Ma partiamo da lontano con le n/s domande.
D. L’Assemblea Generale dell’ONU il 6 dicembre 2006 ha adottato la “Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità”. Il Governo Prodi, non ha ratificato il Documento Internazionale, né ha adottato leggi appropriate. Il Governo Berlusconi ha ratificato la “Convenzione”. Lei ritiene possibile una politica sociale più adeguata nei confronti delle persone disabili,specie di quelle malate psichicamente?
R. Il Governo Berlusconi ha ratificato il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121 la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, ma all’art.2 approvando in toto quanto prescrive il Documento dell’ONU compreso il Protocollo Opzionale, ha messo in moto l’eutanasia e l’ha introdotta approvando gli art.23 e 25 a danno dei disabili fisici e degli handicappati psichici “generando” un Osservatorio Nazionale sulle condizioni delle persone con disabilità”.
Questo non è passato inosservato da parte del mondo della sofferenza, né da quello cattolico!
In maniera del tutto e molto sprovveduta questa ratifica è andata contro quanto prescrive la “Convenzione” con l’art. 10 “per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico scientifici”, con l’art.16 dove “si è contro ad ogni sfruttamento, violenza od abuso”, contro l’art.25 dove “si favorisce l’assistenza sanitaria ed impedisce il rifiuto agli alimenti o liquidi”, come nel caso Eluana Englaro.
Là si voleva togliere la “spina”, qua si protesta per l’eventuale applicazione del ”budget del ricoverato”.
Inoltre in contrasto con l’art.2 della Costituzione Italiana ( diritto alla vita), contro l’art.3 (uguaglianza della legge), contro l’art.32 ( nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad ogni persona di far udire la propria voce).
Con tre Petizioni al Parlamento Italiano ho esposto le preoccupazioni circa le modalità interpretative del voler associare i disabili con minorazioni fisiche con l’handicappato mentale richiedendo un emendamento per il riconoscimento della condizione di handicappato mentale secondo l’art.47 della “Convenzione”.
Inoltre ho richiesto l’emissione di un emendamento in base all’art.47 paragrafo 1) della “Convenzione” :
1.) per far riconoscere lo stato giuridico dell’handicappato mentale;
2.) nel rispetto della dignità umana precise riserve e tali da escludere ogni possibile riferimento all’eutanasia ed ad ogni metodo di sterilizzazione o modalità della salute riproduttiva di cui agli artt. 23 e 25 ,
3.) come recita l’art.4 della “Convenzione” ad adottare norme migliorative in un legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica che l’Italia deve applicare a parziale modifica
4.) se l’Italia, quale membro della Nazioni Unite e competente, a richiedere all’ONU la indizione di una “Giornata Mondiale sulla salute mentale”.
E’ auspicabile una politica sociale urgente!
Purtroppo, da pochissimo tempo, ci perviene dal Parlamento Europeo una allarmante Raccomandazione, approvata, per ”merito” della britannica On.Cristine Mc Cafferty, destinata ai 47 Paesi membri della UE sulla salute sessuale e riproduttiva che indice all’accesso dell’aborto i minori senza informare i genitori, alla sterilizzazione, fecondazione artificiale, all’eutanasia.
Non ci sorprende niente, essendo un prevalere delle SS ( Soldi e Sesso), ma ci amareggia la poca attenzione della comunità civile .!
D. La sanità deve agli sprechi la poca “attenzione” verso la tutela della sanità pubblica, specie nel non “rispondere” alle attese della salute mentale.”Cosa ne pensa?
R. La Sanità italiana, purtroppo occupa tra i Paesi Europei l’ultimo posto e deve la propria situazione deficitaria agli sprechi ed al mal utilizzo delle risorse finanziarie che ne ha molte!
Non è, quindi, una malasanità, ma una sanità molto malata!
In breve per rispondere alla seconda ipotesi richiesta, debbo dire che la salute mentale è un problema serio, grave ed urgente, forse, non bene recepito, anzi mal recepito da ben 32 anni.
