mercoledì 07 febbraio 2007
COMPARTO MILANO. Sono a buon punto i lavori del centro commerciale tra via Togni e via Folonari. Opere strutturali all’80%, nel cantiere ecologico 150 operai
A giugno consegna delle chiavi ai 120 negozianti. Il colosso aprirà i battenti per la fine dell’anno
di Natalia Danesi, Brescia Oggi
Per immaginare il Freccia Rossa, oggi, serve un bel lavoro di fantasia. A vederlo, sembra un’opera titanica. Si ha quasi l’impressione che ne debba passare di acqua sotto i ponti, prima che sia finalmente ultimato e fruibile dai cittadini. Eppure i lavori del centro commerciale che sorgerà nel quadrante compreso tra via Folonari e viale Italia, via Togni e via Somalia sono a buon punto. «Le opere strutturali sono completate per l’80 per cento. Mancano le facciate e la copertura, ma ormai siamo al "giro di boa"», spiegano Luc Lescaut, marketing and communication manager Italia e Luisa Rivilli, project manager di Sonae Sierra, la società portoghese che finanzia il 50 per cento del progetto (il 40 per cento è della statunitense Aig Global real estate investment corp e il restante 10 della bresciana Coimpredil), e che si occuperà della gestione. Il buono stato di avanzamento del cantiere consente oggi di fare, se pure con cautela, le prime realistiche previsioni.
Dopodichè potranno iniziare a portare gli arredi e mettere a punto gli ultimi dettagli. Contiamo di essere pronti entro la fine del 2007». Anche se l’ideale, si legge tra le righe, sarebbe riuscire ad aprire prima di Natale.
UN CANTIERE «ECOLOGICO». Il viaggio nel futuro del Freccia Rossa inizia da via Togni dove, all’incrocio con via Folonari, sorge la Marketing Suite del futuro centro commerciale. «Tutti gli ingressi al cantiere, dove lavorano circa 150 persone al giorno, avvengono tramite badge elettronico. Non lavoriamo con un general contractor, ma con cinque imprese che si occupano ognuna di un aspetto specifico: Corbat per gli scavi, Pivato per le opere in calcestruzzo, Lombarda, Beton Rapid per i prefabbricati e Cometal per le strutture metalliche». Alla sicurezza dei lavoratori, si aggiunge il rispetto dell’ambiente. «Abbiamo stipulato un accordo con il Comune promettendo la riduzione del rumore generato verso l’esterno, e per ora stiamo inviando a recupero oltre il 95 per cento dei rifiuti», precisa Francesco Rossi, che segue proprio le procedure ambientali. L’obiettivo? Ottenere per la costruzione, entro la fine del 2007, la certificazione ISO 14001.
IL CORPO PRINCIPALE. Quello che diventerà il corpo principale (sulla sinistra dall’ingresso di via Togni) è per ora diviso a metà da una sorta di corridoio aperto e utilizzato dalla viabilità di cantiere. «A breve - precisa Rivilli - sarà coperto e le due aree saranno collegate». Fallito il progetto di mantenere le campate originali, la struttura di piloni in calcestruzzo ricalca nell’aspetto il profilo antico dell’Atb. Di più, due travi reticolari sono state ricostruite identiche nell’aspetto all’originale.
