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SABATO, 11 Ottobre : 2008 La Stampa
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Marcegaglia: «Pil 2009 a -0,5%»
ASSISI - Confindustria si appresta a rivedere pesantemente al ribasso le proprie stime per il 2009. Lo ha detto il Presidente di Confindustria Marcegaglia parlando con i giornalisti ad Assisi a margine di un convegno.
Secondo gli studi di Confindustria «il Pil italiano del 2009 scenderà dello 0,5 per cento. Eravamo convinti che si sarebbe attestato ad un più 0,4 per cento, ma dobbiamo rivedere la previsione al ribasso». A metà settembre il Centro Studi Confindustria aveva stimato per il 2009 una crescita di 0,4 per cento dopo una lieve contrazione (0,1 per cento) per il 2008.
Marcegaglia ha sottolineato che quella dei mercati finanziari è «una crisi globale che sta per avere un impatto sull’economia reale». Quindi occorre «smettere di dire "è colpevole l’uomo di Wall Street", ed occorre ora entrare nella fase di scelte concrete per uscire da questa situazione». Le decisioni, ha sottolineato il presidente degli industriali italiani, andranno prese in sede europea e multilaterale, «superando gli egoismi nazionali», ma anche in sede nazionale. Per adottare misure che favoriscano la crescita, ha spiegato Marcegaglia, «l’Europa dovrebbe varare velocemente un grande piano di investimenti pubblici su infrastrutture e innovazione».
Anche in Italia il Governo «non deve pensare solo alle banche, ma fare un focus sull’economia reale», anche perchè nel 2009 è prevedibile un pil in regressione dello 0,5%. In questo contesto si inserisce il rinnovo del modello contrattuale, che, legando salari e produttività, potrebbe favorire proprio la crescita e i consumi interni. «Dobbiamo lasciare la logica del conflitto - ha detto a tal proposito Mercagaglia - ed entrare in una logica di condivisione delle sorti del Paese, senza con questo mischiare i ruoli». «Oggi il mercato sembra il diavolo - ha concluso la Marcegaglia - ma, in un obiettivo di medio termine, più mercato e più concorrenza si traducono in maggiori vantaggi per i cittadini».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