La salute mentale è un valore che non può essere subordinato ad alcuna esigenza di ordine personale o di Stato, ma è un parametro al quale debbono essere subordinati tutti gli aspetti della vita personale e della collettività.
Il disagio psichico e la sofferenza mentale sono condizioni di grande rilevanza nella moderna società e causa di malessere.
Mi permetto di ricordare che uno dei problemi più scottanti di maggior rilievo che affliggono le famiglie dei disabili ( ciechi civili, sordomuti, invalidi, handicappati psichici) , è l’incertezza del “dopo” ( il “dopodinoi”), cioè del dopo la morte di colui/e che sostiene il peso dell’assistenza e del “durante” per ogni necessità, che non ho “vedo” nella “Convenzione dei diritti delle persone con disabilità dell’ONU”, né dai Governi che si sono succeduti fino ad oggi.
D: Dopo quanto accaduto al caso Englaro, si ha l’impressione, generalizzata nella pubblica opinione, che dietro la richiesta di autodeterminazione chiamato testamento biologico, in realtà, pare essere un tentativo di legittimare forme di eutanasia, sopratutto per persone disabili ed anziane. Lei è d’accordo?
R. In breve, secondo la mia impressione le “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” (A.C. n. 2350 Camera dei Deputati), sono “passaggi” mascherati ed intermedi per giungere alla applicazione di fatto dell’eutanasia, che prima poi prenderà piede essendo la terza trilogia sociale ( divorzio, aborto, eutanasia) come quanto è avvenuto in Olanda dove norme consentono questa “cultura della morte” su bambini malati o disabili fino al dodicesimo anno di età. Un delirio di autodistruzione, una idealità che non trova riscontro neppure nel pensiero laico-illuminista il cui “padre” Emanuele Kant , grande filosofo, condannava l’infanticidio, il suicidio e l’aborto.
D. Ma cosa è, cosa consiste questo “budget del ricoverato” che sta interessando anche l’opinione pubblica estera. Perfino i giornali londinesi e quelli svizzeri, ne hanno diffusamente “parlato”!
R. L’ho spiegato ampiamente il 10 dicembre 2009 nella Conferenza Stampa avvenuta nella Sala Conferenze di Palazzo Marini della Camera dei Deputati, notizie riportate da “Avvenire” l’11 dicembre 2009, da “Zenit” il 14 dicembre 2009, dalla Radio Vaticana 15 dicembre dall’Agenzia Giornalistica Internazionale Fidest ed ampiamente da “l’Italo Europeo” un giornale di Londra ( f.baglini@italoeuropeo.it ) dal “Ticino Libero” ed altri.
Mi sono permesso di ricordare tutto questo, non per valorizzare un mio senso egoistico, ma perché questa “situazione” è veduta con una certa “curiosità” all’estero, “cosa” che in Italia non desta, per ora, alcuna attenzione.
Comunque siamo in attesa di risposta, dal Parlamento Italiano, alla Petizione che abbiamo inoltrato e che è stata recepita dal Senato della Repubblica col n.191 ed assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità e col n.787 recepita dalla Camera dei Deputati ed assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali.
Questa “forma”, che ho “forgiato” col nome di “budget del ricoverato”, non trova riscontro nelle regole statutarie, ma, pare, che si possa trovare in alcune politiche sanitarie regionali e potrebbe consistere nel limitare, nel nome del risparmio, il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, disumanizzando il rapporto sociale.
In breve, i tagli ai Bilanci Sanitari Regionali potrebbero essere utilizzati per praticare una eutanasia mascherata nei confronti di tutti i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere, ancor drammatica e crudele se “utilizzata” su pazienti disabili, in tarda età od in fin di vita.
Ma quale legge “impone” questo “comandamento”?
Nella migliore ipotesi, il paziente, verrebbe trasferito nelle RSA ( Residenze Sanitarie Assistite), sempreché ci sia il posto disponibile visto che sono quasi sempre al completo.