INGRESSI E PARCHEGGI. Il Freccia Rossa è un vero e proprio colosso: 30 mila metri quadri di superficie affittabile, 50 mila compresi gli altri spazi, e 80 mila metri quadri di parcheggi. Un investimento che per ora si aggira intorno a 120 milioni di euro, di cui 55 milioni per la costruzione, e i restanti suddivisi tra costo del terreno e oneri di urbanizzazione. L’ingresso principale sarà da via Ugoni, in prossimità dell’enorme piazza, una grande distesa di pietra, che si affaccerà su via Togni - via Folonari e sarà al livello della strada. In quella zona, e nella «food court» con tavolini, pure aperta, saranno ricostruite le vecchie campate in carpenteria metallica, che regaleranno ai visitatori un aspetto suggestivo. In viale Italia ci saranno due ulteriori ingressi, e un altro in via Cassala. Già ora si intravede dalla facciata di via Togni quello che diventerà il multiplex da sei sale e 800 posti già «appaltato» a Quilleri. Allo stesso livello, il più alto, ci sarà la zona «fashion», con punti vendita di abbigliamento ed altre referenze delle marche più prestigiose, mentre scendendo al piano terra la zona destinata al supermercato Pam e ai servizi per i cittadini. Entrando nel cantiere da via Togni, si scende camminando al livello - 2 destinato, insieme al - 1, ad ospitare un maxi parcheggio interrato e coperto da 2.500 posti. «Sarà gestito da Sintesi, e rigorosamente a pagamento - precisa ancora il project manager -. La decisione si è resa necessaria vista la vicinanza con la stazione, per evitare che fosse utilizzato esclusivamente dai pendolari. Sono già allo studio convenzioni per gli utenti del multiplex e della palestra». L’area sosta sarà di proprietà per metà del Freccia Rossa, e per metà del Comune, ma la gestione sarà unica e i cittadini non se ne accorgeranno nemmeno. A proposito di palestra, sarà gestita dalla Virgin, troverà spazio in un corpo separato da 4.500 metri quadri a fianco del principale (sulla destra entrando da via Togni) e ospiterà anche una piscina con tre vasche.
IL TUNNEL DI VIA CASSALA. Percorrendo in lungo tutto il cantiere, al termine della costruzione in calcestruzzo si nota un tunnel di cui già è stata ultimata la copertura. È il sottopasso che collegherà via Cassala a viale Italia, e sopra il quale verrà costruita la piastra a scavalcare la stessa via Cassala che ospiterà parte del primo piano del Freccia Rossa. «I lavori di costruzione delle strutture di nostra competenza sono stati ultimati; ora manca il sottofondo stradale, di competenza comunale», spiega Rivilli. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato del cantiere: per il completamento in totale sicurezza servirà probabilmente ancora del tempo. Il tunnel avrà tre corsie, due in direzione centro (una verso via Corsica, l’altra verso il ring) e una in senso opposto, oltre ad un percorso privilegiato per i pedoni. Le automobili passeranno così sotto il centro commerciale, per sbucare in viale Italia. Con quello di via Dalmazia, il nuovo tunnel promette di risolvere gran parte degli ingorghi della zona. E se si aggiungono ad una viabilità più fluida i 2.500 nuovi posti auto, gli automobilisti possono dirsi soddisfatti.
COMPARTO MILANO. Sono a buon punto i lavori del centro commerciale tra via Togni e via Folonari. Opere strutturali all’80%, nel cantiere ecologico 150 operai
Il «Freccia Rossa» sta scaldando i motori
A giugno consegna delle chiavi ai 120 negozianti. Il colosso aprirà i battenti per la fine dell’anno
di Natalia Danesi, Brescia Oggi
Per immaginare il Freccia Rossa, oggi, serve un bel lavoro di fantasia. A vederlo, sembra un’opera titanica. Si ha quasi l’impressione che ne debba passare di acqua sotto i ponti, prima che sia finalmente ultimato e fruibile dai cittadini. Eppure i lavori del centro commerciale che sorgerà nel quadrante compreso tra via Folonari e viale Italia, via Togni e via Somalia sono a buon punto. «Le opere strutturali sono completate per l’80 per cento. Mancano le facciate e la copertura, ma ormai siamo al "giro di boa"», spiegano Luc Lescaut, marketing and communication manager Italia e Luisa Rivilli, project manager di Sonae Sierra, la società portoghese che finanzia il 50 per cento del progetto (il 40 per cento è della statunitense Aig Global real estate investment corp e il restante 10 della bresciana Coimpredil), e che si occuperà della gestione. Il buono stato di avanzamento del cantiere consente oggi di fare, se pure con cautela, le prime realistiche previsioni.
«A giugno consegneremo in una cerimonia le chiavi ai circa 120 negozianti>> (ne riportiamo a parte, Ndr.).
