
Emilio Del Bono, capogruppo del Pd, ha 44 anni: è nato il 26 novembre del 1965
L’INTERVISTA. Il capogruppo Pd replica al sindaco e fa le pulci all’amministrazione. Dal patto di stabilità alle spese di rappresentanza, al caso-sinti
Carte di credito degli assessori: «Dubbi su un utilizzo privato» Brixia
Sviluppo: «Immobiliare che rischia di alterare il mercato»
Emilio Del Bono, capogruppo del Pd, replica alle dichiarazioni del sindaco Paroli sui temi «caldi» della città.
Del Bono, il sindaco dice che la vostra battaglia sull’uso delle carte di credito degli assessori segna un «decadimento della politica».
La replica?
Il senso delle istituzioni e il rispetto della legge sono premesse che spero siano fuori discussione. Le dichiarazioni di Paroli, che esclude leggerezze e abusi nell’uso delle carte, mi paiono assolutamente imprudenti. Noi abbiamo avviato la verifica dopo che il collegio dei revisori aveva segnalato un "uso anomalo". Per questo abbiamo chiesto l’elenco delle missioni, che richiedono un’autorizzazione preventiva del sindaco, e delle spese di rappresentanza per le quali serve una documentazione giustificativa.
Una battaglia moralizzatrice?
Noi non contestiamo nè il quantum nè l’utilità delle spese di rappresentanza. Vogliamo però capire se c’è stato un uso privato delle carte.
Cosa ve lo fa sospettare?
Bisognerebbe chiederlo ai revisori dei conti. Noi stiamo valutando la documentazione in modo trasparente, e illustreremo i risultati di questo lavoro. La china su cui s’è messa l’Amministrazione è pericolosa. È di chi prende sotto gamba il rispetto della legge e delle norme: vedi bonus bebè, patto di stabilità o Brixia Sviluppo. La nostra è un’opposizione anglosassone, non ideologica ma dura nel merito. Che costringe la maggioranza a migliorarsi.
Su Brixia Sviluppo il sindaco sospetta non vi sia andata giù la mancata assegnazione di un posto nel Cda.
Se lo tenga. Ad oggi si sta comportando peggio del vituperato Corsini, che loro accusavano di ingordigia: questa maggioranza incassa tutto, anche quello che non dovrebbe. Su Brixia Sviluppo abbiamo tre dubbi. Il primo riguarda il fondamento giuridico della sua esistenza. Non è nè una società di servizi, nè una società di Trasformazione urbana, le uniche previste dal Testo unico degli enti locali. È un’immobiliare pura, con il 100% di capitale pubblico, ed è un operatore insidioso che può alterare le regole del mercato: il capitale è del regolatore, che può mutare la destinazione urbanistica di ciò che acquista e vende.
Gli altri dubbi?
Se il capitale è al 100% comunale, la società deve agire secondo le regole di prudenza e trasparenza di un ente di diritto pubblico. Se compra un immobile o un’area deve farlo sulla base di perizie o valutazioni comparative. Invece ha acquistato la sede della circoscrizione Est per 4 milioni e non abbiamo notizie di perizie. Lo stesso per le aree acquistate in provincia di Mantova.
E il terzo dubbio?
È una società che ha fatto atti senza mandato formale del consiglio comunale. Che le nostre preoccupazioni siano consistenti lo dimostra il capogruppo del Pdl che in commissione ha fatto una presa di distanza formale da questi atti.
Paroli sostiene che qualcuno nel Pd definisce un capolavoro l’operazione-Oviesse. È così?
Non contestiamo che il Comune potesse o dovesse comprare. Contestiamo che l’abbia fatto tramite Brixia Sviluppo, e non siamo in grado di stabilire se il prezzo sia congruo rispetto al mercato attuale.
Perchè lei ha sostenuto che l’operazione «sinti a Mantova» è la Caporetto di Rolfi?
Perchè è la smentita delle battaglie demagogiche della Lega, secondo la quale non bisognava spendere solo un euro per i nomadi. Invece a suon di bigliettoni si cerca di "deportare" i nomadi. Si concedono aree edificabili da riscattare in 25 anni a chi a Brescia non ha pagato neppure le bollette di luce e acqua.
Se non pagheranno, le aree resteranno del Comune.
Appunto. Cosa se ne farà la Loggia di aree nel Mantovano? E se i Sinti non ci andranno, chi pagherà quell’area? A Guidizzolo, dove dovrebbero trasferirsi solo 5 famiglie, si parla di una spesa di 125mila euro. Ci sono altre 12 famiglie: dove andranno? Si va verso una spesa di 5-600mila euro. E poi un dato forse sfugge: le 13 casette di via Orzinuovi non saranno demolite. Paroli ha appena firmato un progetto per mettere lì dentro minori rom con provvedimenti penali a carico: un nuovo nucleo di disagio sociale.
Veniamo al patto di stabilità. Siete voi che soffiate sul malumore dei genitori degli asili?
Sta accadendo quello che avevamo detto fin dall’inizio, cioè che violando il patto ci sarebbero stati effetti pesanti per la città. La Loggia applica già le sanzioni: il gettone di assessori e consiglieri è stato tagliato del 30%, è scattato il divieto di assunzione sotto qualsiasi forma e infatti non hai più i supplenti, c’è il divieto di nuovi mutui e ci sarà una riduzione di trasferimenti da Roma.
Anche Corsini sforò il patto.
Due volte, ma a posteriori. E allora non scattarono sanzioni. Adesso lo sforamento è preventivo e Tremonti ha preso impegni di rigore con l’Ue.
Il sindaco spera ancora in una norma salva-Brescia.
Io ci credo poco e me ne dispiace. È segno di un’enorme debolezza di Brescia a Roma.
La nuova tegola è il blocco regionale alle varianti al Prg...
La norma regionale allontana l’ipotesi della Cittadella dello sport nel Parco delle cave. Sul Pgt non sappiamo nulla, l’urbanistica è un oggetto misterioso. Il caso di piazzale Vivanti dimostra che le cose sono complicate, i microconflitti sono sempre pronti a esplodere.
La sede unica degli uffici comunali non dovrebbe subire rinvii.
Leggeremo se la legge regionale lo consente. Ribadisco che il Comune non la otterrà gratis: l’atto di indirizzo indica un valore di 50 milioni e chiarisce che ai privati viene dato un controvalore uguale attraverso minori oneri, meno standard, cessione delle casère, eliminazione di 10mila metri di convenzionata, aumento di superfici per 27mila metri più 5mila in via Metastasio.
Voi restate contrari?
Perchè spendere 50 milioni lì quando il Comune è proprietario di edifici strategici in centro storico? Avevano promesso di rilanciarlo e invece di portare nuove funzioni le collocano fuori.
Il suo bilancio dei rapporti maggioranza-opposizione?
Un’opposizione rigorosa sta mettendo alle corde un’amministrazione in affanno nel disegno della città. Per noi l’ordine del giorno della discussione va cambiato, ripartendo da alcune priorità: la mobilità urbana, l’ambiente, l’isolamento territoriale rispetto all’hinterland e alla Provincia, nonostante non ci siano più Cavalli e Corsini. Senza qualità dell’ambiente, della vita e dei servizi è impensabile riportare la gente in città: pensare che basti costruire è illusorio. Oggi si vedono i limiti di una giunta che è in difficoltà un po’ per problemi esterni e un po’ per pasticci suoi. E s’è incartata.
Massimo Tedeschi http://media.athesiseditrice.it/Gior...Oggi/index.php


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