A Roma e nel Lazio per un “taglio” sanitario regionale di bilancio, 1.200 pazienti nelle strutture alternative di riabilitazione dovevano essere dimessi entro il 31 dicembre 2009 e rinviati a casa. Quindi un rientro a casa, ma con la prospettiva di poca assistenza, condannando il paziente a lenta o lunga agonia. Quindi malati che non si possono tenere in casa. Viene spontaneo il pensare : ma allora cosa si deve fare?
E per queste perplessità, ripeto, se vere ripeto, attendiamo una risposta dalle Camere Legislative e dal Governo Berlusconi.
Questa “budget del ricoverato” nulla a che fare con il testamento biologico, essendo quest’ultimo una indicazione di volontà personale, mentre l’eutanasia è il procurare ad un ammalato la fine della sua esistenza.
Questo “budget del ricoverato” è il perfetto contrario dei casi Englaro- Welbi-Crisafulli dove la preminenza è nello staccare la “spina”, qua non la si vuol “staccare”.Tutto ciò è un relativismo che ci porta a considerare la vita senza valore, dove ripeto potrebbe portare alla così detta “pietas”, situazione che potrebbe coinvolgere persone anziane, non autosufficienti, malati psico-fisici, tutti uniti nell’abbraccio della sofferenza e della solitudine.
D. Ma lo Stato od il Governo cosa possono fare per evitare questo.
R. Ritengo essenziale che le Autorità pubbliche, ripeto, adottino una opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona, soprattutto debole ed indifesa come i malati di Alzheimer, malati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali, malati in tarda età o disabili, il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita.
Queste “metodologie” richiamano l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, quali pratiche biomediche, che spianarono la strada alle terribili selezioni del genere umano avvenute in anni non molto lontani, sono “misure” che offendono la dignità della persona e che negano il diritto alla vita.
Mi auguro che non sia così, quindi è prioritaria una chiarificazione da parte, ripeto, delle Istituzioni e dal Governo..
D:Gli invalidi civili al 100% percepiscono 256,67 euro al mese. Non le pare una vergognosa situazione?
R. Questo argomento, le cui finalità Lei mi prospetta, è ampiamente da me condiviso come dall’opinione pubblica, in quanto questa somma consente al disabile solo sopravvivenza, un provvedimento finanziario davvero poco collegato agli indicatori dell’inflazione del costo della vita.
E’ una provvidenza economica al di sotto del minimo vitale della soglia di povertà fissata in 600 euro al mese.
Considero pienamente essere una situazione vergognosa che dovrebbe far riflettere le Istituzioni, specie quando le spese vengono effettuate per viaggi all’estero, parate militari, ricevimenti, auto blu, telefonini… ed altro!
D. In fine cosa direbbe al Presidente Berlusconi se lo incontrasse per strada!
R. E’ un po’ difficile che questo avvenga, comunque direi :
Signor Presidente, il popolo italiano non dimentica ed apprezza quanto ha fatto di positivo per l’Italia, per come ha mantenuta la promessa nella rimozione della spazzatura a Napoli, per quanto ha fatto per i terremotati all’Aquila, per come ha indirizzato il G8, ma soprattutto per la riconquistata fiducia che abbiamo all’estero.
Ma non dimentichi delle priorità che necessita il Paese e soprattutto dei più deboli, dei più bisognosi e dei veri poveri.
In mezzo alle Sue innumerevoli incombenza, siano esse buone o non comprese, non deve dimenticare i malati psico-fisici, le loro famiglie e la famiglia in genere ( che troppi “dicono impropriamente” di difenderla ).
Le chiedo per questi diversamente abili, specialmente per i malati psichici che attendono da ben 32 anni una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica, ci sarà una Sua risposta politica tanto da lasciare un segno positivo?
Le chiedo inoltre, se sono vere le notizie che circolano nelle corsie ospedaliere italiane, dove si impone in nome del risparmio limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini restringendo i tempi di degenza, ma cosa gravissima se compiuta su disabili, in tarda età ed ancor più terribile in fase agonizzante ?
Se la situazione è questa, allora è eutanasia, che il mondo della sofferenza e quello cattolico rifiuta categoricamente.
Ci può rispondere ? Intanto attendiamo fiduciosi!