Dopodichè potranno iniziare a portare gli arredi e mettere a punto gli ultimi dettagli. Contiamo di essere pronti entro la fine del 2007». Anche se l’ideale, si legge tra le righe, sarebbe riuscire ad aprire prima di Natale.
UN CANTIERE «ECOLOGICO». Il viaggio nel futuro del Freccia Rossa inizia da via Togni dove, all’incrocio con via Folonari, sorge la Marketing Suite del futuro centro commerciale. «Tutti gli ingressi al cantiere, dove lavorano circa 150 persone al giorno, avvengono tramite badge elettronico. Non lavoriamo con un general contractor, ma con cinque imprese che si occupano ognuna di un aspetto specifico: Corbat per gli scavi, Pivato per le opere in calcestruzzo, Lombarda, Beton Rapid per i prefabbricati e Cometal per le strutture metalliche». Alla sicurezza dei lavoratori, si aggiunge il rispetto dell’ambiente. «Abbiamo stipulato un accordo con il Comune promettendo la riduzione del rumore generato verso l’esterno, e per ora stiamo inviando a recupero oltre il 95 per cento dei rifiuti», precisa Francesco Rossi, che segue proprio le procedure ambientali. L’obiettivo? Ottenere per la costruzione, entro la fine del 2007, la certificazione ISO 14001.
IL CORPO PRINCIPALE. Quello che diventerà il corpo principale (sulla sinistra dall’ingresso di via Togni) è per ora diviso a metà da una sorta di corridoio aperto e utilizzato dalla viabilità di cantiere. «A breve - precisa Rivilli - sarà coperto e le due aree saranno collegate». Fallito il progetto di mantenere le campate originali, la struttura di piloni in calcestruzzo ricalca nell’aspetto il profilo antico dell’Atb. Di più, due travi reticolari sono state ricostruite identiche nell’aspetto all’originale.
INGRESSI E PARCHEGGI. Il Freccia Rossa è un vero e proprio colosso: 30 mila metri quadri di superficie affittabile, 50 mila compresi gli altri spazi, e 80 mila metri quadri di parcheggi. Un investimento che per ora si aggira intorno a 120 milioni di euro, di cui 55 milioni per la costruzione, e i restanti suddivisi tra costo del terreno e oneri di urbanizzazione. L’ingresso principale sarà da via Ugoni, in prossimità dell’enorme piazza, una grande distesa di pietra, che si affaccerà su via Togni - via Folonari e sarà al livello della strada. In quella zona, e nella «food court» con tavolini, pure aperta, saranno ricostruite le vecchie campate in carpenteria metallica, che regaleranno ai visitatori un aspetto suggestivo. In viale Italia ci saranno due ulteriori ingressi, e un altro in via Cassala. Già ora si intravede dalla facciata di via Togni quello che diventerà il multiplex da sei sale e 800 posti già «appaltato» a Quilleri. Allo stesso livello, il più alto, ci sarà la zona «fashion», con punti vendita di abbigliamento ed altre referenze delle marche più prestigiose, mentre scendendo al piano terra la zona destinata al supermercato Pam e ai servizi per i cittadini. Entrando nel cantiere da via Togni, si scende camminando al livello - 2 destinato, insieme al - 1, ad ospitare un maxi parcheggio interrato e coperto da 2.500 posti. «Sarà gestito da Sintesi, e rigorosamente a pagamento - precisa ancora il project manager -. La decisione si è resa necessaria vista la vicinanza con la stazione, per evitare che fosse utilizzato esclusivamente dai pendolari. Sono già allo studio convenzioni per gli utenti del multiplex e della palestra». L’area sosta sarà di proprietà per metà del Freccia Rossa, e per metà del Comune, ma la gestione sarà unica e i cittadini non se ne accorgeranno nemmeno. A proposito di palestra, sarà gestita dalla Virgin, troverà spazio in un corpo separato da 4.500 metri quadri a fianco del principale (sulla destra entrando da via Togni) e ospiterà anche una piscina con tre vasche.
