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Circoscrizioni, ecco cosa cambia
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martedì 09 ottobre 2007

IL CONSIGLIO COMUNALE. Si è protratto fino a tarda ora il dibattito in aula sull’ipotesi di taglio degli organismi decentrati da 9 a 5. Aspre critiche dall’opposizione

Meno circoscrizioni, voto nella notte


di Natalia Danesi

La riforma delle circoscrizioni divide ancora la Loggia. Le polemiche che hanno accompagnato il dibattito nelle ultime settimane erano solo il preludio al confronto che ha animato la seduta - fiume del consiglio comunale convocata ieri dalla presidente Laura Castelletti. Solo a tarda ora i consiglieri hanno deciso se dare il via libera alla riduzione degli organismi decentrati da 9 a 5.

L'ASSESSORE alla Partecipazione Claudio Bragaglio, in un intervento di 52 minuti e con i banchi della minoranza semi - vuoti, ha definito questa una «nuova fase della partecipazione», che ad un rafforzamento politico degli organismi decentrati accompagna la valorizzazione del ruolo dei quartieri. Una dimensione che, ha detto rivolgendosi alla Lega assente, va in un'ottica di «federalismo amministrativo», oltre che di «riequilibrio demografico».

Secondo Bragaglio, «la scelta di ridurre a 5 le circoscrizioni era ed è una scelta unanime», così come valida gli pare l'ipotesi di riassetto proposta al consiglio, su cui ancora fervono le polemiche. «Mi chiedo che senso avrebbe collegare il quartiere di porta Milano con Urago Mella. Sostenere che il centro storico debba chiudersi entro le Mura Venete, mi pare una visione arretrata». Ha annunciato che a voto effettuato bisognerà iniziare subito, ribadendo che non ci sarà taglio dei servizi. Ha poi definito la «retromarcia dell’opposizione un gesto di paura». E ha attaccato Adriano Paroli, chiamandolo da candidato sindaco a «prendersi le responsabilità del cambio di posizione politica del centrodestra, anziché scaricarla sui colleghi Arcai e Di Mezza».

SULLA RIDUZIONE delle circoscrizioni i consiglieri di minoranza sono schierati, ancor più dopo che il regolamento ha impedito alla presidente di accogliere due loro richieste: sentire in aula i presidenti e prendere in esame subito l'ordine del giorno della Quarta sulla revisione dei confini.

Secondo Mario Pellicanò (An), la riforma viene portata a termine «a pochi mesi dalle elezioni e senza un percorso partecipato». Giovanni Petriccione (Liberaldemocratici) lo definisce un «lavoro incompleto, che ridisegna i confini ma non stabilisce le deleghe». Solo ricorrendo al referendum si legittimerebbe la scelta presso i cittadini. Simona Bordonali spiega che «la Lega è da sempre a favore al taglio, ma ha posto delle criticità». A partire delle competenze delle nuove circoscrizioni, su cui «il Carrocio ha presentato varie proposte, ma di fatto ha percepito "totale chiusura"». Il taglio poi non è la panacea di tutti i mali. «Anche se i consigli diventano 5 i problemi della città sono gli stessi: verranno solo convocati più spesso». Senza risparmio. Secondo Andrea Arcai (An), «i cittadini vorrebbero piuttosto ora sapere il parere della giunta sulla parte della Finanziaria» che abolisce l’obbligatorietà dei consigli di circoscrizione per i comuni sopra i 100 mila abitanti. «Non mi spiego perché tanta fretta di votare il taglio così, senza dialogo», incalza Nicola Orto (Udc). E Fausto Di Mezza (Fi): «Una delibera contenitore senza contenuti, una presa in giro dei cittadini in chiave elettorale». È un «precedente vincolante: si cambiano le regole a colpi di maggioranza». A favore della riduzione Manlio Vicini (Prc), secondo cui è «l’inizio di un percorso che razionalizza l’amministrare e apre uno spazio da riempire con la partecipazione dei cittadini».

  





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Messaggio Re: Meno circoscrizioni, voto nella notte 
 
Brescia oggi, mercoledì 10 ottobre 2007

DECENTRAMENTO. L’assessore Claudio Bragaglio illustra il provvedimento approvato in Consiglio comunale e spiega quali saranno le tappe nei prossimi sei mesi

Circoscrizioni, ecco cosa cambia


di Natalia Danesi

Brescia avrà cinque circoscrzioni. Lo ha deciso il consiglio comunale nella seduta - fiume dell’altro ieri notte. La maggioranza, con Manlio Vicini (Prc), ha approvato la delibera che modifica il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento delle circoscrizioni, e che ripartisce oggi il territorio in cinque, anzichè nove, organismi decentrati, con i relativi quartieri. Le circoscrizioni non saranno più numerate, ma prenderanno il nome dei punti cardinali. La Nord (42.125 residenti) raggrupperà i quartieri di Borgo Trento, San Bartolomeo, Casazza, Sant’Eustacchio, Mompiano, Villaggio Prealpino e San Rocchino; la Ovest (38.861) i quartieri Chiusure, Urago Mella, Villaggio Badia, Violino, Fiumicello e primo Maggio; la Sud (43.579) Fornaci, Chiesanuova, Villaggio Sereno, Don Bosco, Folzano, Lamarmora, Porta Cremona; la Est (31.094) Buffalora, San Polo, Caionvico, Sant’Eufemia e San Polino; la Centro infine (41.438) comprenderà, oltre al centro storico, Porta Venezia, Porta Milano e Crocefissa di Rosa.