D. L’Assemblea Generale dell’ONU il 6 dicembre 2006 ha adottato la “Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità”. Il Governo Prodi, non ha ratificato il Documento Internazionale, né ha adottato leggi appropriate. Il Governo Berlusconi ha ratificato la “Convenzione”. Lei ritiene possibile una politica sociale più adeguata nei confronti delle persone disabili,specie di quelle malate psichicamente?
R. Il Governo Berlusconi ha ratificato il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121 la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, ma all’art.2 approvando in toto quanto prescrive il Documento dell’ONU compreso il Protocollo Opzionale, ha messo in moto l’eutanasia e l’ha introdotta approvando gli art.23 e 25 a danno dei disabili fisici e degli handicappati psichici “generando” un Osservatorio Nazionale sulle condizioni delle persone con disabilità”.
Questo non è passato inosservato da parte del mondo della sofferenza, né da quello cattolico!
In maniera del tutto e molto sprovveduta questa ratifica è andata contro quanto prescrive la “Convenzione” con l’art. 10 “per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico scientifici”, con l’art.16 dove “si è contro ad ogni sfruttamento, violenza od abuso”, contro l’art.25 dove “si favorisce l’assistenza sanitaria ed impedisce il rifiuto agli alimenti o liquidi”, come nel caso Eluana Englaro.
Là si voleva togliere la “spina”, qua si protesta per l’eventuale applicazione del ”budget del ricoverato”.
Inoltre in contrasto con l’art.2 della Costituzione Italiana ( diritto alla vita), contro l’art.3 (uguaglianza della legge), contro l’art.32 ( nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad ogni persona di far udire la propria voce).
Con tre Petizioni al Parlamento Italiano ho esposto le preoccupazioni circa le modalità interpretative del voler associare i disabili con minorazioni fisiche con l’handicappato mentale richiedendo un emendamento per il riconoscimento della condizione di handicappato mentale secondo l’art.47 della “Convenzione”.
Inoltre ho richiesto l’emissione di un emendamento in base all’art.47 paragrafo 1) della “Convenzione” :
1.) per far riconoscere lo stato giuridico dell’handicappato mentale;
2.) nel rispetto della dignità umana precise riserve e tali da escludere ogni possibile riferimento all’eutanasia ed ad ogni metodo di sterilizzazione o modalità della salute riproduttiva di cui agli artt. 23 e 25 ,
3.) come recita l’art.4 della “Convenzione” ad adottare norme migliorative in un legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica che l’Italia deve applicare a parziale modifica
4.) se l’Italia, quale membro della Nazioni Unite e competente, a richiedere all’ONU la indizione di una “Giornata Mondiale sulla salute mentale”.
E’ auspicabile una politica sociale urgente!
Purtroppo, da pochissimo tempo, ci perviene dal Parlamento Europeo una allarmante Raccomandazione, approvata, per ”merito” della britannica On.Cristine Mc Cafferty, destinata ai 47 Paesi membri della UE sulla salute sessuale e riproduttiva che indice all’accesso dell’aborto i minori senza informare i genitori, alla sterilizzazione, fecondazione artificiale, all’eutanasia.
Non ci sorprende niente, essendo un prevalere delle SS ( Soldi e Sesso), ma ci amareggia la poca attenzione della comunità civile .!
D. La sanità deve agli sprechi la poca “attenzione” verso la tutela della sanità pubblica, specie nel non “rispondere” alle attese della salute mentale.”Cosa ne pensa?
R. La Sanità italiana, purtroppo occupa tra i Paesi Europei l’ultimo posto e deve la propria situazione deficitaria agli sprechi ed al mal utilizzo delle risorse finanziarie che ne ha molte!
Non è, quindi, una malasanità, ma una sanità molto malata!
In breve per rispondere alla seconda ipotesi richiesta, debbo dire che la salute mentale è un problema serio, grave ed urgente, forse, non bene recepito, anzi mal recepito da ben 32 anni.
La salute mentale è un valore che non può essere subordinato ad alcuna esigenza di ordine personale o di Stato, ma è un parametro al quale debbono essere subordinati tutti gli aspetti della vita personale e della collettività.
