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Mercoledi, 18 Giugno : 2008
di Pier David Malloni
ROMA - Un esercito di trentaduemila persone, armato di settemila cannoni, cinquemila lanciamissili e trentacinque aereoplani, che spende sessanta milioni di dollari l'anno, con un unico obiettivo: 'conquistare' il meteo e ridurlo in proprio potere. A metterlo in campo è la Cina, che secondo un articolo pubblicato da Nature è l'unico paese che sembra aver raggiunto dei buoni risultati nel campo della manipolazione del clima, almeno in alcuni aspetti. Secondo le cifre ufficiali, riportate dalla rivista, tra il 1999 e il 2006 gli scienziati cinesi sarebbero riusciti a far cadere 250 miliardi di tonnellate d'acqua grazie ai loro metodi, con una produzione annua di 30 miliardi di tonnellate che verrà, nelle intenzioni di Pechino, portata a 50 entro il 2010. Anche se secondo alcuni esperti le cifre sono gonfiate, spiega la rivista, tentativi simili a quello cinese ma su scala molto più bassa sono in corso in tutto il mondo, dall'Australia all'Iran: "La California ad esempio - si legge nella rivista - sostiene che l'investimento di 3 milioni di dollari nelle tecniche di fertilizzazione delle nuvole ha portato ad una maggiore produzione di pioggia di 490 milioni di metri cubi all'anno". Le 'danze della pioggia' in chiave moderna attualmente in sperimentazione sono molte, e quasi tutte prevedono di cospargere nuvole già formate di sostanze chimiche che favoriscono le precipitazioni. Nelle nuvole molto fredde, ad altitudini maggiori, si usano degli 'agenti glaciogenici', in genere ghiaccio secco o ioduro d'argento, che accelerano l'aggregazione dell'acqua per formare le gocce. Se invece si è a quote più basse si usano sali di litio, sodio o potassio. Un esperimento molto promettente è quello in corso in Wyoming:"Ci sono risultati molto positivi - spiega Daniel Breed, del centro nazionale per le ricerche atmosferiche di Boulder, in Colorado - soprattutto se il giusto materiale viene usato sul giusto tipo di nuvole".
Dove la guerra cinese al meteo, che è forte di 34 uffici sulla manopolazione del meteo disseminati in tutto il paese, diventa ossessione è nel tentativo di impedire che piova durante la cerimonia inaugurale delle prossime olimpiadi, che si terrà l'8 agosto nella capitale Pechino. Lo sforzo di Pechino deve contrastare una probabilità di pioggia prevista al 47%. Per cercare di evitare un'apertura 'bagnata' è pronto un 'ombrello chimico' per la città:le nuvole eventualmente presenti verranno 'bombardate' con lo ioduro d'argento, che usato in questo frangente particolare dovrebbe dissiparle. In caso di fallimento si passerà all'azoto liquido, che dovrebbe fare in modo che le gocce siano più piccole, e evaporino prima di arrivare a terra. "Siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati nel caso di nuvole piccole - ha dichiarato recentemente Zhang Qian, capo della manipolazione atmosferica dell'ufficio meteorologico cinese - ma siamo ancora indietro su quelle più grandi". Oltre alla pioggia, i ricercatori in tutto il mondo si stanno impegnando per controllare altri fenomeni atmosferici, purtroppo ancora con scarsi successi: è il caso degli uragani, che secondo alcuni studi teorici potrebbero essere mitigati se fertilizzati con polveri, della nebbia, che viene abbattuta da agenti chimici solo se prossima al congelamento, o dei fulmini. In quest'ultimo caso gli esperimenti più interessanti non li eliminano, ma li 'deviano' con dei cavi metallici portati in aria da missili.
Dove la guerra cinese al meteo, che è forte di 34 uffici sulla manopolazione del meteo disseminati in tutto il paese, diventa ossessione è nel tentativo di impedire che piova durante la cerimonia inaugurale delle prossime olimpiadi, che si terrà l'8 agosto nella capitale Pechino. Lo sforzo di Pechino deve contrastare una probabilità di pioggia prevista al 47%. Per cercare di evitare un'apertura 'bagnata' è pronto un 'ombrello chimico' per la città:le nuvole eventualmente presenti verranno 'bombardate' con lo ioduro d'argento, che usato in questo frangente particolare dovrebbe dissiparle. In caso di fallimento si passerà all'azoto liquido, che dovrebbe fare in modo che le gocce siano più piccole, e evaporino prima di arrivare a terra. "Siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati nel caso di nuvole piccole - ha dichiarato recentemente Zhang Qian, capo della manipolazione atmosferica dell'ufficio meteorologico cinese - ma siamo ancora indietro su quelle più grandi". Oltre alla pioggia, i ricercatori in tutto il mondo si stanno impegnando per controllare altri fenomeni atmosferici, purtroppo ancora con scarsi successi: è il caso degli uragani, che secondo alcuni studi teorici potrebbero essere mitigati se fertilizzati con polveri, della nebbia, che viene abbattuta da agenti chimici solo se prossima al congelamento, o dei fulmini. In quest'ultimo caso gli esperimenti più interessanti non li eliminano, ma li 'deviano' con dei cavi metallici portati in aria da missili.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