NIENTE ALLARMISMI però. L’assetto degli organismi decentrati - assicura l’assessore Claudio Bragaglio - resterà invariato fino alle elezioni della primavera 2008. La Loggia si è data questi sei mesi di tempo per mettere a punto tutti gli ingranaggi che faranno funzionare la complessa macchina della riforma. Se i confini sono stati ridisegnati in modo da non dover modificare la collocazione delle sezioni elettorali - lavoro che avrebbe coinvolto il ministero dell’Interno con le conseguenti lungaggini - la commissione Statuto dovrà esprimersi sull’aumento del numero di firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali circoscrizionali (oggi sono 60, ma andranno aumentate), oltre che sulla durata della turnazione del coordinamento della conferenza dei presidenti.

Ma «la partita più interessante - sottolinea Bragaglio - è quella delle deleghe. C’è da dire che la precedente modifica al regolamento ha già ampliato il ventaglio degli ambiti di intervento delle circoscrizioni, che ora andranno però applicati».

SEDI, SERVIZI, funzioni tecniche e personale: sono i quattro nodi che gli uffici comunali saranno chiamati a sciogliere nei prossimi mesi per predisporre il definitivo assetto delle cinque nuove circoscrizioni. Già nelle prossime ore - annuncia la presidente Laura Parenza - sarà convocata una seduta della commissione Partecipazione e Decentramento per fare il punto della situazione ed impostare il lavoro. «Prevediamo - spiega Parenza - di convocare anche commissioni congiunte con gli altri settori interessati dalla riforma. Bisognerà affrontare anche il tema del personale, avviando un tavolo di concertazione con le Rsu». In ultima istanza, su alcune materie sarà chiamato ad esprimersi il consiglio comunale, su altre la giunta.

IL TEMA PIÙ «CALDO», accanto a quello del collocamento del personale delle quattro circoscrizioni oggetto di riduzione, è il riflesso del nuovo assetto sui servizi sociali gestiti dal Comune. Tema che sarà affrontato direttamente con l’assessorato guidato da Fabio Capra. «Non sono ipotizzabili conseguenze negative sul fronte dell’assistenza domiciliare, della consegna di pasti a domicilio, dei centri aperti, che saranno mantenuti anche nell’ambito di una riorganizzazione che preveda un solo centro sociale per circoscrizione», precisa Bragaglio, che sottolinea la necessità di continuare a mantenere la «sede dei servizi», in una situazione di prossimità rispetto ai cittadini. Secondo la ricognizione dell’assessorato, sono due i centri sociali nella Nord (via Ricciardi e via Congrega), provvista anche del centro diurno di via Vittime d’Istria; uno nella Ovest (via Paganini), che ospita anche due centri diurni (via Sant’Emiliano e via Presolana) e uno integrato (via Santellone); tre i centri sociali nella Sud (via Livorno, via Lamarmora e villaggio Ferrari); uno nella Est (via Indipendenza), che ha anche i centri diurni di via Cimabue, via Tiziano e via Indipendenza; nella Centro ci sono i centri sociali di vicolo Borgondio, via Franchi e via Marchetti, i diurni di via Odorici e via Franchi e l’integrato di via Mantova. La Loggia prefigura una distribuzione capillare anche degli altri servizi, in testa le anagrafi decentrate, oltre che la realizzazione di sportelli polifunzionali integrati di servizio al cittadino.

PIÙ IMPEGNATIVA la partita delle sedi. L’unica già pronta al momento dell’entrata in vigore della riforma sarà quella della Est, a Sanpolino. Solo alla fine del 2009 saranno disponibili i nuovi locali all’ex Arici Sega. In attesa che sia ultimata la nuova struttura in via Chiusure, area ex Cidneo (entro la fine del 2009), la Ovest rimarrà in via Farfengo, per poi decidere cosa fare di quella sede, e della sede di via Villa Glori (ex Quarta) che potrà essere eventualmente dedicata a nuovi servizi. Nel secondo semestre 2009 sarà pronta anche la ristrutturazione dell’immobile in vicolo Borgondio destinato ad ospitare la sede della Centro, che avrà a disposizione anche quella in Borgo Wuhrer. L’attuale in contrada San Giovanni sarà dismessa. Nella nuova Sud ci sono le sedi di via Livorno e via Micheli; è prevista l’individuazione di uno spazio circoscrizionale nell’ambito dell’intervento ex Magazzini Generali. Più critica la soluzione per la Nord, che accorperà le attuali Prima e Seconda. La nuova sede in zona piazzale Kossuth - via Vivanti sarà pronta soltanto a fine 2011. L’obiettivo - spiega Bragaglio - è trovare una soluzione baricentrica, anche in affitto, per la fase di passaggio. Si preannuncia impegnativo anche il lavoro di riorganizzazione delle sale pubbliche. La macchina che ridurrà le circoscrizioni da 9 a 5, ha iniziato a muoversi.

  





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