Il disagio psichico e la sofferenza mentale sono condizioni di grande rilevanza nella moderna società e causa di malessere.
Mi permetto di ricordare che uno dei problemi più scottanti di maggior rilievo che affliggono le famiglie dei disabili ( ciechi civili, sordomuti, invalidi, handicappati psichici) , è l’incertezza del “dopo” ( il “dopodinoi”), cioè del dopo la morte di colui/e che sostiene il peso dell’assistenza e del “durante” per ogni necessità, che non ho “vedo” nella “Convenzione dei diritti delle persone con disabilità dell’ONU”, né dai Governi che si sono succeduti fino ad oggi.
D: Dopo quanto accaduto al caso Englaro, si ha l’impressione, generalizzata nella pubblica opinione, che dietro la richiesta di autodeterminazione chiamato testamento biologico, in realtà, pare essere un tentativo di legittimare forme di eutanasia, sopratutto per persone disabili ed anziane. Lei è d’accordo?
R. In breve, secondo la mia impressione le “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” (A.C. n. 2350 Camera dei Deputati), sono “passaggi” mascherati ed intermedi per giungere alla applicazione di fatto dell’eutanasia, che prima poi prenderà piede essendo la terza trilogia sociale ( divorzio, aborto, eutanasia) come quanto è avvenuto in Olanda dove norme consentono questa “cultura della morte” su bambini malati o disabili fino al dodicesimo anno di età. Un delirio di autodistruzione, una idealità che non trova riscontro neppure nel pensiero laico-illuminista il cui “padre” Emanuele Kant , grande filosofo, condannava l’infanticidio, il suicidio e l’aborto.
D. Ma cosa è, cosa consiste questo “budget del ricoverato” che sta interessando anche l’opinione pubblica estera. Perfino i giornali londinesi e quelli svizzeri, ne hanno diffusamente “parlato”!
R. L’ho spiegato ampiamente il 10 dicembre 2009 nella Conferenza Stampa avvenuta nella Sala Conferenze di Palazzo Marini della Camera dei Deputati, notizie riportate da “Avvenire” l’11 dicembre 2009, da “Zenit” il 14 dicembre 2009, dalla Radio Vaticana 15 dicembre dall’Agenzia Giornalistica Internazionale Fidest ed ampiamente da “l’Italo Europeo” un giornale di Londra ( f.baglini@italoeuropeo.it ) dal “Ticino Libero” ed altri.
Mi sono permesso di ricordare tutto questo, non per valorizzare un mio senso egoistico, ma perché questa “situazione” è veduta con una certa “curiosità” all’estero, “cosa” che in Italia non desta, per ora, alcuna attenzione.
Comunque siamo in attesa di risposta, dal Parlamento Italiano, alla Petizione che abbiamo inoltrato e che è stata recepita dal Senato della Repubblica col n.191 ed assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità e col n.787 recepita dalla Camera dei Deputati ed assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali.
Questa “forma”, che ho “forgiato” col nome di “budget del ricoverato”, non trova riscontro nelle regole statutarie, ma, pare, che si possa trovare in alcune politiche sanitarie regionali e potrebbe consistere nel limitare, nel nome del risparmio, il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, disumanizzando il rapporto sociale.
In breve, i tagli ai Bilanci Sanitari Regionali potrebbero essere utilizzati per praticare una eutanasia mascherata nei confronti di tutti i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere, ancor drammatica e crudele se “utilizzata” su pazienti disabili, in tarda età od in fin di vita.
Ma quale legge “impone” questo “comandamento”?
Nella migliore ipotesi, il paziente, verrebbe trasferito nelle RSA ( Residenze Sanitarie Assistite), sempreché ci sia il posto disponibile visto che sono quasi sempre al completo.
A Roma e nel Lazio per un “taglio” sanitario regionale di bilancio, 1.200 pazienti nelle strutture alternative di riabilitazione dovevano essere dimessi entro il 31 dicembre 2009 e rinviati a casa. Quindi un rientro a casa, ma con la prospettiva di poca assistenza, condannando il paziente a lenta o lunga agonia. Quindi malati che non si possono tenere in casa. Viene spontaneo il pensare : ma allora cosa si deve fare?
