Castellammare di Stabia - Il leader Antonio Di Pietro incontrerà lo stato maggiore dell´Italia dei Valori, presso l´hotel Crowne Plaza di Castellammare di Stabia, nell´ambito della Conferenza Programmatica del partito. La sessione di lavori tra deputati, senatori e dirigenti di partito è prevista per domenica 22 e lunedì 23. Chiuderà i lavori l´ex ministro Di Pietro con l´esposizione della relazione conclusiva. Alle 16.30 di domenica, invece, ci sarà un incontro con la stampa. A fare gli onori di casa sarà il senatore Nello Di Nardo, esponente nazionale del partito e referente parlamentare della provincia napoletana. «Saranno due giorni di intenso lavoro – spiega il senatore Di Nardo – lo stato maggiore del partito è stato convocato a Castellammare di Stabia per discutere su tutti i problemi del territorio e del Mezzogiorno». Presenti alla Conferenza Programmatica saranno anche i 29 deputati e i 14 senatori iscritti al gruppo parlamentare dell´Italia dei Valori. «Non è un caso che tutti gli esponenti parlamentari e i dirigenti di partito dell´Italia dei Valori siano stati chiamati all´appello proprio a Castellammare – aggiunge Di Nardo –, in una città ricca di risorse umane e territoriali, che ha tutte le carte in regola per rappresentare il motore del rilancio della provincia napoletana e del Mezzogiorno». Nell´ambito della Conferenza Programmatica dell´Idv i relatori si confronteranno per due giorni sui temi del federalismo, della legalità, della sicurezza, dell´informazione, delle riforme e del sistema elettorale. «La malavita organizzata, l´emergenza rifiuti, l´allarme agroalimentare, la crisi del turismo, sono soltanto alcune delle problematiche che stanno mettendo in ginocchio la Campania, una regione che va sostenuta con forza, attraverso provvedimenti legislativi seri. Non serve mandare l´esercito a Napoli se prima non sosteniamo polizia, carabinieri e altre forze dell´ordine, dotandoli di mezzi idonei a combattere adeguatamente la criminalità. Occorrono misure concrete, ecco perché abbiamo deciso di discutere a fondo su tale questione proprio a Castellammare di Stabia, per dare la possibilità a tutti di vivere questi territori e di comprenderne difficoltà e problematiche, consentendo allo stesso tempo la possibilità di valutarne l´immane bacino di risorse offerte». Inoltre, l´Italia dei Valori avvierà anche una riflessione sui rapporti con le altre forze politiche e sulle alleanze nazionali ed europee.
Ultima modifica di Redazione il 23 Giu 2008 22:45, modificato 1 volta in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Domenica, 22 Giugno : 2008 La Repubblica / instantblog
Rassegna a cura di:
Castellammare di Stabia (NA)
DI PIETRO, SU 'BLOCCA-PROCESSI'
PARERE CSM DOVEROSO
CASTELLAMMARE DI STABIA - "C'e' stata una fuga di notizie su quello che accadra' domani ma nessuna marcia indietro da parte di Mancino". Lo ha affermato il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, nel corso della conferenza stampa organizzata al termine della prima giornata della riunione dell'esecutivo nazionale dell'Idv, presso l'Hotel Crown Plaza a Castellammare di Stabia. Di Pietro ha commentato il colloquio avvenuto oggi tra il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel quale il primo ha sottolineato che non c'e' nessuna posizione ufficiale del Csm rispetto all'incostituzionalita' del provvedimento sulla sospensione dei processi per reati non gravi. "Il parere del Csm non solo e' possibile ma e' doveroso - ha aggiunto Di Pietro - l'Idv ritiene questo provvedimento incostituzionale alla radice".
Di Pietro: Grappolo referendum contro norme inique varate da Berlusconi
''Un grappolo di referendum'' per abrogare le ''norme più inique avviate dal governo Berlusconì'. E' l'iniziativa lanciata dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Sarà l'occasione per fornire lo spaccato di un altro Paese, il Paese che vorremmò', ha detto Di Pietro. Tra i temi che verranno sottoposti al vaglio popolare: finanziamento pubblico ai giornali dei partiti, finanziamento ai partiti, intercettazioni, sospensione dei processi e norma salva-Rete 4.
GIUSTIZIA/ DI PIETRO: NOI PRONTI A REFERENDUM,PD NON POTRA' DIRE NO
"Una cosa è il partito, un'altra il suo popolo
Castellammare di Stabia (Napoli), 22 giu. (Apcom) - "Forse le firme non le raccolgono, ma poi voglio vedere come dicono no...". Il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, è determinatissimo a lanciare "un grappolo di referendum" contro le leggi ad personam e il suo tono quando si parla dell'alleato principe, il Pd, si fa quasi di sfida.
