Clima, a Bali accordo su emissioni
BALI - La conferenza Onu di Bali ha raggiunto oggi un accordo per negoziare entro la fine del 2009 un piano di contrasto al riscaldamento planetario. L’intesa ha seguito il via libera degli Stati Uniti, in linea di principio contrari alla definizione di vincoli obbligatori sulle emmissioni di gas serra.
Per due settimane a Bali era stato impossibile raggiungere un accordo. A pesare era stata soprattutto una contrapposizione tra i Paesi dell’Ue e gli Stati Uniti. I Ventisette hanno spinto per l’introduzione di limiti vincolanti alle emissioni di gas serra, ritenuti i principali responsabili dei cambiamenti climatici. Gli Usa sono stati il punto di riferimento di un gruppo di Paesi contrari a quote di Co2 obbligatorie.
NUSA DUA, 15 DIC - Il ministro dell'ambiente indonesiano Rachmat Witoelar, ha sancito ufficialmente l'accordo provocando un applauso liberatorio da parte dei delegati presenti, dopo che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon aveva lanciato un appello accorato a superare le differenze. Gli Stati Uniti hanno acconsentito alla road map all'ultimo minuto dopo essersi opposti al testo, esigendo che anche i paesi in via di sviluppo assumessero maggiori impegni per la riduzione delle emissioni.
Il testo dell'accordo, proprio tenendo in conto le obiezioni degli Stati Uniti, non fa riferimento a cifre per quanto riguarda le emissioni inquinanti e la necessità di ridurle Intervenuto all'ultima sessione plenaria per far pesare la sua influenza, Ban Ki-moon aveva detto solennemente: "Francamente, sono deluso per la mancanza di qualsiasi progresso". "E' arrivato il momento di decidere", aveva ammonito facendo riferimento alle grandi aspettative che c'erano da parte di tutto il mondo per l'esito del summit. Al termine di due settimane di colloqui è arrivata l'approvazione di una "roadmap" per adottare un nuovo trattato, che succederà a quello di Kyoto, in un incontro che avverrà nel 2009 a Copenhagen.
Kyoto vincolava tutti i paesi industriali, con l'eccezione degli Stati Uniti, al taglio delle emissioni di gas serra tra il 2008 e il 2012, mentre i paesi in via di sviluppo non erano coinvolti. Il patto che uscirà dai nuovi negoziati dovrebbe essere invece vincolante per tutti i paesi a partire dal 2013.
I punti della Road Map
- Ecco i punti chiave della road map salva-clima approvata a Bali che nel 2009, a Copenaghen, porterà a Kyoto2:
- NEGOZIATI: 2 anni. Inizio al massimo nell'aprile del 2008, fine nel 2009 al summit di Copenaghen;
- URGENZA: serve un'azione internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici
- RIDUZIONI GAS SERRA: non si danno indicazioni di riduzioni in cifre. Si cita il panel scientifico intergovernativo Ipcc mentre per i target, nella premessa, una nota a fondo pagina rimanda a tre pagine specifiche del IV Rapporto Ipcc.
- AZIONE GLOBALE: per la prima volta si lancia un processo che coinvolge paesi industrializzati e in via di sviluppo
- PAESI INDUSTRIALIZZATI: si parla di impegni e azioni appropriate evitando la parola 'vincoli'.
- PAESI IN VIA DI SVILUPPO: azioni verificabili e misurabili
- FONDI: l'accordo promette di rafforzare i finanziamenti disponibili e gli investimenti per sostenere azioni di attenuazione delle emissioni.
Per due settimane a Bali era stato impossibile raggiungere un accordo. A pesare era stata soprattutto una contrapposizione tra i Paesi dell’Ue e gli Stati Uniti. I Ventisette hanno spinto per l’introduzione di limiti vincolanti alle emissioni di gas serra, ritenuti i principali responsabili dei cambiamenti climatici. Gli Usa sono stati il punto di riferimento di un gruppo di Paesi contrari a quote di Co2 obbligatorie.
Il testo dell'accordo, proprio tenendo in conto le obiezioni degli Stati Uniti, non fa riferimento a cifre per quanto riguarda le emissioni inquinanti e la necessità di ridurle Intervenuto all'ultima sessione plenaria per far pesare la sua influenza, Ban Ki-moon aveva detto solennemente: "Francamente, sono deluso per la mancanza di qualsiasi progresso". "E' arrivato il momento di decidere", aveva ammonito facendo riferimento alle grandi aspettative che c'erano da parte di tutto il mondo per l'esito del summit. Al termine di due settimane di colloqui è arrivata l'approvazione di una "roadmap" per adottare un nuovo trattato, che succederà a quello di Kyoto, in un incontro che avverrà nel 2009 a Copenhagen.
Kyoto vincolava tutti i paesi industriali, con l'eccezione degli Stati Uniti, al taglio delle emissioni di gas serra tra il 2008 e il 2012, mentre i paesi in via di sviluppo non erano coinvolti. Il patto che uscirà dai nuovi negoziati dovrebbe essere invece vincolante per tutti i paesi a partire dal 2013.
I punti della Road Map
- Ecco i punti chiave della road map salva-clima approvata a Bali che nel 2009, a Copenaghen, porterà a Kyoto2:
- NEGOZIATI: 2 anni. Inizio al massimo nell'aprile del 2008, fine nel 2009 al summit di Copenaghen;
- URGENZA: serve un'azione internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici
- RIDUZIONI GAS SERRA: non si danno indicazioni di riduzioni in cifre. Si cita il panel scientifico intergovernativo Ipcc mentre per i target, nella premessa, una nota a fondo pagina rimanda a tre pagine specifiche del IV Rapporto Ipcc.
- AZIONE GLOBALE: per la prima volta si lancia un processo che coinvolge paesi industrializzati e in via di sviluppo
- PAESI INDUSTRIALIZZATI: si parla di impegni e azioni appropriate evitando la parola 'vincoli'.
- PAESI IN VIA DI SVILUPPO: azioni verificabili e misurabili
- FONDI: l'accordo promette di rafforzare i finanziamenti disponibili e gli investimenti per sostenere azioni di attenuazione delle emissioni.
COLLEGATE:
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ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