IL TUNNEL DI VIA CASSALA. Percorrendo in lungo tutto il cantiere, al termine della costruzione in calcestruzzo si nota un tunnel di cui già è stata ultimata la copertura. È il sottopasso che collegherà via Cassala a viale Italia, e sopra il quale verrà costruita la piastra a scavalcare la stessa via Cassala che ospiterà parte del primo piano del Freccia Rossa. «I lavori di costruzione delle strutture di nostra competenza sono stati ultimati; ora manca il sottofondo stradale, di competenza comunale», spiega Rivilli. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato del cantiere: per il completamento in totale sicurezza servirà probabilmente ancora del tempo. Il tunnel avrà tre corsie, due in direzione centro (una verso via Corsica, l’altra verso il ring) e una in senso opposto, oltre ad un percorso privilegiato per i pedoni. Le automobili passeranno così sotto il centro commerciale, per sbucare in viale Italia. Con quello di via Dalmazia, il nuovo tunnel promette di risolvere gran parte degli ingorghi della zona. E se si aggiungono ad una viabilità più fluida i 2.500 nuovi posti auto, gli automobilisti possono dirsi soddisfatti.
-SPAZI IMPEGNATI AL 90 PER CENTO
Boutique «grandi firme» e ristoranti per tutti i gusti
Una volta ultimato, il centro commerciale Freccia Rossa - il cui progetto è della Bdp di Londra - sarà venduto a un fondo immobiliare di proprietà di Sonae Sierra, il Sierra Found. Gli spazi commerciali della struttura - una superficie complessiva di circa 30 mila metri quadrati - non sono in vendita, ma saranno ceduti esclusivamente con contratti di affitto della durata media di otto anni.
Sui costi della locazione, Sonae Sierra mantiene lo stretto riserbo. «Abbiamo cercato di mixare griffe e catene in franchising già note a punti vendita locali che apriranno con il loro marchio. I costi variano moltissimo - spiegano Luc Lescaut, marketing and communication manager Italia, e Luisa Rivilli, project manager -. Se riteniamo che una tipologia di negozio debba necessariamente portare un marchio, il prezzo può abbassarsi. Viceversa, in alcuni casi il prezzo può essere decisamente più alto della media».
Si sa invece che gli spazi - 120 - sono stati già contrattualizzati al 90 per cento. Un vero successo. Tra i nomi già noti da tempo ci sono Quilleri per la multisala, Pam per il supermercato da 3.600 metri quadrati (2.500 la superficie di vendita, una «struttura studiata per essere un supermercato cittadino e non un ipermercato»), Virgin Active per la palestra. Per la moda - che coprirà oltre il 50 per cento delle attività - un maxi store di Zara da mille metri quadrati circa, Oysho, Berksha, Pull and Bear e Massimo Dutti, «per la prima volta in Italia».
Ma potrebbero esserci ancora molte sorprese, che saranno svelate soltanto a giugno, quando i locatari riceveranno ufficialmente le tanto sospirate chiavi. «L’obiettivo è che il centro parta quando tutte le attività, o almeno una quota superiore al 75 per cento, saranno operative. Negli ultimi mesi lavoreremo per terminare gli ultimi dettagli, e al nostro fianco lavoreranno gli operatori commerciali, che sistemeranno i negozi».
Ma chi andrà al Freccia Rossa potrà anche «rifocillarsi». Il centro ospiterà 23 punti di ristorazione di grande e piccola dimensione (dai 40 ai 200 metri quadrati) - bar, ristoranti, e probabilmente anche take away - che offriranno un ventaglio di proposte italiane e non.
Sui costi della locazione, Sonae Sierra mantiene lo stretto riserbo. «Abbiamo cercato di mixare griffe e catene in franchising già note a punti vendita locali che apriranno con il loro marchio. I costi variano moltissimo - spiegano Luc Lescaut, marketing and communication manager Italia, e Luisa Rivilli, project manager -. Se riteniamo che una tipologia di negozio debba necessariamente portare un marchio, il prezzo può abbassarsi. Viceversa, in alcuni casi il prezzo può essere decisamente più alto della media».