"Una cosa è il Pd, un'altra è il popolo del Pd", riflette l'ex Pm al termine della conferenza stampa dell'assemblea programmatica del partito. Di Pietro non si aspetta che il Partito democratico metta in campo l'organizzazione necessaria per raccogliere le firme ma sarà difficile, è il senso delle sue parole, che una volta partita la macchina che si avvarrà in gran parte del supporto di Internet e della rete, il Pd possa non fare la propria parte nella partita.
Tra le leggi che secondo Di Pietro dovrebbero cadere sotto la scure del referendum, la norma salva Rete 4, quella sulle intercettazioni telefoniche e quella, ora inserita nel Dl sicurezza, sulla sospensione dei processi che riguarderebbe da vicino lo stesso premier, Silvio Berlusconi.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Di Pietro si 'leghizza':
il nostro partito rappresenterà padani e montanari
ROMA - L'opposizione paga, ma crea anche qualche grattacapo. Lo sa Antonio Di Pietro che di fronte ai dirigenti di Italia dei Valori deve fronteggiare le lamentele dei parlamentari del nord. Tanto da proclamare: "Non siamo e non saremo piu' un partito di protesta ma un partito d'azione". Convertiremo "il nord alla politica, non all'antipolitica". Il quartier generale dei dipietristi si riunisce a Castellamare di Stabia, costiera sorrentina. Altro che nebbiose brume padane. Eppure i pensieri del leader Idv sono rivolti proprio oltre Po, al partito rivale, l'unico che insieme all'Idv abbia raddoppiato i consensi alle ultime elezioni. "Noi non siamo amati dai poteri", dice Di Pietro facendo riferimento ai sondaggi che oggi gli assegnano un piu' che lusinghiero 5,5 per cento. "Ma noi non ci lamentiamo -aggiunge- perche' quello e' amore meretricio e noi invece vogliamo solo il consenso che conta, quello dei cittadini". Se questa e' la premessa si capisce come le parole dei parlamentari Idv, che lamentano "la difficolta' di competere con un partito tutto territorio e niente ideologia", trovino orecchie attente. Tanto piu' che lo stile dell'opposizione Idv negli ultimi mesi, radicalizzando lo scontro, rischia di allontanare i deideologizzati elettori padani. Una sottolineatura che, spiegano alcuni dirigenti dipietristi, sarebbe venuta nel corso dell'esecutivo anche da esponenti piu' vicini al Partito democratico. Di Pietro prende nota e nella sua relazione annuncia la 'svolta nordista' e meno protestaria del suo partito. "Non lasceremo solo il Nord nelle mani dello spirito distruttivo e dispregiativo di chi intende rappresentarlo con i cappelloni e le spade sguainate", dice.
Italia dei Valori interpretera' "i bisogni profondi degli uomini e delle donne di montagna e della Padania riconquistandoli alla politica, non all'antipolitica".
Insomma, parole nuove per il leader di Idv, additato come politico meridionale e per di piu' punto di riferimento dell'antipolitica. E invece adesso che il partito democratico enfatizza i toni della sua opposizione, ecco Di Pietro spiegare che "oggi Idv ha piu' possibilita' di ieri di rappresentare non solo il malcontento popolare ma soprattutto la speranza". E proporre "un progetto paese che parli al nord come al sud". E neppure e' un caso che Di Pietro apra decisamente al federalismo fiscale, "che serve al sud piu' che al nord perche' lo responsabilizza". Idv quindi si 'leghizza', e si propone come partito non piu' solo di lotta. Il riferimento in chiaroscuro e' al Pd. Di Pietro sa che nel confronto con il partito di Veltroni rischia di essere catalogato come un nuovo partito massimalista. Lui non ci sta.
"Vogliono etichettarci come massimalisti per neutralizzarci- si sfoga con i suoi- ma le donne di Chiaiano, quelle non sono comuniste, sono madri di famiglia". Poi pero' concede. E promette a chi lo ha fatto bersaglio di qualche critica. "Voi sostanziamente mi dite: 'va bene quello che fai ma recitalo meglio'. Condivido, in ogni rappresentazione pubblica non useremo piu' la logica della contrapposizione senza quella della proposta alternativa. Non possiamo limitarci a fare opposizione.
Le istituzioni devono produrre qualcosa da subito, perche' sennò il cittadino muore di fame".
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