.
SE RIGUARDO alle deleghe ci potranno essere variazioni rispetto a questo schema di massima - nella coalizione di centrodestra hanno sempre sottolineato di non essere rigidi - gli uomini con i quali il sindaco amministrerà la città nei prossimi cinque anni sono senz’altro questi. E.B.
UNA CARTA che tra l’altro gli veniva buona per far quadrare gli equilibri della giunta che va definendo, ma già con i suoi paletti: quattro assessori al Pdl, due ad An, due alla Lega (più la presidenza del consiglio), uno all’Udc. E il decimo? Appunto, la Castelletti. Lei sarebbe stata anche la dimostrazione lampante che «la volontà di portare al governo sensibilità diverse» e «l’attenzione per la parte della città che non ha votato per me» non erano solo parole.
«Grazie, ma non è il momento. Non ci sono le condizioni politiche adesso». Alla fine però è stata questa la risposta di Casteletti, scandita col sorriso, un minuto dopo essere uscita da palazzo Loggia, dall’incontro fiume con il nuovo sindaco. Quindi, niente sorpresa. Dopo 24 ore di suspence i bresciani si svegliano ancora con il centrodestra da una parte e il centrosinistra dall’altra. Con la bussola di sempre, anche se il neosindaco per poco non ci riusciva a sparigliare.
IL COLLOQUIO è stato lungo, finito quasi a sera. Il «no» che dice Castelletti è un no, ma non è una pesante saracinesca abbassata davanti al sindaco. «Raccolgo la sfida di collaborare», ha aggiunto la consigliere di opposizione. Che significa restare fuori dalla Giunta, certo, ma non essere sempre e comunque contro. «Abbiamo parlato lungamente del programma - ha sottolineato - ed è emerso ancora una volta che vi sono distanze su alcuni punti, ma su altri siamo vicini e concordi». Lei del resto si dice «costruttiva per natura» e quindi c’è da aspettarsi che non negherà l’appoggio in consiglio laddove queste convergenze si verificheranno. Le scelte condivisibili, insomma, saranno condivise.
Adriano Paroli la proposta l’ha fatta a lei, non al suo partito. Una proposta "ad personam", non l’ipotesi di un allargamento della maggiornaza, peraltro già bella ampia. «Ho già una maggioranza larga e solida» ha tenuto a ribadire mercoledì contestualmente all’annuncio delle avances alla socialista. E se ieri ha incassato il no, insieme ha forse incassato altro: «È una proposta innovativa - gli ha riconosciuto la ex rivale - e che rompe gli schemi classici della politica bresciana». La mossa del neosindaco è insomma di quelle che non presentano un lato di rischio. Qualunque fosse la risposta il saldo sarebbe stato positivo, almeno dal punto di vista dell’immagine.
QUANTO alle prossime, di mosse, ora Paroli deve chiudere la Giunta. Quel minimo di tempo che Castelletti ha impiegato per sciogliere la sua riserva, ha però fatto slittare i tempi della definizione della squadra. Che ora, con le feste di mezzo, sarà ufficializzata pare proprio ai primi di maggio.
Dopo il no, ultimi ritocchi alla Giunta
Ma slitta a maggio
Fumata nera dunque per Laura Castelletti in Giunta. Ha declinato l’offerta, lasciando ora il neosindaco a sbrogliare la matassa della composizione della Giunta. Il "pensiero" che Adriano Paroli si porta nel lungo ponte di queste feste, è però un puzzle quasi del tutto completo.
SOSTANZIALMENTE manca solo il tassello che doveva occupare la candidata-sindaco. Un posto che potrebbe restare scoperto per essere invece assegnato in corsa. È l’ipotesi affacciatasi in questi giorni e che vedrebbe Roberto Toffoli, il quinto del Pdl, restere ancora un anno in Broletto, dove è consigliere, per poi arrivare in Loggia.
Il risiko per il resto non è um mistero: Con Fabio Rolfi (Lega Nord) vicesindaco e assessore alla sicurezza, Fausto Di Mezza (Pdl) al Bilancio, Andrea Arcai (An) alla Cultura, Mario Labolani (An) ai Servizi sociali o ai Lavori pubblici, Massimo Bianchini (Lega Nord) alla Casa e all’innovazione, Nicola Orto (Udc) allo Sport, Paola Vilardi (Pdl) all’Urbanistica, Giorgio Maione (Pdl) all’Istruzione e Maurizio Margaroli (Pdl) al Commercio.
Quanto alla presidenza del consiglio comunale, la carica che ricopriva Laura Castelletti nella scorsa consiliatura, si sa, andrà ancora ad una donna: la leghista Simona Bordonali.
SE RIGUARDO alle deleghe ci potranno essere variazioni rispetto a questo schema di massima - nella coalizione di centrodestra hanno sempre sottolineato di non essere rigidi - gli uomini con i quali il sindaco amministrerà la città nei prossimi cinque anni sono senz’altro questi. E.B.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