Si sa invece che gli spazi - 120 - sono stati già contrattualizzati al 90 per cento. Un vero successo. Tra i nomi già noti da tempo ci sono Quilleri per la multisala, Pam per il supermercato da 3.600 metri quadrati (2.500 la superficie di vendita, una «struttura studiata per essere un supermercato cittadino e non un ipermercato»), Virgin Active per la palestra. Per la moda - che coprirà oltre il 50 per cento delle attività - un maxi store di Zara da mille metri quadrati circa, Oysho, Berksha, Pull and Bear e Massimo Dutti, «per la prima volta in Italia».
Ma potrebbero esserci ancora molte sorprese, che saranno svelate soltanto a giugno, quando i locatari riceveranno ufficialmente le tanto sospirate chiavi. «L’obiettivo è che il centro parta quando tutte le attività, o almeno una quota superiore al 75 per cento, saranno operative. Negli ultimi mesi lavoreremo per terminare gli ultimi dettagli, e al nostro fianco lavoreranno gli operatori commerciali, che sistemeranno i negozi».
Ma chi andrà al Freccia Rossa potrà anche «rifocillarsi». Il centro ospiterà 23 punti di ristorazione di grande e piccola dimensione (dai 40 ai 200 metri quadrati) - bar, ristoranti, e probabilmente anche take away - che offriranno un ventaglio di proposte italiane e non.
na.da.
Dovrebbe essere completato entro quest’anno l’albergo che una società spagnola sta realizzando di fronte alla rotonda di via Cassala
E il nuovo hotel cresce a ritmo serrato
Ospiterà centoventi stanze su sei piani, ma anche area fitness, sale riunioni e ristorante
Perchè veda la luce ci vorrà ancora qualche mese. Dovrebbe essere completato entro l’autunno, al massimo entro la fine dell’anno. I lavori sull’albergo destinato a sorgere nel cuore del comparto Milano, di fronte alla rotonda di via Cassala, procedono a pieno ritmo, e già si intuisce che forma avrà. Sarà un quattro stelle d’affari della catena spagnola Ac Hotel, circa 120 stanze su sei piani, oltre al piano terra.
Il gruppo spagnolo si sta espandendo di anno in anno anche in Italia, e può contare ormai su 1.145 stanze in dieci città. «Il comparto Milano è in un ottima posizione, molto vicina al centro - aveva detto l’anno scorso a Bresciaoggi il direttore Italia di Ac, Roberto Franchi -; Brescia è una città in cui la nostra compagnia crede molto, soprattutto per l’indotto che potrebbe avere in futuro».
La struttura che sorgerà nel comparto Milano - il Gruppo Galeazzi si è aggiudicato l’appalto per le opere strutturali, mentre impianti e finiture saranno affidati ad altre società - si estenderà in altezza, per una superficie complessiva di oltre tremila metri quadri. Oltre alle camere, ospiterà un ristorante, un’area fitness e sale riunioni. I lavori sono partiti l’estate scorsa e secondo il cronogramma della direzione Italia dell’Ac Hotels dovrebbero concludersi, appunto, a cavallo tra il primo e il secondo semestre del 2007.
Il gruppo spagnolo si sta espandendo di anno in anno anche in Italia, e può contare ormai su 1.145 stanze in dieci città. «Il comparto Milano è in un ottima posizione, molto vicina al centro - aveva detto l’anno scorso a Bresciaoggi il direttore Italia di Ac, Roberto Franchi -; Brescia è una città in cui la nostra compagnia crede molto, soprattutto per l’indotto che potrebbe avere in futuro».
La struttura che sorgerà nel comparto Milano - il Gruppo Galeazzi si è aggiudicato l’appalto per le opere strutturali, mentre impianti e finiture saranno affidati ad altre società - si estenderà in altezza, per una superficie complessiva di oltre tremila metri quadri. Oltre alle camere, ospiterà un ristorante, un’area fitness e sale riunioni. I lavori sono partiti l’estate scorsa e secondo il cronogramma della direzione Italia dell’Ac Hotels dovrebbero concludersi, appunto, a cavallo tra il primo e il secondo semestre del 2007.
na.da.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












