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Domenica, 23 Marzo : 2008
Dopo l’inverno appena passato, che ha fatto registrare un calo delle precipitazioni del 27%, il testimone passa alla primavera: si spera che la stagione appena iniziata sia portatrice di precipitazioni per sopperire al deficit idrico e scongiurare il rischio siccità.
Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), rispetto al periodo di riferimento 1961-1990.
A causa dell’inverno caldo appena trascorso, la neve in montagna si è sciolta, importante riserva idrica del nostro paese; il livello del fiume Po, nonostante sia superiore agli scorsi periodi di crisi, è a circa la metà della media storica; in molte regioni come Umbria, Marche e Lazio, secondo l’Anbi, si registra un abbassamento delle falde acquifere tale da compromettere, in assenza di fonti di approvvigionamento alternative, la distribuzione potabile per uso umano.
Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), rispetto al periodo di riferimento 1961-1990.
A causa dell’inverno caldo appena trascorso, la neve in montagna si è sciolta, importante riserva idrica del nostro paese; il livello del fiume Po, nonostante sia superiore agli scorsi periodi di crisi, è a circa la metà della media storica; in molte regioni come Umbria, Marche e Lazio, secondo l’Anbi, si registra un abbassamento delle falde acquifere tale da compromettere, in assenza di fonti di approvvigionamento alternative, la distribuzione potabile per uso umano.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