E per queste perplessità, ripeto, se vere ripeto, attendiamo una risposta dalle Camere Legislative e dal Governo Berlusconi.
Questa “budget del ricoverato” nulla a che fare con il testamento biologico, essendo quest’ultimo una indicazione di volontà personale, mentre l’eutanasia è il procurare ad un ammalato la fine della sua esistenza.
Questo “budget del ricoverato” è il perfetto contrario dei casi Englaro- Welbi-Crisafulli dove la preminenza è nello staccare la “spina”, qua non la si vuol “staccare”.Tutto ciò è un relativismo che ci porta a considerare la vita senza valore, dove ripeto potrebbe portare alla così detta “pietas”, situazione che potrebbe coinvolgere persone anziane, non autosufficienti, malati psico-fisici, tutti uniti nell’abbraccio della sofferenza e della solitudine.
D. Ma lo Stato od il Governo cosa possono fare per evitare questo.
R. Ritengo essenziale che le Autorità pubbliche, ripeto, adottino una opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona, soprattutto debole ed indifesa come i malati di Alzheimer, malati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali, malati in tarda età o disabili, il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita.
Queste “metodologie” richiamano l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, quali pratiche biomediche, che spianarono la strada alle terribili selezioni del genere umano avvenute in anni non molto lontani, sono “misure” che offendono la dignità della persona e che negano il diritto alla vita.
Mi auguro che non sia così, quindi è prioritaria una chiarificazione da parte, ripeto, delle Istituzioni e dal Governo..
D:Gli invalidi civili al 100% percepiscono 256,67 euro al mese. Non le pare una vergognosa situazione?
R. Questo argomento, le cui finalità Lei mi prospetta, è ampiamente da me condiviso come dall’opinione pubblica, in quanto questa somma consente al disabile solo sopravvivenza, un provvedimento finanziario davvero poco collegato agli indicatori dell’inflazione del costo della vita.
E’ una provvidenza economica al di sotto del minimo vitale della soglia di povertà fissata in 600 euro al mese.
Considero pienamente essere una situazione vergognosa che dovrebbe far riflettere le Istituzioni, specie quando le spese vengono effettuate per viaggi all’estero, parate militari, ricevimenti, auto blu, telefonini… ed altro!
D. In fine cosa direbbe al Presidente Berlusconi se lo incontrasse per strada!
R. E’ un po’ difficile che questo avvenga, comunque direi :
Signor Presidente, il popolo italiano non dimentica ed apprezza quanto ha fatto di positivo per l’Italia, per come ha mantenuta la promessa nella rimozione della spazzatura a Napoli, per quanto ha fatto per i terremotati all’Aquila, per come ha indirizzato il G8, ma soprattutto per la riconquistata fiducia che abbiamo all’estero.
Ma non dimentichi delle priorità che necessita il Paese e soprattutto dei più deboli, dei più bisognosi e dei veri poveri.
In mezzo alle Sue innumerevoli incombenza, siano esse buone o non comprese, non deve dimenticare i malati psico-fisici, le loro famiglie e la famiglia in genere ( che troppi “dicono impropriamente” di difenderla ).
Le chiedo per questi diversamente abili, specialmente per i malati psichici che attendono da ben 32 anni una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica, ci sarà una Sua risposta politica tanto da lasciare un segno positivo?
Le chiedo inoltre, se sono vere le notizie che circolano nelle corsie ospedaliere italiane, dove si impone in nome del risparmio limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini restringendo i tempi di degenza, ma cosa gravissima se compiuta su disabili, in tarda età ed ancor più terribile in fase agonizzante ?
Se la situazione è questa, allora è eutanasia, che il mondo della sofferenza e quello cattolico rifiuta categoricamente.
Ci può rispondere ? Intanto attendiamo fiduciosi!
http://www.sordionline.com/iNews/View.asp?ID=17281



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